È una situazione in cui purtroppo ci possiamo ritrovare tutti: un (brutto) mattino apriamo Search Console e scopriamo che il traffico da Ricerca Google è diminuito. Grazie a John Mueller, dovremmo già sapere che ci sono 5 cause dei cali di traffico più frequenti, ma ora Google va oltre e non solo mostra visivamente gli effetti di tali cali, ma ci offre anche 7 consigli per analizzare queste fluttuazioni negative del traffico organico di ricerca e provare a rispondere e risollevare il nostro sito.

Siti in calo, le cause e i consigli di Google

Un calo del traffico organico di ricerca “può verificarsi per diversi motivi e la maggior parte di essi può essere invertita”, scrive il Search Advocate Daniel Waisberg nel post sul blog, premettendo che “potrebbe non essere semplice capire cosa è successo esattamente al tuo sito”.

Proprio per aiutarci a comprendere cosa sta influenzando il traffico del nostro sito, il Googler ha abbozzato alcuni esempi di cadute e del modo in cui possono potenzialmente influenzare il nostro traffico.

Per la prima volta, quindi, Google mostra il vero aspetto dei vari tipi di cali di traffico organico attraverso degli screenshot dei rapporti sul rendimento della Google Search Console, aggiungendo una serie di consigli per aiutarci ad affrontare tali situazioni. È interessante notare la differenza visiva che sussiste tra i vari grafici, segno che ogni tipo di problematica genera oscillazioni caratteristiche e distintive che possiamo riconoscere a colpo d’occhio.

Le onde specifiche dei cali di traffico organico

In particolare, i problemi tecnici a livello di sito e le azioni manuali provocano generalmente un enorme e improvviso calo del traffico organico (in alto a sinistra nell’immagine).

Problemi tecnici a livello di pagina, una modifica dell’algoritmo come un core update o un cambiamento dell’intento di ricerca provocano un calo più lento del traffico, che tende a stabilizzarsi nel tempo.

Ci sono poi i cambiamenti legati alla stagionalità, oscillazioni tendenziali e cicliche che provocano dei grafici con curve caratterizzate da alti e bassi.

Infine, l’ultimo grafico mostra l’oscillazione di un sito segnalato per problemi tecnici in Search Console e poi tornato alla normalità dopo la correzione.

Molto banalmente, riconoscere esattamente qual è la causa del crollo del traffico organico è un primo passo verso la risoluzione del problema, come già dicevamo in questo approfondimento per capire le differenze tra i cali legati a un cambio algoritmico e quelli per azioni manuali.

Le cinque cause di perdite di traffico

Secondo Waisberg, esistono cinque principali cause di calo del traffico di ricerca:

  • Problemi tecnici. Presenza di errori che possono impedire a Google di eseguire la scansione, l’indicizzazione o la pubblicazione delle nostre pagine per gli utenti, come ad esempio mancata disponibilità del server, recupero di file robots.txt, pagina non trovata e altro. Tali problemi possono riguardare l’intero sito (ad esempio, se il tuo sito risulta inattivo) o l’intera pagina (come per un tag noindex messo male, che causa una mancata scansione della pagina da parte di Google e genera un calo più lento del traffico).
  • Problemi di sicurezza. Quando un sito è interessato da una minaccia alla sicurezza, Google potrebbe avvisare gli utenti prima che raggiungano le sue pagine con avvisi o pagine interstitial, che possono ridurre il traffico da ricerca.
  • Azioni manuali. Se il sito non è conforme alle linee guida di Google, alcune delle pagine o l’intero dominio potrebbero essere omessi dai risultati della Ricerca Google tramite un’azione manuale.
  • Cambiamenti algoritmici. Google “migliora sempre il modo in cui valuta i contenuti e aggiorna di conseguenza il suo algoritmo”, dice Waisberg, e i core update e altri aggiornamenti minori possono modificare il rendimento di alcune pagine nei risultati della Ricerca Google. Anche in questo caso, sappiamo che ci sono varie indicazioni su come rispondere agli aggiornamenti di Google e consigli per
  • recuperare da un calo post-update di Google, anche se la parola d’ordine è sempre “pazienza”.
  • Modifiche all’interesse di ricerca. A volte, i cambiamenti nel comportamento degli utenti “modificano la domanda per determinate query, a causa di una nuova tendenza o della stagionalità nel corso dell’anno”. Pertanto, il traffico di un sito può diminuire semplicemente a causa di influenze esterne, per i cambiamenti nel search intent individuato (e premiato) da Google.

