Chi è e cosa fa il SEO specialist? Le competenze di un esperto SEO

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Un tempo di nicchia e quasi “esoterica”, sicuramente poco compresa, oggi la Search Engine Optimization (SEO) ha forse conquistato definitivamente la sua rilevanza nel marketing digitale come pilastro fondamentale delle strategie di un brand che ambisca alla visibilità online. Con l’evoluzione degli algoritmi dei motori di ricerca e l’aumento della competizione online, è cresciuta esponenzialmente anche la domanda di professionisti qualificati in questo campo e si è evoluta pertanto anche la figura del SEO specialist, la figura a cui affidare il lavoro di ottimizzazione del sito, i cui esiti possono spingere verso uno scenario positivo o affondare le nostre speranze. Cerchiamo di capire quindi chi è l’esperto SEO, che tipo di competenze e skill deve possedere e in quali ambiti può mettere al servizio di un progetto i suoi consigli e la sua esperienza.

Chi è il SEO specialist

Secondo l’accezione più comune e diffusa, il SEO è uno specialista che si occupa di ottimizzare un sito per i motori di ricerca e quindi è la figura che concretamente fa SEO. In italiano, quindi, abbiamo la distinzione tra “il” SEO (maschile predominante per indicare “il” professionista, che adotteremo per consuetudine anche in questo articolo, anche se per fortuna è elevata la quota di esperte SEO al femminile!) e “la” SEO (l’attività).

L’ambiguità della sigla è di più semplice comprensione in inglese, dove si fa distinzione tra Search Engine Optimization (e quindi l’attività SEO in senso più ampio, l’ottimizzazione per i motori di ricerca) e Search Engine Optimizer (colui che applica le strategie, e quindi il SEO che concretamente pianifica e mette in pratica gli interventi sul sito).

Pertanto, e più nello specifico, il SEO è il professionista a cui andrebbe affidata la strategia da seguire per migliorare il posizionamento di un sito di qualsiasi tipo, dagli eCommerce ai blog, dai siti tematici ai giornali online, per meglio dire delle sue pagine e delle keyword che sono individuate come le più utili per le finalità del cliente, così da ottenere traffico organico e non a pagamento.

Sempre a livello generale, il SEO specialist dovrebbe quindi possedere un insieme di competenze molto specifiche che richiedono molta attenzione dettagliata: ad esempio, dovrebbe dimostrare una conoscenza approfondita di come i motori di ricerca funzionano e di come sfruttarne le dinamiche per aumentare la visibilità di un sito web nei risultati di ricerca organici, ma anche l’abilità di analizzare e pianificare strategie SEO efficaci, di creare un piano editoriale strategico, di ottimizzare i contenuti e la struttura di un sito per renderlo più appetibile agli occhi di Google e altri motori di ricerca e così via.

Che cosa fa il SEO specialist

Dobbiamo quindi uscire da una definizione limitante della figura professionale del SEO, perché oggi il lavoro dello specialista SEO è molto più complesso e va a toccare tantissimi aspetti del sito, con un’attività trasversale che finisce per intrecciarsi a quella di webmaster, sviluppatori, copywriter e tutte le altre figure che lavorano sul progetto, perché multidisciplinare è la stessa SEO.

Questo significa, di conseguenza, che il SEO dovrebbe anche avere competenze specifiche su marketing e analisi, oltre che tecniche, e allo stesso tempo dovrebbe anche essere in grado di comprendere e orientare il lavoro degli altri.

In questa visione più ampia, quindi, il SEO è un consulente a tutto tondo che ha il compito di analizzare il sito, evidenziare i punti di forza e le debolezze anche attraverso una SWOT Analysis, scoprire gli errori e suggerire come correggerli, individuare la strategia SEO più efficace e ottimizzare le performance e il ranking. È pertanto un professionista che si immerge nel complesso mondo dei motori di ricerca per migliorare la posizione di un sito web nei risultati organici, attraverso attività variegate che richiedono una combinazione di competenze analitiche, tecniche e creative.

Di fondo, comunque, l’obiettivo principale di uno specialista SEO è lo stesso di qualsiasi marketer: creare più vendite per l’azienda, riuscire ad attrarre un maggior numero di visitatori qualificati, che possano tradursi in lead e, infine, in clienti.

