Guida completa a Google Analytics per l’analisi del traffico

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È il più popolare tra i traffic analysis tools, ovvero gli strumenti per analizzare il traffico dei siti web, con una quota di mercato nel segmento dell’86,0%, che equivale a una presenza sul 56,4% di tutti i siti web: dal 2005 Google Analytics è praticamente per tutti lo strumento Google che aiuta i proprietari di siti web e applicazioni a monitorare e analizzare il comportamento degli utenti che interagiscono con i loro contenuti online, per misurare le prestazioni, comprendere meglio il pubblico, identificare problemi e opportunità  eottimizzare le strategie di marketing e di contenuto. Facciamo quindi una panoramica su questo tool, esaminando quali sono le funzionalità fornite da Google Analytics, il tipo di analisi che esegue e la sua rilevanza nel panorama online.

Che cos’è Google Analytics

Google Analytics è uno strumento di analisi del traffico web gratuito e basato sul cloud, sviluppato da Google, che permette ai proprietari di siti web, ai professionisti del marketing digitale e agli analisti di monitorare, misurare e analizzare le performance dei loro siti e delle campagne di marketing online.

Più precisamente, questo tool fornisce una vasta gamma di metriche, rapporti e funzionalità che aiutano a comprendere il comportamento degli utenti, le tendenze di traffico, le fonti di acquisizione, le interazioni con il contenuto, la conversione degli obiettivi e molti altri aspetti importanti per migliorare il sito web e le strategie di marketing, e negli anni ha assunto un ruolo centrale nella gestione e nella ottimizzazione della presenza online di aziende, e-commerce, brand e professionisti.

Attualmente, Google offre una versione gratuita di Analytics, che offre una vasta gamma di funzionalità e rappresenta una soluzione adeguata per la maggior parte delle piccole e medie imprese nonostante una serie di limiti e vincoli, mentre la versione a pagamento, che si chiama Google Analytics 360, è solitamente consigliata a grandi aziende o a chi ha esigenze avanzate e una quantità di traffico elevata, in quanto mette a disposizione funzionalità aggiuntive, limiti di “hit” più elevati e un supporto dedicato.

Le funzionalità principali

Potente e versatile, Analytics consente agli utenti di raccogliere, analizzare e interpretare dati sulle performance del sito web e sui comportamenti degli utenti, fornendo intuizioni preziose per migliorare le strategie di SEO, marketing digitale e user experience.

All’interno di questa piattaforma troviamo infatti una vasta gamma di funzionalità di monitoraggio, indagine e reporting per tracciare diversi aspetti del comportamento degli utenti su un sito web o un’app. Più precisamente, Analytics esegue vari tipi di analisi per comprendere le tendenze, i modelli comportamentali e le prestazioni, e tra quelli più utili e interessanti possiamo annoverare:

  • Traffico. Informazioni sull’origine del traffico verso il sito, attraverso dati sulle fonti di riferimento, sulla ricerca organica e a pagamento, sui social media e sulle campagne di marketing. In questo modo possiamo comprendere, ad esempio, quali canali sono più efficaci nel portare visitatori al sito.
  • Pubblico. Analisi delle caratteristiche demografiche, geografiche e comportamentali del pubblico, offrendo dati come età, sesso, lingua, località geografica, nuovi e vecchi visitatori e interessi del pubblico. In questo modo possiamo dividere gli utenti in segmenti specifici, a seconda delle loro caratteristiche e preferenze, facilitando l’ottimizzazione di strategie mirate di marketing e di contenuto.
  • Comportamento. Analisi del comportamento degli utenti sul sito web o sull’app, fornendo metriche sui contenuti visitati, la durata delle sessioni, il tasso di rimbalzo, la velocità delle pagine e i percorsi di navigazione preferiti. Lo studio di questi elementi, e in particolare delle metriche di velocità delle pagine e altri indicatori di performance, ci fornisce una chiave per comprendere e ottimizzazione le prestazioni del sito web e per migliorare l’esperienza utente.
  • Conversioni. Consente di impostare e monitorare gli obiettivi di conversione (azioni specifiche compiute dagli utenti, come l’acquisto di un prodotto o l’iscrizione a una newsletter) e misurare la performance di conversione. Google Analytics monitora e analizza le azioni compiute dagli utenti sul sito che portano a una conversione, aiutandoci a identificare quali contenuti e flussi di navigazione sono più propensi a generare lead o vendite.
  • E-commerce. Informazioni e analisi specifiche per gli e-commerce, come il numero di transazioni, i ricavi, la frequenza di acquisto, il valore medio dell’ordine e gli articoli più venduti.
  • Attribuzione e campagne. Aiuta a identificare e valutare l’efficacia delle diverse campagne di marketing, inclusi annunci online, email marketing e campagne sui social media, fornendo dati sui tassi di click, conversione e ROI associati.

