Ogni anno “apportiamo migliaia di miglioramenti a Google, dal perfezionamento della nostra capacità di comprendere il linguaggio a nuove funzionalità che organizzano le informazioni in modi utili”: si apre così l’approfondimento che Mountain View ha dedicato alle notizie emerse da Search On, un evento trasmesso qualche giorno fa in live streaming per raccontare gli ultimi aggiornamenti che riguardano il complesso sistema della Ricerca Google, caratterizzati dall’utilizzo crescente dell’Intelligenza Artificiale – AI – per “aiutare le persone a capire il mondo che li circonda”.

Google BERT ora attivo su tutte le query in inglese

Il primo annuncio riguarda Google BERT: al momento del lancio, quasi esattamente un anno fa, fu presentato come un algoritmo in grado di impattare su quasi il 10 per cento di tutte le query, ma in realtà “BERT è ora utilizzato in quasi tutte le query in inglese, aiutandoti a ottenere risultati di qualità superiore per le tue domande”.

Non c’è molto da fare di diverso per ottimizzare i contenuti del sito per Google BERT, perché l’obiettivo resta offrire informazioni utili e di qualità agli utenti: ciò che cambia e progredisce è la capacità di Google di comprendere questi contenuti e il modo in cui sono correlati alla query dell’utente.

Un nuovo algoritmo per ridurre gli errori di ortografia

È un post specifico di Prabhakar Raghavan (Senior Vice President, Search & Assistant, Geo, Ads, Commerce, Payments & NBU della compagnia) a fornire qualche dettaglio aggiuntivo sui miglioramenti della Ricerca, orientati ad aumentare “la nostra capacità di comprendere la tua query e classificare i risultati pertinenti per quella query”.

Va in questa direzione il nuovo algoritmo di comprensione e correzione ortografica, che aiuta Google a capire il contesto delle parole con errori di ortografia, così da consentire di rispondere con i risultati giusti “in meno di 3 millisecondi”, fornendo suggerimenti mirati e migliorando la qualità dell’esperienza in maniera notevole.

 Secondo Raghavan, “una query su 10 ogni giorno viene scritta in modo errato”, ma grazie a questo nuovo sistema, che utilizza una rete neurale profonda, Google ha migliorato “in modo significativo la capacità di decifrare i misspelling”, e questa “singola modifica apporta un miglioramento all’ortografia maggiore rispetto a tutti i nostri miglioramenti negli ultimi cinque anni”.

Correzione dei misspelling grazie all'AI di Google

Google ora classifica i passaggi del testo

Un altro grande punto di svolta sta nell’abilità di comprendere il testo ed estrapolarne le parti significative per la query dell’utente: ora infatti Google è “in grado non solo di indicizzare le pagine web, ma anche i singoli passaggi delle pagine”, interpretando meglio la pertinenza di passaggi specifici e non solo la pagina complessiva “per trovare quelle informazioni specifiche, l’ago in un pagliaio, che stai cercando”.

Ricerche molto specifiche possono essere molto difficili da ottenere correttamente, scrive il Googler, “poiché a volte la singola frase che risponde alla tua domanda potrebbe essere sepolta in profondità in una pagina web”. Come si vede dall’immagine (tratta dall’articolo di Google, così come le altre in pagina), grazie alle nuove capacità di comprensione, Google può capire che il passaggio specifico (destra) è molto più pertinente per una query specifica rispetto a una pagina più ampia su quell’argomento (sinistra).

La nuova comprensione dei passaggi nella Ricerca

Questa tecnologia migliorerà il 7 per cento delle query di ricerca in tutte le lingue quando sarà pienamente operativa per tutte le versioni di Google e potrebbe essere un’evoluzione critica per la SEO, perché potenzialmente amplia il numero di pagine che concorrono al ranking per gli stessi topic (senza neppure essere ottimizzate esattamente per quella keyword).

Come funziona l’identificazione dei passaggi e cosa significa per la SEO

A quanto si apprende per ora – in particolare su Search Engine Land – l’individuazione e classificazione dei passaggi avviene grazie a una modifica al sistema di ranking stesso, e non al metodo di indicizzazione: Google continuerà cioè a indicizzare pagine complete, ma i suoi sistemi prenderanno in considerazione anche il contenuto e il significato dei passaggi nel determinare ciò che è più rilevante per una query, mentre in precedenza guardavano essenzialmente alla pagina nel suo complesso.

