Continuano a essere burrascosi i rapporti tra Google ed Europa, e l’ultimo fronte di battaglia è Google News: la Francia è stata una delle prime nazioni ad applicare le nuove norme comunitarie sul copyright e il colosso americano ha deciso di limitare il sistema di visualizzazione degli articoli nel motore di ricerca delle notizie.

Il nodo dei diritti di autore su Google News

Già nei mesi passati Google France aveva ricevuto una multa da 50 milioni di euro per violazioni al nuovo GDPR europeo, ma ora il nodo è la relazione tra il sistema di ricerca e i produttori di notizie, che chiedevano l’applicazione delle norme sul copyright e in particolare dell’articolo 15, che regola la protezione del diritto d’autore anche sul Web.

Google decide di limitare le anteprime dei siti in Google News Francia (per ora)

Anziché scendere a patti con i publisher o pagare per i contenuti riproposti sul sistema di Google News, la società americana ha deciso di adottare una contromisura piuttosto decisa: Google News in Francia non mostrerà più le anteprime degli articoli indicizzati e posizionati nel motore di ricerca né le immagini correlate, ma solo il titolo e l’Url con link alla risorsa. Tale disposizione varrà per tutti i siti di notizie europei, non solo per i siti francesi.

C’è un “ma”: gli editori potranno specificare l’adesione a Google News e a tutti i prodotti collegati alla Ricerca di Google, utilizzando le nuove impostazioni per gli snippet  che abbiamo presentato qualche giorno fa, che quindi assumono una valenza ancora più importante.

I casi precedenti in Spagna e Germania: sono gli editori a rimetterci

La mossa di limitare le informazioni mostrate nella sezione Notizie ricorda quanto già fatto negli scorsi anni da Google in Germania e soprattutto in Spagna, Paese dove – come ricordavamo nell’approfondimento prima linkato – non esiste più il servizio di ricerca di news. La storia sembra dunque ripetersi, e probabilmente si ripeteranno anche le conseguenze della situazione.

Sia in Spagna che in Germania, infatti, la scomparsa di Google News ha provocato danni soprattutto (se non soltanto…) agli stessi editori, che hanno visto un brusco calo di lettori. Ad esempio, nel Paese iberico il traffico dei siti di informazione è crollato fino al 20 per cento nei mesi successivi all’eliminazione della sezione notizie nella Ricerca, soprattutto perché gli utenti non erano più in grado di trovare i siti in modo facile come prima; in termini economici, una ricerca ha stimato in 10 milioni di euro la riduzione degli incassi per i piccoli editori, la fascia che ha pagato il prezzo maggiore di questa scelta.

Meno drastica la situazione in Germania, ma per un motivo speciale: per evitare di pagare una “tassa” agli editori locali di cui riportava le notizie, Google decise di semplificare il Google News tedesco riducendo le informazioni mostrate agli utenti (come farà in Francia, in pratica). Gli editori notarono immediatamente un declino sensibile del traffico organico a causa dell’assenza di snippet negli articoli, e quindi si cosparsero il capo di cenere e chiesero a Google di ripristinare lo status regolare precedente.

La Francia battaglia con Google: gli effetti su Google News Francia

Ora tocca dunque alla Francia e ai siti indicizzati sul motore di ricerca francese (anche delle altre nazioni d’Europa) provare a fare a meno del grande bacino di clic che provengono da Google News che, come annunciato, cambierà modalità di visualizzazione di link quando la legge sarà applicata. In particolare, il sistema mostrerà solo link ai siti ed estratti “molto brevi” dei contenuti della pagina, che non sono in contrasto con la legge (che invece prevede tasse di licenza quando aggregatori di notizie di terze parti usano elementi aggiuntivi a collegamenti e poche parole di contenuto in anteprima).

Google non paga: Gingras spiega la posizione degli americani

Google non pagherà per riportare le notizie altrui, e il vicepresidente di Google News Richard Gingras ha chiarito la posizione della compagnia in un post sul blog ufficiale, sottolineando allo stesso tempo i vantaggi che il sistema offre agli editori e il suo supporto al giornalismo online (e non solo). La premessa è netta: “Le persone si affidano a Google per avere un supporto nel trovare informazioni utili e autorevoli, provenienti da una vasta gamma di fonti”.

