Si chiama Google News Showcase ed è un nuovo tipo di esperienza di notizie pensato per andare a vantaggio sia degli editori che dei lettori: parola di Sundar Pichai, CEO di Google e Alphabet, che ha presentato il prodotto – anticipato già nei mesi scorsi con l’annuncio di una svolta nel rapporto tra Google ed editori, pagati per la pubblicazione di contenuti di qualità nell’ecosistema del motore di ricerca – che in pratica prevede un progetto di collaborazione con gli editori per riconoscere loro il pagamento per i contenuti “di qualità” tipo notizie testuali, foto e video usati nell’app mobile e nella sezione News.

Che cos’è Google News Showcase

Dalle pagine del blog ufficiale della compagnia, Pichai si diceva “orgoglioso di annunciare che Google sta sviluppando un supporto a lungo termine con un investimento iniziale di 1 miliardo di dollari in partnership con editori di notizie”.

È il più grande impegno finanziario fino ad oggi per la compagnia, che “pagherà gli editori per creare e curare contenuti di alta qualità per un diverso tipo di esperienza di notizie online”.

Come appare Google News Showcase

È così che nasce Google News Showcase, descritto appunto come un “nuovo prodotto che andrà a vantaggio sia degli editori che dei lettori” perché “propone la cura editoriale di redazioni di eccellenza e riconosciute per fornire ai lettori più informazioni sulle storie che contano e, nel processo, aiuta le diverse voci degli editori a emergere e a sviluppare relazioni più profonde con il loro pubblico”.

Come funziona il nuovo prodotto di Google News

Google News Showcase si compone di story panels che offrono “agli editori partecipanti la possibilità di impacchettare le storie che appaiono nei prodotti di notizie di Google, fornendo una narrazione più approfondita e più contesto attraverso funzionalità come timeline, elenchi puntati e articoli correlati”, a cui faranno seguito altre risorse “come video, audio e briefing giornalieri”.

I lettori che cliccheranno sull’anteprima delle storie saranno reindirizzati automaticamente ai siti web delle testate giornalistiche, dove potranno leggere la news per intero, e avranno “più contesto e prospettive su storie importanti nelle notizie”, mentre gli editori beneficiano di un “traffico di alto valore al sito”.

Questo approccio è “diverso di quello di altri nostri prodotti di notizie, perché si basa sulle scelte editoriali che i singoli editori fanno su quali storie mostrare ai lettori e su come presentarle”, spiega Pichai, che poi offre altri dettagli.

News Showcase si fonda sul programma di licenze per le notizie partito a fine giugno 2020, “che sta paga gli editori per un giornalismo di qualità”, e su altre iniziative legate alle news come Subscribe with Google, Web Stories e notizie audio. Nella fase iniziale, il prodotto è stato disponibile solo su Google News su Android, ma poi è stato lanciato su Google News su iOS, su desktop, in Google Discover e Search.

Una feature anche su desktop

Dopo il lancio limitato ai dispositivi mobile, dal maggio 2021 Google News Showcase è stato esteso anche agli utenti desktop di Google News, come anticipato da un articolo di Alex Cox, Product Manager di News.
Ciò significa, quindi, che adesso “ogni utente di Google News, indipendentemente dal dispositivo che sta utilizzando, può vedere i pannelli delle storie rafforzati dai nostri partner di News Showcase”, e quindi anche dall’Italia è possibile visitare il sito news.google.com/showcase, dove si trovano le “storie migliori” selezionate dalle testate partner di Big G (per l’Italia, ci sono più di 70 fonti, compreso l’intero gruppo editoriale di Today nelle varie declinazioni locali).

La schermata italiana di News Showcase

Come funziona News Showcase su desktop

Il funzionamento della vetrina su desktop è leggermente differente dal sistema per mobile (dove, in pratica, le notizie “compaiono” sul dispositivo dell’utente), perché è il lettore a dover visitare la pagina principale di News.

Per la maggior parte delle persone, i riquadri di News Showcase compaiono direttamente nella pagina delle Notizie Principali, ovvero la prima pagina che si apre quando si naviga su Google News. “Qui, proprio sotto le notizie principali della giornata, abbiamo aggiunto un nuovo carosello contenente gli ultimi pannelli di News Showcase degli editori che già seguono, nonché degli editori a cui potrebbero essere interessati”, spiega Cox.

La home di News con Showcase in evidenza

L’utente può esplorare personalmente le notizie e le testate, cliccando sulla pagina del catalogo di News Showcase, accessibile direttamente tramite la navigazione a sinistra. “Qui gli utenti possono vedere gli ultimi pannelli di ogni editore partecipante nel loro Paese: sia testate nazionali, che trattano questioni in tutto il Paese e in tutto il mondo, sia giornali regionali e locali più piccoli, che coprono gli eventi più vicini ai luoghi dove vivono i lettori e a cui potrebbero essere interessati”.

Schermata della pagina del Corriere su Google News

C’è anche l’opportunità di approfondire ulteriormente la testata editoriale, cliccando sulla sua home page all’interno di Google News e poi sul tab News Showcase. “Qui i lettori possono vedere tutti i pannelli di News Showcase: l’ultimo pannello Rundown, che copre le questioni più importanti per un editore ogni giorno, e gli story panels, che forniscono ai lettori un contesto più approfondito su articoli importanti”.

