È il modello di design consigliato da Google, ma soprattutto è quello che può aiutare a migliorare l’esperienza dell’utente ed evitare alcune delle comuni insidie in cui ricade la progettazione della navigazione: parliamo del responsive design, ovvero la creazione di un sito in grado di adattarsi in modo dinamico al dispositivo da cui viene visualizzato, generando anche una serie di vantaggi per la SEO e il posizionamento.

Che cos’è il responsive design

Responsive design o design responsivo è una tecnica di progettazione web che prevede la realizzazione di siti e applicazioni Web il cui layout si adatta in modo automatico alle dimensioni dello schermo del dispositivo usato dall’utente, così da assicurare che la navigazione e la lettura siano ottimali, senza necessità di ridimensionare o scorrere i contenuti.

Si comprende, quindi, che è un elemento importante per la user experience generale – a prescindere dal tipo di dispositivo utilizzato, che può essere computer con diverse risoluzioni, tablet, smartphone, cellulari, web tv eccetera – ma soprattutto per rispettare i criteri di accessibilità, che sappiamo tener conto anche di numerosi altri fattori, per rispondere in modo adeguato anche a esigenze derivanti dalle caratteristiche dell’utente (come, tra le altre, capacità cognitive, vista o difficoltà fisiche).

Perché è importante il design responsivo

Praticamente, quindi, i responsive web designer sono in grado di assicurare una fruizione del sito che si adatta ai diversi modi in cui gli utenti accedono e interagiscono con le sue pagine, indipendentemente dal dispositivo e dalle dimensioni di schermi e finestre.

Implementare un responsive design è anche un primo passo cruciale per avere un sito mobile friendly, un aspetto sempre più importante al giorno d’oggi: da tempo, ormai, il traffico web da device mobili ha superato quello da desktop, e quindi non è più pensabile offrire alla platea di utenti che utilizza prevalentemente lo smartphone una pagina e un sito progettati per una visualizzazione sui più ampi display dei vecchi computer desktop, che sarebbe inevitabilmente difficile da caricare, da usare e da leggere, determinando frustrazione e cattiva esperienza.

E non è neanche più percorribile la strada del design adattivo (adaptive design), che fornisce più versioni completamente diverse della stessa pagina in base al dispositivo da cui proviene la richiesta: oggi i device sono sempre più numerosi e differenti, e questo comporta ovviamente un aumento dei carichi del lavoro di ottimizzazione.

Visti i volumi di traffico – anche per i motori di ricerca gli utenti mobile rappresentano la prima fonte di traffico e query – non possiamo limitarci a progettare per un singolo dispositivo, ma è più utile sfruttare i vantaggi del design responsive e creare un sito reattivo, strutturalmente e visivamente.

Sono molte le statistiche che mostrano (e dimostrano) che la reattività produce un’esperienza utente migliore, ma forse il dato più interessante è ancora quello rivelato da Google ormai quasi un decennio fa: il 61% degli utenti prevede di non tornare più su un sito Web non mobile-friendly e senza responsive layout, e oggi probabilmente la percentuale sarebbe ancora maggiore (a tutto vantaggio dei diretti competitor, pronti ad accogliere questi visitatori “insperati”).

Responsive web design, 7 vantaggi per i siti

Queste informazioni dovrebbero bastare a spingerci a dare la priorità all’esperienza Web dell’utente e optare per un design più reattivo sui nostri siti, e come ci suggerisce Alex Valencia ci sono però almeno altri 7 benefici SEO che derivano dall’adozione del Responsive Web Design.

  1. User experience

La missione di Google è “organizzare le informazioni del mondo e renderle universalmente accessibili e utili”, come abbiamo detto varie volte, e più precisamente questa filosofia si concretizza nel mostrare agli utenti i contenuti a cui sono più interessati e che intercettino il loro intent, rendendoli perciò soddisfatti.

Un web design reattivo è essenziale per creare un’esperienza positiva per gli utenti, che possono più facilmente diventare così abbonati, lead e clienti paganti; inoltre, soprattutto dopo la partenza del Page Experience, creare un’esperienza incentrata sull’utente e lavorare sulle prestazioni tecniche delle pagine a prescindere dal dispositivo può avere effetti positivi anche sul ranking nei risultati di ricerca.

  1. Velocità delle pagine

Più precisamente, in termini di performance un sito responsivo e mobile-friendly in genere si carica più velocemente su dispositivi mobili e anche su desktop, con effetti positivi su traffico e conversioni.

Migliorare la velocità della pagina è, come noto, un altro fattore che influisce notevolmente sulla SEO e quindi sui posizionamenti nella ricerca: un sito con bassa velocità di caricamento del tuo sito Web può distruggere l’esperienza di un utente e spingerlo a scegliere di completare la sua journey sulle pagine di un concorrente.

Inoltre, come si legge nella guida di Google il design responsive “non richiede alcun reindirizzamento per offrire agli utenti una visualizzazione ottimizzata in base al dispositivo in uso e riduce quindi il tempo di caricamento”. Allo stesso tempo, riduce i rischi legati al reindirizzamento basato su user-agent, che è soggetto a errori e può peggiorare l’esperienza utente con il sito.