Quali competenze deve possedere il professionista SEO

Un grande alleato per la crescita del progetto o, al contrario, un potenziale rischio per i risultati del traffico: non sembrano esserci vie di mezzo quando si parla di SEO specialist, o anche semplicemente di professionisti SEO (o sedicenti tali, come purtroppo ne continuano a girare).

Per evitare problemi ed errori nell’individuazione di una persona a cui affidare le redini del nostro sito, dovremmo riuscire a selezionare uno specialista SEO di successo, ovvero un professionista che dimostri di possedere molteplici competenze, tra cui non possono mancare skill quali:

  • Capacità di analisi

Una delle competenze essenziali basilari per chi vuole emergere in questo contesto (o da ricercare) è la capacità di analisi:  uno specialista SEO dovrebbe cioè essere in grado di ottenere dati su “cosa”, “quando”, “chi” e “dove” e di comprendere il “perché” e il “come” alle domande che correlate a questi aspetti.

Ad esempio, se pensiamo a un calo di traffico organico, il compito di un esperto SEO è esaminare il caso in dettaglio e comprendere quali fattori ed elementi sono stati responsabili dell’improvviso crollo, per rintracciare le cause profonde di quel particolare problema, scandagliando sia le aree interne del sito che il contesto di mercato per identificare la migliore soluzione possibile per superare la battuta d’arresto.

  • Capacità di ricerca

Dopo l’analisi, la seconda abilità da possedere è la capacità di ricerca. Ricerca è una parola che torna molto spesso nei temi SEO, e la forma più comune di ricerca è quella che riguarda con l’analisi delle parole chiave, che fornirà le informazioni essenziali per creare le basi strategiche per le campagne. Ma ricerca significa anche leggere le ultime notizie e gli aggiornamenti sugli attuali scenari mondiali legati alle tecnologie dei motori di ricerca, stare al passo con Google e tener d’occhio i competitor.

  • Nozioni di base su codici e programmazione

Non è (più) necessario essere un programmatore professionista o uno sviluppatore per emergere e avere successo nel campo della SEO, e al giorno d’oggi le funzionalità SEO di base sono spesso integrate nei sistemi CMS o ci si può affidare al supporto dell’intelligenza artificiale.

Tuttavia, possedere una conoscenza (anche di base) su codici, linguaggi di programmazione e tecnologie correlate può costituire un ulteriore vantaggio, perché ad esempio aiuterà gli esperti a studiare il codice sorgente del sito Web fornito, determinare le caratteristiche principali rilevanti, scovare potenziali aree di miglioramento anche dal punto di vista tecnico.

  • Capacità di comunicazione

La comunicazione è fondamentale nel campo della SEO, sia nel teamworking (dialogando in modo proattivo con i membri del team per garantire che venga svolta la giusta quantità di lavoro e determinare se le direttive vengono eseguite) che nel rapporto con i clienti o con i responsabili di progetto, che potrebbero non avere un’idea molto tecnica e concreta di come funzionano le cose in questo argomento. Inoltre, il SEO specialist potrebbe anche aver il compito di ottimizzare i contenuti per farli emergere, quindi possedere eccellenti capacità comunicative può fare la differenza in questo campo.

  • Velocità di apprendimento

Google non si ferma mai, e di conseguenza anche la SEO non è mai simile a se stessa troppo a lungo: per aver successo nel suo ambito, il SEO professionista deve continuare ad aggiornarsi con curiosità e passione, perché non può banalmente continuare a ripetere la stessa “ricetta” per ogni sito su cui è chiamato a intervenire.

Le differenti declinazioni e tipologie del lavoro di SEO specialist

Come sappiamo, in linea di massima ci sono quattro grandi ambiti in cui si articola la SEO, che ogni buon specialista SEO dovrebbe tenere mente nello sviluppo di una strategia di marketing efficace:

  • SEO on page, che si riferisce a ogni contenuto del sito web su cui stiamo operando, al fine di ottimizzarlo per aiutare i motori di ricerca a comprendere l’argomento delle pagine e considerarle come una risorsa preziosa per gli utenti.
  • SEO off page, che riguarda tutti gli interventi da fare “al di fuori” del sito web su cui operiamo, e che ha l’obiettivo di creare una relazione più forte tra questo sito e gli altri siti Web attraverso una varietà di tattiche che servono a dimostrare l’autorevolezza e l’affidabilità in un determinato settore anche per i motori di ricerca.
  • SEO tecnica, che fa riferimento agli elementi del sito web “a parte” i contenuti, che attingono quindi alla sfera delle prestazioni tecniche (appunto). Parliamo di strategie per migliorare la struttura del backend, interventi per migliorare la velocità del sito web, tattiche per ottimizzare la scansione e l’indicizzazione delle pagine e, più in generale, per assicurare l’usabilità e un’esperienza utente ottimale.
  • SEO locale, ormai emersa come branca a parte, che serve a migliorare la visibilità di un brand nei risultati di ricerca geolocalizzati, e che quindi necessita anche di specifiche competenze “contestuali”.

Appare quindi chiaro che si sono diffuse nel tempo diverse specializzazioni che riflettono le varie sfaccettature e competenze richieste per ottimizzare efficacemente un sito web, al punto che possiamo categorizzare alcuni principali tipi di SEO specialist. Ogni “figura” ha un ruolo importante all’interno di una strategia SEO complessiva e, spesso, un professionista può coprire più aree o evolvere da una specializzazione all’altra nel corso della sua carriera; la scelta di specializzarsi in un particolare aspetto della SEO dipende dalle inclinazioni personali, dalle competenze e dalle esigenze professionali e lavorative, oltre che ovviamente dal contesto di attività.

  • SEO Manager o Strategist. Questa figura professionale ha una visione più ampia e strategica della SEO. In genere, coordina le attività degli altri specialisti, definisce le strategie complessive, gestisce il budget e assicura che gli obiettivi di business siano allineati con le pratiche SEO.
  • SEO Analyst. L’analista SEO si focalizza sull’interpretazione dei dati e sul monitoraggio delle performance di un sito web; utilizza strumenti analitici per tracciare il traffico, le conversioni e altre metriche importanti, e fornisce insights e raccomandazioni basate sui dati per migliorare la strategia SEO.
  • SEO Specialist Tecnico. Questo tipo di specialista si concentra sugli aspetti tecnici dell’ottimizzazione di un sito web; lavora per assicurare che il sito sia facilmente accessibile e indicizzabile dai motori di ricerca, ottimizzando elementi come la struttura del sito, la velocità di caricamento, la compatibilità mobile, la sicurezza e l’implementazione corretta dei tag canonici e delle direttive robots.txt.
  • SEO Specialist di Contenuti. Questo professionista si dedica principalmente alla creazione e ottimizzazione di contenuti; il suo obiettivo è produrre materiale che sia non solo SEO-friendly, ma anche coinvolgente e utile per l’utente. Si occupa in particolare di keyword research, copywriting SEO, content strategy e content marketing.
  • Link Builder. Anche se la link building è un’attività che tutti gli specialisti SEO dovrebbero conoscere e padroneggiare, alcuni si specializzano esclusivamente in questa pratica. Il link builder si concentra sull’acquisizione di backlink di qualità da siti autorevoli, attraverso tecniche come l’outreach, la creazione di contenuti virali o la collaborazione con influencer e altri siti web.
  • E-commerce SEO Specialist. Specializzato nell’ottimizzazione di siti web di e-commerce, questo professionista si concentra su strategie specifiche per piattaforme di vendita online, come l’ottimizzazione delle pagine prodotto, la gestione delle categorie e l’ottimizzazione per la ricerca interna.
  • Local SEO Specialist. Questo esperto si occupa di ottimizzare la presenza online di un’azienda a livello locale; si concentra su strategie specifiche per migliorare la visibilità nelle ricerche locali, gestendo le schede di Profilo dell’Attività su Google, ottimizzando per le mappe e le ricerche basate sulla posizione geografica.
La cassetta degli attrezzi: gli strumenti indispensabili per le strategie SEO

La professione del SEO mette quindi insieme competenze tecniche, analitiche e creative, ma soprattutto si basa sulla conoscenza e sulla capacità di utilizzare alcuni strumenti fondamentali per supportare le strategie (e per monitorare gli effetti del lavoro, non meno importante).