Approfondimento di una testata editoriale

Tutte queste esperienze desktop “avvengono facilmente e appariranno agli utenti senza richiedere alcun lavoro aggiuntivo ai nostri partner editori”.

Una nuova fonte di traffico per le notizie

Gli annunci confermano che Google sta puntando molto su News Showcase (come già ci faceva intuire l’entità del finanziamento), che sembra essere quindi una nuova potenziale fonte di traffico organico – per gli editori che rientrano nell’operazione – o di concorrenza per gli altri siti informativi.

L’ampliamento del prodotto ai lettori da desktop allarga ulteriormente la base raggiungibile, ma significa anche verificare che il sito di notizie sia efficiente e offra una buona navigazione.

Molto utile anche l’introduzione del sistema di elenco puntato linkato nei pannelli, che permette al sito di entrare in contatto con il pubblico e aumentare i clic sulle altre storie.

I vantaggi per gli editori

Google non ha reso noti i dettagli degli accordi, ma da quanto si apprende dalle prime informazioni le agenzie di stampa saranno in parte pagate in base al numero degli articoli che curano e realizzano per Google News, ma il numero delle visualizzazioni non inciderà sulla retribuzione (di cui non è stato rivelato l’ammontare complessivo annuo).

Come dicevamo, gli editori hanno un ampio controllo su questi nuovi pannelli di storie, che di fatto derivano dalla “copertura completa” esistente su Google News; la novità sta proprio nella possibilità per gli editori di scegliere quali notizie mostrare e come farlo, mai avuta prima. Sul versante pratico, gli editori possono controllare in che modo i lettori interagiscono con i contenuti di News Showcase in tempo reale, in modo da capire meglio ciò che le persone vogliono leggere e rispondere rapidamente a ciò che è di tendenza, aggiungere più contesto alle loro storie o aggiungere pannelli correlati alle storie che stanno ottenendo successo. Inoltre, sempre nell’ottica di assicurare un maggior controllo e risparmiare tempo nella gestione delle risorse, è possibile modificare le immagini che appaiono nei pannelli direttamente nello strumento di pubblicazione di News Showcase.

Google ha già affermato che non ci sono implicazioni di ranking con Showcase e pertanto gli story panel non sono un fattore di ranking. Apparentemente non ci sono implicazioni pubblicitarie dirette e tutta la monetizzazione avviene sul sito dell’editore, che può beneficiare di un potenziale incremento di engagement e CTR e, di conseguenza, di entrate; inoltre rappresenta una nuova significativa opportunità di brand awareness per gli editori, che potrebbe portare indirettamente a maggiori entrate da annunci e abbonamenti.

Come parte degli accordi di licenza, Google espone alcuni contenuti solo in abbonamento, a cui gli utenti altrimenti non avrebbero accesso, che potrebbe portare quindi nuovi lettori e potenzialmente in ulteriori iscritti.
In pratica, i riquadri News Showcase sono visualizzati sui prodotti Google, in particolare su News e Discover, e indirizzano i lettori agli articoli completi sui siti web degli editori, aiutando questi ultimi ad approfondire le loro relazioni con i lettori. I panel includono anche un accesso esteso ai contenuti con paywall di editori selezionati partecipanti per offrire ai lettori ancora di più dalle loro fonti preferite, con l’intenzione di portare più abbonati all’organizzazione di notizie. Oltre alle entrate che provengono direttamente dal coinvolgimento di questi lettori, gli editori partecipanti ricevono una quota di pagamenti mensili per le licenze da Google.
Schermata di Google News Showcase Brasile
Il prodotto sembra convincere gli editori: Constanza Martínez, content manager di La Voz de San Justo, un giornale locale in Argentina, dice che si tratta di “una risorsa preziosa” perché “consente ai nostri redattori di selezionare contenuti pertinenti per il nostro pubblico in modo facile, efficace e intuitivo”, offrendo molteplici vantaggi. Ad esempio, “i nostri redattori possono aggiornare i pannelli in un batter d’occhio per tenere informato il nostro pubblico, dopodiché possono proseguire con altri lavori nel flusso di lavoro della redazione”; inoltre, con Google News Showcase è possibile presentare “contenuti premium ai lettori in modo trasparente, anche per un editore locale come noi”.

Più contesto con i link alle altre storie

E proprio per gli editori è pensata anche un’altra funzionalità aggiunta al prodotto: all’interno dei pannelli di News Showcase, infatti, “gli editori possono aggiungere meglio il contesto intorno alle loro storie tramite punti elenco linkati nei loro pannelli”. Questi linked bullets sono per ora pensati per i dispositivi mobili e consentono al lettore di leggere direttamente la notizia correlata a quella di apertura.

Elenchi puntati con link alle storie

La funzionalità extra paywall

Molto utile e apprezzata è poi la funzione che consente agli utenti di News Showcase di leggere contenuti protetti da paywall attraverso la feature, introdotta nel gennaio 2021 come svelato da un (altro) articolo di Alex Cox.
accedere gratis a contenuti news protetti da paywall: grazie a News Showcase, quindi, le persone potranno leggere articoli che altrimenti sarebbero bloccati e riservati ai soli abbonati.

