Torna il nostro approfondimento dedicato all’elenco degli errori più comuni, e allo stesso tempo critici, che possono essere commessi nella gestione di un sito e dei suoi contenuti di vario tipo: oggi completiamo il discorso sulla meta description, che nel precedente articolo di qualche giorno fa abbiamo definito “il più noto fattore di ranking indiretto” utilizzato da Google per le sue SERP.

Si tratta quindi di un parametro particolarmente delicato che mette insieme competenze tecniche e di scrittura persuasiva, e che quindi chiama in causa direttamente l’abilità di un copywriter SEO: quando efficace, la meta descrizione può aiutare a portare utenti, e quindi traffico, al sito attraverso i clic sulle pagine dei risultati di ricerca, mentre in caso contrario può determinare la scarsa riuscita di un contenuto onpage altrimenti valido.

1.     Non curare la scrittura della meta description

Possiamo sintetizzare quello a cui abbiamo accennato prima in una espressione: bisogna scrivere meta description di qualità (torna quindi il termine qualità, che per Google ha un valore fondamentale quando si parla di contenuti), che in questo caso assume vari significati.

Le meta descrizioni devono essere veramente espositive, composte da testi di senso compiuto, con frasi comprensive e coerenti con il contenuto della pagina. La scrittura deve essere scorrevole e naturale, e quindi la description non deve essere un semplice elenco di parole o, peggio, di keyword manipolative o presunte tali.

Non dobbiamo mai dimenticare che la descrizione serve a invogliare l’utente ad aprire la pagina quando trova il risultato in SERP, quindi bisogna pensare al lettore e alle parole che possono convincerlo a preferire il nostro contenuto anziché un altro mostrato da Google.

2.     Attenzione alla lunghezza della meta description

La lunghezza della meta description è uno dei fattori più critici, in genere, perché le teorie sono varie e, di fondo, non esiste un valore unico e sempre valido: sappiamo che esiste una forbice consigliata dall’esperienza – tra i 145 e i 160 caratteri – ma in realtà Google specifica che “non esistono limiti di lunghezza per una meta descrizione, ma gli snippet dei risultati di ricerca vengono troncati a seconda delle necessità, in genere per adattarli alla larghezza dei dispositivi”.

Il consiglio quindi è di limitarsi ai 160 caratteri, cosa che di consueto rende meno probabile un intervento modificatore dell’algoritmo del motore di ricerca. Inoltre, scrivere una meta description troppo lunga rischia anche di non risultare convincenti per gli utenti, oltre che di essere automaticamente stroncati da Google.

Consigli per scrivere una meta description efficace per la SEO

Sintetizziamo quello che abbiamo delineato fin qui: le meta description sono un breve riepilogo, di due frasi al massimo, una presentazione pertinente al tema di una pagina specifica del sito, che può servire a convincere l’utente che il contenuto proposto è esattamente quello che cerca e di cui ha bisogno.

È quindi un campo a cui dedicare molta attenzione (anche se non compaiono direttamente in pagina e non sono visualizzate dai lettori del sito) perché può essere l’elemento che fa la differenza nei risultati di ricerca di Google, e quindi è utile per migliorare la qualità e la quantità del traffico di ricerca.

Linee guida per ottimizzare le meta descrizioni

Per migliorare la scrittura delle meta description per la SEO possiamo seguire questi semplici consigli:

  • Scrivere testi naturali e scorrevoli.
  • Creare una presentazione interessante e coinvolgente.
  • Uniformare lo stile e il tono usati nel sito;
  • Aggiungere una call to action per spingere l’utente al clic.
  • Non limitarsi nell’uso di numeri, simboli, emoji e caratteri speciali, se funzionali agli obiettivi e alla pagina.
  • Usare parole chiave in modo ponderato, coerente con il topic e adeguate al search intent.

3.     Non compilare la meta description

Rispetto ad altre tipologie di contenuti, non scrivere una meta description è un errore di minore entità, perché come detto Google può interpretare il contenuto onpage e generare una descrizione automatica da mostrare in SERP (e lo fa anche quando ritiene che il parametro non sia in linea con la query, troppo lungo o comunque poco efficace).

Ad ogni modo, è comunque preferibile creare descrizioni che illustrano in modo preciso la pagina specifica e, se non si riesce a gestire tutte le pagine, impostare una priorità per i tuoi contenuti e almeno realizzare meta description per gli URL essenziali, come la home page o le pagine più visitate e strategiche per la propria attività.

4.     Usare meta description duplicate

Ben più rilevante è differenziare le descrizioni delle varie pagine, e questo dipende proprio dalla natura e dagli obiettivi che si raggiungono con questo campo: le meta description servono a sintetizzare il contenuto della pagina, e quindi scrivere descrizioni identiche o simili per ogni pagina di un sito significa non fornire indicazioni precise ai lettori. Agendo in questo modo, inoltre, è molto probabile che Google intervenga per correggere e modificare il testo mostrato in SERP.

Il consiglio pratico: generare le descrizioni tramite programmazione

L’attenzione alla scrittura di una meta descrizione accurata e unica risulta più semplici per siti dove ogni articolo è scritto a mano, perché il copy deve semplicemente aggiungere una frase sintetica del contenuto. Diverso è il caso dei siti che hanno database enormi, come gli aggregatori di prodotti, per i quali la compilazione manuale è gravosa o addirittura impossibile: la possibilità a disposizione è generare descrizioni a livello di programmazione.

Anche se si sceglie questo percorso, comunque, bisogna mantenere le descrizioni ben distinte e facilmente leggibili dall’utente, usando i dati specifici di una pagina sono ideali per la generazione a livello di programmazione ed evitando lunghe stringhe di parole chiave, che non forniscono agli utenti una chiara idea dei contenuti della pagina.

 

5.     Non ottimizzare le informazioni fornite

C’è un’altra aggiunta importante da fare: la descrizione può essere il punto ideale per inserire informazioni sulla pagina, a patto di codificare in modo adeguato tali dettagli per migliorare il relativo rich snippet mostrato. È sempre la guida di Google a spiegare meglio questo aspetto: “Notizie o post su blog possono indicare l’autore, la data di pubblicazione e informazioni sulle fonti, e in tal modo i potenziali visitatori otterranno informazioni molto pertinenti che altrimenti non potrebbero essere visualizzate nello snippet”.

Allo stesso modo, “nelle pagine dei prodotti, le informazioni chiave (prezzo, età, produttore) possono essere distribuite in tutta la pagina”, e “una meta descrizione accurata raggruppa tutti questi dati”.