Sono trascorsi già tre mesi dal debutto ufficiale di Google Search Console Insights, la suite che unisce i dati di Google Search Console (GSC) e Google Analytics (GA) e li mette a disposizione disponibili in forma personalizzata per gli autori di contenuti e i proprietari di siti web. Proviamo a dare uno sguardo al funzionamento della piattaforma che ci offre una visione più olistica di ciò che accade sul nostro sito e a risolvere alcuni dei dubbi sollevati fin qui dagli utenti.

Come funziona Search Console Insights

La caratteristica principale e più interessante di Search Console Insights sta proprio nella possibilità di trovare riuniti per la prima volta i dati provenienti da due strumenti cruciali per la SEO quali GSC e Analytics: nelle intenzioni di Google, questo aiuterà autori e proprietari di siti a “prendere decisioni informate e migliorare i loro contenuti”.

Grazie agli insights forniti dalla suite, infatti, è possibile scoprire tendenze, prestazioni e attività degli utenti in relazione alle pagine del proprio sito, con informazioni pertinenti e mirate che possono essere usate per orientare e ottimizzare la strategia SEO, intervenendo eventualmente per correggere le pagine che non stanno portando a risultati reali nonostante gli sforzi.

Come accedere a Search Console Insights

L’accesso a Google Search Console Insights è davvero facile e ci sono tre diversi modi per entrare nel proprio pannello:

  • Cliccare sul link diretto a questa pagina.
  • Selezionare Search Console Insights nella parte superiore della schermata di panoramica di Search Console.
  • Nell’app Google per iOS, selezionare Search Console Insights nel menu dell’account.

Per ottenere l’esperienza completa di Google Search Console Insights è importante associare i due account GA e GSC; se non si usa Google Analytics (o si usa la versione Google Analytics 4, che per ora non è supportata) c’è comunque possibilità di accedere a Insights, ma il flusso di dati sarà limitato.

A che serve Google Search Console Insights

La piattaforma punta l’attenzione sui contenuti, cruciali per attrarre e coinvolgere il pubblico e, di conseguenza, raggiungere l’obiettivo di incrementare il traffico del sito e ottenere più conversioni.

Per questi motivi, il tool analitico lanciato da Mountain View mostra ai creatori quali contenuti li stanno aiutando a raggiungere i loro obiettivi e quali non funzionano come si aspettavano, e li aiuta anche a capire come il loro mercato di riferimento scopre i contenuti del loro sito, così da trarre indicazioni utili a influenzare il comportamento degli utenti.

In particolare, Google Search Console Insights fornisce dati su:

  • Visualizzazioni di pagina.
  • Durata media della visualizzazione della pagina.
  • Contenuti/articoli del sito che hanno ricevuto le loro prime visualizzazioni negli ultimi 28 giorni.
  • Contenuti più popolari.
  • Principali canali di traffico, per scoprire la fonte principale delle visite. Si divide in Diretto (visitatori che sono arrivati ​​ai contenuti senza fare clic su un link da un altro sito Web, motore di ricerca o piattaforma di social media), Ricerca organica(utenti che hanno cliccato sui risultati dei motori di ricerca) e Referral (visitatori che hanno avuto accesso ai contenuti tramite link da altre pagine Web).
  • Dati su come gli utenti trovano i contenuti su Ricerca Google – ovvero quali piattaforme di social media, link di riferimento e termini di ricerca di Google portano gli utenti ai contenuti.
  • Link referring, per scoprire quali pagine web si collegano ai nostri contenuti e quante visualizzazioni questo canale ha fornito negli ultimi 28 giorni.
  • Principali canali social media: lo strumento descrive in dettaglio quante visualizzazioni di pagina sono state ricevute via social negli ultimi 28 giorni, da dove proviene il traffico e per quanto tempo hanno visualizzato i contenuti.

Le informazioni che compaiono nello strumento

Google Search Console Insights, quindi, mostra non solo quali dei contenuti pubblicati dal sito hanno il rendimento migliore e/o quali sono di tendenza, ma descrive anche in che modo le persone scoprono tali contenuti, cosa cercano gli utenti su Google prima di atterrare su quelle pagine e quali articoli portano eventualmente gli utenti sul sito grazie a link.

Inoltre, il tool fornisce anche piccoli suggerimenti su come migliorare il rendimento dei contenuti.