In pratica, Google paga “le testate partner partecipanti per fornire un accesso limitato ai contenuti protetti da paywall per gli utenti di News Showcase”, e in cambio gli utenti “si registreranno presso l’editore di notizie, fornendo un modo per l’editore di costruire un rapporto con i lettori”.

In questo modo, le persone hanno accesso gratuito a notizie riservate, di cui solitamente potrebbero vedere solo alcune righe di anteprima, mentre gli editori non perdono i benefici che derivano dal paywall, che “sono una parte cruciale delle strategie di guadagno” per molti business, e otterranno comunque nuovi account attraverso cui creare una relazione diretta con i lettori, per conoscere più da vicino la propria clientela.

Opportunità per le testate editoriali con News Showcase

Rapporto più diretto con i lettori

Le progressive modifiche tecniche sono state pensate per consentire ai lettori di “trovare contenuti ancora più preziosi dalle testate giornalistiche di cui si fidano”: sotto l’aspetto grafico, questo ha portato a raggruppare le notizie in “un nuovo tipo di pannello News Showcase, che include un elenco di articoli importanti selezionati quotidianamente” dalla singola testata preferita. “I contenuti sono selezionati da un’apposita redazione e aggiornati sulla base delle preferenze indicate dagli utenti”, spiega Cox, e pertanto “se un utente segue un canale che copre le sue notizie locali, trova nel pannello degli aggiornamenti quotidiani sulle più rilevanti news di quella categoria, selezionate dalla redazione”.

Inoltre, tutte le pubblicazioni pertinenti e più importanti, sia nazionali che locali, entrano anche in un feed chiamato For You («Per te») e in un’area di News Showcase all’interno di Edicola su Google News” dedicata alla scoperta di nuove pubblicazioni che ancora non si conoscono o si seguono.

Come funziona il pannello di Google News Showcase

Il progetto Google News Showcase

Google News Showcase è, come detto, una nuova funzione che permette alle testate editoriali partecipanti di mettere in vetrina le proprie notizie e di conquistare nuovi lettori, grazie anche a modalità di storytelling migliorate, interattive e più attraenti.

I lettori, invece, possono beneficiare dell’accesso a contenuti mirati sulle proprie preferenze, provenienti da fonti affidabili e professionali, così da avere una visione più approfondita di tematiche complesse ed eventi news locali, nazionali e globali.

L’esperienza si presenta con una schermata di notizie messe insieme dagli editori (testate tradizionali e altre puramente digitali), a cui si aggiunge un pannello che consente agli editori stessi di curare una selezione quotidiana delle loro notizie più importanti, mostrate agli utenti che seguono tali testate.

Tra i partner aderenti si segnalano testate di livello internazionale come “Le Monde, Courrier International, L’Obs, Le Figaro, Libération e L’Express in Francia, e Página12, La Gaceta e El Día in Argentina”, mentre i media partner in Germania e Brasile (i 2 Paesi in cui ha debuttato l’iniziativa) hanno già riscontrato un forte coinvolgimento dei lettori.

L’articolo riportava infatti le dichiarazioni di due rappresentati delle testate locali; in particolare, José Roberto de Toledo, direttore esecutivo di piauí, una rivista mensile nazionale in Brasile, dice che “News Showcase è un progetto molto importante per amplificare la nostra presenza digitale, perché da un lato offre un nuovo e importante canale per consentire a più persone di conoscere il contenuto prodotto dalla rivista, e dall’altro offre a noi le condizioni finanziarie per investire ancora di più sulla produzione di contenuti, per amplificare la nostra offerta, con l’obiettivo di aumentare la rilevanza e l’influenza di piauí”.

Positivo anche il parere di Peter Neumann, Chief Digital Officer di VRM, un gruppo di giornali regionali in Germania, che evidenzia l’utilità della vetrina per raggiungere nuovi segmenti di pubblico: “Google News Showcase ci offre maggiori opportunità di fornire ai nostri utenti notizie rilevanti dalle loro aree e ha aperto nuovi gruppi target per il nostro giornalismo, raggiungendo un pubblico più giovane che legge le nostre offerte di notizie più frequentemente e attivamente di altri”. Secondo Neumann, a fare la differenza sono “la facile reperibilità e la presentazione più attraente dei pannelli di News Showcase, che aiutano molto in questo senso”.

La storia di Google News Showcase

Lanciato per la prima volta nell’ottobre 2020, Google News Showcase viene definita una esperienza di notizie online che consente agli editori partecipanti di condividere le proprie competenze e la propria linea editoriale tramite un’esperienza di storytelling avanzata.
La piattaforma, inoltre, è un programma globale di licenze per i contenuti: Google paga gli editori che vi partecipano per curare giornalismo di qualità, garantendo un’esperienza di notizie online migliorata a vantaggio di lettori ed editori.

I numeri di Google News Showcase

In meno di due anni, Google ha firmato accordi con oltre 1.400 testate giornalistiche in tutto il mondo e ha lanciato la feature in una ventina di Paesi tra cui India, Polonia, Giappone, Germania, Portogallo, Brasile, Austria, Regno Unito, Australia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Colombia, Argentina, Canada e Irlanda, offrendo agli utenti di Google News e Discover una copertura di notizie più approfondita ed essenziale e assicurando a milioni di persone la possibilità di trovare, coinvolgere e supportare le testate giornalistiche che trattano questioni importanti per loro.

