Non solo notizie e siti di news: Google Discover, il servizio che nei mesi scorsi ha sostituito Google Feed e che è stato lanciato con l’obiettivo di migliorare la user experience di quanti utilizzano Google Search, è una utile e poderosa fonte di traffico organico per molte tipologie di siti, che devono quindi conoscere lo strumento di Google per provare a comparire nell’elenco di contenuti mostrato agli utenti. Ecco allora una guida a Google Discover, sintetica ma piuttosto completa, per provare a intercettare le ormai famose ricerche senza query.

Che cos’è Google Discover

Il Search Central Blog di Google riassume brevemente che cos’è Discover, definendolo un sistema popolare per consentire agli utenti di restare aggiornati su tutti i loro argomenti preferiti, anche quando non effettuano ricerche. Come accennato, Discover è il nuovo nome attribuito a Google Feed che mostra i topic e le notizie relative agli articoli di interesse, come news sulla squadra del cuore o temi di attualità e cronaca, senza necessità di utilizzare ogni volta la ricerca di Google e lanciare query.

Come funziona Google Discover da mobile - https://webmasters.googleblog.com/

Come funziona Google Discover

Pensata per gli utenti mobile, la “Discover experience” si vive attraverso l’app Google, sulla home page mobile di Google.com oppure scorrendo il dito direttamente dalla schermata iniziale sui telefoni Pixel. Dal lancio avvenuto nel 2017 il servizio ha avuto una crescita significativa e già nel 2019, secondo Big G, aiutava oltre 800 milioni di utenti attivi al mese a trovare ispirazioni ed esplorare nuove informazioni mostrando loro articoli, video e altri contenuti sugli argomenti che più rispondono ai loro interessi.

I contenuti su Google Discover

I contenuti in Discover non sono limitati alle news o agli argomenti di strettissima attualità, perché il servizio naviga il “meglio” del Web a prescindere dalla data di pubblicazione, fornendo agli utenti segnalazioni su ricette, storie di “human interest“, video di moda e così via.

Come apparire in Discover

Per l’inclusione in Discover i siti non devono utilizzare tag speciali o particolari dati strutturati, perché il sistema si basa semplicemente sugli algoritmi di Google: in pratica, le pagine sono idonee se Google le indicizza e se rispondono alle norme relative ai contenuti di Google News. Il ranking dei contenuti di Discover deriva dalla valutazione della qualità dei contenuti e della corrispondenza tra i contenuti della pagina e gli interessi dell’utente, che hanno la possibilità di seguire direttamente gli argomenti suggeriti e di interagire con Google per segnalare se desiderano vedere più o meno notizie correlate a un argomento specifico.

Google Discover e le ricerche query-less

Ricapitolando: Google Discover è il feed di contenuti personalizzati creato da Google, che offre in modo proattivo articoli pertinenti agli utenti. Si tratta della versione aggiornata e ridisegnata del vecchio Google Feed, che già al momento del lancio (nel settembre 2018) veniva definito “un’esperienza innovativa per aiutarti a scoprire contenuti freschi e interessanti sui topic che davvero ti interessano”.

Scriveva così Karen Corby, group product manager per Google Search, che spiegava nell’occasione anche i tre grandi passi in avanti che lo strumento avrebbe consentito al sistema di Ricerca: l’evoluzione da “semplici risposte a journey complete”, “dalla necessità di eseguire query a un modo queryless di ottenere informazioni” e infine “da informazioni testuali a modalità più visual”.

Il sistema di Google Discover

Discover è disponibile per gli utenti che usano dispositivi mobile in varie forme: sull’app Google, nella schermata a destra della home per vari dispositivi Android e aprendo Google.com in tutti i browser mobili (quando si accede a un account Google).

Il feed utilizza l’intelligenza artificiale per adattare il contenuto mostrato al singolo utente ad articoli e informazioni che l’algoritmo ritiene interessanti per lui, in base alla cronologia delle ricerche passate, alla cronologia del browser e ad altre informazioni come attività dell’app e posizione, organizzando le notizie in un’interfaccia basata su schede molto evidenti, di dimensioni abbastanza grandi e piuttosto allettanti.

In particolare, usa due meccanismi principali per determinare quali contenuti mostrare:

  • Google News AI / ML per portare una varietà di prospettive sulle ultime notizie.
  • Topic Layer nel Knowledge Graph per comprendere gli interessi degli utenti e come progrediscono nel tempo.

Le persone possono inoltre interagire con il sistema per segnalare a Google se vogliono più o meno contenuti su quell’argomento o se vogliono evitare la comparsa di siti specifici, con possibilità inoltre di segnalare articoli ritenuti inappropriati per cause come “informazioni ingannevoli o sensazionali, violente o ripugnanti, incitanti all’odio, offensive e altro”.

