È una delle domande che assilla (o dovrebbe) webmaster, sviluppatori e proprietari di siti: quanto velocemente dovrebbe caricarsi una pagina nel 2020? La risposta breve è “nel minor tempo possibile”, ma è possibile davvero quantificare questo tempo, soprattutto in vista della rilevanza crescente che sta assumendo questo tema per Google e per la user experience? Ecco quindi una guida alla velocità del sito, per rendere il caricamento delle nostre pagine efficace e fluido.

Il tempo ottimale di caricamento è 3 secondi

Per la maggior parte dei siti Web, avere un riferimento preciso può servire a capire meglio le performance: secondo Adam Heitzman, in questo 2020 il numero da tenere a mente per sapere se le pagine si caricano velocemente è 3 secondi, superati i quali si inizia a definire il caricamento lento.

Nel suo articolo su Search Engine Journal, l’esperto segnala che spesso serviranno molti sforzi e interventi per migliorare la velocità della pagina, quindi è importante avere questo riferimento per esser certi di aver raggiunto l’obiettivo e potersi concentrare su altri aree da ottimizzare.

I tempi di caricamento della pagina e il loro valore

Le pagine web vengono caricate “a pezzi”, dice Heitzman, quindi può capitare che “a volte una foto sia caricata per ultima, o un modulo per primo, oppure un annuncio verrà caricato prima in un punto prima di saltare definitivamente al punto a cui appartiene sulla pagina”.

Questo succede perché “tutti questi diversi elementi che compongono una pagina web devono essere caricati, e ciò contribuisce al tempo di caricamento complessivo”. Comprendere questi aspetti è cruciale per migliorare i tempi di caricamento e rispondere a due esigenze che possono determinare il successo di un progetto online:

  • da un lato ci sono i consumatori, che sono impazienti e non apprezzano le lunghe attese;
  • dall’altro c’è Google, che spinge sull’acceleratore (in tutti i sensi) e che darà ancora più peso alla velocità e all’user experience con i core web vitals e il Page Experience Update.

Non è un caso che, come sottolineava uno studio di Deloitte, miglioramenti anche piccoli della velocità di un sito possono generare un forte impatto nelle conversioni.

Come valutare il tempo di caricamento

Sappiamo che esistono vari e differenti strumenti che possiamo utilizzare per valutare il tempo di caricamento complessivo delle pagine di un sito, ma “nella nostra esperienza Google PageSpeed ​​Insights è lo strumento gratuito più completo per iniziare”, dice l’articolo.

Basta collegarsi a questa pagina e inserire l’URL da esaminare per ottenere un’analisi completa sui contenuti presenti e una valutazione di tutti gli elementi che concorrono ad appesantire il caricamento, con consigli per migliorare le performance. In pratica, scopriremo in pochi secondi tutto ciò che potrebbe rallentare il sito e come e cosa fare per aumentare la velocità, suddiviso per analisi del caricamento su dispositivo mobile e su desktop.

I device infatti si comportano in maniera differente e, stando ad alcune ricerche, la pagina web media impiega l’87 per cento di tempo in più per caricarsi su dispositivi mobili rispetto a desktop. Il motivo è da ricercare nei processori dei dispositivi mobili (mediamente più lenti e meno prestazionali di quelli desktop) e nelle regole CSS specifiche del dispositivo.

Ottimizzare e accelerare prima le pagine ad alte prestazioni

Un consiglio pratico che arriva da Heitzman è quello di concentrare lo sforzo iniziale di ottimizzazione sul set di pagine ad alte prestazioni che sono centrali per il rendimento del sito: è infatti più facile lavorare a migliorare solo la velocità di una pagina anziché agire da subito su tutto il sito, e inoltre questi interventi possono dare immediatamente un ulteriore impatto positivo alle nostre pagine chiave.

Come migliorare la velocità delle pagine

Una volta eseguita l’analisi su PageSpeed ​​Insights e ottenuta la roadmap di interventi per migliorare il tempo di caricamento, è tempo di rimboccarci le maniche e lavorare; nella maggior parte dei casi, avverte l’esperto, avremo “bisogno dell’aiuto di uno sviluppatore per rimuovere determinati codici che potrebbero rallentare il sito e ci sono tantissime cose da considerare”.