Come diagnosticare un calo del traffico di Ricerca Google

Secondo Waisberg, il modo più efficiente per capire cosa è successo al traffico di un sito è aprire il suo performance report di Search Console e guardare il grafico principale.

Un grafico “vale più di mille parole” e riassume molte informazioni, aggiunge l’esperto, e inoltre l’analisi della forma della linea ci dirà già molto sulle potenziali cause del movimento.

Per eseguire questa analisi, l’articolo suggerisce 3 indicazioni:

  • Modificare l’intervallo di date per includere gli ultimi 16 mesi, per analizzare il calo del traffico nel contesto ed escludere che si tratti di un calo stagionale che si verifica ogni anno in occasione di festività vacanza o di una tendenza.
  • Confrontare il periodo di drop con un periodo simile, confrontando lo stesso numero di giorni e preferibilmente gli stessi giorni della settimana, per rivedere esattamente cosa è cambiato: fare clic su tutte le schede per scoprire se la modifica è avvenuta solo per query, URL, paesi, dispositivi o aspetti di ricerca specifici.
  • Analizzare separatamente i diversi tipi di ricerca, per comprendere se il calo riscontrato si è verificato nella Ricerca web, in Google Immagini, nella scheda Video o nel tab di Google News.

Studiare il contesto del sito

Scavare a fondo nei rapporti, usando in supporto anche Google Trends o SEO tool come il nostro, può aiutare a capire in quale categoria ricade il nostro calo di traffico, e in particolare a scoprire se questa perdita di traffico fa parte di una tendenza più ampia del settore o se sta accadendo solo per le nostre pagine.

Ci sono due aspetti particolare da analizzare riguardanti il contesto d’azione del nostro sito:

  • Cambiamenti dell’interesse di ricerca o nuovo prodotto. Se ci sono grandi cambiamenti in cosa e come le persone cercano (ne abbiamo avuto una dimostrazione recente con la pandemia), le persone possono iniziare a cercare query diverse o utilizzare i propri dispositivi per scopi diversi. Inoltre, se il nostro brand è un e-Commerce specifico online, potrebbe esserci un nuovo prodotto concorrente che cannibalizza le nostre query di ricerca.
  • Stagionalità. Come sappiamo, ci sono alcune query e ricerche che seguono tendenze stagionali; ad esempio, quelle relative al cibo, perché “le persone cercano diete a gennaio, tacchino a novembre e champagne a dicembre” (almeno negli Stati Uniti) e diversi settori hanno diversi livelli di stagionalità.

Analizzare le tendenze delle query

Waisberg suggerisce di usare Google Trends per analizzare le tendenze in diversi settori, perché fornisce l’accesso a un campione in gran parte non filtrato di richieste di ricerca effettive fatte a Google; inoltre, è “anonimizzato, classificato e aggregato”, permettendo a Google di mostrare interesse per argomenti di tutto il mondo o fino a livello di città.

Con questo strumento, possiamo controllare le query che stanno indirizzando il traffico nostro tuo sito per vedere se hanno evidenti cali in diversi periodi dell’anno.

L’esempio nell’immagine seguente mostra tre tipi di tendenze:

analizzare il search interest con Google Trends

  • Il tacchino ha una forte stagionalità, con un picco ogni anno a novembre (periodo del Ringraziamento, di cui il tacchino è il piatto simbolo).
  • Il pollo mostra una certa stagionalità, ma meno accentuata.
  • Il caffè è significativamente più stabile e “sembra che le persone ne abbiano bisogno durante tutto l’anno”.

Sempre all’interno di Google Trends possiamo scoprire altri due insights interessanti che potrebbero aiutarci con il traffico di ricerca:

  • Monitorare le query principali nella nostra regione e confrontarle con le query da cui riceviamo traffico, come mostrato nel rapporto sul rendimento di Search Console. Se nel traffico mancano delle query, controllare se il sito dispone di contenuti su quel topic e verificare che siano scansionati e indicizzati.
  • Controllare le query relative ad argomenti importanti, che potrebbe far emergere query correlate in aumento e aiutarci a preparare adeguatamente il sito, ad esempio aggiungendo contenuti correlati.