È una delle funzionalità su cui si stanno concentrando le attenzioni dei SEO perché, come dicevamo già in altre occasioni, dà una forte spinta al traffico del sito: torniamo a parlare di Google Discover, il feed di notizie che compare di default nella schermata di ricerca da dispositivi mobili, per offrire consigli sugli interventi da fare per cercare di aumentare le proprie chance di comparire nel flusso.

Una ricerca senza ricerca

Per molti osservatori ed esperti, Discover segna l’inizio di “una nuova era nella SEO, quella della ricerca senza ricerca”, come ha scritto ad esempio Dan Taylor su SearchEngineJournal, perché presenta agli utenti dei contenuti selezionati in base alle loro abitudini di ricerca, sui cui quindi saranno più facilmente portati a fare clic.

Inoltre, lo strumento vanta anche le attenzioni speciali da parte di Big G, perché Discover è appunto è disponibile sia all’interno delle applicazioni mobile Google Chrome (con una posizione di spicco) e Google, dove ha una sezione specifica. Inoltre, il feed può anche apparire nei risultati di ricerca organici da mobile in come un box di risultati intitolato “Interesting finds” (più raro rispetto ad altri rich results).

Le caratteristiche di Discover

Al suo interno compaiono contenuti informativi sotto forma di notizie, articoli, video, annunci pubblicitari e rich results particolari di Google come risultati sportivi in ​​diretta.

È simile ai feed dei social media e, come detto, è fortemente personalizzato in base alle cose che i singoli utenti cercano (attraverso la ricerca tradizionale) e ai video di YouTube che guardano, tutti mescolati dall’IA di Google per far emergere contenuti nuovi e specifici per l’utente, ritenuti pertinenti e interessanti. Inoltre, come avviene anche per Facebook, il meccanismo fa affiorare i contenuti in un flusso non cronologico.

Come funziona il sistema

Man mano che gli utenti effettuano ricerche su Google e interagiscono con Discover, il meccanismo apprende molto sulla persona e sui suoi interessi e cerca di mostrare contenuti pertinenti con cui l’utente non ha direttamente interagito in precedenza.

Questo processo di apprendimento può richiedere del tempo: ad esempio, se cerco articoli relativi a squadre di calcio per leggere risultati o altre notizie, Google interpreta questo interesse e individua una squadra “preferita”, di cui mi fornirà nelle settimane successive contenuti ritenuti utili attraverso Discover, come punteggi in tempo reale o ultime notizie, senza che io debba eseguire ricerche.

Il risultato per i siti fortunati che entrano nel flusso è fatto di improvvisi picchi di impressioni e clic, che però durano solo pochi giorni (al massimo tre) e sono molto irregolari, una curva di crescita incostante e diversa da quella del traffico organico tradizionale, a pagamento o persino dai social media.

Una nuova sfida per la SEO

Questo scenario rappresenta una nuova sfida anche per i SEO: se in genere il processo di creazione di contenuti parte dall’individuazione del search intent e da una keyword research efficace per personalizzare l’esperienza e soddisfare l’intento, con il feed è difficile (se non impossibile) individuare l’origine e ci sono ancora tante incognite.

Ad ogni modo, è possibile fare SEO per Google Discover e lavorare alla ottimizzazione di alcune aree che possono dare risultati importanti e aumentare le chance di comparire nel flusso, perché i casi studio dimostrano che sono correlate a prestazioni migliori.

Interventi di SEO tecnica per Google Discover

Sul fronte della SEO tecnica, ottimizzare il sito per avere un buon rendimento in Google Discover non offre in realtà indicazioni particolarmente “rivoluzionarie”, perché valgono le best practices utili per il classico posizionamento. Tuttavia, ci sono alcune aree – talvolta date per scontate o trascurate – a cui bisogna prestare un’attenzione più alta.

Avere un sito mobile friendly con contenuti accessibili da dispositivi mobile è un prerequisito di base, perché Google Discover è disponibile solo su smartphone e tablet; per quanto possa apparire scontato, però, ci sono ancora molti siti che funzionano senza un design mobile responsive o che usano ancora la struttura di URL mobile distinti m-dot.

Per offrire una buona esperienza mobile si devono rispettare alcuni principi di base, come ad esempio non presentare pubblicità o pop-up invadenti e avere visual nell’articolo immagini o elementi accessibili e “leggibili” (e sappiamo quanto valgano le immagini per Discover).

L’altra area chiave è la velocità del tuo sito, perché sembra esserci una correlazione tra contenuto che si carica rapidamente e presenza all’interno del feed di Google Discover, nonché un nesso con i siti Web di notizie e riviste che utilizzano AMP.

La content strategy per Google Discover

La nostra content strategy per aumentare le possibilità di entrare in Discover deve valutare vari aspetti e provare a unire mezzi e approcci differenti perché ad esempio nel flusso compaiono non solo articoli e altre funzionalità di contenuti di proprietà di Google, ma anche video di YouTube.

Più in generale, per avere successo i contenuti dovrebbero essere un mix di articoli evergreen (aggiornati per fornire sempre informazioni accurate), articoli che seguono le ultime tendenze di un settore, notizie su argomenti rilevanti che possano contribuire a creare opinioni informative. È rilevante pena notare che nel feed Discover compaiono anche i contenuti con paywall.

Il fattore tempo per gli articoli

Una cosa importante da evidenziare è che Discover dà precedenza agli eventi in tempo reale e alle notizie di stretta attualità, con una sensibilità al fattore tempo (anche se non è esclusa la comparsa di articoli più datati).

Molto dipende dagli interessi degli utenti, che solo in parte potrebbero intercettare i contenuti proposti da un sito: ancor più che nel lavoro generale e tradizionale, capire il proprio target, le sue esigenze e i suoi interessi più ampi è un fattore determinante per il successo.