Con News Showcase, i lettori vedono quali storie le pubblicazioni principali della propria area geografica ritengono meritevoli di evidenziazione e ottengono maggiori informazioni direttamente da quegli editori attraverso pannelli curati. Più del 90% delle pubblicazioni che fanno parte di News Showcase rappresentano notizie locali o comunitarie, a riprova di questo forte legame col territorio.

Nella grafica condivisa nell’ottobre 2021, che traccia il bilancio dopo il primo anno di diffusione del progetto, i numeri di News Showcase sono definiti “solidi”, con oltre 1 milione di pannelli creati dai vari partner giornalistici, segno di come gli editori e i lettori stanno ottenendo valore dalla qualità dei contenuti curati che si trovano nel prodotto.
I numeri di News Showcase

Ancora più importante, ai lettori piace chiaramente quello che vedono: le persone hanno toccato il pulsante Segui sui pannelli News Showcase più di 1,5 milioni di volte, dimostrando che stanno cercando più contenuti dai loro editori preferiti o da quelli che hanno appena scoperto. Seguendo un’organizzazione giornalistica su News Showcase, i lettori si assicurano di vedere gli aggiornamenti regolari di questi editori ogni volta che aprono Google News.

Oltre 1,5 milioni di utenti segue i pannelli

Combinate insieme, queste caratteristiche e queste statistiche mostrano che il prodotto supporta la missione delle testate giornalistiche di raggiungere i lettori e contribuire a creare un coinvolgimento più profondo.

Nell’articolo citato in precedenza (risalente al maggio 2021), Cox forniva una interessante panoramica sull’accoglienza del prodotto, dicendo che “milioni di utenti visualizzano i pannelli di News Showcase ogni giorno, ottenendo una migliore comprensione delle storie direttamente dai loro feed di notizie, e cliccano per leggere l’articolo completo sul sito dell’editore: ora stiamo offrendo oltre 10 milioni di clic al mese dai contenuti di News Showcase”.
I numeri di Google News Showcase

Numeri che quindi indicano che la strada intrapresa è corretta e che avvicinano l’obiettivo iniziale dei panel di News Showcase, ovvero “aiutare gli utenti a trovare nuovi editori e costruire forti relazioni con loro, in modo che possano sempre trovare le ultime notizie da una pubblicazione di cui si fidano”.

Le principali funzionalità di News Showcase per i lettori

Vantaggi di Showcase per i lettori

Adottando la prospettiva dei lettori, il sito ufficiale della funzionalità individua almeno 6 caratteristiche e punti di forza di Showcase:

  1. Rundown, per leggere i contenuti degli editori riguardo alle notizie più importanti del giorno.
  2. Cronologie, per approfondire una notizia grazie a una cronologia degli eventi e scoprire quando e come si sono svolti i fatti che sono diventati i titoli del giorno.
  3. Punti elenco, per acquisire maggiore contesto riguardo a una notizia grazie a un elenco di punti chiave.
  4. Articoli correlati, per esplorare altri articoli su un argomento per ampliare le prospettive riguardo a una notizia.
  5. Accesso esteso: gli utenti registrati possono sbloccare l’accesso senza costi aggiuntivi ad articoli protetti da paywall selezionati.
  6. Segui editori, per scoprire nuove fonti e non perdere le notizie dei propri editori preferiti.

La piattaforma offre in questo modo uno storytelling più approfondito e un maggiore contesto, con funzionalità quali la cronologia all’interno di riquadri di notizie stilizzati, articoli correlati ed elenchi puntati. L’accesso senza costi ad articoli protetti da paywall sul sito di un editore partecipante (risorse che sarebbero altrimenti disponibili solo per gli abbonati) è invece un modo per allargare la platea di potenziali lettori da fidelizzare.

Google News Showcase in Italia dal 31 marzo 2021

Dal 31 marzo 2021, anche nel nostro Paese è possibile utilizzare Google News Showcase e leggere le notizie dei nostri quotidiani online preferiti sul nuovo servizio di Big G per dispositivi mobile e desktop, avendo accesso libero anche a contenuti in precedenza riservati agli abbonati.

È il frutto dell’accordo tra Google e una larga serie di gruppi editoriali e pubblicazioni tra nazionali e locali italiane, che riceveranno una remunerazione da parte del colosso statunitense per “fornire specifiche schede dedicate, con contenuti arricchiti e notizie approfondite, in considerazione i diritti previsti dall’Articolo 15 della Direttiva Europea sul Copyright in relazione agli usi specifici online delle pubblicazioni giornalistiche
Tra i nomi più influenti dell’editoria nazionale che hanno deciso di sottoscrivere un accordo di durata pluriennale con Google per consentire la pubblicazione di contenuti giornalistici selezionati su Showcase ci sono Caltagirone Editore, Ciaopeople, Citynews, Gruppo Monrif, Il Foglio Quotidiano, RCS Media Group, Sole 24Ore, ma anche Open e Adnkronos (la prima agenzia di stampa a entrare nel progetto).

