Analisi SWOT: cos’è, a cosa serve e come si fa (con esempi)

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Punti di forza e debolezza, opportunità e minacce. Oppure, per usare l’inglese: Strengths, Weaknesses, Opportunities e Threats, le cui iniziali formano il nome di questa matrice. Parliamo dell’analisi SWOT, forse il più noto strumento di pianificazione strategica verso il raggiungimento di un obiettivo prefissato. Inventata dall’economista statunitense Albert Humphrey fra gli anni ’60 e ’70, ancora oggi questa metodologia è utilizzata da aziende di ogni dimensione e settore perché permette di ottenere una visione chiara e strutturata delle dinamiche interne ed esterne che influenzano il successo. L’analisi SWOT non è solo un esercizio teorico, ma un processo pratico che, se condotto correttamente, può guidare decisioni strategiche fondamentali e indirizzare al meglio gli sforzi professionali anche in ambito SEO e search marketing. Ecco come fare un’analisi SWOT e impostare una strategia efficace per migliorare l’autorevolezza, la visibilità organica, il traffico e le conversioni del nostro sito.

Che cos’è l’analisi SWOT, la SWOT Analysis

L’analisi SWOT è uno strumento di pianificazione strategica che si propone di esaminare in modo sistematico e obiettivo l’ambiente interno ed esterno di un’organizzazione o di un progetto, e che più precisamente permette di identificare e valutare i punti di forza e debolezza interni, nonché le opportunità e le minacce esterne, che possono influenzare il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

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Questa tecnica si basa su una matrice a quattro quadranti che prendono in considerazione i punti di forza (Strengths), i punti di debolezza (Weaknesses), le opportunità (Opportunities) e le minacce (Threats) di un’organizzazione o di un progetto specifico.

In ambito di pianificazione strategica aziendale, l’acronimo SWOT identifica dunque le principali variabili intrinseche ed estrinseche che bisogna valutare prima di avviare un progetto o di prendere una decisione nel percorso finalizzato al raggiungimento di un obiettivo.

Con questa tecnica, infatti, possiamo identificare i punti di forza e le debolezze del nostro brand, ma anche le opportunità e le minacce che esistono sul mercato concorrenziale, e valutare quindi i fattori critici di successo che possono consentirci di conseguire il nostro obiettivo.

Nello specifico, l’acronimo SWOT deriva dalle parole inglesi Strengths (Punti di Forza), Weaknesses (Punti di Debolezza), Opportunities (Opportunità) e Threats (Minacce). Punti di Forza e Debolezze sono fattori interni, legati quindi alla nostra azienda o marchio: riguardano quindi l’organizzazione, le sue risorse, i processi, le competenze, le capacità operative e le persone che compongono il team. Al contrario, Opportunità e Minacce sono fattori esterni