Non solo notizie e siti di news: il feed di Discover è una utile e poderosa fonte di traffico organico per molte tipologie di siti, che devono quindi conoscere lo strumento di Google per provare a comparire nell’elenco di contenuti mostrato agli utenti. Ecco allora una guida a Google Discover, sintetica ma piuttosto completa, per provare a intercettare le ormai famose ricerche senza query.

Google Discover e le ricerche query-less

Ormai dovremmo saperlo: Google Discover è il nuovo feed di contenuti personalizzati creato da Google, che offre in modo proattivo articoli pertinenti agli utenti. Si tratta della versione aggiornata e ridisegnata del vecchio Google Feed, che già al momento del lancio (nel settembre 2018) veniva definito “un’esperienza innovativa per aiutarti a scoprire contenuti freschi e interessanti sui topic che davvero ti interessano”.

Scriveva così Karen Corby, group product manager per Google Search, che spiegava nell’occasione anche i tre grandi passi in avanti che lo strumento avrebbe consentito al sistema di Ricerca: l’evoluzione da “semplici risposte a journey complete”, “dalla necessità di eseguire query a un modo queryless di ottenere informazioni” e infine “da informazioni testuali a modalità più visual”.

Il sistema di Google Discover

Discover è disponibile per gli utenti che usano dispositivi mobile in varie forme: sull’app Google, nella schermata a destra della home per vari dispositivi Android e aprendo Google.com in tutti i browser mobili (quando si accede a un account Google).

Il feed utilizza l’intelligenza artificiale per adattare il contenuto mostrato al singolo utente ad articoli e informazioni che l’algoritmo ritiene interessanti per lui, in base alla cronologia delle ricerche passate, alla cronologia del browser e ad altre informazioni come attività dell’app e posizione, organizzando le notizie in un’interfaccia basata su schede molto evidenti, di dimensioni abbastanza grandi e piuttosto allettanti.

In particolare, usa due meccanismi principali per determinare quali contenuti mostrare:

  • Google News AI / ML per portare una varietà di prospettive sulle ultime notizie.
  • Topic Layer nel Knowledge Graph per comprendere gli interessi degli utenti e come progrediscono nel tempo.

Le persone possono inoltre interagire con il sistema per segnalare a Google se vogliono più o meno contenuti su quell’argomento o se vogliono evitare la comparsa di siti specifici, con possibilità inoltre di segnalare articoli ritenuti inappropriati per cause come “informazioni ingannevoli o sensazionali, violente o ripugnanti, incitanti all’odio, offensive e altro”.

La portata innovativa del feed di Google

Oltre a fornire ultime notizie di attualità, Google Discover ha gli obiettivi più ampi di rendere “l’esplorazione dei tuoi interessi più semplice che mai” e, come detto, di spostare il focus della ricerca, portando informazioni istantanee e migliorando la comprensione di user journey più complesse.

Grazie al suo “accesso infinito alle informazioni, Google sta cercando di filtrare ed evidenziare i contenuti per l’utente che vaga in Internet”, sostiene Abby Hamilton su SearchEngineJournal presentando la sua guida definitiva alla scoperta dello strumento e alle ottimizzazioni per intercettare questa importante fonte di traffico organico.

Prevedere e intercettare gli interessi degli utenti

In questo sistema, che come detto rappresenta per Google l’ultima innovazione nella “ricerca senza query“, la comprensione del singolo utente sostituisce la comprensione di una singola query classica. Pertanto, al centro di Discover c’è l’utente, il fulcro centrale di questa esperienza, e tutte le informazioni sono usate per identificare e visualizzare gli argomenti – o interessi – che Google ritiene siano pertinenti per lui.

Per comprendere meglio gli interessi che appaiono in Google Discover, l’autrice ha esaminato oltre 700 tipologie fornite dai membri della SEO Community, anticipando che si tratta di una “dimensione del campione straordinariamente piccola rispetto a tutti i potenziali interessi” che permette comunque “alcune osservazioni degne di nota”.

Gli interessi più frequenti in Google Discover

In generale, sembra che le notizie che compaiono più frequentemente sono quelli relativi alle categorie sport e intrattenimento e alle attività da fare nel tempo libero, come hobby o passioni particolari. Inoltre, si evidenzia anche una forte presenza dei brand, perché quasi ogni presentazione includeva marchi specifici o aziende locali, proponendo agli utenti i contenuti di negozi e ristoranti preferiti.

