Che mese di gennaio è stato per Google e per il suo sistema di Ricerca? Leggendo gli articoli del nostro blog abbiamo già la percezione di un mese piuttosto intenso, con un’accelerazione alle operazioni arrivata ovviamente con il lancio del core update. A ricostruire in dettaglio il lavoro e le novità di Big G è l’ultimo episodio di Google Search News su Youtube, con John Mueller a raccontarci cosa è successo nel mese scorso.

Le principali novità di Google a gennaio 2020

La serie, pensata per aggiornare webmaster, editori e SEO specialist sull’ecosistema Google, arriva quindi al terzo episodio (dopo il primo TG Google di settembre e il video di novembre), che ha un indice piuttosto corposo, tanto che lo stesso Mueller ironizza dicendo “è stato un periodo impegnativo!”. Gli argomenti trattati sono infatti, tra gli altri:

John Mueller racconta le novità di Google a Gennaio 2020

Aggiornamenti alla Google Search Console

In questo mese “festeggiamo i due anni dal lancio della nuova Search Console”: creare “nuove feature per sostituire le vecchie funzionalità è stato un lungo processo, ed è stato fantastico ricevere tanti feedback da parte degli utenti”, dice il Senior Webmaster Trends Analyst di Big G.

Negli ultimi tempi, il team impegnato sulla suite ha lavorato per rendere più freschi i dati mostrati nel Discover Report (in maniera simile a quanto avvenuto per il rapporto sulle performance) e per rendere più completo il rapporto sulla Copertura. Inoltre, ci sono stati interventi anche sul sistema di comunicazione agli utenti, che ora trovano i messaggi direttamente nella sezione del Rapporto a cui fanno riferimento, così da rendere più semplice identificare e correggere i problemi segnalati.

Nuova documentazione per il mobile-first indexing

Continua a crescere il mobile first-indexing, il processo di scansione e indicizzazione con dispositivi mobile per allinearsi a quello che la maggior parte degli utenti vede quando naviga il Web; diventato dal primo luglio 2019 il sistema prioritario usato da Googlebot, in questi mesi molti siti vecchi sono stati interpretati secondo questo metodo e il bot ora è in grado di riconoscere un numero maggiore di problemi che i webmaster devono correggere.

L’obiettivo a medio-lungo termine di Google è di completare la mappatura dei siti attraverso lo smartphone agent, così da essere al passo di quello che la maggior parte degli utenti del Web vede effettivamente. Con il mobile firts index Google indicizza solo i contenuti presenti nella versione mobile delle pagine dei siti, in riferimento non solo al testo, ma anche a immagini, heading, link e dati strutturati. Mueller elenca anche dei consigli veloci da tenere a mente:

  • Le immagini sul sito devono contenere un attributo alt, essere di alta risoluzione, essere incorporate in posizione preminente nella pagina.
  • Gli annunci eventualmente presenti da mobile devono essere posizionati in modo da non bloccare il contenuto prioritario.
  • I siti che usano URL distinti (m-dot URL) devono verificare che gli URL nei dati strutturati – come breadcrumb, product, videoObjects – presenti nelle versioni per dispositivi mobili vengano aggiornati per gli URL per dispositivi mobili, così come i link hreflang.

Notizie sui dati strutturati

A proposito di dati strutturati, poi, Mueller ricorda che Google utilizza vari formati di queste marcature per comprendere meglio il contenuto delle pagine web: nelle scorse settimane, la compagnia ha deciso di non supportare più data-vocabulary.org (usato soprattutto per i breadcrumbs) a partire dal 6 aprile 2020, affidandosi in toto a schema.org.

I cambiamenti nella Ricerca Google

“Ogni anno facciamo centinaia di cambiamenti in Google Search, regolari e frequenti”, dice Mueller, che servono per garantire che gli utenti trovino informazioni “utili e pertinenti”; anche nell’ultimo periodo l’attività di quest’area è stata piuttosto vivace, con interventi come:

  • Utilizzo di BERT nella Ricerca Google, un sistema moderno con cui le macchine possono interpretare e comprendere il linguaggio umano, che serve a Google a capire meglio cosa le persone cercano per davvero e quali sono i contenuti proposti sulle pagine indicizzate.
  • January 2020 Core update per il ranking, ovvero l’aggiornamento all’algoritmo principale del motore di ricerca partito il 13 gennaio.
  • Modifiche al design visibile della Ricerca: Google ha sperimentato un nuovo look per gli utenti da desktop, simile al layout delle ricerche mobile, e prosegue nei test per migliorare anche sulla scorta dei feedback ricevuti.
  • Ridurre le duplicazioni in SERP per i featured snippet: prima, Google poteva mostrare due volte nei risultati di ricerca una pagina, sia con il link tradizionale che con il “risultato zero”, una grande anteprima del contenuto. Con l’intervento di deduplicazione dei featured snippet la pagina comparirà soltanto una volta.

Cambiamenti su Chrome

Tra le novità degli ultimi tempi, il video su YouTube segnala anche una modifica apportata a Chrome, che diventa ancora più rigido nei confronti dei siti che usano in maniera incorretta il protocollo Https e hanno contenuti misti. Ovvero, pagine messe in sicurezza con il lucchetto Https ma che presentano risorse non sicure, come immagini o elementi Javascript: “Il contenuto misto è male”, dice Mueller, e rende le pagine non sicure.

Rendering, Googlebot ha un user agent aggiornato

Una novità anche per l’attività di rendering: come già anticipato nei mesi scorsi, Google sta adottando una versione più moderna di Chrome per questa operazione e una parte di questo cambiamento è ancora in corso. In particolare, Googlebot avrà un user agent simile a quello degli utenti che usano il browser di Google e cambierà anche il suo nome/versione (quindi, i siti che identificano il passaggio del bot usando il nome preciso dovranno aggiornare le specifiche).