Come spiegato in occasione della presentazione dal Corriere della Sera – uno dei giornali coinvolti nel progetto – Showcase è “visibile a chi usa Google News (l’aggregatore di notizie di Mountain View) e su Discover (il servizio di selezione di notizie interno all’app di Google per smartphone)” e porta agli utenti alcuni contenuti prodotti e scelti dalle redazioni “in un formato ideato da un lato per valorizzare i contenuti (con timeline, elenchi puntati, articoli correlati), dall’altro per consentire ai lettori di comprendere in modo immediato quale sia la fonte delle informazioni”.

Il Corriere della Sera su Google News Showcase

Il lettore ha un’anteprima dell’articolo nei prodotti di Google, ma per leggere il contenuto nella sua interezza deve cliccare per poi essere indirizzato sul sito del giornale.

I giornali italiani su Showcase

Gli accordi con le testate editoriali sono stati firmati su base individuale e rappresentano un importante passo avanti nella relazione di Google con gli editori italiani, perché prevedono un compenso per gli editori aderenti. Inoltre, tengono in considerazione i diritti previsti dall’Articolo 15 della Direttiva Europea sul Copyright, in relazione agli usi specifici online delle pubblicazioni giornalistiche.

Oltre a RCS Media Group – che comprende ad esempio il citato Corriere e la Gazzetta dello Sport – hanno deciso di abbracciare l’iniziativa di Google anche una quindicina di altri editori e gruppi editoriali nazionali, ovvero Sole 24Ore, Gruppo Monrif, Caltagirone Editore, il Fatto Quotidiano, Libero, Il Foglio, Il Giornale, Il Tempo, Ciaopeople, Edinet, Gruppo Corriere, Citynews e Varese web (in pratica, gran parte dell’editoria tradizionale in Italia, fatta eccezione per il gruppo Gedi, più alcune testate Web native).

Esempio delle schede di News Showcase

Ciò significa che i lettori possono trovare su Showcase notizie provenienti da “grandi testate nazionali e importanti redazioni locali, come Corriere della Sera, Fanpage.it, il Fatto Quotidiano, Il Foglio, Il Gazzettino, ilGiornale.it, Il Giorno, Gruppo Corriere, IVG.it, Libero, Il Mattino, Il Messaggero, MilanoToday, La Nazione, il Resto del Carlino, Roma Today, il Sole 24Ore, Il Tempo e Varesenews”, come sottolineava un articolo dal blog italiano di Google.

Come funziona News Showcase in Italia

Nello stesso pezzo Fabio Vaccarono, allora Vice President e Managing Director Google Italy, metteva in risalto i principali vantaggi di questo prodotto, che “permette agli editori di rafforzare la propria relazione con i lettori, sviluppare nuovi modelli per la monetizzazione dei contenuti e trarre beneficio dall’aumento di traffico verso il proprio sito”.

Esempio di Showcase dal Sole 24 Ore

Il debutto effettivo del servizio è avvenuto il 31 marzo 2021, e gli editori hanno iniziato ad avere l’opportunità di “curare le proprie schede di News Showcase per offrire maggiore contesto intorno a una notizia e indirizzare i lettori verso l’articolo completo sul proprio sito o app”.

I lettori hanno accesso sia ai pannelli News Showcase di pubblicazioni che seguono sul proprio feed personalizzato, sia ai pannelli degli editori con cui hanno meno familiarità, presentati come suggerimenti nel feed “Per te” di Google News e all’interno di “Edicola”, l’area di scoperta di Google News, spiega un altro approfodimento del blog di Big G.

Inoltre, come parte dell’accordo di licenza con gli editori, Google consente ai lettori di “accedere a una quantità limitata di contenuti selezionati protetti da paywall”, ovvero articoli inizialmente riservati ai soli abbonati o a pagamento: tale sistema aiuta a “conoscere meglio il lavoro di una redazione e approfondire una notizia, permettendo all’editore di incoraggiare la sottoscrizione di un abbonamento”.

I vantaggi per editori e lettori

Showcase sembra quindi essere una sorta di panacea di tutti i mali (almeno dall’ottica di Google) e riserva vantaggi sia alle testate aderenti che ai lettori.

Per questi ultimi, in particolare, il beneficio immediato è leggere gratuitamente contenuti protetti da paywall, oltre che trovare un elenco di articoli importanti dei loro editori preferiti, aggiornato più volte al giorno, che permettono di immergersi più a fondo in una storia o di scoprire pubblicazioni che coprono i loro interessi e i luoghi a cui tengono, provenienti sempre da testate giornalistiche affidabili.

Schermate di schede Showcase

Più sostanziosi i vantaggi per gli editori, che sono innanzitutto di tipo economico perché, come detto, Google riconosce un pagamento (probabilmente una tariffa mensile fissa) per mostrare gli articoli in Showcase. Inoltre, ampliare la base di lettori e costruire un rapporto diretto con loro potrebbe portare a un maggior numero di abbonamenti, così come ricevere più clic può servire a monetizzare il traffico tramite annunci o abbonamenti aggiuntivi.

Per cosa e quanto Google paga gli editori

News Showcase non è un modello pay-per-click e tutto ciò che gli editori ottengono in termini di traffico aggiuntivo dai pannelli delle storie o dai nuovi abbonati si aggiunge alla tariffa mensile fissata nell’accordo. Con questa quota, Google si assicura che gli editori mettano la propria esperienza professionale nella creazione e nella cura dei contenuti per gli story panels di Showcase, oltre a garantire l’accesso extra paywall per gli utenti.