In concreto, se prima a fare la differenza per la pertinenza erano forti segnali della specificità di una pagina – come il titolo – ora potrebbe assumere ancora più valore la gestione degli heading dei paragrafi, che potrebbe aiutare Google a individuare quella singola sezione del testo che si abbina in maniera precisa alla query e all’intento dell’utente, anche se la rimanente parte del contenuto parla di altro e si allontana da quel topic.

Questo processo è diverso da quello che avviene con i featured snippet, che sono porzioni di testo estrapolate da una pagina che i sistemi di Google hanno valutato come pertinente per la query nella sua interezza, e che rappresentano quindi il passaggio più pertinente di un contenuto che di per sé è rilevante.

Subtopic e argomenti secondari

L’articolo annuncia anche un’altra novità interessante, in arrivo entro la fine dell’anno: la suddivisione dei contenuti in subtopic, argomenti secondari che aiutano gli utenti ad approfondire un determinato interesse.

Grazie all’applicazione di reti neurali, il motore di ricerca riesce a comprendere tutti i sotto topic collegati all’argomento principale e a fornire “una maggiore diversità di contenuti quando si cerca un tema ampio”.

Google identifica i subtopic

Come si vede nella gif, se cerchiamo attrezzature per esercizi a casa “ora possiamo comprendere argomenti secondari pertinenti, come attrezzature economiche, scelte premium o idee per piccoli spazi e mostrare una gamma più ampia di contenuti per te nella pagina dei risultati di ricerca”.

Comprensione dei momenti chiave nei video

Utilizzando un nuovo approccio basato sull’intelligenza artificiale, ora Google è capace di “comprendere la semantica profonda di un video e identificare automaticamente i momenti chiave”, avviando la riproduzione da quell’esatto momento anche senza la segnalazione manuale con i tag dei creatori del video.

I momenti chiave nei video direttamente in Google Search

Questa evoluzione “ci consente di taggare quei momenti nel video, in modo da poterli navigare come i capitoli di un libro: che tu stia cercando quell’unico passaggio in un tutorial di ricette o l’home run vincente in un reel dei momenti salienti, puoi trovare facilmente quei momenti”.

Anziché classificare interi video sulla base dell’argomento generale, Google potrà analizzare in dettaglio i video, assegnare un tag a ciascuna sezione per descrivere di cosa tratta e quindi spedire gli utenti direttamente a quelle sezioni di un video. La tecnologia è già in corso di sperimentazione e “prevediamo che entro la fine del 2020 sarà utilizzata nel 10 per cento delle ricerche su Google”.

Comprensione più profonda grazie ai dati

Dal 2018 Google lavora “al Data Commons Project, un database open knowledge di dati statistici avviato in collaborazione con US Census, Bureau of Labor Statistics, World Bank e molti altri”, perché “a volte il miglior risultato di ricerca è una statistica, ma spesso le statistiche sono sepolte in grandi set di dati e non facilmente comprensibili o accessibili online”.

E quindi, l’unione di questi dataset “è stata un primo passo e ora stiamo rendendo queste informazioni più accessibili e utili tramite Ricerca Google”.

Nuove funzioni per le statistiche

In pratica, se eseguiamo una query come quante persone lavorano a Chicago il motore di ricerca utilizza “l’elaborazione del linguaggio naturale per associare la tua ricerca a un insieme specifico dei miliardi di punti dati in Data Commons e fornire le statistiche giuste in un formato modo visual e facile da capire”.

Per permettere di esplorare facilmente l’argomento in modo più approfondito, ci saranno “anche altri punti di dati e contesto rilevanti, come le statistiche per altre città”.

In pratica, questa funzione è una specie di featured snippet, che ignora la pagina web di provenienza e mostra la statistica direttamente nel risultato della ricerca, come risposta a una domanda, offrendo però anche la possibilità di scoprire e ricercare l’argomento in modo più approfondito.