Spesso però ci sono anche dei “low-hanging fruits”, opzioni facili su cui concentrare la nostra attenzione, che possono essere sistemati in breve tempo e con buon impatto.

Ottimizzare migliorare il tempo di caricamento delle immagini

Uno degli elementi più critici legati al caricamento delle pagine è senza dubbio rappresentato dalle immagini, e ci sono almeno tre diversi aspetti che dobbiamo valutare – come avevamo già visto in questa analisi approfondita tra immagini e performance.

Un metodo semplice per non sacrificare la qualità per la velocità è quello di utilizzare il sistema LazyLoad, che consente di caricare inizialmente solo le immagini effettivamente presenti nella parte di schermo visualizzata dall’utente (senza quindi caricare contemporaneamente l’intera pagina Web).

Ottimizzare le dimensioni delle immagini

Egualmente semplice e rilevante è il lavoro per ridurre il peso “fisico” delle immagini, che è di base una delle best practice per l’ottimizzazione delle immagini. Oltre alle procedure standard, Heitzman dà un consiglio diretto a chi gestisce un sito responsive: è sempre meglio caricare solo le immagini delle dimensioni che sono realmente necessarie.

Anche se le immagini si adatteranno ai parametri impostati dal sito per servire una risorsa di buona qualità, minore è la densità di pixel, più velocemente verrà caricata l’immagine. E quindi, chiosa l’autore, “non far lavorare solo il tuo web, perché non sarebbe eccezionale per la velocità”.

Ottimizzare il formato delle immagini

In ultimo, anche il formato del file immagine può avere un impatto sul tempo di caricamento: in linea di massima, potrebbe essere preferibile utilizzare dei formati next-gen come JPEG 2000 o WebP al posto dei più classici e pesanti .PNG o .JPG.

Per i progetti già avviati e con molte immagini, una soluzione pratica potrebbe essere considerare la conversione del formato almeno delle immagini più grandi per valutare gli effettivi miglioramenti, e procedere poi progressivamente con le rimanenti risorse.

I consigli per ottimizzare i contenuti

Il lavoro di ottimizzazione del sito per renderlo più veloce passa, anche se in misura minore, anche da piccoli interventi sui contenuti onpage: ad esempio, usare link interni e breadcrumb può aiutare a migliorare l’esperienza dell’utente e, allo stesso tempo, favorire la comprensione dei crawler dei motori di ricerca, migliorando così la velocità.

Ridurre il numero dei redirect

Ogni volta che una pagina viene reindirizzata a un’altra, aumenta il tempo in attesa della richiesta HTTP: per una gestione ottimale, quindi, sarebbe meglio ridurre il numero di redirect e indirizzare gli utenti direttamente alla risorsa finale, perché “ogni secondo conta!”.

Scegliere il giusto hosting

Se stiamo utilizzando un provider di hosting web mediocre o di bassa qualità, è il caso di valutare la possibilità di passare a una soluzione di hosting più robusta. Anche questo aspetto, da solo, può avere un impatto enorme sui tempi di caricamento della pagina.

Il valore del lavoro sulla velocità

Stando a varie ricerche, la maggior parte dei siti web ha un tempo di caricamento delle pagine che si aggira sui 6 secondi, il doppio della velocità media suggerita come “traguardo” per avere buone performance.

In effetti – a meno di non partire da zero – ridurre la velocità della pagina a 3 secondi o meno è una best practice molto difficile da ottenere, che richiede molto lavoro e molto tempo.

Il consiglio finale è di concentrarsi su questi elementi e controllare la velocità delle pagine almeno una volta al mese per monitorare eventuali modifiche che potrebbero verificarsi, e che quasi inevitabilmente si verificheranno quando aggiungiamo nuove pagine web e plug-in al sito, ricordando che tutti questi sforzi potranno essere ripagati in termini di conversioni e di soddisfazione degli utenti.