La ricerca si basa sulla fiducia

Per mantenere questa fiducia, “i risultati della ricerca devono essere determinati in base alla pertinenza, non a partnership commerciali”, dice Gingras. “Ecco perché non accettiamo pagamenti da nessuno per essere inclusi nei risultati di ricerca”, aggiunge, ricordando che Google vende annunci (tramite ADS), non risultati di ricerca, e ogni annuncio su Google è chiaramente contrassegnato. “Questo è anche il motivo per cui non paghiamo gli editori quando le persone fanno clic sui loro collegamenti in un risultato di ricerca“, e operare in altro modo “ridurrebbe la scelta e la pertinenza per i nostri utenti e alla fine comporterebbe la perdita della loro fiducia nei nostri servizi”.

Google News mette in relazione utenti e siti

Il dirigente della compagnia americana si sofferma anche sul funzionamento del motore di ricerca per le informazioni: “Ogni volta che esegui una ricerca su Google, ci sono migliaia, a volte milioni, di pagine Web con informazioni utili; quando cerchi notizie, quelle pagine potrebbero provenire da un grande editore di notizie tradizionale o da un nuovo punto vendita digitale, potrebbero provenire da un sito di notizie locale o da un piccolo editore specializzato in salute o fitness o cibo o moda”, scrive. “Il nostro compito è quello di ordinare quelli e collegarti con le informazioni più rilevanti”, anche attraverso il nuovo algoritmo che dà priorità alle news di qualità.

Vista la continua evoluzione della Rete e del mondo dei media, Google sta lavorando a stretto contatto “con l’industria delle notizie per fornire valore a editori e giornalisti di tutto il mondo”, con strumenti come la Ricerca e News “che aiutano le persone a trovare e accedere ai contenuti delle notizie e ci consentono di inviare grandi quantità di traffico agli editori”. Mountain View ha anche “creato strumenti pubblicitari e di abbonamento che aiutano gli editori a incrementare le nuove entrate e il nostro finanziamento di programmi e formazione nell’ambito della Google News Initiative offre vantaggi al settore delle notizie”.

Il valore di Google News per gli editori

Vantaggi che Gingras provvede a quantificare: nella sola Europa, le persone fanno clic su contenuti di notizie che Google linka più di 8 miliardi di volte al mese, ovvero 3000 clic al secondo che “indirizziamo ai siti Web degli editori”. Uno studio di Deloitte con focus sui grandi editori di notizie colloca il valore di ciascun clic tra i 4-6 centesimi di euro.

Oltre al traffico, c’è un altro “valore al settore delle notizie” trasmesso dal gruppo americano: ad esempio, le tecnologie pubblicitarie di Google sono utilizzate da molti siti Web, inclusi editori di notizie, in cui gli editori mantengono la stragrande maggioranza delle entrate pubblicitarie. Nel 2018, Google ha inviato oltre 14 miliardi di dollari agli editori di tutto il mondo.

La citata Google News Initiative vanta un investimento di 300 milioni di dollari per aiutare gli editori di notizie di tutto il mondo a sviluppare nuovi prodotti e modelli di business che si adattano al diverso mercato editoriale che Internet ha sviluppato, e Gingras assicura che compagna continua ad apportare miglioramenti per mettere in contatto le persone “con le notizie dai nostri prodotti”.

Le implicazioni globali della decisione francese

Insomma, la battaglia tra Europa – o per meglio dire Francia – e Google continua e si arricchisce di un nuovo capitolo: quale sarà il destino dei siti posizionati su Google News France? Riuscirà il settore editoriale francese (ma non solo) a sopravvivere all’inevitabile calo di traffico determinato dalla lotta al motore di ricerca? E ci saranno effetti per gli utenti e i siti degli altri Paesi europei? Non resta che attendere i prossimi sviluppi.