Inoltre, questo strumento offre opzioni avanzate di personalizzazione e configurazione, come la creazione di report personalizzati, segmenti avanzati, filtri, alert e dashboard, per soddisfare le esigenze specifiche di ogni tipologia di utente, e soprattutto  si integra facilmente con altre piattaforme Google come Google Ads, Google Search Console e Google Tag Manager (senza dimenticare Google Search Insights, che è una fusione semplificata di GSC e Analytics), consentendo una visione olistica delle performance di marketing e un migliore allineamento delle strategie.

A cosa serve Analytics

Insomma, grazie alla sua vasta gamma di funzionalità e report dettagliati, e a dati molto precisi, Analytics permette a chi lo utilizza di eseguire attività strategiche anche per la SEO, quali:

  • Tracciamento delle visite. Google Analytics consente di monitorare le visite al sito, le visualizzazioni di pagina, la durata delle sessioni, il tasso di rimbalzo e altri indicatori chiave delle prestazioni del sito.
  • Analisi delle fonti di traffico. Fornisce informazioni dettagliate sulle fonti di traffico, suddivise in diverse categorie come traffico organico, traffico a pagamento, traffico diretto, traffico e referral e traffico dai social media.
  • Segmentazione degli utenti. Permette di segmentare gli utenti in base a vari criteri come la demografia, la geografia, il comportamento e la tecnologia utilizzata, offrendo un’analisi approfondita del pubblico di destinazione.
  • Misurazione delle conversioni e degli obiettivi. Google Analytics consente di configurare e monitorare gli obiettivi specifici, come il completamento di un acquisto, la sottoscrizione a una newsletter o la visualizzazione di una determinata pagina, per valutare l’efficacia del sito nel raggiungere gli obiettivi aziendali.
  • Analisi dei contenuti e delle interazioni. Fornisce informazioni sulle performance delle singole pagine del sito, sul flusso di navigazione degli utenti e sulle interazioni con elementi specifici come video, pulsanti o link.

Già da questo elenco breve e rapido si comprende a cosa serve Analytics e perché nel panorama digitale il suo utilizzo è ritenuto rilevante e cruciale per migliorare la presenza online di un sito, sfruttare le informazioni sui clienti e massimizzare il successo delle campagne di marketing. In effetti, questa piattaforma consente ad aziende, e-commerce, brand e professionisti di ottenere in maniera piuttosto semplice informazioni dettagliate e personalizzate sui visitatori e il loro comportamento e di avere dati per guidare le decisioni strategiche e l’ottimizzazione dell’esperienza utente.

Nello specifico, le informazioni dettagliate offerte da Google Analytics ci consentono di prendere decisioni basate sui dati, riducendo il rischio di seguire strategie inefficaci o inadatte, e ci possono ad esempio aiutare a identificare quali canali di marketing generano il traffico e le conversioni più significative, così da concentrare le nostre attività sulle strategie potenzialmente più redditizie, e allo stesso tempo di affinare, aggiustare e migliorare le campagne per massimizzarne l’impatto e il ROI. Questi dati sono storicizzati, e quindi possiamo monitorare alcune tendenze nel tempo, come la crescita del traffico organico, le variazioni nelle fonti di traffico o il cambiamento nelle preferenze del pubblico, per restare sempre al passo con la continua evoluzione del pubblico e del mercato adeguando, ogni volta che è necessario, le nostre strategie di contenuto e marketing.

