È il più noto e principale fattore di ranking non diretto usato da Google, ma la sua importanza è decisiva anche per conquistare lettori e favorire il clic dalle SERP: oggi approfondiamo alcune caratteristiche della meta description, cercando di capire cos’è, come e cosa si deve scrivere nel campo apposito, quanti caratteri abbiamo a disposizione e come rendere efficace questo snippet.

Che cos’è la meta description

Partiamo da una definizione semplice: la meta description è un attributo o tag HTML di lunghezza limitata, generalmente di una o due frasi, che serve a fornire ai lettori un’anteprima sintetica e concisa dei contenuti della pagine web. Come spiega la guida di Google, “a volte” il motore di ricerca utilizza i contenuti del tag meta description per generare gli snippet che mostra in SERP, immediatamente sotto al link blu.

Per questo, la meta description serve a portare un lettore dalla pagina dei risultati di Google al nostro sito, è uno degli strumenti per conquistare un clic a scapito dei competitor. E quindi, le meta descriptions possono essere definite come un mezzo per generare click-throughs dai motori di ricerca, come d’altra parte confermato anche dalle ricerche sul CTR e sul valore della posizione su Google.

Come appare il meta tag description nel codice

Anche se molte parole sono state spese sulla meta descrizione, la gestione SEO di questo attributo resta ancora piuttosto complessa e anche sul nostro gruppo FB si leggono spesso domande e richieste di chiarimenti in merito.

Per chi mastica il codice, questo attributo appare con questa stringa:

<head>

  <meta name="description" content="Questo è un esempio di meta description. In genere puoi vedere questo testo nella pagina dei risultati di ricerca, ma Google può anche prendere altro contenuto.">

</head>

L’obiettivo di questo attributo è fornire agli utenti una descrizione accurata dei contenuti della pagina ed è importante specificare questo aspetto: a prescindere dal contenuto prodotto e dall’attenzione dedicata a compilare il tag, Google può stravolgere la meta description che decide di mostrare in SERP adattandola in qualche modo alla query dell’utente per rispondere meglio alla ricerca e al search intent.

Ecco dunque perché si ribadisce che “a volte Google usa il tag <meta> descrizione di una pagina per generare lo snippet di un risultato di ricerca”: la variabile è l’algoritmo, che può (o può non) ritenere che il tag scritto “dia agli utenti una descrizione più accurata di quella fornita unicamente dai contenuti nella pagina”.

Come scrivere una meta description SEO

È ancora Google a dare qualche informazione in più: un tag della meta descrizione “deve informare e interessare gli utenti con un breve riepilogo pertinente del tema di una pagina specifica”. Bisogna dunque pensare a questo attributo come a “una presentazione per convincere l’utente che la pagina è esattamente quello che cerca”.

Alla luce di tali considerazioni, pensare a una SERP senza snippet significa privare gli utenti di informazioni che possono essere importanti nella fase di valutazione preventiva di un link, e al tempo stesso togliere un’arma ai siti che vogliono accaparrarsi un clic. È lo scenario che abbiamo descritto qualche giorno fa parlando del caso di Google News Francia e delle sue conseguenze per le pagine dei risultati di ricerca.

La lunghezza della meta description

Un altro aspetto ostico è quello della lunghezza della meta description, perché le teorie in merito sono varie. Proviamo a mettere ordine: Google spiega chiaramente che “non esistono limiti di lunghezza per una meta descrizione”, ma che, al tempo stesso, in SERP “gli snippet dei risultati di ricerca vengono troncati a seconda delle necessità, in genere per adattarli alla larghezza dei dispositivi“.

Volendo fornire qualche dettaglio in più per chi deve scrivere una meta descrizione SEO, possiamo dire che la lunghezza dipende non solo dal numero complessivo dei caratteri utilizzati, ma anche dai pixel.

Di norma, Google mostra snippet che contengono tra i 145 e i 160 caratteri, e gli editor come WordPress e il nostro plugin, ad esempio, segnalano come “accettabile” una descrizione che si aggiri intorno a tale range; ma una lettera “W” occupa più spazio di una “I” ed è una variabile da non trascurare.

Un testo utile, descrittivo e persuasivo

Il consiglio che possiamo dare, dunque, è di non focalizzarsi troppo sulla lunghezza precisa da dare all’attributo (anche perché, come detto, Google potrebbe potenzialmente prendere altre parti di testo da mostrare), ma di scrivere un testo che sia compreso tra i 145 e i 160 caratteri e che, soprattutto, sia descrittivo, utile e sufficientemente persuasivo.

Consigli per realizzare una descrizione efficace

Andando ancora più nello specifico, possiamo dire che ci sono alcune semplici regole da rispettare per riuscire a scrivere un testo di meta description efficace anche in ottica SEO e di user experience. La prima è di fornire indicazioni chiare e precise nel poco spazio a disposizione, senza esagerare in giri di parole né essere troppo vaghi.

È abbastanza scontato (ma non superfluo) aggiungere che matching the content è fondamentale: le frasi di questo tag devono avere un riscontro con il contenuto dell’articolo, non possono mai essere completamente slegate o parlar d’altro.

In genere, si suggerisce di inserire le keyword principali della pagina anche nella descrizione, provando sempre a usarle in modo naturale e organico, senza forzare né eccedere in keyword stuffing. L’obiettivo, ricordiamolo, è di invitare il lettore a cliccare sul link, quindi non bisogna mai scrivere qualcosa di illeggibile o poco persuasivo, ma stimolare la sua curiosità e convincerlo che la nostra pagina rappresenti la miglior risposta alla sua domanda iniziale o esigenza.

Per raggiungere questi risultati si può anche pensare di sfruttare alcune armi del SEO copywriting, e quindi inserire una call to action diretta, specificare chiaramente cosa c’è in pagina, anticipare le parti principali del contenuto o rispondere direttamente a una domanda (da approfondire poi nel contenuto on page), lanciare un benefit che attende il lettore che clicchi sul risultato.