Tra le competenze tecniche di base che sono richieste per stare al passo nel dinamico mondo della SEO possiamo citare la comprensione dei linguaggi di base del web, e in particolare di HTML (per ottimizzare elementi come i tag di titolazione, le meta descrizioni e la struttura semantica della pagina), CSS (per migliorare l’usabilità e l’accessibilità del sito, anche sotto l’aspetto visivo) e JavaScript, sempre più utilizzato per creare siti web dinamici e interattivi, ma che presentare sfide specifiche per la SEO e per l’indicizzazione e richiede quindi una cura particolare. Utile è anche la familiarità con i CMS più diffusi (a cominciare da WordPress) e i loro plugin. Con queste skill è possibile lavorare in prima persona sul sito o anche semplicemente verificare ciò che fanno webmaster e sviluppatori chiamati all’opera, intervenendo solo quando necessario.

Ma serve anche un pizzico di creatività, perché la gestione e la creazione di contenuti non è solo una questione di scrittura: richiede una comprensione profonda del pubblico di riferimento e l’abilità di trovare modi per coinvolgere e informare attraverso testi o altri elementi, senza sacrificare la qualità. Allo stesso tempo, serve una supervisione degli aspetti di UX (User Experience) e UI (User Interface) design, che renda piacevole la navigazione degli utenti e li incentivi a interagire col sito.

Infine, l’analisi dei dati è una componente chiave della SEO: in tal senso, è fondamentale utilizzare Google Analytics (o le sue alternative) per ottenere insights dettagliati sul comportamento degli utenti, sulle fonti di provenienza del traffico, sulle pagine che performano meglio e sul modo in cui gli utenti interagiscono con il sito. Sempre in casa Big G, poi, la Google Search Console è uno strumento indispensabile per monitorare la visibilità del sito nei risultati di ricerca, con i suoi tantissimi rapporti che offrono dati su impression e click, check sullo stato di indicizzazione delle pagine o presenza di problemi tecnici che potrebbero influenzare le performance del sito.

Estendendo la panoramica a tool “extra-Google”, non possiamo ovviamente non citare SEOZoom e altri SEO tools come SEMrush, Ahrefs eccetera, che diventano un po’ il braccio destro di ogni SEO Specialist: attraverso questi strumenti è possibile studiare il sito su cui stiamo lavorando e il contesto in cui si muove da varie angolazioni, per perfezionare le strategie, indirizzare gli interventi, monitorarne l’efficacia e raggiungere gli obiettivi di business del sito e del brand.

Chi è un esperto SEO: specialista, analista e consulente

Insomma, la giornata di uno specialista SEO sembrerebbe decisamente piena di cose da fare!

Ricapitolando, un esperto di ottimizzazione dei motori di ricerca ha il compito finale di migliorare il posizionamento dei siti web sui principali motori di ricerca attraverso una serie di interventi e tecniche, come l’ottimizzazione delle pagine per produrre risultati di ricerca pertinenti, la gestione di un’esperienza utente positiva e l’incremento di traffico sul sito, volume dei lead, numero di conversioni e, sul lungo periodo, brand awareness.

Tra i suoi compiti rientrano l’utilizzo di tattiche intelligenti on-page (keyword research efficaci, gestione dei collegamenti interni, URL puliti eccetera), la gestione “pulita” degli aspetti backend del sito (come reindirizzamenti, errori 404, file sitemap XML e robots.txt), la capacità di tessere relazioni off-site (per la link building, ma anche attraverso contratti con agenzie e fornitori), e poi ancora l’abilità di monitorare i competitor, di eseguire monitoraggio e reportistica delle strategie SEO implementate e, in altri casi, anche la supervisione (o comunque la consapevolezza) delle attività su social media e altri canali digital, come la SEA.

E ancora: si occupa di migliorare le meccaniche, di ottimizzare il sito, di approfondire lo scenario di mercato, di definire il target e scoprire i suoi interessi, di verificare il sentimento sui social network: tutto con un solo obiettivo: utilizzare risorse e eseguire attività utili a migliorare i risultati di un sito, portarlo in alto nelle SERP dei motori di ricerca, incrementare il traffico organico e aumentare le vendite e i rendimenti.

