Come funziona la Ricerca di Google: indicizzazione e posizionamento

È lo strumento di lavoro quotidiano per la SEO, il riferimento che gli specialisti SEO osservano e monitorano le variazioni (magari usando i rank tracker più affidabili!) e il cruccio di quanti non riescono ad arrivare all’agognata prima pagina. Ma, soprattutto dopo il problema tecnico avuto dal motore di ricerca nei giorni scorsi, in quanti conoscono davvero come funziona la Ricerca di Google e come sono proposti i contenuti nelle pagine di Google Search?

Che cos’è l’indicizzazione su Google

Iniziamo dalle nozioni tecniche e dal significato di indicizzare un sito, topic imprescindibile per capire come funziona Google Search. Con la parola indicizzazione si fa riferimento al semplice inserimento di un sito web nel database del motore di ricerca, ovvero l’indice Google che viene definito come un elenco di tutte le pagine web conosciute da Google.

Come funziona l’indicizzazione

Per indicizzare un sito, il motore di ricerca utilizza i dati ottenuti attraverso una scansione eseguita dal crawler di Google – il famoso Googlebot – che viaggia alla scoperta di nuovi siti e alla verifica dei contenuti già monitorati per segnalare variazioni per l’aggiunta all’indice di Google; in alternativa, è il proprietario del sito che comunica in prima persona l’Url a Google attraverso la Search Console.

I siti che non compaiono nella Ricerca

Forse è superfluo dirlo, ma lanciare un sito online e non essere su Google (non parliamo di prestazioni di scarso rilievo, ma di assoluta assenza nell’indice) è come possedere una linea telefonica di cui nessuno conosce il numero. È bene specificare che non tutti i siti sono aggiunti all’indice Google e che in alcuni casi ciò dipende da una scelta (più o meno consapevole) da parte dei proprietari o dei gestori, come raccontato anche da John Mueller a proposito del suo più grande successo SEO.

Che cos’è il tag noindex

Parliamo in particolare del tag noindex che serve a bloccare la scansione di Googlebot sulla pagina di riferimento o addirittura su tutto il sito; che si scelga di utilizzare il tag <meta> o l’intestazione di risposta HTTP, comunicare il noindex a Google significa far eliminare le risorse relative dalla Search, “a prescindere dalla presenza o meno di altri siti contenenti link che rimandano alla pagina”, come dicono le linee guida.

Che cos’è il posizionamento su Google

Conclusa la fase di scansione e di indicizzazione, ci avviciniamo al cuore delle attività SEO, ovvero il posizionamento su Google: dal punto di vista tecnico, posizionare un sito significa farlo comparire per determinate query nelle pagine dei risultati di ricerca di Google, le famose SERP (Search Engine Results Page), organizzate per mostrare 10 risultati per pagina. Il protagonista del posizionamento è l’algoritmo di Google, che prende in esame i celeberrimi criteri di ranking per elaborare queste classifiche, che sono in costante aggiornamento.

Quanto conta il posizionamento su Google

Chiaramente, c’è differenza tra essere presenti al primo posto di una SERP e comparire nelle altre pagine, al punto che una vecchia battuta sostiene che il “luogo più sicuro in cui seppellire un cadavere è la seconda pagina di Google”, mentre uno studio (datato, ma ancora attuale) stima che la prima pagina generi il 91 per cento del totale del traffico su Google, la seconda sfiori il 5 per cento e le altre oscillino tra l’1 per cento e altre quote a dir poco minime.

L’importanza di posizionarsi su Google

Dati che spiegano e motivano la competizione che esiste nella scalata alle SERP, perché la visibilità e le prestazioni di un sito dipendono fortemente dalla capacità di raggiungere le prime posizioni tra i risultati di Google. E che spiegano anche l’importanza di ottimizzare un sito per cercare di farlo rendere meglio, apportando le correzioni e gli interventi di miglioramento on-page o off-page per incrementare il ranking.

Il significato di posizionamento organico

Parliamo di posizionamento organico o naturale (organic placement), quello che appunto si ottiene attraverso azioni di ottimizzazione del sito, che riguardano la strutturazione del sito, la pulizia del codice, l’usabilità, l’attenzione ai contenuti, il miglioramento di meta tag e tutta la serie di parametri di cui abbiamo parlato nella nostra guida ai fattori di ranking su Google, compresa l’attività di link earning che può servire a rendere un sito più autorevole per i motori di ricerca.

Il posizionamento tramite inserzioni a pagamento

Accanto a questo, però, non bisogna dimenticare il posizionamento che si stabilisce con i link sponsorizzati (pay per click o sponsored links), che sono invece le inserzioni a pagamento vendute dai motori di ricerca che anticipano la SERP per alcune query di rilievo per il sito promosso. In questo caso, il posizionamento si basa sui criteri definiti dal network pubblicitario e, in genere, dipende dal costo per click a carico dell’inserzionista stesso.

Differenza tra indicizzazione e posizionamento del sito su Google

In definitiva, dovrebbe essere abbastanza chiara la differenza tra indicizzazione e posizionamento di un sito su Google: indicizzare è un’operazione automatica che segue la scansione eseguita da un crawler e che determina l’inserimento del sito nell’indice di Google. Il posizionamento è il passaggio successivo, per così dire, ovvero la valutazione che l’algoritmo di Google fa del sito e dei suoi contenuti rispetto ai suoi parametri, che determina la posizione (appunto) in risposta alle query degli utenti.

GM

Redazione

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