  1. Usabilità

Il responsive design rende i siti più accessibili, veloci e facili da navigare: agevola quindi il compito degli utenti, che trovano le informazioni che stanno cercando prima e in maniera più immediata, e in genere li incoraggia a rimanere più tempo sul sito. Inoltre, assicurare una buona usabilità potrebbe incoraggiare gli utenti a tornare sul sito in futuro.

Il tempo trascorso sulla pagina può essere un’indicazione importante del fatto che i contenuti corrispondono a ciò che l’utente sta cercando e che questa persona ha avuto un impatto positivo con il sito: un utente insoddisfatto dei contenuti o dell’esperienza fornita dalla navigazione e dal layout, infatti, resta con minore probabilità sulla pagina. Non meno importante, non aumenta solo il tempo trascorso sulle pagine, ma anche la probabilità che l’utente si converta e si trasformi in clienti paganti o abbonati.

  1. Bounce rate

Come diretta conseguenza positiva del trattenere maggiormente gli utenti abbiamo la riduzione del bounce rate o frequenza di rimbalzo, espressione che si riferisce alla velocità con cui gli utenti visitano e poi lasciano immediatamente una pagina.

Questa metrica può essere un’indicazione sul fatto che un sito soddisfi (o meno) la ricerca dell’utente, e quando il valore è elevato ci può indicare che il sito non si è caricato rapidamente o non ha fornito l’esperienza positiva che gli utenti stavano cercando.

Il bounce rate non dipende solo dai contenuti, che possono essere fantastici, ma se non supportati da un web design che rende semplice la navigazione nel sito il rischio è che gli utenti abbandonino la pagina e cerchino informazioni altrove.

  1. Mobile-first indexing di Google

È da anni che Google si sta spostando verso un approccio “mobile-first” al suo Indice e, nonostante vari rallentamenti sullo switch definitivo (che, secondo le ultime notizie da Mountain View, non ha più una data conclusiva) già dal 2019 l’indicizzazione mobile first è abilitata come impostazione predefinita per tutti i nuovi contenuti di siti Web scoperti da Googlebot.

In generale, comunque, il motore di ricerca tende a fornire agli utenti contenuti di valore e accessibili, e quindi può prediligere i siti ottimizzati per i dispositivi mobili che abbiano adottato un design Web responsive, così da accontentare le esigenze del numero sempre maggiore di utenti che effettuano ricerche da dispositivi mobili e che quindi vogliono visitare pagine adeguate, reattive e user-friendly.

Sempre in ottica Google, implementare pagine responsive web design consente di risparmiare risorse quando Googlebot esegue la scansione del sito – in pratica, di risparmiare crawl budget: il recupero di tutte le versioni dei contenuti richiede infatti una sola scansione di un solo user-agent Googlebot, anziché più scansioni di user-agent Googlebot diversi. Indirettamente, spiega sempre la documentazione di Mountain View, grazie a questa maggiore efficienza di scansione Google è in grado di indicizzare un numero maggiore di contenuti del sito e di mantenerli debitamente aggiornati.

  1. Contenuti duplicati

Come effetto collaterale positivo del lavoro prioritario sulla responsiveness del sito c’è l’attenzione anche ai contenuti e alla UX in generale, che può portare a evitare di cadere nel frequente errore dei contenuti duplicati.

Una delle cause di questo problema, infatti, è la presenza di versioni separate delle pagine desktop e mobile create accidentalmente: gli URL sono fisicamente differenti, ma puntano allo stesso contenuto identico, e questo può confondere Google nel decidere a quale contenuto dare la priorità.

Seguendo le best practices di responsive web design invece possiamo creare un’unica versione responsiva delle pagine, servite in maniera immediata e univoca per dispositivi , e quindi prevenire la duplicazione degli URL su due versioni del sito.

  1. Condivisioni social

Un sito Web reattivo consente agli utenti di interagire facilmente con le pagine, godersi a fondo i contenuti e quindi condividerli con maggiori probabilità sui social media, aumentando quindi le fonti di traffico e il pubblico online e, potenzialmente, rafforzando la visibilità del brand e del sito.

Molti responsive web designer creano siti pensando già in partenza alle funzionalità di condivisione sui social per consentire agli utenti di condividere facilmente i contenuti in lungo e in largo: con pulsanti facili da usare e ben visibili su ogni dispositivo, un sito mobile-ready incoraggia gli utenti a condividere i contenuti e li spinge verso un pubblico molto più ampio.

I benefici del design responsive

Appare chiaro, in definitiva, che stabilire una strategia mobile-friendly come base del design o di una riprogettazione del sito può rappresentare una leva per il successo.

Un design responsivo mette gli utenti al primo posto, consente loro di interagire facilmente con il sito e segnala immediatamente a Google che le pagine sono adatte alla visualizzazione su qualsiasi dispositivo, grazie a una struttura facilmente accessibile e ben ragionata.

Si tratta quindi di andare oltre ai principi di mobile-readiness e di valutare la possibilità di implementare il design reattivo e intuitivo, impostando una solida struttura che può aiutare il sito a raggiungere il successo SEO che desideriamo.