In questa visione, il SEO specialist può essere un professionista esterno freelance che un’azienda può assumere come consulente per la risoluzione di determinati problemi legati alla SEO e all’ottimizzazione per motori di ricerca – e che avrà il compito di analizzare il sito, individuare le difficoltà e indicare le strategie e gli interventi necessari a risolvere la situazione critica. In genere, per evitare di sovraccaricare una singola persona è preferibile affidarsi a una SEO Agency per la valorizzazione del progetto, una realtà in cui ogni aspetto è affidato alle competenze più specifiche di una figura ben definita, sfruttando il lavoro di squadra.

Come diventare SEO specialisti

Appare evidente che gli specialisti SEO devono studiare un bel po’ per poter essere davvero competenti e non improvvisarsi professionisti (come purtroppo capita di frequente…): ma come si diventa SEO? Che peso hanno i vari corsi SEO o le tipologie di certificazione SEO che spesso abbondano online?

In sintesi, diventare un SEO Specialist è un percorso che richiede un impegno continuo e una sete di conoscenza inesauribile: combina formazione, pratica e aggiornamento costante, ma che può portare a una carriera gratificante e ricca di opportunità nel mondo digitale. In effetti, secondo alcune statistiche statunitensi la SEO è una delle aree di marketing digitale dove c’è maggior richiesta professionale: secondo Indeed.com, in particolare, ci sono più di 10.300 lavori legati alla SEO disponibili negli Stati Uniti e 8.400 nel Regno Unito.

Sul fronte pratico, non esiste ancora un percorso formativo specifico che possa attestare il possesso delle competenze necessarie (anche perché sono molte ed estremamente differenziate, come visto), e quindi il banco di prova per un SEO Specialist resta l’esperienza pratica. Ovvero, di sicuro è possibile investire su se stessi e acquisire un background teorico sui vari aspetti legati alla SEO, ma è utile anche lavorare su progetti personali, creando un proprio blog o un sito, iniziare ad affacciarsi alla pratica quotidiana attraverso stage o posizioni entry-level, così da verificare le conoscenze acquisite e affinare le proprie competenze.

Nel nostro piccolo, poi, ci limitiamo rimandare ai feedback forniti da professionisti e formatori che si sono iscritti alla nostra Academy e che hanno seguito il percorso di formazione sull’utilizzo di SEOZoom, con tanto di certificazione finale SEOZoom certified.

Parole vere, non filtrate né imposte, che sottolineano l’importanza di poter interagire concretamente con un formatore e di poter contare su video tutorial utili e pratici, per imparare davvero a utilizzare efficacemente i tool della nostra suite: questo può essere un passo importante per iniziare a diventare SEO, sfruttando le potenzialità incluse nella piattaforma che possono essere applicate all’ottimizzazione del sito.

Esperti SEO e Google: cosa dice il motore di ricerca

La diffusione della SEO (e dei SEO) ha spinto anche Google a pubblicare una pagina di guida – e un video su YouTube – per dare dei consigli a chi sta valutando la possibilità di inserire la figura di un esperto SEO in azienda e di avvalersi delle sue competenze per guadagnare visibilità organica.

Secondo la documentazione ufficiale – che si chiama “Mi serve un esperto SEO?”, quasi a instillare il dubbio opposto (e in effetti leggiamo anche che “chi gestisce una piccola attività locale probabilmente può fare autonomamente gran parte del lavoro”) – scegliere un SEO specialist “è un passo importante che può potenzialmente migliorare il tuo sito e consentirti di risparmiare tempo, ma può anche comportare il rischio di danneggiare il sito e la tua reputazione”. Per Google, infatti, ci sono potenziali vantaggi, ma anche “danni che un esperto SEO irresponsabile può causare al tuo sito”.

Tra i compiti e “servizi utili per i proprietari di siti web” che possono fornire esperti SEO e altre agenzie e consulenti ci sono, nell’elenco di Google, “esame dei contenuti o della struttura del sito; consigli di natura tecnica sullo sviluppo del sito, ad esempio hosting, reindirizzamenti, pagine di errore, utilizzo di JavaScript; sviluppo dei contenuti; gestione delle campagne online per lo sviluppo delle attività commerciali; ricerca di parole chiave; formazione sulla SEO; esperienza in aree geografiche e mercati specifici”.

