Torniamo a concentrare la nostra attenzione su temi pratici della gestione del sito e, in particolare, oggi proviamo a offrire qualche consiglio per ottimizzare la struttura del sito e curare i link interni in modo da migliorare le performance sul motore di ricerca. Anche questi aspetti infatti possono influenzare il ranking e, soprattutto, caratterizzare un’esperienza positiva per i bot e per gli utenti.

Che cos’è la struttura del sito

Riducendo all’essenza, la struttura del sito è semplicemente l’atto di organizzare un sito web: leggiamo così sulla pagina di SearchEngineJournal che ci offre lo spunto per questa riflessione. L’obiettivo di questa organizzazione è di creare un sito facilmente navigabile dagli utenti e che allo stesso tempo sia di facile scansione e interpretazione per i motori di ricerca.

Così come nel lavoro di ottimizzazione on page si presta attenzione all’organizzazione della pagina, anche attraverso l’uso dei tag di heading (H1, H2, H3e così via), nella gestione della struttura del sito si deve intervenire con ragionamenti simili.

Un sito è come una casa

Possiamo pensare al nostro sito come a una casa: nella sua versione ideale, un’abitazione ha un numero adeguato di camere, tutte facilmente accessibili.

Le pagine rappresentano le stanze, in questa analogia, e per rendere la casa vivibile dobbiamo garantire la presenza dei corridoi, che ci portano alle stanze e le rendono accessibili (in caso contrario, potremmo entrare solo da eventuali finestre esterne).

Topic e non solo keyword

Uno dei punti principali nella creazione di una struttura del sito ideale è il modo in cui organizziamo  e canalizziamo le pagine in quelli che l’articolo definisce “topic silos”, vale a dire le categorie (che non a caso definiamo spesso i “pilastri” del sito).

Ciò che bisogna ricordare è che oggi, con l’evoluzione continua dei motori di ricerca, è importante pensare alle nostre pagine e gruppi di pagine riunendole per topic e non semplicemente per parole chiave. Dobbiamo cioè individuare degli argomenti in comune, creando “un approccio olistico al targeting per pagina” e realizzare contenuti che rispondano alle domande specifiche di ciascuna parte della buyer’s journey.

Di sicuro, la keyword research è ancora un elemento cruciale nella creazione di contenuti in vista di un buon posizionamento, ma sappiamo anche che dobbiamo approcciare a questa attività cambiando mentalità e ragionando sul reale search intent delle persone individuato da Google.

Come gestire i topic: una pagina o più articoli

Questo implica che dobbiamo esser capaci di determinare quali argomenti devono essere trattati in una sola pagina/categoria e quali invece necessitano di più articoli e categorie per essere adeguatamente coperti. È un problema in cui confrontiamo spesso anche in fase di realizzazione del piano editoriale, e che può essere risolto allo stesso modo, ovvero verificando le SERP per capire come si orienta Google (anche se questa decisione può variare nel tempo).

In termini pratici, dobbiamo controllare le SERP di Google per le varie query su cui stiamo lavorando: se le risposte sono molto diverse, probabilmente è il caso di realizzare contenuti diversi. Al contrario, se le pagine dei risultati forniti sono pressoché le stesse per tutte le query, allora un contenuto unico sarà sufficiente.

Il Site Builder di SEOZoom per semplificare il processo

All’interno della nostra suite esiste uno strumento pensato proprio per guidare questo processo creativo e ridurre fin dal principio la possibilità di commettere errori strutturali che pregiudicano il rendimento: si tratta del Site Builder, che permette di creare la struttura di siti web in modo semplice e veloce, fornendo una stima preventiva dell’effettivo traffico che ogni sezione potrebbe ottenere, a cui possiamo attenerci per le nostre valutazioni.

Con questa feature possiamo creare una struttura agile e funzionale per il nostro sito, ma soprattutto avere immediatamente una visione (schematica e chiara) del traffico potenziale che possiamo raggiungere con il tipo di organizzazione impostata. Stabilire una struttura ben pianificata per il sito sin dall’inizio ci permette di creare una base più solida su cui costruire il futuro successo; senza una struttura solida, invece, gli altri sforzi SEO rischiano di non avere impatto o di non produrre i benefici potenziali.

