SEO Copywriting, come ottimizzare il contenuto di un articolo

Persuasione, ma non solo: il SEO copywriting è un’attività complessa e delicata, come abbiamo provato a descrivere nei precedenti articoli dedicati a chi ha il compito di scrivere articoli per il Web, che non termina quando si mette l’ultimo punto al pezzo o quando si pubblica online. L’ottimizzazione di un articolo può avvenire anche in un secondo momento, per verificare in maniera precisa l’andamento e la risposta di utenti e motore di ricerca al contenuto e cercare di migliorare le performance utilizzando gli strumenti di scrittura online, come l’assistente di SEOZoom.

Il SEO Copywriting non è solo posizionare un articolo

Come abbiamo detto, il parametro principale da rispettare per scrivere un articolo che ha potenzialità di posizionarsi è quello della qualità, senza trascurare ovviamente l’importanza e l’autorevolezza del sito che ospita il contenuto. Pertinenza (o rilevanza, a seconda della sfumatura che si dà alla parola inglese Relevance) e autorevolezza sono due tra i principali fattori di ranking (ne abbiamo trattato anche parlando dell’importanza dei link), e per motivi molto semplici: le parole chiave sono uno dei modi in cui il motore di ricerca determina la pertinenza di un contenuto rispetto al search intent, e l’interesse di Google è di fornire agli utenti il risultato più possibile vicino alla richiesta iniziale; allo stesso modo, nella determinazione del ranking la “forza” di un sito assume un peso decisivo, perché un conto è che un articolo sia firmato Repubblica e altro che invece sia ospitato da un piccolo sito appena nato.

Scrivere per lettori e per motori di ricerca

Sul versante pratico, i copywriter SEO devono essere in grado di scrivere in maniera “completa”, vale a dire riuscendo sia a intercettare il gradimento dei lettori (a cui si devono fornire notizie utili e interessanti), sia quello dei web crawler dei motori di ricerca, a cui deve arrivare il messaggio che il contenuto prodotto è migliore di quello della concorrenza e dunque merita un posizionamento migliore nei risultati. Fino a qualche anno fa, si badava piuttosto a questo secondo aspetto e si utilizzava la strategia del “keyword stuffing“, ovvero si riempivano i pezzi di parole o frasi accuratamente selezionate con livelli adeguati di volume di ricerca e traffico, ma oggi si è compreso (o almeno dovrebbe essere chiaro a tutti) che Google sa riconoscere il “valore” e la “qualità” dei contenuti, scritti con l’idea di fornire un plusvalore all’esperienza del lettore piuttosto che, semplicemente, di posizionarsi meglio.

Che cos’è il SEO Copywriting (o cosa dovrebbe essere)

Quando parliamo di SEO copywriting, dunque, facciamo riferimento a una vera e propria “arte” (e spesso infatti gli esperti stranieri usano proprio questo termine) che combina la capacità di scrivere in modo tale da attrarre lettori e, allo stesso tempo, trovare il gradimento dei motori di ricerca, per aiutare il sito a classificarsi meglio nei risultati di ricerca.

Primo obiettivo, usare le keyword in maniera naturale

Il primo consiglio che un editore può rivolgere a un suo copy (o che può mettere personalmente in pratica) è di concentrarsi a includere le keyword in modo naturale nell’articolo: il risultato migliore per un contenuto di qualità è se i lettori non sono in grado di capire che il testo sia stato ottimizzato per Google e, allo stesso tempo, se il motore di ricerca apprezza quanto prodotto, valutando positivamente le tecniche utilizzate. In termini pratici, questo significa ad esempio iniziare a scrivere in modo avvincente sin dal primo paragrafo, riuscendo a includere la parola chiave nella prima frase senza forzature grammaticali o sintattiche.

I consigli per il SEO Copywriting

Ma, scrivevamo prima, ci sono interventi che possono essere messi in atto anche dopo che l’articolo è stato pubblicato ed, eventualmente, ispezionato da Google, che magari non ha premiato in maniera auspicata il lavoro fatto, e SEOZoom permette di scoprire quali sono i punti da correggere per ottimizzare i contenuti per la SEO. Dando per assodato che non siano stati commessi errori nelle fasi precedenti – ovvero, realizzazione di una keyword research adeguata, scelta ottimale di titolo e heading, meta description inserita correttamente e via così, che rappresentano quasi l’abc del copywriting e del SEO copywriting – gli aspetti che in genere sono più trascurati o che risultano comunque più problematici sono tre, ovvero densità delle parole chiave, collegamenti della pagina e gap intent con i concorrenti che performano meglio.

Gli aspetti da curare

Sul fronte della cosiddetta keyword density, sono forse finiti i tempi in cui Google premiava i siti che massimizzano l’utilizzo delle parole chiave, preferendo invece la qualità a discapito della quantità; merito anche delle evoluzioni dell’algoritmo, che ora sembra in grado di riconoscere contenuti autorevoli e pertinenti. Allo stesso tempo, resta però importante utilizzare parole chiave in modo adeguato, ovvero senza eccedere né peccare in senso opposto: è ovviamente difficile dare un numero specifico del valore di occorrenze della keyword principale nel testo (sebbene un trend comune individui il range tra l’1 e il 3 per cento rispetto al totale), ma è comunque molto più importante che tali parole chiave vengano utilizzate in modo naturale all’interno del contenuto.

Non trascurare il valore dei link

Cosa fare allora quando poi si ritiene di aver trovato delle buone parole chiave (e averle usate in maniera appropriata), di aver scelto titolo, meta description e heading solidi e di aver pertanto scritto un contenuto di qualità ma, nonostante tutto, si manca l’obiettivo del posizionamento? Una prima soluzione può essere quella di rafforzare la pagina attraverso le condivisioni, massimizzando la portata degli utenti da social, e di puntare a realizzare un link building naturale, ottenendo cioè link e menzioni da altri siti che valutano come autorevole (ecco che torna questo aggettivo) il contenuto proposto, promuovendolo sulle proprie pagine come interessante e utile approfondimento.

Ottimizzare il contenuto con gli strumenti di SEOZoom

Ancor più utile si rivela uno degli ultimi strumenti messi a punto da SEOZoom, l’analisi dell’intent gap di recente resa disponibile agli abbonati al piano StartUp, Agency e Corporate o come add-on: si tratta di un algoritmo originario che permette di scoprire e di evidenziare le carenze di focus che una pagina web denota rispetto a quelle che stanno ottenendo il meglio su Google, conquistando le posizioni più alte nelle SERP. La funzione consente di conoscere quali sono ad esempio i “termini più ricorrenti”utilizzati negli articoli posizionati nella Top10 di Google, ma anche di visualizzare quelli completamente assenti nel proprio contenuto; già semplicemente integrando queste parole chiave si potrebbe riuscire a centrare meglio il search intent dell’utente (e del motore di ricerca) e, in definitiva, ottimizzare la pagina e migliorare le sue performance.
GM

Redazione

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