SEO on page, cos’è e come ottimizzare questo aspetto

Lavorare sulla pagina e sugli elementi interni prima di intervenire sulle attività esterne al sito: questo è uno dei consigli che offriamo a chi approccia al mondo della SEO e uno dei cardini che guida la nostra strategia di consulenza per l’ottimizzazione dei siti web. La SEO è un insieme di elementi collegati e ognuno di loro può, direttamente o indirettamente, avere effetti sulle prestazioni del sito, e oggi parliamo di SEO on page e dei fattori da tenere in considerazione per rendere efficiente e potenzialmente performante una pagina web.

Che cos’è la SEO on page

Dal punto di vista letterale, l’espressione SEO on page fa riferimento alla ottimizzazione di tutti gli elementi presenti all’interno di una pagina web per il posizionamento sui motori di ricerca. Si tratta dunque di una attività estesa e complessa, come dicevamo già in un precedente articolo sull’analisi delle pagine, che riguarda una lunga serie di componenti come titoli, meta, URL, ma anche parametri dell’architettura, della leggibilità e dell’usabilità della pagina, fino ad arrivare al contenuto, alle keyword e ai link interni.

I più importanti fattori di SEO on page

Sappiamo che Google prende in considerazione circa 200 fattori per il ranking delle sue SERP, e nella nostra guida abbiamo anche indicato quali sono gli elementi su cui lavorare per ottimizzare gli aspetti on page di un sito e di una pagina. Gli analisti e i SEO specialist, però, ritengono che ci siano cinque aree fondamentali di intervento per migliorare la SEO on page, che dovrebbero essere sempre valutate e verificate quando si progetta e monitora un sito.

Un sito è un ecosistema organico

Il presupposto è che un sito è un ecosistema organico composto da tante entità differenti, e così pure la SEO: pertanto, concentrarsi solo su un aspetto rischia di non offrire i risultati sperati. Anche i link e il contenuto editoriale, elementi sicuramente fondamentali per il posizionamento, non rappresentano l’unico fattore valutato per il ranking dai motori di ricerca, che stanno diventano sempre più complessi e capaci di leggere e analizzare tanti altri parametri.

E dunque, avere tanti backlink può non servire a far rendere meglio un sito che è lento e offre una user experience negativa, così come la presenza di contenuti di qualità accettabile può essere penalizzata da interstitial invadenti su un dispositivo mobile, come abbiamo provato a spiegare anche negli articoli specifici su questi temi.

Ottimizzazione SEO on page, i 5 fattori da valutare

Di recente, Kristopher Jones su Search Engine Land ha provato a tracciare un elenco dei cinque principali elementi di SEO on page su cui concentrare la propria attenzione e da non trascurare mai per un’ottimizzazione del sito. Si tratta di argomenti che abbiamo già affrontato anche nei nostri approfondimenti, perché l’autore cita, in ordine:

  1. Contenuto
  2. User Engagement
  3. Struttura tecnica
  4. Linking interna
  5. Responsivity Mobile.

Il lavoro per ottimizzare il contenuto on page

Si parte sempre dal contenuto, dunque, che resta il “re” per usare una (ormai vecchia) espressione attribuita originariamente a Bill Gates (che disse “content is the king” nel 1996 parlando delle sue previsioni sul futuro di Internet). In questo ambito, il primo passo per migliorare gli elementi on page è intercettare il search intent, perché la rilevanza del contenuto per l’intento dell’utente è sicuramente uno dei parametri più importanti per Google e, di conseguenza, per il lettore che atterra sulla pagina.

Consigli per ottimizzare il contenuto

In questo senso, il lavoro di ottimizzazione inizia dalla comprensione del tipo di intento legato alle parole chiave della pagina (informativo, transazionale o navigational), per poi analizzare la SERP e comprendere dunque quali sono le valutazioni del motore di ricerca, per poi puntare a correggere il tiro sulla pagina del sito, usando anche gli strumenti di SEOZoom come l’intent gap. Ovviamente basilare è anche una keyword research mirata sia a centrare l’intent che a fornire parole chiave semanticamente correlate per arricchire il contenuto con argomenti secondari, provando a rispondere a tutte le domande sul tema in modo esaustivo.

