Google Knowledge Graph, guida al database informativo su entità

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In italiano si chiama Riquadro informazioni o grafo della conoscenza, ma molti lo conoscono con il termine inglese originale: è il Knowledge Graph di Google, l’enorme database di informazioni che consente a Google di fornire risposte immediate, concrete e soprattutto pertinenti alle domande degli utenti sotto forma di casella informativa ricca di dati che compare in SERP per determinate query. Approfondiamo il funzionamento di questa preziosa base di conoscenza sul Web, che rappresenta una sorta di gigantesca enciclopedia virtuale di fatti, per capire anche come può influenzare la SEO.

Che cos’è il Knowledge Graph di Google

Secondo le indicazioni di Google, il Knowledge Graph è una raccolta di informazioni generate automaticamente da varie fonti, mostrate con un layout visivo simile a quello dei rich result più recenti (al punto che può essere difficile distinguere a colpo d’occhio un rich result e un riquadro informazioni, ammettono da Big G).

I risultati del Knowledge Graph coprono tantissimi elementi (luoghi, persone, aziende e altro ancora), a ben vedere alcune delle entità note a Google, che vengono mostrati con dati aggiuntivi quali logo, nome del sito di riferimento, link al profilo social eccetera, alimenti eventualmente grazie ai dati forniti tramite i markup di schema.org.

Possiamo pensare a questo grafo come a una rete di informazioni, un incrocio tra un’enciclopedia e un database, che funziona praticamente come una mappa interconnessa di dati in cui i punti associati sono collegati semanticamente, si diramano in tutte le direzioni e si connettono a molti altri elementi. In questo modo, riesce a fornire un contesto pertinente alla query, risolvendo iniziali ambiguità e fornendo maggiore senso alle risposte: ovvero, trasforma i dati in conoscenza.

La storia del Knowledge Graph di Google

Google ha annunciato il suo Knowledge Graph il 16 maggio 2012 con un articolo di Amit Singhal, all’epoca Senior VP della compagnia, che presentava la funzionalità come “un modello intelligente, un grafo in gergo geek, che comprende le entità del mondo reale e le loro relazioni reciproche”, ovvero – con un’espressione poi entrata diventata celeberrima – che comprende “cose, non stringhe” (things, not strings in originale inglese).

Inizialmente disponibile solo in inglese, lo strumento è stato ampliato a fine 2012 per le lingue spagnolo, francese, tedesco, portoghese, giapponese, russo e italiano, continuando poi a espandersi per le