Tutto sulla link building: definizioni, consigli e guida per strategie efficaci

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Che i link siano ancora oggi rilevanti per il posizionamento su Google è un po’ il segreto di Pulcinella, qualcosa che tutti conoscono ma che spesso minimizzano, soprattutto perché i metodi per ottenere collegamenti possono sfociare in pratiche sconsigliate o irregolari, forzando la mano all’algoritmo dei motori di ricerca. Tuttavia, conoscere che cos’è la link building è basilare per tutti coloro che vogliano rendere più efficace la propria strategia SEO online, per cui oggi proviamo a fornire una guida veloce e sintetica a questa attività, per un approccio più efficiente anche alla scrittura di un articolo per la link building.

Che cos’è la link building

Dal punto di vista strettamente grammaticale, la link building è la costruzione di una rete di collegamenti tra un sito e gli altri: abbiamo ripetuto in varie occasioni che i link sono la base stessa di Internet (che non è casualmente definita Rete o Web, con un riferimento simbolico ai fili della tela del ragno o a quelli dell’intreccio, rappresentati appunto dai link), e per i motori di ricerca che navigano l’immensa metropoli virtuale possono essere considerati delle corsie preferenziali.

La link building è forse la più nota delle attività afferenti alla SEO offpage, e differisce dalla cosiddetta link earning per il modo in cui si conquistano i backlink: con la link earning, i collegamenti e le menzioni arrivano in modo naturale, grazie alla qualità e all’utilità dei contenuti pubblicati, senza intervento diretto sul sito ospitante. La link building, invece, presuppone uno sforzo per convincere il sito a pubblicare il link, solitamente presente all’interno di un articolo appositamente strutturato (che si chiama guest post, per rimarcare appunto la caratteristica di essere ospitato su un sito differente).

Serve però una grande capacità nell’impostare strategie per una link building efficace e naturale, e forse poco modestamente possiamo dire che l’attività quotidiana che portiamo avanti da oltre dieci anni in questo ambito con la nostra agenzia, Seo Cube, ci ha consentito di fare pratica sul campo e di seguire tutte le trasformazioni della concezione della link building e delle valutazioni che Google fa al proposito. Non abbiamo pretesa di essere portatori di chissà quale verità assoluta, ma solo di condividere parte della nostra filosofia, delle nostre strategie e dei nostri consigli su come scrivere un articolo per la link building efficace e naturale.

Di seguito un link per scoprire i servizi di SEO Cube, la nostra Web Agency, e richiedere un preventivo direttamente in pagina:

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L’importanza dei link per Google

Come sappiamo e come è ancora oggi verificabile, i link restano uno principali fattori di ranking su Google, perché trasmettono trust al sito che riceve questo riferimento e aiutano i motori di ricerca a valutarlo e inquadrarlo, oltre che posizionarlo. Non tutti i link sono uguali e hanno stesso peso, perché bisogna valutare variabili come il settore di appartenenza del sito, competitività, ottimizzazione on-site e tanti altri aspetti che influiscono sul posizionamento organico.

Quello che dobbiamo comprendere è che Google apprezza i link, anzi ne ha bisogno per il suo funzionamento e per fornire agli utenti le risposte che si aspettano quando effettuano una query; nelle guide per i webmaster, sono gli stessi Googler a scrivere che “i link sono solitamente voti redazionali dati per scelta, e maggiore è l’utilità dei tuoi contenuti, maggiori saranno le probabilità che un altro utente li ritenga validi per i propri lettori e inserisca un link a essi”.

Attraverso sofisticati sistemi di analisi, i motori come Google possono scoprire come e in quali modi le pagine del Web sono collegate tra loro, valutando la quantità e la qualità di questi link all’interno dei parametri di ranking utilizzati.

Capire come ragiona Google e come valuta la qualità dei backlink

La parola qualità è quella che fa la differenza rispetto al passato: fino all’aggiornamento Penguin, era frequente che per incrementare la popolarità e il posizionamento di un sito si puntasse semplicemente sull’incremento del numero di link in ingresso che puntavano verso quelle risorse. Nessuna attenzione al contenuto delle pagine linkate, ma nemmeno di quelle che contenevano quei collegamenti, né analisi del sito ospitante: la chiave era appunto solo il numero di persone/siti che facevano riferimento a quella pagina, almeno in apparenza.

Nel 2012 Google impose un cambio drastico, con il citato update che servì proprio a battere le attività di spam, l’acquisto sleale di link o gli scambi tra network che avevano come unico obiettivo una spinta falsata al ranking (il famoso “doping”, secondo una felice definizione di Ivano Di Biasi), ritenendo ogni tentativo e ogni link creato per “manipolare il PageRank o il ranking di un sito nei risultati di ricerca di Google” come una violazione delle allora Istruzioni per i webmaster di Google – un’indicazione che è tuttora presente nelle linee guida di Google, nonostante i vari aggiornamenti ed evoluzioni.