Sul fronte pratico, oltre agli spunti più evidenti questi dati ci possono aiutare anche a capire come i contenuti siano visualizzati quotidianamente, e quindi intuire quali giorni nell’arco settimanale sono più “trafficati” e danno il maggior coinvolgimento, così da impostare una strategia efficiente per condividere gli articoli al momento più ottimale. Oppure, ci supportano nel comprendere le possibili cause di cali o picchi significativi nelle visualizzazioni di pagina, legate eventualmente alla condivisione di un contenuto poco apprezzato o non ben curato.

I principali dubbi su Search Console Insights

Al termine di questi primi mesi di rodaggio – e una fase beta ancora più lunga, visto che questo strumento era stato già anticipato nel 2020 – il team di Google ha deciso di condividere alcune delle domande più comuni e dei dubbi in merito al funzionamento della piattaforma, e in particolare Maya Mamo e Daniel Waisberg firmano l’articolo che chiarisce alcuni aspetti apparsi fin qui ostici.

Problemi con la visualizzazione dei dati

Uno degli elementi più critici è, inevitabilmente, l’accesso alla suite e ai dati: in molti hanno lamentato l’impossibilità di vedere i dati di Google Analytics in Search Console Insights, e ci sono alcune cause dietro questo problema, legato ovviamente all’associazione tra le proprietà di GA e GSC.

In particolare, i Googler rivelano che ci sono 3 errori che possono portare alla mancata visualizzazione dei dati Analytics nella nuova piattaforma:

  • Mancata associazione tra proprietà GSC e proprietà GA. In particolare, suggerisce l’articolo, se abbiamo proprietà separate per il traffico HTTP e HTTPS su GSC dobbiamo verificare “di associare la proprietà che riceve più traffico oppure valutare la possibilità di verificare una proprietà Dominio per includere tutto il traffico in un unico posto”.
  • Assenza di autorizzazioni sufficienti su GA. Se la proprietà GSC è associata a una proprietà GA, ma non è ancora possibile visualizzare questi dati, occorre controllare se disponiamo delle autorizzazioni Lettura e analisi per la proprietà GA associata.
  • Errore nella selezione vista GA in GSC. GSC Insights fornisce i dati di GA per una vista GA specifica nella proprietà associata: se non sono presenti viste all’interno della proprietà, Google non può completare i dati. Per risolvere questo problema, basta visualizzare o modificare la vista selezionata nella pagina Associazioni di Search Console.

Discrepanza tra i dati visualizzati

Un altro aspetto che provoca qualche dubbio è la differenza tra i dati mostrati in GA e quelli presenti in Search Console Insights: in realtà, come spiegano i due membri del team di Google, i dati di GA e GSC sono diversi per definizione, in quanto “uno rappresenta l’attività svolta nella Ricerca Google, mentre l’altro rappresenta il comportamento degli utenti sul vostro sito”.

Inoltre, ci sono almeno 3 aspetti che variano specificamente e quindi generano la discrepanza:

  • Titolo pagina e URL. Anche se alcuni report in GSC si basano sugli URL, GSC Insights utilizza la dimensione Titolo pagina di GA: per ogni titolo di pagina, possono essere presenti diversi URL e GSC Insights estrae l’URL canonico più in evidenza per recuperare i dati della Ricerca.
  • Intervalli di date. GSC Insights mostra i dati di GA per gli ultimi 28 giorni (l’ultimo giorno potrebbe utilizzare dati parziali), talvolta confrontati con i 28 giorni precedenti. Gli intervalli di tempo predefiniti di GA e GSC sono diversi, pertanto la discrepanza potrebbe dipendere da confronto su periodi di tempo diversi. Inoltre, anche se impostiamo il fuso orario su GA, GSC Insights utilizza sempre l’ora legale del Pacifico (PDT), quindi anche giorni specifici potrebbero essere diversi se confrontati.
  • Metriche. GSC Insights combina le metriche di GA (visualizzazioni di pagina, tempo medio sulla pagina) con le metriche della Ricerca (clic, posizione media), che metriche rappresentano aspetti diversi del sito e vengono calcolate in modo diverso.

L’analisi dei nuovi contenuti

Anche la definizione di “nuovi contenuti” della piattaforma può aprire a qualche piccolo problema, soprattutto nella comprensione iniziale.

È quindi importante capire che la scheda dei nuovi contenuti mostra le pagine del nostro sito che hanno ricevuto le prime visualizzazioni di pagina nei 28 giorni precedenti. Per ogni titolo, Google potrebbe anche indicare le principali query sulla Ricerca per l’URL canonico principale.