Inoltre, esaminare e comprendere le preferenze e il comportamento del pubblico può servirci a personalizzare l’esperienza e i contenuti per soddisfare al meglio le esigenze e gli interessi dei visitatori, aumentandone il coinvolgimento, la fidelizzazione e la probabilità di conversione. A questo si aggiunge anche l’individuazione dei problemi potenziali con l’esperienza del sito web (ad esempio, pagine con un alto tasso di rimbalzo o un tempo di caricamento eccessivo), che potrebbero penalizzare l’utente e indicare una scarsa fluidità della sua navigazione o fruizione dei contenuti.

Quali dati utilizza Analytics e come li recupera

Può essere opportuno, a questo punto, aprire una digressione per provare a spiegare come avviene il tracciamento di Analytics e quindi in che modo sono estrapolati e forniti i dati.

Sintetizzando, il tracciamento di Google Analytics si basa su una combinazione di “page tag” (GATC, Google Analytics Tracking Code, un codice di tracciamento di Google), JavaScript e cookie per raccogliere e registrare dati sulle interazioni degli utenti con un sito web, e avviene attraverso una serie di passaggi:

  • Inserimento del codice di tracciamento.Quando configuriamo Google Analytics per un sito web, riceviamo un codice di tracciamento (snippet di JavaScript) da inserire in ciascuna pagina del sito stesso. Questo codice funge da “ponte” tra il sito web e Google Analytics.
  • Raccolta di dati.Ogni volta che un utente visita una pagina del sito web con il codice di tracciamento incluso, lo snippet di JavaScript viene eseguito nel browser dell’utente e raccoglie diverse informazioni sulla visita, come l’URL, il titolo della pagina, la risoluzione dello schermo, la posizione geografica e il dispositivo utilizzato.
  • Cookie dell’utente.Il codice di tracciamento utilizza i cookie per memorizzare le informazioni sull’utente, come l’ID del client, che consente a Google Analytics di identificare gli utenti univoci e di tracciare le loro interazioni nel tempo durante diverse sessioni.
  • Invio dei dati a Google Analytics.Dopo aver raccolto le informazioni sulla visita, il codice di tracciamento invia i dati a Google Analytics tramite un “hit”, che è una richiesta HTTP generata dal browser dell’utente. Gli “hit” possono includere diversi tipi di interazioni come visualizzazioni di pagina, eventi, transazioni e-commerce e interazioni social.
  • Elaborazione e visualizzazione dei dati.Una volta ricevuti i dati, Google Analytics li elabora e li organizza in vari rapporti e tabelle che mostrano le metriche e le dimensioni rilevanti. Gli utenti possono accedere a questi rapporti nella dashboard di Google Analytics per analizzare e monitorare le performance del sito e il comportamento degli utenti.

I dati di Google Analytics sono efficaci e affidabili per diversi motivi:

  1. Tecnologia di tracciamento consolidata:Il sistema di tracciamento basato su JavaScript e cookie di Google Analytics è ampiamente utilizzato, testato e ottimizzato, garantendo un’elevata precisione nella raccolta e nel conteggio delle interazioni degli utenti.
  2. Riconoscimento degli utenti univoci:Grazie all’utilizzo dei cookie e all’ID del client, Google Analytics può distinguere gli utenti univoci e tracciare le loro interazioni nel tempo attraverso diverse sessioni, offrendo un’accurata valutazione delle visite al sito.
  3. Adattamento alle diverse tecnologie e piattaforme:Google Analytics supporta una vasta gamma di dispositivi e piattaforme, garantendo un’ampia copertura nella raccolta e analisi dei dati.
  4. Elaborazione dei dati in tempo reale e storici:Google Analytics elabora e visualizza i dati sulle interazioni degli utenti in tempo reale e fornisce anche un’analisi storica, consentendo agli utenti di monitorare le performance del sito e identificare trend e pattern nel tempo.

Inoltre, l’affidabilità dei dati di Google Analytics deriva anche da altri fattori quali l’integrazione con altre piattaforme Google (in particolare Google Ads e Google Search Console), che offre una visione olistica delle performance di marketing e consente una maggiore coerenza dei dati tra le varie piattaforme; l’ampia diffusione e popolarità, con la base utenti più ampia al mondo; continui aggiornamenti e sviluppo da parte di Google, che costantemente introduce nuove funzionalità, corregge errori e risolve problemi che interessano anche la precisione e l’affidabilità dei dati.