Ovviamente non sono state rese note le cifre degli accordi, ma un’inchiesta esclusiva della Reuters ha parzialmente svelato come funziona il sistema di remunerazione degli editori da parte di Google in Francia, tra i primi ad aderire a Showcase.

Nel Paese transalpino Google ha trovato l’accordo con l’Alliance de la presse d’information generale (APIG, una sorta di lobby che rappresenta la maggior parte degli editori locali) e ha destinato in totale 76 milioni di dollari, da suddividere secondo criteri non pubblici tra i vari editori.

Funzionamento di Showcase

Nello specifico, l’APIG è composta da 121 piccoli e grandi editori, che ricevono globalmente 22 milioni di dollari all’anno per consentire a Google di usare le notizie in Showcase e 10 milioni di dollari una tantum in cambio dell’impegno degli editori stessi a non citare la compagnia americana in giudizio per violazioni del copyright nell’arco di tre anni.

La “torta” è spartita probabilmente in base alla forza della testata editoriale, perché Reuters rivela che Le Monde (il principale quotidiano francese) otterrà da Google in totale 1,3 milioni di dollari, mentre un piccolo quotidiano locale riceverà poco più di 13mila dollari. Inoltre, tre grandi testate francesi (la stessa Le Monde insieme a Le Figaro e Liberation) hanno negoziato una quota aggiuntiva di 3,6 milioni di dollari all’anno al di fuori dell’accordo, concordando la vendita di abbonamenti tramite Google.

L’attenzione di Google sulle notizie

Come sappiamo, le testate editoriali sono spesso fonte di grattacapi per il colosso della ricerca: lo scorso anno, l’Antitrust francese aveva imposto a Google di pagare gli editori per le notizie condivise (al termine di una lunga battaglia intorno a Google News Francia, specialmente dopo la legge europea sul copyright e la link tax), mentre più di recente i legislatori australiani stanno cercando di colpire il motore di ricerca nel portafogli, sempre in relazione alla condivisione di notizie.

È per questo che, già a giugno 2020, Google aveva annunciato l’intenzione di pagare gli editori, gettando le basi di quello che si è poi trasformato in News Showcase, e che sta portando avanti altri progetti e iniziative.

Solo in Italia, ricorda Vaccarono, dal 2015 Google “ha investito 11 milioni di euro in progetti di giornalismo attraverso il Fondo per l’Innovazione della Digital News Initiative, mentre nel 2016 ha sottoscritto con FIEG un accordo triennale che ha portato l’azienda a investire oltre 16 milioni di euro su una serie di settori strategici per l’editoria digitale”; lo scorso anno, “con il diffondersi della pandemia di COVID-19, ha offerto supporto economico a oltre 300 redazioni italiane attraverso il suo Fondo globale di emergenza per il giornalismo locale”.

A livello globale, la compagnia è impegnata in programmi come la Google News Initiative e la collaborazione in ambito pubblicitario con gli editori, e “attraverso le sue piattaforme Google invia ogni mese ai siti di notizie 24 miliardi di clic, che permettono agli editori di aumentare i ricavi attraverso annunci e nuovi abbonamenti sui loro siti e app”.
Più in generale, News Showcase è solo uno dei modi in cui Google intende aiutare i lettori a trovare le notizie importanti per loro e si aggiunge ad altre iniziative in tal senso. Nell’ultimo anno, ad esempio, è apparsa una nuova funzione di notizie in Ricerca Google (disponibile a livello globale in tutte le lingue), grazie a cui i lettori vedono un carosello di notizie locali quando gli algoritmi trovano la copertura di notizie locali relative alla loro ricerca, in modo da agevolare le persone a trovare importanti notizie locali intorno alle loro ricerche e gli editori di notizie locali a raggiungere le persone che cercano le loro notizie.
Inoltre, Google ha anche migliorato i suoi sistemi di classificazione in modo che fonti di notizie locali autorevoli e pertinenti compaiano più spesso accanto alle pubblicazioni nazionali nelle funzioni come Top Stories: secondo l’azienda, questo garantisce che le persone siano in grado di trovare copertura da fonti di notizie locali autorevoli, aiutandole a vedere come le storie nazionali possono avere un impatto su di loro a livello locale.

Perché Google ha lanciato Showcase

Il prodotto è stato distribuito dal 1 ottobre 2020 ai lettori in Brasile e Germania e nei mesi successivi si è esteso in altri Paesi in cui le strutture locali supportano queste partnership, perché l’implementazione nelle altre aree dipende dalle negoziazioni con gli editori, piuttosto che dalla tecnologia stessa.
Sia News Showcase che l’investimento finanziario di Google, che si estenderà oltre i tre anni inizialmente previsti, “si concentrano sul contributo alla sostenibilità complessiva dei nostri partner giornalistici in tutto il mondo”, ha detto il CEO Pichai in occasione del debutto, soffermandosi poi sull’attenzione che l’azienda riveste sul settore informativo.

