È arrivato il momento di parlare in dettaglio della SEO tecnica, cercando di delineare in maniera chiara gli ambiti di intervento e le azioni concrete di questa attività, che abbiamo incontrato in altri approfondimenti e che merita una discussione più ampia.

Cos’è l’ottimizzazione SEO tecnica

Partiamo dalla definizione: con l’espressione SEO tecnica si fa riferimento a tutte le operazioni di ottimizzazione SEO del sito che non riguarda direttamente il contenuto. Quindi, è l’insieme di interventi e di accorgimenti (per l’appunto tecnici) che servono per rendere un sito performante, offrire una migliore user experience ai visitatori e dare ai contenuti una struttura che massimizzi le probabilità di posizionarsi su Google.

Comprendere come funzionano i crawler e come vedono il sito

Concentrarsi sugli aspetti tecnici della SEO significa cercare di capire come funzionano i crawler dei motori di ricerca, tipo Googlebot per Google, come eseguono la scansione del sito e come indicizzano i contenuti. Il “come” bisogna interpretarlo sia in senso modale (modo in cui lo eseguono), sia in senso qualitativo: partendo da questi dati, si può poi lavorare a migliorare gli aspetti più critici che possono bloccare il progetto online, usando anche gli strumenti giusti per verificare i vari elementi (uno su tutti, il nostro SEO spider!).

Un recente articolo di Search Engine Watch mette in evidenza quali sono attualmente le aree prioritarie del sito verso cui concentrare il lavoro di ottimizzazione tecnica:

  1. Rendere il sito navigabile e scansionabile
  2. Migliorare il crawl budget
  3. Perfezionare la struttura del sito
  4. Curare la velocità delle pagine
  5. Verificare che il sito sia mobile friendly
  6. Usare dati strutturati.

Garantire che il sito sia indicizzabile e scansionabile

Prima del posizionamento, lo sappiamo, ci sono le attività di indexing e crawling eseguite dai bot dei motori di ricerca: per questo, il primo aspetto è assicurarsi che il sito sia effettivamente pronto per l’indicizzazione e la scansione dei crawler, che non ci siano pagine bloccate nel file robots.txt e che non sussistano problemi di rendering o di link.

Gli interventi tecnici SEO su paginazione, rendering e pagine orfane

È importante menzionare che, anche grazie al nuovo Googlebot evergreen, Google può eseguire il rendering di tutti i tipi di risorse (compreso JavaScript), ma se gli elementi sono bloccati dall’indicizzazione non è possibile mostrare le pagine nel modo corretto. Un altro problema è rappresentato dalle pagine orfane che, come dicevamo in altri articoli, sono quelle non linkate da nessun’altra pagina del sito e pertanto quasi invisibili ai motori di ricerca, mentre per la paginazione ci sono vari consigli da seguire (ricordando che Google non segue più gli attributi rel=prev/next).

Migliorare la gestione del crawl budget

Di crawl budget abbiamo parlato di frequente dalle pagine del nostro blog, ad esempio definendo cos’è il tempo che Google dedica al sito, spiegando perché il crawl budget è importante per la SEO e come misurare questo parametro grazie agli strumenti di SEOZoom.

Dunque, aggiungiamo solo alcuni spunti di azione concreta da aggiungere alla lista dei controlli da fare per ottimizzare la SEO tecnica del sito e assicurarsi che il crawl budget sia destinato alle pagine più importanti:

  • Verificare che le pagine rilevanti siano effettivamente scansionabili;
  • evitare le lunghe catene di redirect;
  • correggere le pagine rotte (soprattutto con status code error 404);
  • ripulire la sitemap da tutte le pagine errate o non più esistenti, redirect non necessari, pagine non canonical o bloccate;
  • usare una regola disallow in robots.txt sulle pagine che non hanno valore SEO (come la privacy policy, termini e condizioni, vecchie promozioni);
  • gestire in modo efficace la linking interna;
  • rispettare i parametri URL e segnalare eventuali Url dinamici a Google tramite la Search Console.