Accesso a informazioni di alta qualità durante COVID-19

Continua anche il lavoro sulle informazioni in tempo reale, per aiutare gli utenti “a navigare nel tuo mondo e fare le cose in modo più sicuro ed efficiente”. Un primo esempio concreto riguarda il livello di busyness di un’attività, ovvero gli orari di punta, per aiutare le persone a mantenere il distanziamento ed evitare luoghi troppo affollati.

Inoltre, Google ha aggiunto una nuova funzione a Live View per “aiutarti a ottenere informazioni essenziali su un’azienda prima ancora di entrare”.

Queste modifiche si sono rese necessarie alla luce dello stravolgimento causato dal Coronavirus, come spiega sempre Google in un altro post: “Gli algoritmi dei tempi di Google Maps sono stati a lungo in grado di identificare i modelli di affollamento e gli orari di punta per un luogo, ma con le misure di distanziamento sociale stabilite e le attività che regolano gli orari o addirittura chiudono temporaneamente a causa di COVID-19, i nostri dati storici non erano più affidabili nel prevedere quali sarebbero le condizioni attuali”.

Gli orari di punta in Google

E dunque, “per rendere i nostri sistemi più agili, abbiamo iniziato a privilegiare i dati più recenti rispetto alle precedenti quattro-sei settimane per adattarci rapidamente ai modelli mutevoli degli orari di punta e delle informazioni sull’affollamento in tempo reale, con l’intenzione di portare a breve un approccio simile ad altre funzionalità, come i tempi di attesa”.

Affollamento in tempo reale

Sempre con lo stesso obiettivo, Google sta anche “aggiungendo informazioni sulla sicurezza COVID-19 in primo piano sui profili aziendali in Ricerca Google e Maps”, che aiuterà a sapere “se un’attività ti richiede di indossare una mascherina, se devi prenotare in anticipo o se il personale sta adottando ulteriori precauzioni di sicurezza, come i controlli della temperatura”. Inoltre, grazie alla tecnologia di conversazione Duplex, “le attività commerciali locali possono mantenere aggiornate le proprie informazioni online, come gli orari di apertura e l’inventario dei negozi”.

Solo nell’ultimo anno “Duplex è stato utilizzato per apportare più di 3 milioni di aggiornamenti ad attività come farmacie, ristoranti e negozi di alimentari, che sono stati visti oltre 20 miliardi di volte in Maps e nella Ricerca”.

Aiutare il giornalismo di qualità attraverso la ricerca avanzata

Continua anche l’impegno di Google verso il giornalismo, che si è esplicitato nei giorni passati con il lancio del nuovo Google News Showcase e con il supporto a Journalist Studio, “la nostra nuova suite di strumenti per aiutare i giornalisti a svolgere il loro lavoro in modo più efficiente, sicuro e creativo attraverso la tecnologia”.

L’ultima novità si chiama “Pinpoint, un nuovo strumento che porta la potenza della Ricerca Google ai giornalisti”, consentendo loro di “vagliare rapidamente centinaia di migliaia di documenti” e di identificare e organizzare automaticamente entità come “persone, organizzazioni e località citate più di frequente”. Per Google, infatti, “il giornalismo di qualità deriva spesso da progetti investigativi a lungo termine, che richiedono un lavoro dispendioso in termini di tempo che vagliano enormi raccolte di documenti, immagini e registrazioni audio”, che la tecnologia può semplificare e ottimizzare.

Aggiornamenti a Google Lens per ricerche più visive

Per molti temi “vedere è la chiave per la comprensione”, scrive Prabhakar Raghavan, e in effetti Google da tempo sta spingendo sul lato visual, sia con la ricerca immagini che con video e altri strumenti: un nuovo approdo sono le funzionalità di Lens e AR nella Ricerca Google, che “ti aiutano a imparare, fare acquisti e scoprire il mondo in modi nuovi”.

Ad esempio, con Lens ora è possibile “ottenere assistenza passo dopo passo per i compiti su problemi di matematica, chimica, biologia e fisica”, un supporto per chi sta affrontando le sfide dell’apprendimento da casa. Il distanziamento sociale ha anche “cambiato radicalmente il modo in cui facciamo acquisti, quindi stiamo rendendo più semplice acquistare visivamente ciò che stai cercando online, sia che tu stia cercando un maglione o desideri dare un’occhiata più da vicino a una nuova auto, ma non puoi visitare uno showroom”.