Ad ogni modo, nonostante queste premesse e anche se generalmente questi dati sono considerati precisi e attendibili, ci sono fattori che possono influenzare la precisione dei dati, come l’utilizzo di ad-blocker, la conformità alle leggi sulla privacy, la configurazione del tracciamento e il campionamento dei dati per i set di dati molto grandi.

Questi potenziali problemi, comunque, non impattano solitamente sulla “fama” di questo strumento, che resta il riferimento più indicato ed efficace per monitorare e analizzare il traffico e le performance del sito web. In definitiva quindi, come già dicevamo parlando della differenza tra i valori forniti dai SEO tools e Analytics, ci sono almeno 4 motivi che ci dovrebbero spingere a familiarizzare con questa piattaforma:

  • Dati reali vs stime. Google Analytics fornisce dati reali sul traffico e sul comportamento degli utenti sul sito web, mentre i SEO tools forniscono stime basate su algoritmi e ricerche su un ampio campione di siti.
  • Specificità. Google Analytics raccoglie dati specifici per il sito web, che permettono di analizzare le performance e i trend in modo accurato e mirato. Al contrario, i SEO tools possono fornire dati aggregati e stime basate su dati di mercato più ampi, che potrebbero non riflettere fedelmente la situazione specifica del sito.
  • Profondità e granularità. Google Analytics offre una gamma molto più ampia e dettagliata di metriche e dimensioni rispetto ai SEO tools, e così è possibile analizzare i dati a un livello più granulare ed eseguire segmentazioni e analisi più approfondite.
  • Finalità. Mentre Google Analytics permette di impostare obiettivi specifici e monitorare le conversioni per il sito, i SEO tools sono generalmente più focalizzati sull’analisi di parole chiave, posizionamento nei risultati di ricerca, backlink e altri fattori esterni al sito.

La storia e l’evoluzione di Google Analytics

Questo servizio di web analytics ha ormai una lunga storia alle spalle, e in particolare l’esordio della piattaforma risale alla fine del 2005, anche se con nome differente: inizialmente, infatti, questo sistema di tracciamento del traffico e analisi delle performance dei siti web si chiamava Urchin on Demand ed è stato ideato da Urchin Software, società che Google acquisisce nell’aprile del 2005, lanciando sul mercato il prodotto dopo averlo adattato e rinominato in “Google Analytics”.

Negli anni successivi al lancio, Google Analytics diviene rapidamente popolare tra gli utenti grazie al suo accesso gratuito e all’integrazione con altri prodotti Google; tra il 2006 e il 2008, in particolare, ci sono continui miglioramenti alle funzionalità e vengono introdotte nuove feature come i rapporti e-mail programmabili e il supporto per i siti multilingue. Nel 2008, poi, Google presenta le API di Google Analytics, consentendo agli sviluppatori di terze parti di estrarre dati e creare applicazioni personalizzate o integrare dati di Analytics con altre piattaforme. Nell’anno successivo arrivano la segmentazione avanzata e i rapporti personalizzabili, che migliorano ulteriormente la capacità degli utenti di analizzare i dati in profondità e di comprendere il comportamento degli utenti sul sito.

Il 2012 vede il debutto di Google Analytics Universal, che permette di monitorare il traffico e il comportamento degli utenti su diverse piattaforme e dispositivi, offrendo una visione più completa delle prestazioni dei siti web e delle campagne di marketing.

Facciamo un salto fino al 2016, quando assistiamo all’introduzione della suite di prodotti Google Analytics 360, destinata prevalentemente ad aziende e clienti enterprise: all’interno di questa suite troviamo strumenti avanzati per l’analisi dei dati, la personalizzazione e l’ottimizzazione del marketing, come Google Analytics 360, Google Tag Manager 360, Google Optimize 360, Google Data Studio, Google Attribution 360 e Google Audience Center 360.

Ci avviciniamo alla storia recente: nell’ottobre 2020, Google presenta Google Analytics 4 (GA4), una nuova versione dell’analisi basata su eventi e su un modello di dati unificati, capace di fornire una migliore comprensione del comportamento degli utenti attraverso diversi dispositivi e piattaforme, una maggiore integrazione con la piattaforma di annunci Google Ads e il supporto all’intelligenza artificiale per migliorare analisi e predizioni relative al comportamento degli utenti. Dal 1 luglio 2023 Universal Analytics non è più utilizzabile ed è definitivo il passaggio obbligatorio a Google Analytics 4.