Non solo news di attualità

Come dicevamo, uno degli obiettivi di Google Discover è quello di offrire nuovi contenuti e, scorrendo il feed, si incappa principalmente in notizie. Tuttavia, anche siti di altri settori hanno iniziato a vedere traffico in arrivo da Discover attraverso i report della Google Search Console, e questo ha portato Hamilton ad approfondire questo aspetto (tutte le immagini successive sono dall’articolo linkato di SearchEngineJournal).

La media del CTR per settore di sito in Discover

Così, ha analizzato 12 mesi di traffico di Google Discover verso oltre 11mila URL da 62 domini, scoprendo che:

  • Il 46% proveniva da siti di notizie.
  • Il 44% proveniva da siti di e-commerce.
  • Il 7% proveniva da siti di intrattenimento.
  • Il 2% proveniva da siti di viaggio.
  • Il restante 1% proveniva da altri settori tra cui B2B, automotive, formazione scolastica, finanza e salute.

I risultati della ricerca

Molto interessanti anche i successivi focus di questo studio. Innanzitutto, emerge che i siti di notizie hanno ricevuto il 99% dei clic (pur essendo meno della metà delle schede mostrate) e hanno ottenuto molti più clic per pagina.

Distribuzione delle tipologie di siti in Discover

  • Discover come fonte di traffico per raggiungere un pubblico più vasto

Un dominio di notizie oggetto dell’analisi ha visto oltre il 30% del suo traffico web totale proveniente da Discover, mentre altri editori hanno riferito che in alcuni mesi Google Discover ha portato più traffico rispetto alla ricerca organica tradizionale.

Ci potrebbe essere una spiegazione per questi dati: “i contenuti delle notizie potrebbero essere mostrati a un vasto pubblico, mentre i contenuti di altri settori sono rivolti a un pubblico più piccolo in base a interessi specifici”, ipotizza Hamilton.

  • I post dei blog funzionano

Per i siti non di notizie, il restante 1% dei clic (che comunque sono più di 1 milione in un anno) sono stati dispersi tra diversi tipi di contenuti. Tra tutti i settori, il più diffuso sono i post sui blog, in particolare quelli estremamente rilevanti per interessi / hobby specifici, come l’escursionismo, il trucco e l’alimentazione.

Inoltre:

  • Il 49% dei clic sui siti di e-commerce va sulle pagine dei prodotti, che includono sia le categorie che le pagine con dettagli.
  • L’intrattenimento vede la maggiore percentuale di clic (16%) sulle pagine con un video come contenuto principale (ad esempio interviste al cast o trailer di film).
  • Le offerte speciali, principalmente offerte di viaggio o hotel con prezzi a tempo/disponibilità limitati, hanno rappresentato la percentuale maggiore di clic sui siti di viaggio (53%).

Per i siti non news, quindi, emerge che i contenuti vincenti sono quelli fortemente focalizzati sugli interessi, che vengono probabilmente mostrati a un pubblico più piccolo ma più mirato.

  • Il traffico in Discover ha in genere breve durata

In linea con l’attenzione di Discover sulla proposta di contenuti freschi, la maggior parte degli URL dello studio ha ricevuto traffico solo per 3-4 giorni, con un picco che si è verificato 1-2 giorni dopo la pubblicazione.

Tuttavia, alcuni contenuti più vecchi e di tipo evergreen sono stati in grado di ottenere un traffico a più lungo termine (fino a 183 giorni), incontrando gli interessi di utenti nuovi o in evoluzione. L’autrice sottolinea che, nella sua esperienza personale, quando ha visto schede con contenuto evergreen nel suo feed Discover personale aveva “cercato su Google topic simili due o tre giorni prima”.

Il traffico di un evergreen in Discover

  • Gli utenti cliccano sui contenuti Discover

Una delle prime cose che emergono dai dati su Google Discover è l’alta percentuale di clic (CTR) per tutte le pagine analizzate, che arriva all’11%; escludendo i siti di notizie, il CTR medio scende al 6%, un valore comunque molto interessante.

La media del CTR in Google Discover

Guardando infatti le performance degli stessi 62 domini nel sistema di Ricerca tradizionale, il CTR scende al 4%, ma ci sono alcuni aspetti da considerare: “i numeri non possono essere confrontati direttamente poiché il CTR viene calcolato come clic diviso impressioni uguale CTR, mentre le impressioni in Discover vengono misurate in modo diverso rispetto alla ricerca tradizionale”.

