Come creare un sito conforme alle indicazioni SEO di Google

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Dopo l’approfondimento sulla black hat SEO, continuiamo la nostra immersione nei comportamenti sbagliati e scopriamo insieme quali sono le linee guida che Google dedica a questo argomento. In particolare, faremo riferimento ai consigli per la Procedura di creazione di un sito conforme alle indicazioni di Google e ai comportamenti da evitare segnalati dal team di Mountain View: una sorta di lista di do’s and dont’s redatta direttamente dai Googler.

Le istruzioni di Google per creare un sito ottimizzato SEO

Come sappiamo, Google dedica molta cura nell’indirizzare i professionisti SEO, gli sviluppatori e i proprietari di siti verso un uso etico del Web e dei siti, e anche nelle linee guida della Search Console o nei webmaster tools che offre ci sono indicazioni specifiche sulle cose da fare e sulle strategie da evitare per non incappare in penalizzazioni.

Nello specifico, l’articolo nella guida di GSC comincia con il delineare le indicazioni da seguire per un sito che rispetta i canoni di Google sulla struttura, sulla qualità e sugli aspetti tecnici.

1.     Fornire le giuste informazioni agli utenti

Il primo consiglio serve a ricordare qual è l’obiettivo di Google e, strettamente collegato, anche di un sito: fornire ai visitatori le informazioni che stanno cercando, proponendo contenuti di alta qualità sulle pagine del sito, sin dalla home page, definita l’aspetto più importante nonché porta di ingresso di tutto il progetto.

Questa indicazione non ha solo uno spirito filosofico: se le pagine contengono informazioni utili, possono attirare molti visitatori e spingere altri webmaster a inserire un link verso il sito, creando una link building naturale.

Studiare i contenuti e le parole chiave

In termini pratici, un sito utile e ricco di informazioni può essere creato inserendo pagine che descrivano in modo chiaro e accurato l’argomento trattato ed elaborando delle keyword research strategiche, pensando alle parole che gli utenti potrebbero digitare per cercare le pagine del sito e includendole nella creazione degli articoli.

2.     Essere linkato da altri siti

Il secondo consiglio SEO di Google è in realtà già contenuto nel precedente: le linee guida invitano ad assicurarsi che altri siti contengano link al tuo sito, confermando l’importanza dei collegamenti per il ranking e il valore della link building.

Google ribadisce il valore della link building

Nello specifico, c’è scritto che “i link aiutano i nostri crawler a trovare il tuo sito e a fornirgli maggiore visibilità nei nostri risultati di ricerca“, e si descrive sinteticamente il processo. Quando un utente effettua una query, Google restituisce i risultati di una ricerca usando “sofisticate tecniche di abbinamento testuale per visualizzare pagine importanti e pertinenti per ogni ricerca”; un collegamento diventa allora “un voto per la pagina A da parte della pagina B”, e i voti delle pagine già ritenute “importanti” hanno un peso maggiore e contribuiscono a rendere le altre pagine “importanti”.

L’algoritmo valuta solo i link naturali

Tornando a quanto dicevamo anche a proposito di errori nell’acquisizione backlink e metodi per scrivere un articolo per la link building, solo i link naturali sono utili per l’indicizzazione e il posizionamento del tuo sito, e Google dedica molta attenzione a individuare i collegamenti non naturali grazie ai suoi sofisticati algoritmi. Per il motore di ricerca, sono naturali i link che si sviluppano come parte della dinamica del Web, quando altri siti trovano validi i contenuti altri e li ritengono utili per i loro visitatori, mentre non naturali sono quei link inseriti unicamente per aumentare la popolarità di un sito.

3.     Creare un sito accessibile

Non mancano poi i riferimenti all’user experience e alla necessità di rendere un sito semplice, navigabile e accessibile: il primo consiglio è di costruire il sito con una struttura di link logica, rendendo ogni pagina raggiungibile da almeno un link testuale statico per evitare le pagine orfane.

Tecniche per semplificare la scansione e l’indicizzazione

Nell’ottica di semplificare l’attività degli spider come Googlebot, poi, Google invita a usare un browser di testo come Lynx per esaminare il sito e di prestare attenzione a funzioni come JavaScript, cookie, ID di sessione, DHTML o Macromedia Flash, che potrebbero impedire di visualizzare l’intero sito e creare quindi problemi anche alla successiva indicizzazione.

4.     Evitare tattiche SEO scongliate

Veniamo infine alla parte più pratica, quella delle tecniche da evitare per avere un sito meritevole agli occhi di Google. L’elenco di queste attività da “pollice verso” non è molto esteso e, in alcuni casi, fa riferimento a errori che abbiamo già incontrato in altre occasioni.

Ad esempio, Big G invita a non abusare di keyword stuffing e di non riempire una pagina con elenchi di parole chiave, a non fare cloaking di pagine e a non creare pagine specifiche per il crawler e diverse per gli utenti. Se il sito “contiene pagine, link o testo che non desideri vengano visualizzati dai visitatori del sito”, dice la guida, “Google prende in considerazione questi link e le pagine ingannevoli e potrebbe ignorare il tuo sito”.

Le attività SEO da non fare secondo Google

La lista di cose da non fare e strategie sconsigliate include un punto su come ottimizzare le immagini per la SEO, e in particolare si legge di non usare immagini per visualizzare nomi, contenuti o link importanti, perché il crawler di Google non riconosce il testo contenuto nelle immagini. Al contrario, si possono usare gli attributi ALT se “le parole chiave e i contenuti principali della tua pagina non possono essere formattati in HTML normale”, così da ottenere potenziali riscontri anche nel motore di ricerca di Google Immagini.

Usare la canonicalizzazione per segnalare le pagine con priorietà

Una ulteriore indicazione riguarda la canonicalizzazione: se abbiamo un sito con contenuti identici disponibili in corrispondenza di URL diversi, è importante impostare l’attributo rel canonical per indicare ai crawler la versione preferita e più utile. Questa situazione può generarsi anche quando un sito offre “versioni di solo testo o adatte per la stampa di pagine che presentano gli stessi contenuti delle corrispondenti pagine con elementi grafici”.

5.     Affidare la consulenza SEO a web agency serie

L’ultimo paragrafo della guida di Google all’ottimizzazione di un sito è in realtà un consiglio a diffidare alle agenzie che “garantiscono” un ranking elevato sul motore di ricerca: secondo il team di Mountain View, è vero che alcune aziende serie offrono una consulenza SEO che consente di migliorare effettivamente i contenuti e la leggibilità del sito, ma ci sono anche altre che non si fanno scrupoli a usare metodi ingannevoli per cercare di raggirare i motori di ricerca (la black hat SEO), esponendo il sito ai rischi che ormai conosciamo, fino all’esclusione dall’Indice di Google.

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