Si chiamano operatori di ricerca avanzata, in inglese advanced search operators, e sono dei comandi molto specifici che ci consentono di filtrare, approfondire e perfezionare le nostre ricerche online. Oltre a essere utili per la navigazione standard, questi comandi risultano particolarmente interessanti per osservare i risultati di ricerca con finalità professionali e rispondono a varie esigenze SEO, perché permettono di ottenere risposte più granulari e iper-focalizzate.

Come usare gli operatori di ricerca avanzata per la SEO

Per dirla in termini più semplici, la ricerca avanzata di Google ci aiuta a mettere a punto le ricerche per trovare esattamente quello che stiamo cercando. Saper sfruttare questi comandi diventa particolarmente utile se vogliamo scovare rapidamente piccole, ma preziose informazioni direttamente nella pagina delle ricerche di Google, senza fare affidamento a strumenti esterni.

Ad esempio, gli operatori di ricerca avanzati su Google possono aiutarci a filtrare e affinare le ricerche per trovare contenuti duplicati che potrebbero danneggiare le classifiche del sito, scoprire opportunità di collegamento interno che abbiamo trascurato o, ancora, spiare le strategie dei competitor e scorgere opportunità di guest post nella nostra nicchia.

I principali operatori di ricerca avanzata di Google

È direttamente Google a dare qualche indicazione sull’utilizzo dei suoi operatori di ricerca avanzata, con una guida che elenca i parametri più comuni che possiamo usare nelle query di ricerca per analizzare in maniera più approfondita particolari aspetti di un sito e lanciare una scansione filtrata dei contenuti inseriti nell’Indice del motore di ricerca.

Conosciamo già, ad esempio, il comando site: che può servire a verificare se le pagine del sito sono correttamente indicizzate su Google (ma non solo, come vedremo), così come sono molteplici le funzioni per la ricerca immagini e quelle per perfezionare le risposte del motore di ricerca con prezzi (simbolo davanti a un numero), hashtag (simbolo # davanti a una parola) o per ricercare sui social (simbolo @ davanti a una parola).

La lista è lunga, ma ci sono almeno 10 operatori di ricerca avanzata che i SEO dovrebbero conoscere e padroneggiare per affinare le risposte e trovare esattamente ciò di cui hanno bisogno per migliorare il proprio lavoro e la propria strategia.

L’operatore site: per le ricerche sul singolo sito

Il primo operatore da conoscere è il già citato comando site: di ricerca nel sito, che ci permette di recuperare i risultati da un singolo sito web che immettiamo nella query di ricerca.

Tutto quello che dobbiamo fare, come spiega Aditya Sheth su Search Engine Watch, è digitare site:sito.it in Google, senza utilizzare spazi tra il simbolo o la parola e il termine di ricerca (non è valido, quindi, il comando site: sito.it) né prefissi http://, https:// o www.

Se a livello base questa funzione permette di scoprire tutte le pagine del sito correttamente indicizzate, inserendo una keyword abbiamo accesso a dati molto più interessanti e utili per la SEO. Ad esempio, possiamo scoprire se (e quanti) contenuti indicizzati ha il sito per una specifica keyword e che tipo di copertura ha dedicato a un argomento, e quindi scremare con un semplice click tutti i contenuti di un sito e avere un’idea sia della sua strategia editoriale, sia di eventuali buchi di contenuto.

Le virgolette per cercare una corrispondenza esatta

C’è una grande differenza tra ricercare su Google una parola immessa semplicemente nella barra e racchiuderla invece tra doppie virgolette: come mostra la schermata sotto, basta guardare il numero di risultati per capirlo immediatamente.

Differenze tra ricerca su Google con e senza virgolette

Le classiche virgolette “” servono a limitare le risposte ai soli risultati che presentano una corrispondenza esatta dei termini inseriti, ovvero che riportano nel testo la frase chiave a cui siamo interessati menzionata esattamente così come l’abbiamo scritta (senza alcuna variazione). Questo operatore è particolarmente potente anche per identificare se il nostro sito ha contenuti duplicati che potrebbero sabotare i ranking.

L’asterisco per ampliare la ricerca

Se non siamo invece interessati a una query esatta, ma al contrario intendiamo trovare frasi più ampie, possiamo usare l’asterisco * all’interno della frase per ottenere ulteriori declinazioni della query, che includano qualsiasi termine di ricerca oltre a quelli digitati.

Il trattino meno per escludere un termine

L’operatore di ricerca avanzata – (trattino meno) consente di escludere determinate parole chiave dalla visualizzazione nei risultati di ricerca ed è utile per perfezionare la nostra query.

