Ufficiale il nuovo Googlebot: cosa cambia per siti e SEO

Le indiscrezioni delle scorse settimane avevano colto nel segno, ed effettivamente Google stava testando una nuova e più efficiente versione del suo spider, come scoperto da alcuni analisti statunitensi e raccontato anche dal nostro blog. È da Mountain View che arriva la notizia ufficiale: è pronto un Googlebot più veloce ed evergreen.

Arriva il GoogleBot evergreen

La grande notizia che arriva dal post sul blog dei webmaster di Google è che il crawler di Big G ora sarà infatti in continuo aggiornamento, con un motore che gestisce l’ultima versione di Chromium, che attualmente è la v74 quando esegue il rendering delle pagine Web per la Ricerca. Da oggi, dunque, Googlebot aggiornerà regolarmente il suo motore di ricerca per assicurare il supporto alle più nuove feature delle web platform.

Uno spider sempre aggiornato e veloce

Secondo Google, questa funzione era la “richiesta numero uno” da parte di partecipanti a eventi e community sui social media rispetto alle implementazioni da apportare al bot, e dunque il team californiano si è concentrato sulla possibilità  di rendere GoogleBot sempre aggiornato all’ultima versione di Chromium, portando avanti un lavoro durato anni per intervenire sull’architettura profonda di Chromium, ottimizzare i layer, integrare e far funzionare il rendering per la Search e così via.

Cosa significa per i siti e per la SEO

In termini concreti, ora Googlebot è capace di supportare oltre mille feature nuove, come in particolare ES6 e nuove funzionalità JavaScript, IntersectionObserver per il lazy-loading e le API Web Components v1. Da Google invitano poi webmaster e sviluppatori a verificare se il sito esegue transpiling o utilizza polyfill in modo specifico per GoogleBot e, in caso affermativo, valutare se sia ancora necessario alla luce del nuovo motore, sottolineando anche che ci sono ancora alcune limitazioni, soprattutto per JavaScript.

Come spiegato da Martin Splitt, Google necessita ancora di eseguire la scansione e il rendering di JavaScript in due fasi: dapprima GoogleBot scansiona la pagina, poi ripete l’operazione per restituirla graficamente (traduzione letterale di rendering) in modo completo.

Un intervento necessario per modernizzare lo spider

Fino ad ora, GoogleBot era stato volutamente mantenuto obsoleto (per la precisione, il motore era testato su Chrome v41) per garantire che indicizzasse le pagine Web compatibili con le versioni precedenti di Chrome. Tuttavia, negli ultimi tempi era divenuto diffuso un disservizio per i siti web costruiti su moderni framework con funzionalità non supportate da Chrome 41, che quindi subivano l’effetto opposto e incontravano difficoltà.

I vantaggi del nuovo GoogleBot

Vantaggi per sviluppatori e utenti finali

La scelta di rendere evergreen GoogleBot e il suo motore di ricerca risolve questo problema e, allo stesso tempo, rappresenta una notizia positiva per gli utenti finali, che possono ora fruire di esperienze più veloci e maggiormente ottimizzate. Come ha scritto su twitter Ilya Grigorik, Web performance engineer di Google, non ci saranno più “transpiling di ES6″ o “centinaia di web features che non richiedono più il polyfilling o altre soluzioni alternative” complesse, a vantaggio anche dei tanti siti che hanno inviato lo stesso codice transpiled a tutti.

Conto alla rovescia per GoogleBot

Conto alla rovescia per il debutto del nuovo GoogleBot

Il nuovo motore di GoogleBot non è stato ancora lanciato definitivamente, ma dovrebbe essere questione davvero di poco tempo; questo perché, come spiegato da Gary Illyes, Googlebot è un pezzo di una infrastruttura condivisa e utilizzata da differenti pezzi di Google, non solo dalla Ricerca Web, ma anche da Ads, rendering e tanti altri servizi, e bisogna allineare tutti all’ultima novità prima di rilasciare definitivamente lo spider.

GM

Redazione

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