La portata innovativa del feed di Google

Oltre a fornire ultime notizie di attualità, Google Discover ha gli obiettivi più ampi di rendere “l’esplorazione dei tuoi interessi più semplice che mai” e, come detto, di spostare il focus della ricerca, portando informazioni istantanee e migliorando la comprensione di user journey più complesse.

Grazie al suo “accesso infinito alle informazioni, Google sta cercando di filtrare ed evidenziare i contenuti per l’utente che vaga in Internet”, sostiene Abby Hamilton su SearchEngineJournal presentando la sua guida definitiva alla scoperta dello strumento e alle ottimizzazioni per intercettare questa importante fonte di traffico organico.

Prevedere e intercettare gli interessi degli utenti

In questo sistema, che come detto rappresenta per Google l’ultima innovazione nella “ricerca senza query“, la comprensione del singolo utente sostituisce la comprensione di una singola query classica. Pertanto, al centro di Discover c’è l’utente, il fulcro centrale di questa esperienza, e tutte le informazioni sono usate per identificare e visualizzare gli argomenti – o interessi – che Google ritiene siano pertinenti per lui.

Per comprendere meglio gli interessi che appaiono in Google Discover, l’autrice ha esaminato oltre 700 tipologie fornite dai membri della SEO Community, anticipando che si tratta di una “dimensione del campione straordinariamente piccola rispetto a tutti i potenziali interessi” che permette comunque “alcune osservazioni degne di nota”.

Gli interessi più frequenti in Google Discover

In generale, sembra che le notizie che compaiono più frequentemente sono quelli relativi alle categorie sport e intrattenimento e alle attività da fare nel tempo libero, come hobby o passioni particolari. Inoltre, si evidenzia anche una forte presenza dei brand, perché quasi ogni presentazione includeva marchi specifici o aziende locali, proponendo agli utenti i contenuti di negozi e ristoranti preferiti.

Non solo news di attualità

Come dicevamo, uno degli obiettivi di Google Discover è quello di offrire nuovi contenuti e, scorrendo il feed, si incappa principalmente in notizie. Tuttavia, anche siti di altri settori hanno iniziato a vedere traffico in arrivo da Discover attraverso i report della Google Search Console, e questo ha portato Hamilton ad approfondire questo aspetto (tutte le immagini successive sono dall’articolo linkato di SearchEngineJournal).

La media del CTR per settore di sito in Discover

Così, ha analizzato 12 mesi di traffico di Google Discover verso oltre 11mila URL da 62 domini, scoprendo che:

  • Il 46% proveniva da siti di notizie.
  • Il 44% proveniva da siti di e-commerce.
  • Il 7% proveniva da siti di intrattenimento.
  • Il 2% proveniva da siti di viaggio.
  • Il restante 1% proveniva da altri settori tra cui B2B, automotive, formazione scolastica, finanza e salute.

I risultati della ricerca

Molto interessanti anche i successivi focus di questo studio. Innanzitutto, emerge che i siti di notizie hanno ricevuto il 99% dei clic (pur essendo meno della metà delle schede mostrate) e hanno ottenuto molti più clic per pagina.

Distribuzione delle tipologie di siti in Discover

  • Discover come fonte di traffico per raggiungere un pubblico più vasto

Un dominio di notizie oggetto dell’analisi ha visto oltre il 30% del suo traffico web totale proveniente da Discover, mentre altri editori hanno riferito che in alcuni mesi Google Discover ha portato più traffico rispetto alla ricerca organica tradizionale.

Ci potrebbe essere una spiegazione per questi dati: “i contenuti delle notizie potrebbero essere mostrati a un vasto pubblico, mentre i contenuti di altri settori sono rivolti a un pubblico più piccolo in base a interessi specifici”, ipotizza Hamilton.

  • I post dei blog funzionano

Per i siti non di notizie, il restante 1% dei clic (che comunque sono più di 1 milione in un anno) sono stati dispersi tra diversi tipi di contenuti. Tra tutti i settori, il più diffuso sono i post sui blog, in particolare quelli estremamente rilevanti per interessi / hobby specifici, come l’escursionismo, il trucco e l’alimentazione.

Inoltre:

  • Il 49% dei clic sui siti di e-commerce va sulle pagine dei prodotti, che includono sia le categorie che le pagine con dettagli.
  • L’intrattenimento vede la maggiore percentuale di clic (16%) sulle pagine con un video come contenuto principale (ad esempio interviste al cast o trailer di film).
  • Le offerte speciali, principalmente offerte di viaggio o hotel con prezzi a tempo/disponibilità limitati, hanno rappresentato la percentuale maggiore di clic sui siti di viaggio (53%).

