Non solo link blu, che restano comunque l’obiettivo delle strategie SEO classiche: alla Ricerca di Google, quella che in americano si chiama Google Search, si aggiungono sempre più elementi che servono a ottimizzare e arricchire l’esperienza dell’utente e a soddisfare le sue richieste. Ecco quali sono le modalità con cui compaiono i risultati delle query nelle pagine di ricerca su Google.

Come Google mostra i risultati di ricerca

Come di consueto, le indicazioni principali arrivano direttamente dalle linee guida di Google per gli sviluppatori, in cui si sottolinea che “la Ricerca Google può abilitare un ricco set di funzionalità per la tua pagina nei risultati di ricerca se comprende il contenuto della pagina” e se si utilizzano in maniera proficua i dati strutturati, che offrono informazioni aggiuntive nel codice della pagina.

Le funzionalità nella Ricerca Google

Le varie forme di funzionalità (sono almeno 5) si possono in realtà classificare all’interno di due categorie generali, ovvero in base al “tipo di contenuto” e ai “miglioramenti” aggiuntivi rispetto al contenuto in pagina. In questo secondo ambito rientrano le stelle con cui si valutano ricette, ristoranti o film o i caroselli di risultati multimediali, mentre il contenuto dipende dall’argomento della pagina web.

Interpretazione del contenuto in pagina

Più in dettaglio, i Googler scrivono che i risultati della Ricerca Google possono applicare funzionalità specifiche in base al tipo di contenuto presente in pagina, ovvero se si pubblica una ricetta, un articolo informativo, una notizia o informazioni su eventi o libri. L’interpretazione da parte di Googlebot porta non solo all’ indicizzazione della pagina in Google Search, ma anche alla (eventuale) visualizzazione del risultato in “un carosello di notizie principali, un carosello delle ricette o un elenco di eventi”.

Risorse per migliorare l’esperienza dell’utente

Ci sono importanti precisazioni da fare al riguardo: innanzitutto, come dovrebbe essere intuibile, non c’è garanzia che una pagina sia “visualizzata nei risultati di ricerca con la funzionalità specificata” perché, dicono da Google, le funzioni di ricerca dipendono da molti fattori. Oltre ai classici fattori di ranking che influenzano i risultati della SERP, infatti, per queste funzionalità aggiuntive l’algoritmo valuta “il tipo di dispositivo di ricerca, la posizione e il fatto che Google ritenga o meno che la funzione fornisca la migliore esperienza di ricerca per l’utente”.

Google Search, i risultati di base e i link blu

La prima, e più nota, categoria dei risultati di ricerca di Google è quella dei “link blu semplici“, ovvero i risultati di base che compaiono quando l’utente lancia una query. La classica SERP (Search Engine Results Page) si compone di 10 URL, a cui si aggiungono sempre più frequentemente immagini, anteprime di video o di articoli, mappe e prodotti in evidenza; inoltre, prima del link in prima posizione compaiono come sappiamo i risultati zero o featured snippet e gli annunci a pagamento di Google Ads.

Oltre alle tecniche SEO per l’ottimizzazione delle pagine in ottica posizionamento, Google ricorda che esiste un tipo di miglioramento che può essere visualizzato a questo proposito, ovvero le breadcrumb.

Cosa sono le breadcrumb

Dall’inglese breadcrumb significa briciola di pane e, in linguaggio Web, rappresenta il percorso che indica la posizione della pagina nella gerarchia di un sito. Come nella favola di Pollicino, l’utente può risalire, briciola dopo briciola, ai vari livelli e categorie del sito, navigando completamente lungo il sentiero tracciato dalle singole breadcrumb.

Le breadcrump e la Ricerca Google

Il sistema di Google Search usa markup di breadcrumb nel corpo di una pagina web “per classificare le informazioni dalla pagina nei risultati di ricerca” e per regolare i contenuti nel contesto della query di Ricerca Google, perché gli utenti possono potenzialmente raggiungere una pagina da “tipi molto diversi di query di ricerca”, come spiegano le linee guida di Google.
Google Search, i libri

Ricerca su Google, i risultati multimediali

Da navigazione mobile, alcune tipologie di query determinano come risposta risultati multimediali che offrono informazioni sintetiche di vario tipo, soprattutto nel caso di ricerche per libri, ricette o prodotti. Cercando “Il buio oltre la siepe”, ad esempio, si genera una pagina in cui si possono trovare anteprime delle pagine, recensioni, descrizione breve della trama e della storia e ricerche correlate, e poi ancora stili, immagini e altre funzionalità come breadcrumb e snippet di recensione.
Google Search e contenuti

I risultati multimediali e interattivi

Sono chiamati risultati di ricerca estesi alcuni tipi di risultati che Google definisce come “classe più interattiva e avanzata”, che comprendono popup con esperienze coinvolgenti o altre funzioni avanzate per l’interazione. Questa categoria di azioni è resa possibile tramite dati strutturati e si concretizza in ricerche estese o altre proprietà: l’immagine in pagina descrive i tipi di contenuti e le funzionalità disponibili. Gli esempi più chiari sono quelli di query per annunci di lavoro, ricette o eventi, che offrono all’utente informazioni più complete e utili.

Il Knowledge Graph e la ricerca su Google

Un altro elemento che compare per determinate ricerche e che abbiamo già descritto è il Google Knowledge Graph, il grafo che raccoglie informazioni da specifiche pagine web visualizzandole in un riquadro dal layout particolare, che in genere si trova sulla destra nella SERP.

Il Carosello in Google Search

Molto interessante è il carosello o carousel, un elenco di contenuti simili di numero variabile: i risultati multimediali dello stesso tipo possono essere ospitati sul sito in prima posizione in SERP (con indicazione attraverso i dati strutturati), oppure generati in automatico da Google Search prendendo da siti differenti nei risultati di ricerca.

Gli esempi di Carousel in Google News

Tra i contenuti più frequenti che generano caroselli in Google Search ci sono immagini, video, prodotti da acquistare e le notizie di attualità nel Carosello di Google News. Per quest’ultima categoria, il motore di ricerca individua un intento informativo nella query dell’utente e risponde con un box di “Notizie principali” in cui riporta 3 risultati in evidenza cliccabili (e altri a scorrimento cliccando sulla freccia a destra), identificati con immagine, titolo, data di pubblicazione e nome del sito; questo riquadro è ambito ovviamente da giornali online e siti editoriali perché offre una elevata visibilità.

I caroselli per immagini, video e shopping

Una forma di box carousel compare anche quando Google determina che un intent di ricerca possa presupporre un utente predisposto a cliccare su un contenuto multimediale: parliamo degli elenchi di immagini o di video in anteprima che compaiono sempre prima dei classici 10 link blu, caratterizzati da anteprime delle risorse e informazioni sul sito che ha pubblicato il video.

Quando invece l’intent è marcatamente transazionale, Google genera un carosello di shopping in cui sono presenti degli annunci sponsorizzati o anteprime dei prodotti che rientrano in Google Shopping; questo box si trova in genere all’inizio della SERP, ma talvolta (in navigazione desktop) può anche trovarsi come lista di prodotti sulla destra della pagina.

GM