L’operatore più per includere altri termini specifici

In modalità esattamente opposta, l’operatore + (segno matematico più) permette di aggiungere parole alla query originale e ottenere un diverso insieme di risultati.

Per capire come sfruttare questi operatori vediamo l’immagine qui sotto, in cui l’autore ha usato gli operatori site: meno e più in combinazione per “trovare articoli che si riferiscono strettamente al search engine marketing ma non alla SEO sul blog Search Engine Watch”.

Esempio dell'uso di operatori di ricerca avanzata

Eseguire una ricerca nella copia memorizzata con cache

Digitando cache: davanti all’indirizzo del sito possiamo visualizzare la versione più recente di un sito memorizzata nella cache di Google, una funzionalità utile per ritrovare articoli che temporaneamente irraggiungibili o cancellati.

Usare la ricerca avanzata per trovare siti correlati

Non funziona sempre per tutti i siti, ma se usiamo l’operatore related: davanti a un indirizzo web che già conosciamo potremmo ottenere una lista di “competitor”, o per meglio dire di siti che Google individua come afferenti allo stesso topic.

Ricerche nel titolo o nell’url con gli appositi comandi

Altri due operatori utili sono inurl: e intitle: che hanno un funzionamento simile; con inurl: possiamo visualizzare tutte le pagine che hanno nell’URL il termine inserito, mentre intitle: esegue la stessa ricerca nelle pagine che hanno il termine presente nel tag title.

Trovare un formato specifico di file

Se stiamo cercando un file dal formato specifico non HTML, è sufficiente inserire nella barra di ricerca il comando filetype: seguito dall’estensione del file (ad esempio PDF, PPT, DOC o XLS) per ottenere i risultati relativi. Si tratta di una funzione utile soprattutto se combinata con il comando site: così da eseguire questa ricerca su un singolo sito specifico.

Ricerca avanzata e SEO, 6 tattiche semplici per migliorare le strategie

Ora che conosciamo una (minima) parte dell’elenco degli operatori di ricerca avanzata di Google (qui sul sito di Moz c’è una lista più ampia), possiamo sfruttarli per accedere esattamente a ciò che stiamo cercando e perdere meno tempo nella ricerca.

In particolare, questi comandi ci possono aiutare per eseguire rapidamente 6 tattiche e compiti SEO che aiuteranno la nostra strategia di conquista di visibilità su Google.

  1. Analizzare rapidamente i competitor

Una prima possibilità pratica e utile è sfruttare gli operatori di ricerca avanzata di Google per condurre analisi di base sulla concorrenza: nulla a che vedere con la profondità della analisi competitor di strumenti come SEOZoom, ma comunque le informazioni così ottenute possono rivelarsi preziose.

Ciò che dobbiamo fare è usare l’operatore di ricerca related: seguito dall’URL di un sito web nostro competitor, che permette come detto di trovare siti strettamente correlati a un URL specifico, ottenendo una lista non solo di concorrenti diretti, ma anche di altri siti “periferici indiretti” che non conosciamo.

Inoltre, questo operatore ci aiuta anche a capire come Google classifica il nostro sito e quelli dei competitor, arrivando ad avere una migliore comprensione della concorrenza per quanto riguarda la SEO.

  1. Spiare la content strategy dei competitor

Sempre in tema monitoraggio della competizione, l’uso degli operatori di ricerca avanzata ci offre un modo pratico per spiare la content strategy dei concorrenti, semplicemente combinando il comando site: con il filtro dell’intervallo di date (per giorni, mesi o periodi di tempo personalizzati) presente negli strumenti avanzati di Google.

Nell’esempio fornito dall’articolo americano, l’autore si è concentrato sulla produzione di contenuti del sito Piktochart, limitando la ricerca ai soli risultati relativi al blog inserendo come url il sottodominio /blog invece del sito web generale.

La prima informazione ottenuta è che ci sono 790 pagine indicizzate del loro blog, ma utilizzando lo strumento per fissare un intervallo specifico di dare possiamo analizzare ulteriormente questi risultati e identificare quali contenuti hanno pubblicato solo nell’ultimo mese, ottenendo così informazioni sulla strategia di contenuto di Piktochart e sulle parole chiave a cui rivolge la propria attenzione.

Se includiamo poi una parola chiave a corrispondenza esatta (quindi tra virgolette), questa analisi diventa ancora più approfondita, come nell’esempio sul focus su “content marketing”, che ci permette di scoprire quanti contenuti Piktochart ha pubblicato su un determinato argomento e quindi intuire la loro strategia di topic cluster.

