“Siamo felici di annunciare una nuova versione dello Strumento per le rimozioni” in Google Search Console: è con queste parole che si apre il post sul Webmaster Central Blog che descrive il rinnovato tool a disposizione di webmaster e SEO che usano la suite targata Google.

Le funzioni dello Strumento per le rimozioni

Sono tre le funzionalità principali di questo strumento, che ovviamente interviene solo sui siti di proprietà e verificati:

  1. Nascondere temporaneamente gli URL del sito dai risultati di ricerca.
  2. Consultare le richieste di rimozione di contenuti obsoleti.
  3. Visualizzare gli URL bloccati dal SafeSearch.

Come bloccare provvisoriamente gli URL del sito

Google offre la possibilità di nascondere in modo temporaneo e provvisorio le pagine di un sito dai risultati di Ricerca. Si tratta di una opportunità utile in alcune circostanze, come ad esempio quando vogliamo rimuovere rapidamente un URL dalla Ricerca Google (per poi trovare una soluzione definitiva) o quando – dopo aver rimosso i contenuti sensibili da una pagina – intendiamo eliminarli dai risultati di ricerca senza rimuovere la pagina intera.

Possiamo scegliere tra due tipi di azione: nascondere l’URL dai risultati della Ricerca Google e cancellare la copia cache della pagina, oppure cancellare la pagina memorizzata nella cache e lo snippet di descrizione fino a quando la pagina non viene nuovamente sottoposta a scansione.

Quanto dura la rimozione

L’URL da rimuovere può riguardare una pagina web o un’immagine e una richiesta di successo dura circa sei mesi, un periodo che dovrebbe essere sufficiente a studiare una soluzione permanente per il problema.

È bene chiarire che la rimozione temporanea non elimina contenuti da Internet ed è valido solo per Google (non per altri motori di ricerca), ma soprattutto non cancella per davvero l’URL dall’Indice di Google e serve solo a nasconderlo dai risultati di ricerca per un semestre. Per rimuovere l’URL in modo definitivo bisogna attuare un altro metodo, come mettere la pagina in 404, usare una password, vietare l’indicizzazione con meta tag noindex e così via.

Note importanti sullo strumento

Inoltre, le linee guida dello strumento chiariscono che il blocco di un URL non impedisce a Google di eseguire la scansione della pagina né, quindi, la creazione di una nuova copia cache prima che la pagina sia rimossa o protetta tramite password. Al termine del periodo, la pagina potrà riapparire nei risultati di ricerca. Allo stesso tempo, se l’URL non può essere raggiunto, Google presume che la pagina sia stata rimossa e la richiesta di blocco decade: tutte le pagine individuate in un secondo momento saranno considerate come pagine nuove e potrebbero comparire nei risultati della Ricerca.

Gestire i contenuti obsoleti

Attraverso il tool è poi possibile leggere la cronologia delle richieste effettuate tramite lo strumento “Rimuovi contenuti obsoleti” della GSC negli ultimi sei mesi, che consente agli utenti comuni (anche non ai proprietari del sito) di segnalare quando la Ricerca Google mostra informazioni che non sono più presenti effettivamente sulle pagine di un sito.

Da questa schermata possiamo quindi scoprire gli URL interessati, la data e il tipo di richiesta (rimozione copia cache o rimozione della pagina stessa) e soprattutto stato della richiesta.

Pagine segnalate come contenuti per adulti

La terza funzione è relativa al filtro SafeSearch nella Ricerca e mostra una cronologia delle pagine del sito segnalate dagli utenti di Google come contenuti per adulti attraverso gli appositi suggerimenti. Google esamina le richieste e, in caso di conferma, contrassegna gli URL come “contenuti per adulti”, nascondendoli dalle SERP per gli utenti che hanno il filtro attivo.

Da questa schermata possiamo ottenere informazioni sulle pagine incriminate e sullo stato della verifica di Google, semplificando quindi le operazioni in caso di problemi con contenuti per adulti (reali o presunti).