Gli interventi sui tag

Un ruolo importante è svolto (ancora) dai tag SEO, come title e header, che servono per specificare l’intento e la sintassi del documento, organizzare le informazioni da fornire a utenti e motori di ricerca, rendere le pagine più facilmente scansionabili e attrarre l’attenzione del lettore. L’ottimizzazione su questi aspetti può concentrarsi nell’inserire le keyword principali in tag title, slug URL e titoli di pagina e nell’uso delle parole chiave correlate negli header di sezione (H2, H3, H4).

Come ottimizzare l’user engagement delle pagine

Se questo primo punto riguardava le attività e le abilità del SEO copywriting in dettaglio, l’ottimizzazione on page dell’user engagement fa riferimento a uno spettro più ampio di competenze; le metriche da valutare sono le pagine per sessione, la frequenza di rimbalzo e il Click-Through Rate, che dipendono sia da motori di ricerca che dal comportamento dell’utente, che deve essere non solo attratto sulla pagina, ma anche convinto a restare e a interagire con il contenuto proposto.

Migliorare le pagine per sessione

Come noto, Pages per Session è la metrica che indica il numero di pagine visualizzate da una persona prima di lasciare un sito e viene indicata in Google Analytics insieme alla durata media della sessione (ovvero il tempo medio speso da un utente sul sito). Questi valori consentono di capire quanto una pagina sia interattiva e coinvolgente dal punto di vista della navigazione e aiutano a comprendere quali sono gli eventuali errori che impattano sul funnel di vendita o bloccano le conversioni, oppure (per un blog o siti di notizie) gli articoli che non generano interesse e vengono presto abbandonati senza condurre ad altre letture.

Per migliorare questi parametri si devono analizzare le pagine con frequenze di rimbalzo elevate e studiare specifiche opportunità per incoraggiare i lettori a prolungare le durate di sessione o la visualizzazione di altre pagine; ad esempio, si possono inserire call to action per incoraggiare le conversioni, o fornire opzioni aggiuntive di navigazione, come l’indicazione di articoli correlati o dei semplici link interni di rimando.

Intervenire sui tassi di bounce rate e CTR

Il bounce rate o frequenza di rimbalzo indica la soddisfazione degli utenti verso una landing page o un sito web, ed è un valore ambiguo: un tasso elevato di rimbalzo su un eCommerce potrebbe indicare che le pagine non sono coinvolgenti e non soddisfano l’intento dell’utente, ma su un sito informativo le persone potrebbero essere immediatamente soddisfatte e ottenere la risposta che stavano cercando in breve tempo. Per cercare di ottimizzare questo aspetto, comunque, ci sono alcuni piccoli interventi tecnici che è possibile attuare, come eliminare interstitial invadenti e pubblicità pop-up, migliorare il tempo di caricamento della pagina o scrivere testi per landing page pertinenti alle query di ricerca.

Miglioramenti per il CTR

Sul versante CTR, nelle scorse settimane abbiamo parlato dei dubbi che la comunità SEO ha su questo valore, che rappresenta la prima interazione che un utente ha con il sito: un click-through rate basso potrebbe indicare che il messaggio non è rilevante per la ricerca di un utente, ma anche che la meta description o il title tag non sono convincenti. Il lavoro di miglioramento di questo tasso si può incentrare sull’inserire keyword di exact match in title tag and meta description, nell’aggiungere già nella descrizione qualche indicazione vantaggiosa per gli utenti (offerte promozionali, sconti e così via) e, più semplicemente, nel compilare tag di lunghezza adeguata per evitare che possano essere troncati nella visualizzazione in Google Search.

Come rendere più performante la struttura tecnica della pagina

Anche la struttura tecnica del sito può influire sul coinvolgimento degli utenti e sul posizionamento delle keyword, perché senza una solida architettura la rete di contenuti rischia di non reggere e crollare. Gli elementi su cui concentrarsi in questo ambito sono la cosiddetta crawlability, la sicurezza e la pulizia degli URL.

