Sappiamo che è uno dei più rivelanti elementi per attrarre i clic degli utenti dalla Ricerca, pur non essendo un fattore di ranking diretto per Google, e che ci sono alcune regole da rispettare per scriverla in modo efficace: eppure, spesso capita che la nostra meta description appaia nelle SERP di Google in modo diverso da come l’abbiamo pensata. Perché si verifica questa condizione?

Ce lo spiega John Mueller in un recente Google Webmaster Central hangout, in risposta alla domanda di un utente che voleva espressamente sapere se ci fossero modi e consigli per impedire a Google di riscrivere il meta description tag di una pagina web mostrata tra i risultati di ricerca.

Il Senior Trends Analyst Webmaster della compagnia americana conferma innanzitutto che Google non utilizza sempre la meta descrizione di una pagina così come scritta e fornita, e ci spiega rapidamente i motivi più probabili.

In generale, per Google le meta descrizioni servono ad aiutare gli utenti a capire se e in che modo una determinata pagina è rilevante e pertinente per ciò che hanno cercato. Quindi, il motore di ricerca interviene in modo autonomo a riscrivere lo snippet mostrato in SERP quando si verificano alcune circostanze.

I motivi più probabili

Secondo Mueller, ci sono almeno tre motivi che spingono Google a formulare diversamente la meta description prodotta da un sito:

  • Il testo fornito non è pertinente o utile (ad esempio, è solo un elenco di keyword).
  • La stessa identica meta descrizione è usata su un gran numero di pagine.
  • La meta description non corrisponde a ciò che l’utente sta cercando, ma il contenuto della pagina è invece pertinente alla query e al search intent.

Come evitare che Google riscriva le meta description

Mueller spiega che non c’è un metodo certo e valido per evitare la riformulazione dello snippet – che comunque viene eseguita a vantaggio del sito, perché migliora le informazioni fornite in SERP rendendole più vicine alle esigenze reali degli utenti.

A volte, questo elemento è completamente fuori dalla possibilità di intervento del proprietario del sito e, allo stesso tempo, non c’è un metodo per convincere Google a utilizzare nel 100 per cento dei casi la meta descrizione fornita.

Quello che si può fare, quindi, è ottimizzare il lavoro su questo campo e provare a fare in modo che Google mostri più spesso la meta descrizione desiderata.

I consigli per migliorare le meta descrizioni

Se nella produzione del contenuto rispettiamo questi tre specifici criteri, dice John Mueller, esiste un’alta probabilità che Google utilizzi le meta descrizioni che abbiamo fornito. In particolare:

  • Le meta description sono uniche e singolari per ogni pagina.
  • Sono sufficientemente brevi da adattarsi allo snippet dei risultati di ricerca.
  • Corrispondono a ciò che gli utenti generalmente cercano quando accedono a quella pagina specifica.

Perché Google cambia le meta description

Eppure, prosegue il Googler, anche se soddisfiamo precisamente tutti i criteri sopra indicati, Google potrebbe comunque decidere di mostrare una meta descrizione diversa.

C’è un motivo pratico per cui si verifica questa situazione e, come dicevamo prima, la riformulazione può essere un vantaggio per il sito. Ad esempio, se una persona effettua una query particolarmente oscura o molto specifica, che corrisponde solo a una porzione piccola del contenuto della nostra pagina web, Google probabilmente interverrà per risolvere il problema, sovrascrivendo la meta descrizione che noi avevamo originariamente fornito con quel frammento di testo.

Questo significa che l’algoritmo di Google legge e interpreta il nostro contenuto globale e trova le informazioni richieste dall’utente, anche se la nostra pagina ha probabilmente un focus diverso e più ampio (così come la meta description originale), e modificando lo snippet aumenta le nostre opportunità di esser scelti come risultato migliore e pertinente.

Come gestire le meta description modificate

In definitiva, quindi, cosa conviene fare quando Google modifica le nostre meta description? Ovviamente, la prima regola è verificare se abbiamo lavorato bene e non abbiamo commesso errori gravi come quelli indicati da Mueller.

In caso positivo, se troviamo meta descrizioni riformulate in SERP abbiamo due opzioni davanti a noi: se si tratta di query di basso volume e scarso impatto – e se la pagina comunque ha un buon CTR da Google per altre ricerche – meglio non perder tempo e concentrarsi su altre ottimizzazioni.

Quando conviene riscrivere la meta description

Se invece la “nuova” query intravista da Google all’interno del nostro contenuto è interessante e proficua (keyword ad alto volume di ricerca e bassa competitività che non avevamo valutato bene nella fase di keyword research), allora potrebbe essere utile modificare la meta description e renderla più pertinente possibile a questo nuovo focus, ragionando nel caso anche su interventi più massicci sul contenuto onpage. Ovviamente, questo significa anche valutare l’attuale CTR e volume di traffico prodotti dalla pagina, per evitare di peggiorare i nostri rendimenti.