Una sitemap efficace e una struttura leggera per la SEO

Proseguendo il lavoro di efficientamento, risulta fondamentale offrire ai motori di ricerca una sitemap aggiornata, concisa e pulita (e quindi senza errori), che consente loro di trovare il sito, leggerne la struttura e scoprire sia i contenuti più importanti che quelli nuovi. Questo è uno degli aspetti decisivi per avere una struttura SEO funzionale e funzionante, che consente anche di assicurare agli utenti facilità di navigazione tra le pagine e possibilità di trovare senza problemi ciò che cercano.

La velocità del sito e la SEO tecnica

Nelle ultime settimane il topic velocità è stato spesso al centro dei nostri articoli, come nel caso del lavoro di Lina Hansson sull’importanza della velocità per le conversioni; d’altra parte, Google sta insistendo molto su questo tema da alcuni anni, inserendolo tra i fattori di ranking e avviando un vero e proprio page speed update per premiare i siti che offrono esperienze di caricamento più rapide e fluide agli utenti.

Velocità, accessibilità e usabilità e sono cardini per Big G, come diceva Martin Splitt anche a proposito dei consigli di ottimizzazione SEO, e non è un caso se da Mountain View si insiste molto sul perfezionamento di tool come Google PageSpeed Insights o Lighthouse o si è abbracciato in modo appassionato il progetto AMP.

Gli interventi per ridurre la lentezza del sito

In termini pratici, ci sono almeno sei elementi verso cui concentrare il lavoro di ottimizzazione SEO tecnica, perché possono impattare negativamente sulla velocità di caricamento del sito e delle pagine:

  • Redirect di landing page. Creare un sito responsive, scegliere un tipo di reindirizzamento adatto alle proprie esigenze (301 permanente, 302 temporaneo, JavaScript o HTTP redirect).
  • Risorse non compresse. Rimuovere le risorse non necessarie prima della compressione, comprimere quelle che possono essere compresse, utilizzare tecniche di compressione diverse per risorse diverse.
  • Risorse non minimizzate.
  • Lunghi tempi di risposta del server. Analizzare i dati sulle prestazioni del sito per scoprire le cause del rallentamento.
  • Assenza di criteri di memorizzazione nella cache.
  • Immagini pesanti. L’ottimizzazione SEO delle immagini è fondamentale: usare immagini responsive, formati vettoriali, font web invece di testo di codifica in un’immagine, rimuovere i metadati.

L’attenzione alla Mobile-friendliness e agli utenti mobile

Dal 1 luglio il mobile first index di Google è diventato di default per i nuovi siti: il web si sta spostando sempre più sui dispositivi portabili e Big G sta guidando questa transizione. Per chi gestisce siti o ne cura la SEO, questo implica e impone una maggiore attenzione agli aspetti di responsiveness e mobile friendly, cercando di pensare sempre all’user experience. Il nemico pubblico numero uno sono gli annunci interstitial invadenti, contro cui Google si è scagliato anche nell’ultimo aggiornamento delle linee guida per i quality rater, mentre è possibile usare (con la giusta cautela) elementi come menu ad hamburger, schede e box espandibili.

Il crescente utilizzo dei dati strutturati in Google

Anche di dati strutturati abbiamo parlato di frequente, perché la loro importanza è sempre più evidente anche per l’aumento delle feature di Google Search che li utilizzano: non sfruttare i markup di schema.org significa rinunciare a interessanti occasioni di visibilità, soprattutto se pensiamo alla crescita delle ricerche a zero clic e, quindi, di utenti che si soffermano solo sulla pagina della SERP (e sui rich snippet) per soddisfare la loro ricerca.

La SEO tecnica per spingere il posizionamento dei contenuti di qualità

Abbiamo cercato di capire cos’è la SEO tecnica e quali sono le aree principali su cui concentrarsi per ottenere i massimi riscontri anche per il ranking del sito su Google: velocità di caricamento, risoluzione dei problemi di crawlability, struttura del sito efficace, facilità di utilizzo dei dispositivi mobili sono solo alcune delle aree di intervento, a cui si aggiungono ovviamente fattori come il protocollo HTTPS, l’ottimizzazione del nome dei file, la gestione precisa degli URL e tutti gli altri elementi che concorrono a rendere un sito performante e a dare la giusta spinta sui motori di ricerca ai suoi contenuti di qualità.