La diffusione di Analytics: numeri e fatti utili da conoscere

Ci sono diversi dati interessanti sull’utilizzo di Google Analytics che evidenziano la popolarità, l’importanza e il ruolo chiave che svolge nel mondo del digital marketing e dell’analisi del traffico web.

Google Analytics è lo strumento di analisi di traffico più usato al mondo

Solo per citare alcuni di questi fatti interessanti, che confermano quanto questa piattaforma sia una risorsa di grande valore per gli specialisti del settore, le PMI e i proprietari di siti web:

  • Quota di mercato. Google Analytics domina il mercato degli strumenti di analisi del traffico web, con una quota di mercato stimata tra il 50% e l’86% a seconda delle diverse fonti. In particolare, le analisi di W3Techs indicano una diffusione vicina all’86%, per distante dal primo competitor (il pixel di Facebook).
  • Numero di siti web che utilizzano Google Analytics: Secondo BuiltWith, un servizio che fornisce informazioni su tecnologie web, quasi 40 milioni di siti web utilizzano Google Analytics per tracciare e analizzare le performance e il traffico.
  • Adozione nel corso degli anni. Dopo l’introduzione di Google Analytics nel 2005, l’adozione dell’analisi del traffico web è cresciuta rapidamente, in gran parte grazie alla familiarità degli utenti con il marchio Google e al fatto che Google Analytics è uno strumento gratuito e facilmente accessibile.
  • Diffusione tra i siti più popolari. Secondo W3Techs, Google Analytics è utilizzato dall’85,3% dei siti web tra i primi 10.000 siti più visitati, dimostrando quanto sia fondamentale essere informati sulle performance e il comportamento degli utenti per il successo di un sito web.
  • Integrazione con gli strumenti Google. La facilità di integrazione di Google Analytics con altri prodotti Google, come Google Ads, Google Search Console e Google Tag Manager, ha contribuito notevolmente alla sua diffusione e popolarità tra i siti web e gli specialisti del marketing digitale.
  • Popolarità tra le piccole e medie imprese (PMI). Google Analytics è particolarmente popolare tra le piccole e medie imprese, grazie alla sua offerta gratuita e alla vasta gamma di funzionalità disponibili senza costi aggiuntivi. Ciò aiuta le PMI a monitorare e analizzare le performance del loro sito in modo efficiente senza dover investire in strumenti costosi o risorse aggiuntive.

Percentuali di utilizzo di GA nel tempo

I problemi con Analytics: criticità e polemiche sui dati raccolti

Non solo rose e fiori, comunque: anche questo strumento presenta alcuni limiti, criticità e polemiche, e soprattutto negli ultimi anni Google Analytics è finito spesso nel mirino per questioni legate alla privacy e alla protezione dei dati raccolti.

Una delle maggiori preoccupazioni riguardo Google Analytics è appunto quella che riguarda la raccolta, l’archiviazione e l’utilizzo da parte di Google delle informazioni degli utenti, specialmente con l’entrata in vigore del GDPR (General Data Protection Regulation) nell’UE nel 2018. I siti web devono ottenere il consenso degli utenti prima di raccogliere dati attraverso strumenti come Google Analytics e devono garantire che tutti gli aspetti della raccolta, elaborazione e conservazione dei dati siano conformi alle leggi sulla protezione dei dati. Ad ogni modo, la raccolta di dati tramite Google Analytics è lecita e consentita in Europa, a condizione di adottare alcune misure e precauzioni, tra cui pubblicare un’informativa sulla privacy e una politica sui cookie chiara e trasparente sul sito web, in cui spiegare le modalità di utilizzo di Google Analytics e quali dati sono raccolti. Inoltre, è obbligatorio richiedere il consenso degli utenti prima di raccogliere i loro dati tramite Google Analytics, e il consenso deve essere esplicito, informato e basato su un’azione positiva dell’utente, come ad esempio fare clic su un pulsante di accettazione; ancora, dobbiamo configurare Google Analytics per mascherare gli indirizzi IP degli utenti in modo da renderli anonimi e per ridurre il rischio di identificazione personale, e può essere opportuno disabilitare il tracciamento dei dati demografici e di interessi, per ridurre la quantità di informazioni personali raccolte, e limitare la condivisione dei dati con Google, disabilitando in particolare la condivisione dei dati con altre terze parti.