Per i siti non news, quindi, emerge che i contenuti vincenti sono quelli fortemente focalizzati sugli interessi, che vengono probabilmente mostrati a un pubblico più piccolo ma più mirato.

  • Il traffico in Discover ha in genere breve durata

In linea con l’attenzione di Discover sulla proposta di contenuti freschi, la maggior parte degli URL dello studio ha ricevuto traffico solo per 3-4 giorni, con un picco che si è verificato 1-2 giorni dopo la pubblicazione.

Tuttavia, alcuni contenuti più vecchi e di tipo evergreen sono stati in grado di ottenere un traffico a più lungo termine (fino a 183 giorni), incontrando gli interessi di utenti nuovi o in evoluzione. L’autrice sottolinea che, nella sua esperienza personale, quando ha visto schede con contenuto evergreen nel suo feed Discover personale aveva “cercato su Google topic simili due o tre giorni prima”.

Il traffico di un evergreen in Discover

  • Gli utenti cliccano sui contenuti Discover

Una delle prime cose che emergono dai dati su Google Discover è l’alta percentuale di clic (CTR) per tutte le pagine analizzate, che arriva all’11%; escludendo i siti di notizie, il CTR medio scende al 6%, un valore comunque molto interessante.

La media del CTR in Google Discover

Guardando infatti le performance degli stessi 62 domini nel sistema di Ricerca tradizionale, il CTR scende al 4%, ma ci sono alcuni aspetti da considerare: “i numeri non possono essere confrontati direttamente poiché il CTR viene calcolato come clic diviso impressioni uguale CTR, mentre le impressioni in Discover vengono misurate in modo diverso rispetto alla ricerca tradizionale”.

Nello specifico, come ricorda la Guida di Google:

  • L’URL di un link registra un’impressione quando appare in un risultato di ricerca di un utente, che apre la pagina contenente questo risultato (anche se il risultato non è reso visibile nella pagina tramite scorrimento).
  • In Discover, un’impressione è conteggiata solo quando l’utente scorre una scheda per consultarla, e viene assegnata all’URL della pagina di origine.

Quindi, in definitiva, sappiamo che le pagine di Google Discover registrano percentuali di clic più elevate rispetto alla ricerca tradizionale, ma anche che questo può essere il risultato della differenza nel modo in cui vengono misurate le impressioni, piuttosto che una differenza nel comportamento dell’utente.

Cos’è il Google Discover Report in Search Console

A partire dal 2019 è stato introdotto anche un Discover report in Search Console, disponibile per i siti che hanno accumulato una significativa visibilità in Discover. Secondo i Googlers Michael Huzman e Ariel Kroszynski, il report può essere utile per capire come ottimizzare la strategia dei contenuti offerti sui siti e aiutare gli utenti a scoprire informazioni coinvolgenti, sia nuove e di attualità che evergreen.

I dati su Discover in Search Console

Il rapporto sul rendimento per Discover (la traduzione italiana disponibile per questo servizio) offre informazioni che riguardano la frequenza con la quale un sito viene visualizzato dagli utenti e quale traffico generano queste visite, quali contenuti hanno il miglior rendimento, quali sono le differenze tra le performance su Discover e i tradizionali risultati di ricerca. Si tratta di importanti metriche riguardanti le prestazioni del sito e il traffico su Discover e, per il momento, è visibile solo se la proprietà ha raggiunto una soglia minima di impressioni sul servizio di Google nei precedenti 16 mesi.

Come funziona il report Discover

Il report in Google Search Console serve a condividere statistiche pertinenti sul traffico di Discover: la visualizzazione predefinita mostra clic, impressioni e CTR (percentuale di clic) media per la proprietà, ma con molte possibilità di personalizzazione, di filtro dei dati e di confronto tra gruppi di dimensione. Google segnala che “tutte le metriche della pagina sono assegnate all’URL canonico e non alla pagina in cui l’utente viene indirizzato quando fa clic su un risultato di Discover” e, quindi, nel caso di siti con pagine AMP e desktop ci sono valori relativi solo alla proprietà desktop, che in genere è quella canonica.

Come interpretare le metriche in Discover

Come detto, il report di Discover in Search Console mostra tre tipologie di metriche – impressioni, posizione e clic – che Google ha provveduto a definire. L’URL di un link registra un’impressione quando appare in un risultato di ricerca di un utente e l’utente apre la pagina contenente questo risultato; la posizione riguarda appunto il modo e il luogo in cui un elemento viene mostrato nella pagina dei risultati di ricerca di Google, e quindi link tradizionali della SERP, carosello AMP, riquadro informazioni, schede Knowledge Graph, featured snippet eccetera.