Le precauzioni per non sbagliare scelta

Che l’interesse della guida di Google sia mettere in guardia i proprietari di siti è ancora più lampante leggendo le altre sezioni, dove ad esempio c’è scritto che “gli esperti SEO possono fornire servizi preziosi ai clienti, ma alcune persone disoneste hanno gettato discredito sul settore attuando iniziative di marketing troppo aggressive e tentando di manipolare in modo scorretto i risultati dei motori di ricerca”.

Questi suggerimenti possono comunque essere utili per riconoscere immediatamente situazioni “pericolose” e stroncare sul nascere l’attuazione di eventuali tattiche che violano le norme sullo spam, che come sappiamo potrebbero comportare una modifica negativa della presenza del sito su Google o persino la sua rimozione dall’indice.

Ad esempio, Google invita a richiedere una sorta di “prova di validazione” delle indicazioni proposte da un esperto SEO, che dovrebbe avvalorare la sua tesi citando una fonte attendibile, “ad esempio una pagina di assistenza di Search Console, un post del blog Google Search Central o una risposta sancita da Google nel forum”.

Molto più allarmanti (ed estreme?) le altre tre situazioni-limite descritte dal documento. La prima è la creazione di domini “ombra” che inviano gli utenti a un sito mediante reindirizzamenti ingannevoli: definita “una delle frodi più comuni”, in questo scenario i domini ombra sono spesso di proprietà dello stesso esperto SEO che afferma di lavorare per conto di un cliente; se il rapporto di collaborazione si deteriora, il SEO potrebbe indirizzare il dominio a un sito diverso o persino al sito di un concorrente, col risultato che il cliente inziale avrebbe pagato per lo sviluppo di un sito concorrente posseduto interamente dall’esperto SEO.

Un altro “stratagemma illecito” consiste nel collocare pagine doorway contenenti molte parole chiave in un punto del sito del cliente: l’esperto SEO garantisce che in tal modo la pagina risulterà più pertinente per un numero maggiore di ricerche, un aspetto che già “di per sé è falso, dal momento che singole pagine sono raramente pertinenti per una vasta gamma di parole chiave”. Tuttavia, l’aspetto più insidioso è che tali pagine doorway spesso contengono anche link nascosti a siti di altri clienti dell’esperto SEO, che “riducono la popolarità dei link del sito, che risulta invece aumentata per il SEO e gli altri suoi clienti, tra cui siti che potrebbero trattare contenuti offensivi o illegali”.

Infine, c’è la possibilità di restare coinvolti in schemi di link, ad esempio acquistando link da altri siti per aumentare il ranking: ciò è in contrasto con le norme sullo spam di Google e può comportare l’applicazione di un’azione manuale a tutto il sito o a una sua parte, influendo negativamente sul ranking del sito.

I consigli di Google per valutare l’affidabilità di un esperto SEO

L’ultima parte della guida di Google sulla scelta di un SEO presenta una serie di “trucchi” e aspetti da considerare per valutare rapidamente se il professionista che stiamo valutando possiede effettivamente le competenze necessarie per dare visibilità al nostro sito o se rischiamo di affidarci alla persona sbagliata.

