Le evoluzioni di search intent e keyword research tool

Lo scenario delle ricerche online è in continua evoluzione, ormai dovremmo saperlo, e negli ultimi tempi i motori di ricerca, Google in testa, stanno diventando sempre più sofisticati nel comprendere quanto una pagina coincida con l’intento finale dell’utente, rendendo pertanto sempre più importante individuare il search intent anche attraverso l’utilizzo di keyword research tool e software specifici, che in alcuni casi abbiamo già incontrato in altri approfondimenti.

I keyword research tool per capire il search intent

La natura dinamica del settore della SEO richiede la capacità di pianificare e attuare strategie adattabili, ma soprattutto di tenere gli occhi aperti per intercettare i cambiamenti, provando a stare al passo con i tempi anche in termini di apprendimento continuo, in modo da ottenere riscontri concreti per i progetti online che seguiamo. Tutto è in evoluzione, come dicevamo prima: ci sono innovazioni nel modo in cui gli utenti effettuano ricerche, con l’impatto sempre più forte del mobile e quello nuovissimo dei comandi vocali, a cui si legano anche gli aggiornamenti di algoritmi da Google, per arrivare infine ai cambiamento di comportamento delle persone, l’ago della bilancia di questo processo. La sintesi è che, al momento, capire il search intent è un fattore fondamentale per cercare di posizionare i propri contenuti sui motori di ricerca, perché qualsiasi strategia SEO che ambisca al successo non può che partire da una valida ed efficacia comprensione dell’intento degli utenti.

La comprensione dell’utente è la base di una strategia SEO

Sulle differenze tra i vari tipi di query ci siamo concentrati già in precedenza, classificando le quattro “variabili” del search intent in informativo, navigazionale, commerciale e transazionale; allo stesso modo, dovrebbe ormai essere anche evidente che un’analisi della SERP consente di scoprire che cosa i motori di ricerca premiano con il ranking, ovvero come Google interpreta la parola chiave a cui siamo interessati e a quale tipo di intento dà priorità. Questo consente di eseguire una ricognizione preventiva che evita un “classico” errore: ovvero, il tentativo di posizionare la pagina di un prodotto da vendere in una query dominata da guide e risorse approfondite, o al contrario di far entrare in una SERP commerciale un articolo meramente informativo.

Oltre la keyword research: analisi competitor e studio di SERP

Questo significa che Google opera già delle decisioni di fondo sul search intent, mostrando i risultati che meglio rispondono alle esigenze più comuni di chi cerca, e quindi tentare di “forzare la mano” rischia di essere vano, oltre che dannoso per il proprio progetto. Al contrario, queste informazioni ci servono per capire come strutturare e ottimizzare la propria pagina al meglio per aiutare gli utenti a ottenere ciò che avevano in mente quando hanno digitato la query. Lo studio delle SERP e l’analisi dei competitor ci consentono anche di scoprire quale livello di qualità è stato raggiunto dagli altri contenuti, e dunque ci offre anche il termine di paragone da raggiungere per tentare di posizionare le proprie pagine

I motori di ricerca premiano i contenuti più vicini al search intent

L’ottimizzazione per i motori di ricerca dovrebbe iniziare con l’ottimizzazione dell’intento di ricerca degli utenti: SEOZoom mette a disposizione una serie di tool per la keyword research che coprono tutte le esigenze di questa attività, agevolando sia nella realizzazione di ricerche mirate, sia poi nella effettiva scrittura del contenuto. Alla base c’è la convinzione che i motori di ricerca stanno diventando più sofisticati e precisi nel misurare l’efficacia con la quale una pagina corrisponda al search intent, e si deduce che le pagine che si classificano bene sono (dovrebbero essere) quelle che meglio rispondono alla domanda posta dagli utenti.

Come fare keyword research con i tool di SEOZoom

Nella sezione keyword research di SEOZoom c’è innanzitutto il nuovo strumento per la ricerca del search intent: in pochi clic, questa funzione permette di scoprire quali sono le parole chiave che rispondono alla stessa intenzione di quella inserita e che, dunque, rispondo a una simile esigenza dell’utente che effettua la query. Facile comprendere i vantaggi di un tale keyword research tool, che permette di scegliere le parole chiave in maniera strategica presentando anche tutte le informazioni sulle singole key aggiuntive, compreso il rimando all’ultima SERP registrata dal sistema.

I tool per la keyword research

Si chiama Infinity invece il database di parole chiave di SEOZoom in continua evoluzione, anche attraverso l’inserimento manuale da parte degli utenti. In questo caso, l’utilità deriva da una serie di fattori: in primis, compaiono tutte le keyword correlate a quella inserita, ma soprattutto c’è la possibilità di indagare a fondo la composizione delle query per scoprire tutte le diramazioni della parola, dalle preposizioni più usate dagli utenti alle domande più gettonate, proposte sia sotto forma tabellare che con un grafico. Infine, con l’Interest Finder il software di SEOZoom rivela gruppi di keyword interessanti per il proprio progetto, consentendo di comprendere meglio quali siano gli aspetti specifici di un determinato argomento rispetto all’interesse degli utenti. In ottica strategica, con questo tool per la keyword research si possono ad esempio individuare in maniera intuitiva le long tail ad alto volume di ricerca per definire la pianificazione editoriale del sito web, intercettare contenuti su cui puntare per la scrittura di testi performanti, scoprire parole chiave su cui verte l’interesse delle proprie buyer personas.

GM

Redazione

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