La posizione e il clic per Google Discover

Google calcola la posizione dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra (questa regola generale vale a prescindere dalle variabili come tipo di dispositivo utilizzato, funzioni di ricerca e dimensioni del display) e il valore di posizione “indica la posizione del link più in alto nei risultati di ricerca che conduce al tuo sito o a una delle tue pagine, calcolato come media tra tutte le query in cui è apparso il tuo sito” e viene registrato solo se il link riceve un’impressione.

L’ultimo dato segnalato è quello dei clic, che sono le interazioni dell’utente sulla pagina: per Google, “ogni clic che indirizza l’utente a una pagina esterna alla Ricerca Google è contato come un clic, a differenza dei clic su link che fanno rimanere l’utente all’interno dei risultati di ricerca”, che vengono definiti perfezionamento query.

Come connettersi agli utenti tramite Discover

La differenza concettuale di Discover impone a chi gestisce un sito e intende intercettare questo traffico di fare un passo in avanti per comprendere cosa vogliono gli utenti. Nella ricerca tradizionale, le query fungono da punto di connessione tra il search intent – l’esigenza concreta e immediata di una persona – e il contenuto pertinente (ad esempio, l’utente ha fame, cerca [cibo vicino a me] e Google mostra i ristoranti nelle vicinanze).

Google Discover mostra i contenuti prima che si verifichi l’esigenza di un utente, “alimentati dalla forza della corrispondenza tra il contenuto di un articolo e gli interessi”, come dice sempre Big G. Senza la keyword research e i rapporti sulle query, il tradizionale processo di creazione dei contenuti è limitato, ma ci sono ancora modi per aumentare le possibilità di apparire in Discover.

Avere un sito mobile friendly

Google Discover è accessibile solo su dispositivi mobili, quindi avere un sito mobile friendly è quasi un requisito minimo per sperare di entrare nel feed: controlliamo il Rapporto Usabilità su dispositivi mobili di Google Search Console per assicurarci che non vi siano errori.

Incentrare i contenuti su entità

Gli interessi sono entità, oggetti o concetti che possono essere identificati in modo univoco e che coprono qualsiasi aspetto, come hobby, attività di nicchia, brand, persone o aziende.

Lo strumento Knowledge Graph Search di SEOZoom può essere molto utile in questo senso, perché permette di scoprire le entità riconosciute da Google e le relazioni tra loro, così da comprendere quali entity sono associate al nostro brand, settore, prodotti e quindi trovare potenziali punti di connessione con i nostri utenti.

Creare contenuti di qualità

Come già dicevamo in altre occasioni, la strada SEO per Discover è sempre la stessa: creare contenuti di qualità, che siano rilevanti, utili e soprattutto interessanti per il target ipotizzato.

Svincolati dal “volume di ricerca” e dalle tattiche SEO, possiamo scrivere contenuti un po’ più liberi, approfondendo i punti di connessione identificati e creando testi che possano davvero incuriosire gli utenti e invogliarli a leggere.

Nell’articolo su consiglia ad esempio di identificare le intersezioni e le relazioni tra i topic (ad esempio, “consigli per allenamento in casa” piuttosto che “migliori ristoranti vicino a…”), cercando di associare il contenuto agli eventi attuali.

Inserire immagini di alta qualità

Anche del tema delle immagini in Discover abbiamo già parlato, ricordando di come in questo caso funzioni davvero e in modo quasi letterale il detto “una foto vale più di mille parole”. Il miglior modo per avere una spinta sul feed è utilizzare immagini di grandi dimensioni e di alta qualità, con una larghezza di almeno 1.200 pixel, e i risultati sono concreti: secondo Google, chi ottimizza in questo modo i suoi contenuti ottiene un aumento del 5% della percentuale di clic.

Impostare una strategia video

Non bisogna infine trascurare l’impatto dei video, che hanno un’enorme presenza in Discover in linea con l’obiettivo di Google di fornire modi più visivi di trovare informazioni.
Nella ricerca di Hamilton, i video rappresentavano solo il 17% dei contenuti, ma nell’analisi non sono inclusi i dati per YouTube, che ospita la maggior parte dei video che appaiono in Google Discover. Questo fattore potrebbe essere difficile da misurare, ma la creazione di video accattivanti e l’ottimizzazione del canale YouTube potrebbero aiutare ad aumentare la presenza del nostro brand in Discover e anche nella ricerca tradizionale, poiché il 19% dei risultati di ricerca desktop include caroselli video e il 92% di questi video proviene da Youtube.