Tra le altre problematiche note di Analytics, poi, ricordiamo anche i possibili errori sui dati: molti utenti utilizzano ad-blocker ed estensioni per bloccare i cookie di tracciamento, e ciò può influire sulla precisione dei dati raccolti, portando a una sottostima delle visite e delle metriche correlate al sito web. Sempre sul fronte di precisione e attendibilità, poi, a volte lo strumento può avere problemi nel tracciare correttamente le conversioni che coinvolgono più domini: configurare il tracciamento cross-domain può essere complicato e richiedere l’implementazione di soluzioni personalizzate per garantire la precisione dei dati.

Anche se basta poco per familiarizzare con i report e le statistiche fornite, Google Analytics è uno strumento complesso, con una vasta gamma di funzionalità e impostazioni, e ciò può rappresentare un ostacolo per gli utenti meno esperti, che potrebbero trovare difficile comprendere e utilizzare efficacemente tutte le funzionalità e le opzioni disponibili.

C’è poi un problema di fondo: la versione gratuita di Google Analytics ha alcune limitazioni, come il massimo di 10 milioni di “hit” (interazioni dell’utente, come ad esempio visualizzazioni di pagina, eventi o transazioni e-commerce) al mese per proprietà e di 200.000 “hit” all’ora, e per accelerare la generazione di rapporti utilizza il campionamento dei dati, soprattutto per i set di dati molto grandi. Per avere accesso a più risorse e funzionalità avanzate, quindi, gli utenti devono fare affidamento sulla versione a pagamento, Google Analytics 360, che rende possibile anche accedere a rapporti non campionati per ottenere risultati più precisi.

Come usare Google Analytics 4

Nonostante questi limiti e criticità, Google Analytics rimane uno strumento popolare e indispensabile per molti proprietari di siti web e marketer digitali, che può aiutare a prendere decisioni informate sulle strategie di marketing e ottimizzazione del sito web.

Schermata di Google Analytics 4

È quindi importante imparare a utilizzare Google Analytics, e in particolare iniziare ad approcciare a Google Analytics 4 (GA4), l’ultima versione di questo strumento, progettato per offrire una visione più chiara, dettagliata e accattivante del comportamento degli utenti sul proprio sito web.

La configurazione di Google Analytics 4 su un sito è relativamente semplice e il processo di configurazione richiede solo pochi passaggi:

  1. Creazione di un account Google Analytics. Visitiamo il sito google.com per creare un profilo GA o crearne uno nuovo, utilizzando un account Google esistente o uno nuovo.
  2. Configurazione dell’account e della proprietà. Dal pannello di controllo di Google Analytics cerchiamo la sezione “Admin” e creiamo una nuova proprietà per il sito o l’app che intendiamo monitorare. Gli account possono avere più proprietà, e ogni proprietà può avere più visualizzazioni (filtri applicati ai dati).
  3. Impostazione del tracciamento. Una volta creata la proprietà, riceveremo un codice di tracciamento (chiamato “codice di snippet”) che include un ID di monitoraggio univoco (es. UA-1234567-1) per il sito web, che servirà a configurare correttamente GA4.
  4. Inserimento del codice di tracciamento nel tuo sito web. È il momento di configurare GA4 sul sito per attivare il tracciamento: il processo esatto di configurazione varia a seconda del CMS o del sistema di gestione del sito, ma spesso può essere semplificato utilizzando un plugin specifico. In alternativa, è possibile aggiungere manualmente il codice di tracciamento GA4 nell’header del sito attraverso un semplice copia e incolla. In generale, il codice dovrebbe essere posizionato appena prima del tag di chiusura </head>.
  5. Verifica del tracciamento. Lo step successivo è la verifica del funzionamento corretto del codice inserito: per eseguirla, possiamo visitare il sito web e controllare la sezione “Rapporti in tempo reale” di Google Analytics per vedere se viene visualizzato l’accesso (ricordando che potrebbe essere necessario attendere qualche minuto prima che i dati vengano visualizzati).
  6. Esplorazione dei dati e delle funzionalità. Dopo aver attivato il tracciamento, possiamo iniziare a esaminare i rapporti disponibili e a utilizzare le varie funzionalità di Google Analytics per analizzare e comprendere i dati sulle performance del sito web e i comportamenti degli utenti. GA4 ha numerose opzioni di configurazione avanzate, come la creazione di obiettivi, la segmentazione degli utenti e l’integrazione con Google Ads o Google Search Console, e possiamo esplorarle progressivamente, mentre familiarizziamo con lo strumento e le sue funzionalità.

