Il nostro articolo quotidiano si incentra su un tema di base della SEO, ovvero il concetto di link juice o link equity. Sappiamo che i backlink sono utilizzati da Google come segnale di ranking, e secondo alcune teorie sono proprio il principale fattore per il posizionamento sul motore di ricerca, ma è importante capire come sfruttare nel modo migliore il valore che i link trasmettono per tutto il sito.

Che cos’è la link juice

L’espressione link juice è usata in ambito SEO per definire il valore e l’autorità che i link trasmettono da una pagina o un sito a un’altra pagina o sito, che viene detto anche equity, da cui il nome link equity. I motori di ricerca interpretano i collegamenti come un “voto” tra i siti, e quindi determinano che la presenza di backlink verso una pagina è segnale di contenuto di qualità, valido e da premiare con un buon ranking.

Cosa significa la link juice

Letteralmente, link juice significa succo di link ed è un’analogia con la meccanica fisica dei liquidi: immaginiamo il sito web nel suo intero come un acquedotto che si compone di vari serbatoi – le pagine – collegate tramite tubature – i link. Quando si versa un liquido in un serbatoio, il succo passa attraverso tutti i serbatoio collegati, ovviamente in modo proporzionale: nel campo SEO, i link verso una pagina distribuiscono alle pagine collegate autorità, valore ed equity – in una parola, page rank.

Come sfruttare la link equity nella strategia SEO

I concetti di link juice o link equity (in linea teorica, è bene ricordare), e il conseguente passaggio di page rank e link popularity, funzionano sia per i link interni che per i backlink esterni, perché la logica con cui Google interpreta i collegamenti non cambia. Per questo, abbiamo sottolineato varie volte l’importanza di dedicare molta cura alla gestione di questo aspetto e ad evitare errori nella linking interna tra le pagine del nostro sito, così come ovviamente è fondamentale lavorare strategicamente alla link building esterna.

Come funziona la link juice

La link juice e la link building

Conoscere il funzionamento della link juice è utile proprio per la strategia di acquisizione backlink e per non commettere errori di link building: come detto, un link in ingresso distribuisce il suo peso a cascata verso tutte le pagine collegate a quella di destinazione, ed è per questo motivo che spesso si suggerisce di puntare a ottenere link verso la home o le categorie del sito, che sono i pilastri su cui si basa il progetto online, da cui dipendono poi le altre pagine che possono beneficiare del flow, del flusso di questo juice.

Gli esempi di link juice

C’è un esempio classico che viene fornito per spiegare il meccanismo della link juice, supponendo di avere due siti competitor, A e B. A parità di altri fattori di ranking e di autorità, il sito A riceve backlink mentre il sito B non ne ha: classicamente, questa situazione determina un posizionamento migliore su Google per il primo sito a scapito dell’altro, beneficiando del trust fornito dai siti linkante.

Ma cosa succede se anche B riceve link in ingresso? Le conseguenze dipendono dalla quantità e dalla qualità del succo trasmesso dai collegamenti: nell’immagine tratta da woorank, A riceve collegamenti da quattro siti e B da due, e a loro volta i siti linkanti beneficiano di altro juice derivante da altri domini.

Come funziona il passaggio di trust ed equity

Il numero maggiore di link di A potrebbe determinare un suo miglior posizionamento nei risultati di ricerca. Ma se consideriamo invece che i siti che linkano ad A hanno anche altri collegamenti in uscita (e quindi disperdono il loro succo), mentre quelli che linkano a B non ne hanno, allora il secondo sito può sfruttare un maggior carico di link juice e quindi avere più probabilità di classificarsi più in alto su Google rispetto al competitor.

Vale la pena ribadire che questi concetti sono teorici e non confermati da Google, basati sulle teorie SEO maturate nel corso degli anni; in base a queste valutazioni, comunque, una pagina che fa partire molti link riduce la portata del flusso e trasmette meno equity alle pagine di destinazione.

Link interni, nofollow e link Sculpting

In passato, per evitare di disperdere il juice dei link si usava una tecnica manipolativa nota come link sculpting (o pagerank sculpting), ovvero l’utilizzo dell’attributo nofollow per i collegamenti tra le pagine dello stesso sito o backlink esterni, per dare più forza ai link ritenuti prioritari (che restavano in follow). In pratica, il succo del link nofollow veniva redistribuito agli altri collegamenti impostati in dofollow.

 I successivi aggiornamenti di Google hanno reso obsoleta questa strategia: secondo le ultime interpretazioni la link juice si calcola considerando tutti i link (sia follow che nofollow). In caso di tag nofollow per un link non cambia più la quota percentuale di equity trasmessa alle pagine dagli altri collegamenti, ma si azzera soltanto la parte relativa a questo specifico link.