In definitiva, l’utilizzo combinato degli operatori di ricerca avanzata di Google site: più “” più filtri temporali ci permette di ottenere informazioni su:

  • Quanti contenuti ha pubblicato un sito competitor fino a oggi.
  • La frequenza con cui pubblica nuovi contenuti in un determinato periodo di tempo.
  • Che tipo di contenuti pubblica in un determinato intervallo.
  • Quante volte il competitor ha scritto su un determinato topic / keyword.
  1. Scoprire opportunità di guest posting

Il guest posting continua a essere una soluzione comune per aumentare l’autorità del sito e ottenere traffico di qualità, raccogliere backlink di valore e posizionarci meglio su Google (ovviamente senza “miracoli” né tecniche vietate).

Gli operatori di ricerca avanzata di Google offrono diversi modi per scoprire opportunità di guest blogging nella nostra nicchia o settore, grazie all’uso di alcune query di ricerca avanzate mirate.

Ad esempio, Sheth consiglia di utilizzare le seguenti formule (ovviamente da declinare in italiano per i nostri scopi):

  • Keyword di interesse primario del sito più “guest post opportunities” (ad esempio, SEO “guest post opportunities”)
  • Keyword più “guest post”
  • Keyword più “submit guest post”
  • Keyword più “submit blog post”
  • Keyword più intitle:“write for us”
  • Keyword più intitle:“guest post guidelines”
  1. Opportunità mancate per la linking interna

La linking interna gioca un ruolo piccolo ma importante nei fattori di ranking che determinano il posizionamento su Google, oltre a rappresentare un modo per migliorare l’esperienza di navigazione dell’utente.

Indipendentemente da quanto possa essere ben progettato e facile da navigare il nostro sito, organizzare una grande struttura di collegamenti interni può fare la differenza nell’indirizzare il traffico da un post all’altro in tutto il tuo blog, e al tempo stesso crea una rilevanza dei topic creando contenuti di supporto per gli argomenti principali del dominio.

La ricerca avanzata su Google con l’operatore site: ci permette di trovare argomenti correlati a una keyword che possiamo linkare in altri contenuti oppure, al contrario, ci permette di trovare occorrenze in cui abbiamo citato in passato la keyword del nuovo articolo, che quindi possiamo aggiungere per creare una buona struttura di collegamenti (come suggerito anche nel recente articolo sul valore SEO di una struttura del sito senza errori).

  1. Identificare contenuti duplicati sul sito

Si definiscono duplicati i contenuti che appaiono in più di una posizione all’interno di un sito web o di più siti; tale errore tecnico – frequente per i blog con migliaia di pagine o siti di e-commerce con le stesse descrizioni dei prodotti – può confondere i motori di ricerca quando si tratta di decidere quale pagina classificare più in alto, creando il problema noto come cannibalizzazione.

Per fornire un esempio di contenuto duplicato, l’autore mostra gli effetti della ricerca di un breve copy della descrizione del prodotto Apple Airpods dal sito Walmart, inserito nella barra di ricerca usando l’operatore site: per investigare la corrispondenza esatta. Ne emerge che lo stesso pezzo di testo compare su altre sei pagine di Walmart, uno scenario non certo ideale.

È però peggiore la scoperta successiva, fatta eseguendo l’analisi non più sul singolo sito ma sull’intero Web (usando il comando – per escludere Walmart): ci sono infatti circa 19mila siti web che utilizzano la stessa espressione, creando quindi contenuti duplicati.

  1. Recuperare opportunità di contenuti persi

L’ultimo trucco presentato dall’articolo riguarda l’utilizzo dell’operatore di ricerca avanzata filetype:, che può aiutarci a trovare contenuti non HTML sul tuo sito, come documenti Word o file PDF, che non sono ottimizzati per la ricerca (ad esempio, Analytics non mostra e calcola il traffico che generano questi file) e che non dovrebbero mai essere l’unica versione del contenuto (ma una versione alternativa, stampabile e scaricabile, del contenuto HTML).

Imparare a padroneggiare la ricerca su Google

Sapere cosa cercare e come cercarlo con l’aiuto degli operatori di ricerca avanzata di Google ci aiuterà a sfruttare il vero potere di Google e, elemento non secondario, a far crescere il nostro sito.

La ricerca avanzata di Google non è solo un’abilità divertente che possiamo imparare a usare nel tempo libero, ma un vero e proprio strumento SEO che può aiutarci a scoprire opportunità nascoste in bella vista e a essere più efficace nel nostro lavoro, per armeggiare con gli algoritmi di Google (la parola giusta è tinkering) e restare al passo con le ultime tendenze di ricerca.