La navigazione mobile ha ormai superato a livello mondiale quella da dispositivi desktop, e da tempo Google sta dedicando attenzione e impegno per offrire esperienze sempre più efficienti e personalizzate agli utenti di smartphone e tablet. Questo sforzo si traduce nei consigli di ottimizzazione dei siti mobile, nel lavoro per potenziare l’uso di Google Amp e nel ruolo centrale dato alla velocità dei siti, ma anche nel nuovo servizio Google Discover, integrato nell’app della compagnia e in altri canali ufficiali.

Google Discover, che cos’è il nuovo sistema di feed

La Discover experience, come l’abbiamo definita presentando il report Google Discover Search Console, lanciato nelle scorse settimane, è il sistema che aggrega le notizie di interesse su misura delle preferenze dell’utente. Si tratta di un’evoluzione delle vecchie risorse Google Now e Google Feed, che impiega le informazioni trasmesse dal dispositivo, da altri prodotti Google, i dati memorizzati nell’account Google e la cronologia delle posizioni per individuare i contenuti da mostrare. Come sintetizzato da Google, “Discover è un hub dove puoi trovare tutti i contenuti che ti interessano”.

Un esempio di Discover - da Google.com

 

I contenuti mostrati in Discover

L’utente può anche personalizzare ulteriormente l’esperienza, scegliendo di seguire determinati argomenti o, al contrario, eliminare altri temi che non sono di suo interesse. Discover non si limita a mostrare contenuti di stretta attualità, perché propone anche articoli pubblicati in passato che il sistema ritiene possano essere utili per il lettore.

Buone notizie (si scusi il gioco di parole), dunque, per gli articoli evergreen che riescono a offrire all’utente un valore aggiunto in termini di informazioni e utilità, che possono essere riproposti da Discover per suggerire di approfondire un tema specifico o indicazioni tipo (sia sul fronte tutorial che in campo turistico).

Dal punto di vista pratico, nel feed sono inclusi video, risultati sportivi, aggiornamenti sul mondo dell’intrattenimento (ad esempio annunci sull’uscita di un nuovo film e articoli relativi), valori azionari o news finanziarie, informazioni su eventi e molto altro.

I feed di Discover - da Google.com

L’impatto di Discover per i siti e per la SEO

Nel presentare il nuovo prodotto, il blog di Google ha titolato “Discover new information and inspiration with Search, no query required“, evidenziando appunto che non sono più richieste query perché le informazioni sono fornite ancor prima della (e senza necessità di fare) ricerca: per essere aggiornato e leggere notizie di suo interesse, l’utente deve semplicemente accedere a Google, superando le classiche ricerche e, di conseguenza, le SERP su cui si battono siti e SEO.

La diffusione del sistema potrebbe, in uno scenario futuro, portare alla creazione di ricerche su misura della singola persona, realizzata attraverso l’analisi predittiva sulle sue abitudini di navigazione e geolocalizzata in base alle sue posizioni.

Come ottimizzare i contenuti per Discover

Stando ai primi riscontri dei dati in Google Search Console, gli articoli che compaiono nel feed di Discovery hanno un CTR molto alto, ed è facile comprenderne il motivo alla luce di quanto spiegato; inoltre, sono stati avviati dei test sperimentali per le inserzioni adv, che andrebbero quindi a finire nella home di Google. Dunque, Google Discover è sicuramente un elemento verso cui concentrare la propria attenzione e i lavori di ottimizzazione di un sito, perché già da ora (e molto prevedibilmente nel prossimo futuro) comparire all’interno del feed porterà un nuovo traffico organico al proprio sito.

Il ranking su Google Discovery

La guida di Google per i webmaster presenta una voce dedicata ai consigli per ottimizzare i contenuti di un sito per la visualizzazione nel feed, spiegando innanzitutto che “il ranking dei contenuti in Discover dipende da un algoritmo che gestisce ciò che secondo Google un determinato utente potrebbe ritenere più interessante”. Espressione piuttosto evanescente, se vogliamo, che prosegue sottolineando che “il ranking dei contenuti considera la corrispondenza tra i contenuti di un articolo e un argomento di interesse indicato dall’utente”.

In definitiva, e qui arriviamo alla parte importante per le nostre attività, “non ci sono metodi che consentono di migliorare il ranking delle tue pagine, se non quello di pubblicare contenuti che ritieni possano interessare agli utenti”.

Come apparire in Google Discovery

Insomma, non ci sono trucchi, “tag speciali né particolari dati strutturati per l’inclusione in Discover”: il ranking dei contenuti di Discover si basa soltanto su un algoritmo basato sulla qualità dei contenuti e sulla corrispondenza più o meno precisa tra i contenuti della pagina e gli interessi dell’utente ricavati nelle forme descritte.

Migliorare il ranking su Discover

Per apparire in Discover, dunque, è potenzialmente sufficiente che una pagina sia indicizzata da Google e che soddisfi le norme relative ai contenuti di Google News, ma ad ogni modo Google ci informa che ci sono due “modi migliori per ottimizzare il ranking e il rendimento dei contenuti in Discover”. Il primo è pubblicare contenuti che “ritieni possano interessare agli utenti” (una declinazione del mantra dei contenuti di qualità che vale sempre per il posizionamento in SERP), e l’altro è utilizzare nei contenuti immagini di alta qualità.

L'importanza delle immagini in Discover - da Google.com

Le immagini in Google Discover

Secondo alcune statistiche comunicate da Google, quando le schede di Discover includono immagini di grandi dimensioni anziché miniature “i publisher registrano un aumento del 5% nella percentuale di clic, del 3% per il tempo trascorso sulle loro pagine e un aumento del 3% della soddisfazione degli utenti”.

Il consiglio per webmaster e SEO, dunque, è di usare immagini di alta qualità, di dimensioni grandi e larghezza di almeno 1200 px. Inoltre, bisogna assicurarsi che “Google sia autorizzato a mostrare le tue immagini di alta qualità agli utenti”, usando il formato AMP o segnalando direttamente l’interesse per il programma di attivazione compilando un form online.

La SEO per Google Discover

Questo nuovo strumento sviluppato da Mountain View potrebbe dunque avere un impatto decisivo sull’intero mondo della ricerca online, perché come detto consente agli utenti di ottenere informazioni senza neppure più pensare alle query.

In ottica SEO, ci sono alcune questioni di fondo che bisogna valutare: non essendoci ricerche dirette, non si possono classicamente analizzare i dati su keyword e contenuti che portano a traffico e alti posizionamenti, ma bisogna concentrarsi in maniera più accorta sulle ottimizzazioni on page e sulla pertinenza del contenuto rispetto alle intenzioni di ricerca dell’utente (e i nuovi strumenti di SEOZoom con il focus sui contenuti già vanno proprio in questa direzione).

Google Discover non significa la fine della SEO, insomma, ma rappresenta una nuova sfida per tutti quelli che lavorano online: bisogna curare i contenuti, puntare all’engagement degli utenti, creare contenuti misti tra attualità ed evergreen, garantire l’affidabilità delle informazioni e ottimizzare le risorse come video e immagini. Punti che sono (o dovrebbero essere) già presenti nella checklist di base delle attività di ogni professionista SEO.

GM