Analytics e SEO: gli strumenti e le metriche da monitorare

Integrare Google Analytics 4 nella nostra strategia SEO ci permetterà non solo di monitorare i risultati degli interventi di ottimizzazione e delle campagne, ma più in generale di ottenere rapidamente e costantemente dati per lavorare in modo più informato e incrementare il successo del nostro sito web.

Per chi si occupa di SEO, ci sono diverse metriche, dati e insights offerti da GA4 che si rivelano estremamente preziosi: è scontato citare per primo il valore del vero traffico organico, che ci offre una panoramica delle visite effettive al sito che provengono dai motori di ricerca, da comparare anche al traffico totale per comprendere se le strategie SEO stanno funzionando o se serve una inversione di rotta. Per approfondire ancor più questi aspetti, poi, possiamo analizzare le informazioni utili su parole chiave e query di ricerca che portano gli utenti al sito, così da avere una bussola per ottimizzare contenuti e metadati per target di parole chiave specifiche, scoprendo quali keyword stanno dando risultati positivi e quali potrebbero richiedere un’attenzione differente.

Non dobbiamo poi sottovalutare l’importanza di monitorare i dati demografici e comportamentali degli utenti, come età, genere e interessi: queste informazioni possono aiutarci a creare contenuti più specifici per il pubblico di destinazione e a ottimizzare il sito per offrire un’esperienza più coinvolgente e personalizzata.

Capire il comportamento degli utenti sul sito è fondamentale per rendere fluida la loro relazione con il nostro brand ed è una delle chiavi per migliorare i risultati di una strategia: GA4 ci permette di analizzare metriche quali la durata delle sessioni, il numero di pagine visitate per sessione e il tasso di rimbalzo, attraverso cui possiamo identificare aree del sito che richiedono miglioramenti e, non meno importante, comprendere quanto tempo gli utenti trascorrono sul sito e se sono coinvolti e interessati dai contenuti, oppure se abbandonano rapidamente le pagine. Inoltre, possiamo anche studiare l’user journey, con una visione dettagliata dei percorsi che gli utenti seguono sul sito che ci può servire a identificare eventuali ostacoli o punti critici nel processo di navigazione e conversione.

In termini pratici, questi insights possono guidare le nostre azioni correttive su design, struttura e contenuti per offrire un’esperienza utente favorevole e coinvolgente, sfruttando ad esempio i dati di GA4 per effettuare test A/B e capire quindi in maniera più precisa quali sono le reali esigenze del nostro pubblico per garantire risposte e soluzioni efficaci che possono, in definitiva, migliorare l’engagement e le conversioni.

Perché usare Google Analytics 4

Google Analytics 4 (GA4) rappresenta quindi l’ultima evoluzione nel campo dell’analisi del traffico web e offre una serie di funzionalità e metriche indispensabili per gli specialisti SEO, motivo per cui è sempre consigliabile configurarlo sul sito e monitorare attentamente le metriche e gli insights più preziosi per migliorare le strategie e incrementare il successo del sito web.

GA4 è stato sviluppato per offrire una migliore comprensione del comportamento degli utenti online, tenendo conto delle recenti tendenze in termini di privacy e regolamentazione dei dati (in particolare, informa Google, ci sono controlli per la privacy come la misurazione senza cookie e la definizione di modelli comportamentali e delle conversioni), e utilizza l’intelligenza artificiale per identificare e prevedere le tendenze nei dati, fornendo suggerimenti proattivi per ottimizzare la strategia online e affinare le campagne pubblicitarie. Rispetto alle versioni precedenti, poi, GA4 fornisce rapporti più dettagliati sugli eventi (anziché quelli basati sulla sessione), le conversioni e le interazioni dell’utente, permettendo di effettuare analisi più approfondite sulle performance del sito e delle campagne marketing.

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