I contenuti più nuovi nella piattaforma Google

I contenuti vengono ordinati in base al più recente e, per poter essere mostrati, devono aver ricevuto qualche visualizzazione. Sono tre le informazioni principali usate per compilare questa scheda:

  • Controllo dei titoli delle pagine che hanno ricevuto traffico negli ultimi 28 giorni, ma che non avevano ricevuto alcun traffico nell’anno precedente.
  • Filtro (con varie regole per ripulire i dati) delle pagine con minori probabilità di essere nuovi contenuti – ad esempio, dice l’articolo, “modifiche al titolo, pagine di commenti, pagine di risultati di ricerca interne e altro”.
  • Esclusione delle traduzioni degli stessi contenuti per mantenere il titolo con il rendimento migliore. Le metriche delle pagine tradotte non vengono aggregate per evitare confusione con le metriche nell’interfaccia di GA.

Come ulteriore avviso, Mamo e Waisberg scrivono che se nella piattaforma non sono segnalati i nostri nuovi contenuti “non significa che non abbiano traffico GA o che non siano stati indicizzati”: GSC Insights può mostrare contenuti non indicizzati durante l’estrazione di dati da GA, e inoltre la definizione di “nuovo” non dipende dalla prima ora di scansione, quindi non devono necessariamente essere sottoposti a scansione o indicizzazione per essere mostrati in questa scheda.

Quali sono i contenuti più apprezzati

Simili perplessità ci possono essere sulla definizione di contenuti più apprezzati (o “popolari”): in questa scheda, Google mostra i titoli delle pagine con il rendimento migliore in base alle visualizzazioni di pagina negli ultimi 28 giorni. Per ogni titolo, GSC Insights può indicare anche le principali query di ricerca per l’URL canonico principale, e cliccando sul titolo possiamo ampliare la visualizzazione di dati e controllare la panoramica dettagliata della pagina.

I contenuti più apprezzati in GSC Insights

Attenzione: se l’URL non è nella proprietà GSC associata, il rapporto non sarà in grado di fornire dati di Ricerca.

GSC Insights e link referral

I primi feedback degli utenti di questo strumento si sono incentrati anche sul modo in cui Search Console Insights sceglie i link referenti da altri siti web, e quindi mostra come gli utenti scoprono i contenuti del nostro sito tramite appunto dei link ai tuoi contenuti presenti nelle pagine di altri siti.

I link referenti mostrati nel tool GSC Insights

L’obiettivo di Google con questo rapporto è mostrare quanti accessi a un sito sono stati generati da una specifica pagina referral: in GA, l’esame del traffico da un referral specifico include tutte le visualizzazioni di pagina nella sessione corrente; in GSC Insights, invece, per ogni sessione in entrata da un referral specifico viene conteggiata una sola visualizzazione di pagina. In definitiva, il traffico mostrato nella scheda di Insights “è solo un sottoinsieme del traffico dai referral che vedete di solito in GA”.

Discrepanze tra i dati di clic e visualizzazioni di pagina

A volte, i clic risultano inferiori alle visualizzazioni di pagina, e ciò può dipendere da tre motivi:

  • Ogni clic può attivare più di una singola visualizzazione di pagina.
  • Le visualizzazioni di pagina di GA per Google/ricerca organica includono più piattaforme rispetto ai risultati di ricerca web (come Discover, Ricerca immagini e Ricerca video).
  • GA e GSC non generano necessariamente report sullo stesso gruppo di pagine: ad esempio, un account GSC può includere solo pagine HTTP mentre la vista in GA mostra rapporti sia su HTTP che su HTTPS.

Il significato dei diversi badge

L’ultimo punto “controverso” o quanto meno poco chiaro a prima vista è il significato dei diversi badge presenti nelle schede di GSC Insights, che servono ad aiutare “a concentrare l’attenzione su pattern interessanti nei dati”.

Al momento, sono 3 i badge disponibili:

  • Durata media elevata, accanto a contenuti che hanno una durata media elevata rispetto agli altri del nostro sito. Indica quindi potenziali temi e articoli che il pubblico ha trovato interessanti.
  • Primi 5 risultati, che segnala che la posizione media nella Ricerca Google (ricerca organica) di quei contenuti negli ultimi 28 giorni per la query specifica è pari a 5 o inferiore.
  • x% di tendenza, che rappresenta un confronto tra il rendimento degli ultimi 28 giorni e quello precedente: questo badge viene visualizzato solo quando la tendenza è significativamente maggiore della tendenza generale del sito.