  • Diffidare di aziende SEO, consulenti o agenzie web che inviano email indesiderate. Incredibilmente, anche Google riceve email di spam che promettono “meraviglie”: il consiglio è di riserva a queste email non richieste relative ai motori di ricerca lo stesso scetticismo che abbiamo verso le email che pubblicizzano pillole in grado di “far bruciare i grassi durante la notte” o le richieste di aiuto per il trasferimento di fondi di dittatori destituiti.
  • Nessuno può garantire il raggiungimento della prima posizione nei risultati di Google. Se un esperto SEO promette questo traguardo – magari vantando di avere un “rapporto speciale” con Google o pubblicizzando “l’inclusione prioritaria” su Google – sta soltanto mentendo.
  • Essere prudente verso chi si mostra reticente o non spiega chiaramente il suo intento. In definitiva, siamo responsabili delle azioni delle aziende di cui ci serviamo, ed è quindi cruciale sapere sempre cosa stanno facendo e come intendono “migliorare” il sito. Se un esperto SEO ha accesso FTP al server, dovrà essere disponibile a fornire spiegazioni di tutte le modifiche apportate al sito, soprattutto se qualcosa non ci è chiaro.
  • Non inserire mai un link al sito di un esperto SEO. Meglio stare alla larga da esperti SEO che applicano strategie quali gli schemi di link per aumentare la visibilità o propongono l’invio del sito a migliaia di motori di ricerca. In genere, ricorda Google, si tratta di operazioni inutili che non influiscono sul ranking tra i risultati dei principali motori di ricerca, almeno non in termini vantaggiosi per il nostro sito.
  • Fare ricerche sul professionista. Prima della scelta, meglio eseguire ricerche sul professionista SEO o sull’agenzia, anche facendo un semplice giro su Google per leggere feedback e recensioni.
  • Controllare gli investimenti. Google non accetta denaro per migliorare il ranking di un sito nei risultati di ricerca, ma “diversi altri motori di ricerca combinano risultati basati sul costo per clic ad altri basati sul costo per inclusione nei normali risultati di ricerca sul Web”. La guida dice che “alcuni esperti SEO promettono ranking migliori nei motori di ricerca, ma in realtà fanno riferimento alla sezione pubblicitaria e non ai risultati di ricerca”, mentre altri “cambiano persino gli importi delle offerte in tempo reale per creare l’illusione di riuscire a controllare altri motori di ricerca e poter conquistare lo spazio scelto”. Questo tipo di frode “non funziona con Google, in quanto la nostra pubblicità è chiaramente indicata e separata dai risultati di ricerca”, quindi è importante controllare con l’esperto SEO quali tariffe intende applicare per l’inclusione permanente e quali per la pubblicità temporanea.
  • Non trascurare gli altri segnali d’allarme. Google elenca anche alcuni segnali di allarme che è possibile notare se abbiamo a che fare con un esperto SEO “truffaldino”, invitando a fidarci dell’istinto in caso di dubbi:
    • È proprietario di domini ombra.
    • Inserisce link ad altri suoi clienti su pagine doorway.
    • Offre la vendita di parole chiave nella barra degli indirizzi.
    • Non fa distinzione tra risultati di ricerca effettivi e annunci visualizzati nelle pagine dei risultati di ricerca.
    • Garantisce un ranking nei risultati, ma solo in corrispondenza di frasi lunghe e incomprensibili composte da numerose parole chiave che otterresti comunque.
    • Opera con più alias o informazioni WHOIS falsificate.
    • Ottiene traffico da motori di ricerca “falsi”, spyware o scumware.
    • Aveva domini che sono stati rimossi dall’indice di Google oppure non è presente nell’indice di Google.

I rischi nella scelta di uno specialista SEO

Affidarsi al professionista sbagliato può portare ai risultati completamente opposti rispetto a quelli attesi, e purtroppo come dicevamo capita di frequente di imbattersi in sedicenti professionisti che vantano non meglio specificate competenze e strategie miracolose in grado di portare ogni pagina in prima posizione su Google. Per questo motivo, da Mountain View hanno dedicato uno degli appuntamenti di Search for Beginners sul canale YouTube Google Search Central proprio alla ricerca e all’assunzione di uno specialista SEO, con consigli pratici per evitare guai e problemi. Anche qui Google ribadisce che assumere uno specialista SEO “può potenzialmente migliorare il tuo sito e farti risparmiare tempo”, ma c’è anche il rischio “di danneggiare il tuo sito e la tua reputazione se ingaggi qualcuno che dà dei cattivi consigli o che suggerisce delle cattive pratiche e delle cattive scorciatoie”.

Pertanto, Google fornisce una serie di raccomandazioni generali da tenere a mente se vogliamo collaborare con uno specialista SEO o inserirne uno in azienda.

Innanzitutto, dobbiamo “sottoporre a un colloquio il potenziale consulente SEO” per valutarne l’esperienza e capire gli ambiti di competenza. Un buon SEO non si concentra solo sul posizionamento nei motori di ricerca – cioè dove appare il sito su Google – “ma anche su come può aiutare la tua azienda a migliorare il modo in cui appare”, ad esempio implementando la scheda ex-Google My Business.

Come individuare un buon SEO specialist

Secondo i Googler, un buon consulente SEO dovrebbe informarsi e fare domande sull’attività per cui è impegnato, come ad esempio “cosa rende la tua azienda, i tuoi contenuti o i tuoi servizi unici, e quindi preziosi per i clienti? Com’è il tuo cliente tipo? Come trovano il tuo sito in questo momento? Come fa la tua azienda a fare soldi, e come può aiutarti la Ricerca? Quali altri canali stai usando? Ti pubblicizzi offline? E sui social network? Chi sono i tuoi concorrenti? Cosa fanno bene online e, potenzialmente, offline?”.