Information Architecture, come organizzare la struttura dei contenuti

Completata la fase di ricerca e stabiliti gli argomenti principali su cui il nostro sito deve concentrarsi, ora è il momento di costruire la Information Architectur o IA, l’architettura delle informazioni del sito. Riprendendo la precedente analogia, la IA fornisce i corridoi che collegano le stanze ed è proprio con questa mentalità che dobbiamo approcciare alla sua realizzazione.

Esempio di struttura sito

Un modello standard per la struttura del sito

L’immagine precedente mostra una tipica struttura del sito: nella parte superiore c’è la home page, che generalmente è la pagina più visitata. Dalla home si diramano i silos, le categorie correlate all’argomento principale del sito, che fungono da cluster attorno ai topic su cui si concentra il sito.

Questo modello offre un vantaggio anche in termini di interpretazione dei motori di ricerca, che possono avere una migliore comprensione del focus del sito quando eseguono la scansione di questi cluster. Inserire i contenuti in sezioni di topic logici ci permette di strutturare il sito in modo che le pagine supportino sempre l’argomento generale, e questo a sua volta autorevolezza agli occhi di utenti e motore di ricerca.

Migliorare l’autorevolezza del sito

Questa strutturazione ci consente quindi di rafforzare (almeno uno) degli aspetti che compongono il paradigma EAT di Google; migliore è la capacità di un sito di affermarsi come autorità per un topic, maggiori sono le possibilità che di classificarsi bene per le query pertinenti sul motore di ricerca.

Più in generale, se un sito crea contenuti utili che rispondono alle esigenze, alle domande e alle richieste degli utenti, ci sono maggiori possibilità che le persone riconoscano al sito un apprezzamento per le competenze sull’argomento. E quindi, in caso di ulteriori domande o esigenze relative a quel topic, sarà più probabile che tornino direttamente sullo stesso sito.

I link interni per aiutare la strutturazione del sito

Uno degli elementi cruciali nella costruzione di un’architettura logica del sito è il collegamento tra le pagine, che può essere fatto sia attraverso elementi di navigazione che con i link interni nel contenuto della pagina.

I collegamenti interni sono importanti sia per gli utenti che per i motori di ricerca perché aiutano l’effettiva rilevabilità di una pagina: se una pagina non è collegata, diventa più difficile da trovare ed è meno probabile che venga sottoposta a scansione frequente, o è addirittura ignorata nel crawling.

I link interni sono importanti anche per la paginazione e aiutano il flusso di equity creato da una pagina, distribuendo la link juice e permettendo alle pagine più profonde di un sito di posizionarsi meglio per i termini connessi.

Aggiorna senza spostare le pagine

Se stiamo lavorando a un sito che ha già una certa età, gli aggiornamenti alla struttura non vanno fatti in maniera pesante e brusca. In genere, per velocizzare le operazioni si cambia l’URL fisico di una pagina spostandola all’interno delle sottodirectory del sito: questa tecnica però può avere un impatto negativo sulla SEO.

Un redirect può servire a risolvere il problema lato SEO, perché mantiene l’efficienza della juice sia per i collegamenti esterni che per gli interni, ma non è il modo migliore per creare una struttura del sito adeguata.

Usare i breadcrumb per associare le pagine alle categorie

Un modo più corretto di spostare una pagina da una categoria a un’altra è implementare correttamente il breadcrumb, con l’apposito markup; così dobbiamo solo cambiare il punto della sezione appropriata a cui vogliamo associare la pagina.

Non modifichiamo fisicamente la posizione di una pagina all’interno della struttura, infatti, ma comunichiamo ai motori di ricerca che c’è una modifica da verificare alla successiva scansione della pagina; la stessa pagina, poi, potrebbe conservare la precedente equity acquisita. Dal punto di vista dell’utente, inoltre, questa soluzione permette di continuare facilmente all’interno di questa canalizzazione.

Analizzare i competitor

Proprio come altri campi della SEO, la concorrenza è una risorsa fantastica e studiare i competitor che stanno avendo risultati migliori sui topic a cui siamo interessati ci permette di avere spunti a cui ispirarci per la nostra strategia.

Analizzare la struttura di un sito che performa bene ci potrebbe aiutare a capire qual è il modello che i motori di ricerca potrebbero favorire, e inoltre così possiamo scoprire eventuali topic ancora più ampi da coprire all’interno della nostra struttura.