Le evoluzioni di Google e della SEO

In questi ultimi anni, come raccontiamo da queste pagine, gli aggiornamenti dell’algoritmo di Google hanno ulteriormente perfezionato la macchina, consentendo al motore di ricerca di concentrarsi appunto sulla qualità dei link, valutata in base a vari fattori. La notizia utile per i SEO è che il RankBrain (il nome dato alla parte dell’algoritmo Hummingbird che dà “credito alle pagine web basandosi sui link che gli arrivano da altre pagine web”, come dicevamo tempo fa) continua a funzionare e a rappresentare un importante fattore di ranking, cui non si può non prestare attenzione perché resta uno dei migliori modi per determinare la qualità di una webpage.

E dunque, prima di fornire consigli su come fare attività di SEO offpage naturale e su come strutturare e scrivere un articolo di link building è bene partire dalla consapevolezza che, in modo sempre più preciso, Google interpreta e valuta il contesto nel quale vengono inseriti i link, e questo rappresenta l’elemento che non bisogna mai dimenticare per rendere efficace questa attività. Allo stesso tempo, è sempre Google a ricordare che ogni tentativo di manipolare il ranking, anche (e soprattutto) attraverso link a pagamento, può portare a penalizzazioni per il sito, e quindi bisogna lavorare con attenzione e accortezza.

Come fare link building

Chiarite le questioni per così dire teoriche, cerchiamo di approfondire anche le questioni pratiche, perché la link building è un’attività SEO prettamente tecnica, forse la principale strategia di ottimizzazione del posizionamento che avviene off-page (anche se è importante concentrarsi anche sui contenuti e sulla corretta gestione degli elementi on-page, perché spingere una pagina mal concepita non porterà alcun beneficio).

Nell’accezione più moderna, link building identifica l’attività strategica tesa ad accrescere il numero di link in ingresso verso un sito web, che in questo modo guadagna maggiore autorevolezza agli occhi del motore di ricerca. Oltre alla quantità, Google è capace di valutare la provenienza, la qualità, la natura, la pertinenza, la rilevanza e vari altri segnali relativi al link e al sito che lo invia, che determinano il peso in ottica ranking.

Quando ben eseguita, la link building resta probabilmente l’attività più efficace in assoluto per posizionare pagine e parole chiave in settori molto competitivi ed estremamente affollati, in cui la sola SEO onpage non riesce a fare la differenza. Ma può anche diventare un grave problema se fatta con le modalità sbagliate, perché Google ha un occhi sempre vigile sulla costruzione di profili backlink poco naturali, quelli in cui si percepisce un intervento manipolativo e forzato, mirato esclusivamente al miglioramento del ranking.

Una gestione efficace di questa attività può partire da due assunti basilari:

  • La campagna di link building deve essere impostata con obiettivi a medio e lungo termine.
  • Piazzare un link è facile, meno facile è fare LB in modo strategico.

Abbiamo usato il termine piazzare in maniera volutamente squalificante, per evidenziare come non sia sufficiente il collegamento ricevuto per chi cerca di rafforzare il suo sito in modo duraturo e sa che i risultati dei suoi sforzi saranno ripagati nel tempo.

La link building non è infatti solo ricevere link acquistando spazi su siti, ma è appunto una strategia che deve partire da riflessioni e studi, e una campagna può essere efficace quando parte da una pianificazione accorta e mirata.

Come valutare un backlink e quali sono i link di qualità

Definito il quadro generale della link building, proviamo ora a puntare la nostra attenzione su altri aspetti pratici, a cominciare dal come capire il valore di un link e se, di conseguenza, il backlink ricevuto può offrire un vantaggio in termini di miglioramento del ranking sui motori di ricerca (ricordando comunque che il disavow di un link è un intervento a cui ricorrere solo nei casi necessari). In questo senso, vale quanto detto per i fattori di ranking: impossibile definirli pienamente tutti, perché il funzionamento preciso è noto solo all’algoritmo stesso, ma comunque ci sono alcuni parametri e segnali che devono essere presi in considerazione.

La qualità di un link in ingresso viene valutata mettendo insieme vari parametri: innanzitutto, popolarità, rilevanza e autorevolezza del sito (che ha un peso specifico molto deciso), pertinenza geografica e di contenuti (un sito in-topic e verticale con l’argomento da linkare offre un valore aggiunto per i motori di ricerca rispetto a un sito generalista o addirittura off-topic,