Nello specifico, come ricorda la Guida di Google:

  • L’URL di un link registra un’impressione quando appare in un risultato di ricerca di un utente, che apre la pagina contenente questo risultato (anche se il risultato non è reso visibile nella pagina tramite scorrimento).
  • In Discover, un’impressione è conteggiata solo quando l’utente scorre una scheda per consultarla, e viene assegnata all’URL della pagina di origine.

Quindi, in definitiva, sappiamo che le pagine di Google Discover registrano percentuali di clic più elevate rispetto alla ricerca tradizionale, ma anche che questo può essere il risultato della differenza nel modo in cui vengono misurate le impressioni, piuttosto che una differenza nel comportamento dell’utente.

Come connettersi agli utenti tramite Discover

La differenza concettuale dello strumento impone quindi a chi gestisce un sito e intende intercettare questo traffico di fare un passo in avanti per comprendere cosa vogliono gli utenti. Nella ricerca tradizionale, le query fungono da punto di connessione tra il search intent – l’esigenza concreta e immediata di una persona – e il contenuto pertinente (ad esempio, l’utente ha fame, cerca [cibo vicino a me] e Google mostra i ristoranti nelle vicinanze).

Google Discover mostra i contenuti prima che si verifichi l’esigenza di un utente, “alimentati dalla forza della corrispondenza tra il contenuto di un articolo e gli interessi”, come dice sempre Big G. Senza la keyword research e i rapporti sulle query, il tradizionale processo di creazione dei contenuti è limitato, ma ci sono ancora modi per aumentare le possibilità di apparire in Discover.

Avere un sito mobile friendly

Google Discover è accessibile solo su dispositivi mobili, quindi avere un sito mobile friendly è quasi un requisito minimo per sperare di entrare nel feed: controlliamo il Rapporto Usabilità su dispositivi mobili di Google Search Console per assicurarci che non vi siano errori.

Incentrare i contenuti su entità

Gli interessi sono entità, oggetti o concetti che possono essere identificati in modo univoco e che coprono qualsiasi aspetto, come hobby, attività di nicchia, brand, persone o aziende.

Lo strumento Knowledge Graph Search di SEOZoom può essere molto utile in questo senso, perché permette di scoprire le entità riconosciute da Google e le relazioni tra loro, così da comprendere quali entity sono associate al nostro brand, settore, prodotti e quindi trovare potenziali punti di connessione con i nostri utenti.

Creare contenuti di qualità

Come già dicevamo in altre occasioni, la strada SEO per Discover è sempre la stessa: creare contenuti di qualità, che siano rilevanti, utili e soprattutto interessanti per il target ipotizzato.

Svincolati dal “volume di ricerca” e dalle tattiche SEO, possiamo scrivere contenuti un po’ più liberi, approfondendo i punti di connessione identificati e creando testi che possano davvero incuriosire gli utenti e invogliarli a leggere.

Nell’articolo su consiglia ad esempio di identificare le intersezioni e le relazioni tra i topic (ad esempio, “consigli per allenamento in casa” piuttosto che “migliori ristoranti vicino a…”), cercando di associare il contenuto agli eventi attuali.

Inserire immagini di alta qualità

Anche del tema delle immagini in Discover abbiamo già parlato, ricordando di come in questo caso funzioni davvero e in modo quasi letterale il detto “una foto vale più di mille parole”. Il miglior modo per avere una spinta sul feed è utilizzare immagini di grandi dimensioni e di alta qualità, con una larghezza di almeno 1.200 pixel, e i risultati sono concreti: secondo Google, chi ottimizza in questo modo i suoi contenuti ottiene un aumento del 5% della percentuale di clic.

Impostare una strategia video

Non bisogna infine trascurare l’impatto dei video, che hanno un’enorme presenza in Discover in linea con l’obiettivo di Google di fornire modi più visivi di trovare informazioni.
Nella ricerca di Hamilton, i video rappresentavano solo il 17% dei contenuti, ma nell’analisi non sono inclusi i dati per YouTube, che ospita la maggior parte dei video che appaiono in Google Discover. Questo fattore potrebbe essere difficile da misurare, ma la creazione di video accattivanti e l’ottimizzazione del canale YouTube potrebbero aiutare ad aumentare la presenza del nostro brand in Discover e anche nella ricerca tradizionale, poiché il 19% dei risultati di ricerca desktop include caroselli video e il 92% di questi video proviene da Youtube.