Se l’esperto non sembra interessato a saperne di più sulla nostra azienda da un punto di vista olistico – ovvero, considerando tutte le componenti che contribuiscono o possono influire sul rendimento, non solo sui motori di ricerca – sarebbe preferibile valutare la possibilità di cercare un altro candidato.

Le caratteristiche di un consulente capace

È difficile, se non impossibile, “ottimizzare adeguatamente un sito senza conoscere gli obiettivi dell’azienda, i suoi clienti e gli altri sforzi di marketing esistenti”, ci spiegano da Mountain View.

Un’altra categoria di specialist da guardare con sospetto è quella di chi offre “garanzie irrealistiche di comparire per primi su Google”: nessuno può garantirci questo risultato (lo sappiamo e Google ce lo conferma una volta di più) e “spesso quelli che cercano di farlo utilizzano delle pratiche che violano le linee guida di Google Webmaster, come la creazione di link innaturali e siti doorway“.

Tali attività, che rientrano nella black hat SEO, possono portare alla rimozione permanente delle pagine o dell’intero sito dai risultati di Google, se ci sono delle violazioni particolarmente gravi.

Gli altri step per assumere un buon SEO

Il secondo passo nell’assunzione di un esperto SEO è controllare le referenze: Google consiglia di parlare “con i clienti precedenti per avere conferme che il professionista abbia fornito una guida utile e che abbia lavorato efficacemente con i loro team”.

È anche importante assicurarci che i risultati ottenuti grazie alle sue strategie “siano stati duraturi e non temporanei”, perché un buon esperto aiuta a rendere la SEO parte delle operazioni generali dell’attività online. Quindi, dovrebbe concentrarsi sui piani a lungo termine e sull’aiutare la crescita generale del brand.

L’ultimo step è richiedere un audit SEO di prova tecnico e sul rendimento nella Ricerca: quando abbiamo trovato un candidato di fiducia, possiamo mostrargli una visuale ristretta (non un accesso completo o di scrittura, mette in guardia il video) ai nostri dati di Google Search Console o di Analytics”.

Prima che possa effettivamente apportare modifiche al sito, è meglio testarlo sul campo e affidargli un audit completo, per ricevere il suo parere e soprattutto una lista di priorità di aree su cui pensa bisognerebbe intervenire per migliorare la SEO.

Nell’analisi, l’esperto SEO dovrebbe indicare i problemi in modo prioritario e indicare i miglioramenti suggeriti, basati sui dati relativi al nostro sito (non quindi consigli generali), ben applicabili alla nostra presenza online e senza ricorso a pratiche innaturali che possono violare le linee guida di Google.

I suggerimenti migliori si focalizzano sulle tecniche e sulle strategie “che hanno come obiettivo un pubblico umano e non un motore di ricerca”, dice Google, e l’audit dovrebbe anche stimare l’investimento complessivo e il potenziale impatto positivo sull’azienda.

È il momento di scegliere il SEO

Dopo aver fatto i colloqui, controllato le referenze e letto gli audit tecnici forniti, dovremmo essere pronti a valutare i nostri potenziali esperti SEO: un buon consulente è quello che dà “la priorità a idee che miglioreranno la tua azienda usando meno risorse possibili“, prosegue ancora il video su YouTube.

È possibile che l’esperto suggerisca dei miglioramenti che potrebbero richiedere più tempo all’inizio, ma che serviranno a costruire la crescita sul lungo termine – anche perché la SEO è un’attività che dà frutti nel tempo e per cui ci vuole pazienza.

In definitiva, allora, un buon SEO specialist è “una persona con cui poter lavorare e sperimentare, da cui poter imparare e con cui costruire un cammino da seguire per te e la tua azienda”.

Una volta assunto il profilo che si avvicina maggiormente a queste caratteristiche, dobbiamo “lavorarci insieme per stabilire preventivamente obiettivi, metriche e il modo con cui traccerete i risultati, in modo da sapere che cosa otterrete”.

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