Canticchia un motivetto a Google per riconoscere la canzone

Un’altra funzione in corso di debutto – di portata molto più leggera – riguarda la possibilità di canticchiare un motivetto all’app Google (cliccando sull’icona del microfono o sul pulsante Cerca un Brano, Search a Song) per scoprire finalmente come si chiama la canzone che ci è rimasta in testa o che abbiamo appena ascoltato.

Ricercare un motivo canticchiandolo a Google

I modelli AI del motore di ricerca riescono ad abbinare la melodia alla canzone giusta – anche se siamo stonati – offrendo vari risultati in risposta, con indicazione della percentuale di abbinamento.

Ciò che rende differente Google Search

In conclusione di questa lunga panoramica sull’evoluzione della Ricerca, Prabhakar Raghavan dedica una riflessione sui tratti che rendono Google Search un motore di ricerca diverso e distinto dagli altri, che “aiuta a trovare esattamente quello che stai cercando”, soprattutto ora, perché “non c’è mai stata più scelta nel modo in cui le persone accedono alle informazioni e dobbiamo sviluppare costantemente una tecnologia all’avanguardia per garantire che Google rimanga il modo più utile e più affidabile per effettuare ricerche”.

Sono quattro gli elementi chiave che costituiscono la base di tutto il lavoro per migliorare la ricerca e rispondere a trilioni di domande ogni anno, e che rendono Google “utile e affidabile per le persone che vengono da noi ogni giorno per trovare informazioni”.

Comprensione di tutte le informazioni del mondo

Il primo fronte del lavoro di Google è “la comprensione profonda di tutte le informazioni del mondo, sia che queste informazioni siano contenute in parole su pagine web, in immagini o video, o anche nei luoghi e negli oggetti intorno a noi”.

Grazie agli investimenti nell’Intelligenza Artificiale, “siamo in grado di analizzare e comprendere tutti i tipi di informazioni nel mondo, proprio come abbiamo fatto indicizzando le pagine web 22 anni fa. Stiamo spingendo i confini di ciò che significa capire il mondo, quindi prima ancora che digiti una query, siamo pronti ad aiutarti a esplorare nuove forme di informazioni e approfondimenti mai prima disponibili”.

Informazioni di altissima qualità

Le persone si affidano alla Ricerca per ottenere informazioni di altissima qualità disponibili e “il nostro impegno per la qualità è sempre stato ciò che distingue Google sin dal primo giorno”. Ogni anno “lanciamo migliaia di ottimizzazioni per migliorare la Ricerca e testiamo rigorosamente ciascuna di queste modifiche per assicurarci che le persone le trovino utili”. I “nostri fattori di ranking e le nostre politiche vengono applicati in modo equo a tutti i siti Web e questo ha portato a un accesso diffuso a una varietà di informazioni, idee e punti di vista”.

Stretta su privacy e sicurezza

Per proteggere le persone e i loro dati, Google sta investendo su “privacy e sicurezza di prim’ordine: abbiamo guidato il settore nel proteggerti durante la ricerca con Navigazione sicura e protezione antispam”, e “crediamo che la privacy sia un diritto universale”, per cui “ci impegniamo a fornire a ogni utente gli strumenti di cui ha bisogno per avere il controllo”.

Accesso aperto per tutti

In ultimo, Google si impegna a garantire un accesso aperto a tutti: “il nostro obiettivo è aiutare il web aperto a prosperare, inviando più traffico al web aperto ogni anno da quando è stato creato Google”.

Come ricorda Prabhakar Raghavan, “Google è gratuito per tutti, accessibile su qualsiasi dispositivo, in più di 150 lingue in tutto il mondo e continuiamo a espandere la nostra capacità di servire le persone ovunque”, di modo che “ovunque tu sia, qualunque cosa tu stia cercando, che tu sia in grado di cantarla, scriverla, dirla o visualizzarla, puoi cercarla con Google”.