Il modello di business dei giornali, basato su pubblicità e entrate da abbonamenti, si è evoluto per oltre un secolo poiché il pubblico si è rivolto ad altre fonti di notizie, tra cui radio, televisione e, successivamente, la proliferazione della televisione via cavo e della radio satellitare, ricorda il manager. Internet è stato quindi l’ultimo cambiamento e di certo non sarà l’ultimo e Google, “insieme ad altre aziende, governi e società civili, vuole fare la propria parte aiutando il giornalismo nel 21° secolo non solo a sopravvivere, ma a prosperare”.

I vantaggi per Google

Anche se non c’è motivo di mettere in dubbio l’impegno di Google nell’aiutare l’industria delle notizie, questo è comunque un caso di interesse personale illuminato, come scriveva Greg Sterling su Search Engine Land, elencando i benefici e gli obiettivi che l’azienda americana raggiunge con Showcase e il supporto finanziario corrispondente.

  • Migliorare le relazioni di Google con gli editori, che sono spesso state le voci più critiche contro il colosso.
  • Mitigare alcune delle questioni normative, fiscali e antitrust relative alle notizie e convincere le autorità di regolamentazione e i politici che Google non è il distruttore di notizie nei loro Paesi, ma una parte fondamentale della soluzione.
  • Assicurare che Google News disponga di contenuti e funzionalità di notizie unici e di alta qualità come elemento di differenziazione nella concorrenza di Apple e Facebook.

Google e giornalismo, un rapporto complicato

In contemporanea all’annuncio di Pichai ore, sempre sul blog ufficiale è comparso un secondo articolo dedicato al delicato tema del rapporto tra Google e giornalismo, firmato da Matt Brittin (Presidente Google Europe, Middle East and Africa), che parla – non senza una vena polemica, in risposta velata alle varie accuse alla compagnia americana come nel caso di Google News francese o della link tax europea – degli investimenti di Google nel settore delle news e dei benefici portati all’intero comparto.

Secondo Brittin, ogni giorno “milioni di persone in Europa utilizzano Google per trovare informazioni”; Big G è consapevole del valore cruciale del giornalismo di qualità “nel mondo incerto e in rapida evoluzione di oggi” e ha l’obiettivo di fornire nella Ricerca “le informazioni più pertinenti e autorevoli disponibili”. Per questo, condivide “una causa comune con gli editori di notizie: sostenere il giornalismo di qualità per contribuire a creare un mondo più informato”.

In concreto, poi, il gruppo fornisce “già investimenti significativi attraverso i nostri prodotti, programmi e finanziamenti, incluso l’invio di lettori a siti di notizie europei otto miliardi di volte al mese”.

Le domande frequenti su Google e news

Il manager è entrato nel merito dell’impegno di Google nel settore news proponendo una serie di risposte a domande frequenti, che servono a chiarire – almeno dal punto dell’azienda – la trasparenza verso gli editori e i benefici che questi ultimi possono ricavare dalla presenza sui prodotti dell’ecosistema di Mountain View.

In che modo Google utilizza i contenuti delle notizie?

Così come si collega a ogni altra pagina del Web, Google linka ad articoli di notizie con un URL e talvolta una breve anteprima in snippet, se l’editore lo desidera. Ogni volta che “effettui una ricerca su Google, forniamo link a migliaia, a volte milioni, di pagine web con informazioni utili: quando cerchi notizie, quelle pagine potrebbero provenire da un grande editore di notizie tradizionale o da un nuovo giornale digitale; potrebbero provenire da un sito di notizie locale o da un piccolo editore specializzato in salute, fitness, cibo o moda”.

Qualunque sia la circostanza, il compito di Google “è metterti in contatto con le informazioni più rilevanti e gli editori sono sempre stati in grado di controllare se e come vogliono che i link appaiano su Google”.

In che modo Google supporta le notizie?

Il modo in cui le persone consumano le notizie sta cambiando e anche i modelli di business che supportano e sostengono le notizie stanno cambiando: per questo, dice Brittin, “abbiamo lavorato duramente per approfondire il nostro supporto all’industria in molti modi in molti anni”, per raggiungere in particolare i seguenti obiettivi.

  • Aiutare gli editori a raggiungere un vasto pubblico

La Ricerca Google e Google News “aiutano gli editori di notizie inviando gratuitamente grandi quantità di traffico ai loro siti”. Solo in Europa, rivela Brittin, “le persone fanno clic sui contenuti delle notizie linkate da Google più di otto miliardi di volte al mese: ciò significa che indirizziamo 3.000 clic al secondo ai siti web degli editori”. Secondo uno studio di Deloitte, per i news publisher più grandi ogni clic ha un valore di 4-6 centesimi di euro, per lo più generato attraverso pubblicità e abbonamenti.

  • Fornire entrate pubblicitarie significative

Ogni anno Google aiuta “gli editori a guadagnare miliardi di euro di entrate pubblicitarie” perché, a complemento degli sforzi di vendita pubblicitaria degli editori, “la nostra tecnologia porta ulteriori inserzionisti e denaro alle pagine e alle app dei publisher”.

In media, gli editori news “trattengono oltre il 95% delle entrate generate dalla pubblicità digitale quando utilizzano Ad Manager per mostrare annunci sui loro siti web”.

Il denaro “corrisposto ai partner editoriali nella nostra rete pubblicitaria globale è stato di 10 miliardi di dollari nel 2015 ed è cresciuto fino a 14 miliardi di dollari nel 2018, lavorando a stretto contatto con la tecnologia, con gli editori e con gli inserzionisti”.