Facilitare la scansione di Googlebot

Molti siti rendono complicata la vita ai crawler dei motori di ricerca, che navigano i siti attraverso i link forniti tramite Sitemap e disponibili dalla home page: il primo punto di ottimizzazione on page tecnica è allora assicurarsi che il sito web sia scansionabile e che il crawl budget sia ottimizzato e ben speso, individuando le pagine del sito che devono avere priorità di scansione e indicizzazione, nel caso in cui i crawler possano analizzare ogni percorso.

Altrettanto utile è bloccare tutte le pagine che non si desiderano mostrare agli spider, posizionandole sotto il disallow file del file robots.txt; inoltre, è consigliabile ripulire le catene di redirect e settare parametri per gli URL dinamici.

Ottimizzazione e sicurezza

Come sappiamo, il protocollo HTTPS garantisce la sicurezza delle transazioni attraverso un sito e rappresenta un fattore soft di ranking per Google; talvolta, e ne parlavamo anche negli errori di migrazione dei siti, su un sito possono esistere collegamenti misti o pagine HTTP che non sempre reindirizzano alla risorsa giusta. Per risolvere tali criticità bisogna analizzare in profondità il sito, individuare tali errori, inserire la sitemap nel file robots.txt indipendentemente da qualsiasi comando user-agent e, in ultimo, riscrivere il file .htaccess per reindirizzare tutto il traffico del sito web a un dominio specifico utilizzando il corretto URL HTTPS.

Correggere i collegamenti sbagliati

Un’altra azione di ottimizzazione on page riguarda la correzione di tutti i possibili casi di link rotti, reindirizzati o non funzionanti, che possono influire sulla velocità di caricamento, sull’indicizzazione e sul crawl budget. Una scansione del sito consente di scoprire i vari problemi presenti e i relativi status code: in linea di massima, bisogna intervenire per ottenere strutture di URL pulite con codici di stato 200, mentre ovviamente gli errori 4xx (a cominciare dal tremendo 404) e 5xx sono da correggere.

Un possibile miglioramento è il redirect 301 da pagine danneggiate per spostare gli utenti a una pagina più pertinente, così come può essere utile realizzare una pagina 404 personalizzata con URL valido verso una risorsa alternativa. Per gli status code 5xx che influiscono sugli URL bisogna invece contattare il provider host web per segnalare le problematiche e richiedere chiarimenti e correzioni.

L’importanza dei link interni per la SEO on page

L’interconnessione interna a un sito consente di rispondere a una serie di obiettivi SEO come il miglioramento della crawlability, l’attenzione alla UX, gestione più efficace dei contenuti e creazione di una link building in home. La linking interna consente in pratica di creare delle porte che consentono a spider e utenti di attraversare tutti i percorsi immaginati con la SEO tecnica.

Un ambito classico di utilizzo dei collegamenti interni è quella dei deep link, ovvero indirizzare link da pagine di categoria superiore verso pagine orfane, che possono beneficare di questa autorità e indicizzarsi; inoltre, tale strategia potrebbe servire anche per smistare i lettori verso altri contenuti di interesse, invitandoli ad approfondire altri aspetti di un argomento o a scoprire altre sezioni del sito.

Attenzione alla navigazione mobile e alla responsivity

L’ultimo ambito di intervento di ottimizzazione SEO on page di un sito riguarda la cura che bisogna (ormai necessariamente) dedicare agli utenti che navigano da dispositivi mobile: in epoca di mobile-first index è assolutamente cruciale essere competitivi su questo fronte, che è divenuto prioritario anche per Google.

Il lavoro di miglioramento della responsivity si muove su tre fronti: innanzitutto, sulla implementazione di un web design responsive per il proprio sito, che rispetti tutti i criteri e le linee guida previste su questo tema. Altre azioni possono essere le marcature delle pagine con codici AMP usando il proprio CMS e il miglioramento della velocità delle pagine riducendo le risorse on site.

GM

Redazione

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