  • Semplificare la vendita di abbonamenti

Gli editori stanno costruendo nuovi modelli di business attorno ai loro contenuti digitali, e Google ha creato strumenti di iscrizione che li aiutano ad aumentare le nuove entrate dalle visite online, come Subscribe with Google, che offre agli editori “un modo semplice per aumentare gli abbonamenti digitali” (l’utente visualizza un’anteprima del contenuto e, per completare la lettura, viene invitato alla sottoscrizione).

  • Aiutare gli editori attraverso competenze tecniche, strumenti e investimenti nell’innovazione

Gli strumenti “che costruiamo sono in collaborazione con gli editori”, dice Brittin, che cita “la Digital News Initiative, un’iniziativa da 150 milioni di euro per sostenere ulteriormente il giornalismo di alta qualità finanziando progetti innovativi con gli editori”. Questi progetti, portati avanti “lavorando a stretto contatto con i principali editori, hanno prodotto concetti brillanti che aiutano ad affrontare le sfide del settore dalla lotta contro la disinformazione e il racconto di storie locali, ad aumentare i ricavi digitali e a esplorare nuove tecnologie”. A questa iniziativa ha fatto seguito Google News Initiative, da 300 milioni di dollari, che promuove il lavoro in Europa e nel mondo.

  • Aiuto extra durante la pandemia

Durante la pandemia, quando le vendite di giornali fisici sono state ridotte a causa del blocco e la pubblicità è improvvisamente rallentata, Google ha “fornito quasi 10 milioni di euro di finanziamenti di emergenzaa oltre 1700 editori europei di piccole e medie dimensioni colpiti da COVID-19, oltre a un sostegno finanziario per editori di notizie con un’esenzione dalla tariffa di pubblicazione degli annunci su Google Ad Manager”.

Di questo intervento hanno beneficiato tra gli altri anche il sito “Eco di Bergamo in Italia, che ha utilizzato i fondi per aumentare gli investimenti in nuovi mezzi di produzione (come video, audio, foto e dati) per fornire ai lettori una conoscenza più approfondita e analitica di ciò che sta accadendo nell’area di Bergamo, che ha subito pesanti perdite durante la crisi”.

Quanti soldi guadagna Google con le query di notizie?

Molto più spigolose le domande successive, a partire da questa incentrata sui ricavi di Google dalla pubblicazione di query di attualità e contenuti news.

Secondo Brittin, “il valore economico diretto che Google ottiene dai contenuti di notizie nella ricerca è molto piccolo” perché “gli inserzionisti in genere non cercano di pubblicare annunci su contenuti di notizie nella Ricerca, perché una ricerca di notizie attuali di solito non fornisce un segnale chiaro di ciò che qualcuno potrebbe essere interessato ad acquistare”.

Inoltre, ricorda, “non pubblichiamo annunci su Google News o nella scheda dei risultati di notizie su Ricerca” e l’investimento nelle news non è “a scopo di lucro, ma perché è importante per la società, per gli editori e per i cittadini che vogliono leggere giornalismo di qualità”.

La maggior parte delle entrate di Google “non proviene dalle ricerche di notizie, ma da una piccola percentuale delle ricerche totali eseguite dalle persone che usano il motore per effettuare un acquisto, ad esempio digitando scarpe da corsa e quindi facendo clic su un annuncio”.

Perché Google non paga per le notizie?

Secondo Brittin, “non è vero dire che non paghiamo per le notizie né generiamo valore per il settore”: i link da Google verso le notizie aiutano “a indirizzare milioni di lettori verso i siti e le app degli editori, invece di produrre noi stessi articoli di notizie”, e questo “crea un’enorme opportunità per gli editori di trasformare quei lettori in abbonati fedeli o mostrare annunci”.

In che modo Google rispetta la direttiva europea sul copyright?

In attesa che tutti gli Stati membri adottino la nuova legislazione europea, Google sta “collaborando con le autorità di regolamentazione e gli editori per conformarci” nei Paesi dove la legge è già stata adottata, come ad esempio la Francia.

Google può fare di più?

Google News Showcase è una delle prime azioni concrete di Google per “sostenere il futuro del giornalismo, anche nell’ambito di ciò che abbiamo sentito durante il dibattito sull’articolo 15 della direttiva europea sul copyright”: solo nei primi tre anni, “pagheremo più di 1 miliardo di dollari agli editori che creano e curano contenuti di alta qualità per questo prodotto, con l’intenzione di estenderli come parte del nostro impegno a lungo termine a sostegno dell’industria dell’informazione”.

Google riconosce “il forte desiderio delle autorità di regolamentazione di aiutare l’industria dell’informazione a superare la crisi di vecchia data che sta affrontando, motivo per cui ci stiamo impegnando con i responsabili delle politiche su questo argomento e fornendo nuovi modi per aiutare gli editori a trarre profitto dai loro contenuti”.

Il giornalismo di qualità è più importante che mai, ribadisce Brittin, e per questo “Google aiuta le persone a trovare notizie, finanzia il giornalismo e supporta la vasta gamma di editori di notizie con prodotti e tecnologia mentre si adattano al mondo digitale”.