Oggi è il compleanno di Google! O, almeno, è una delle date chiave che portano alla nascita della società Google, perché proprio il 4 settembre 1998 i due papà del motore di ricerca, Larry Page e Sergey Brin, firmano i documenti che ufficializzano il debutto della incorporation chiamata appunto Google (mentre il 15 settembre 1997 è il giorno del lancio online di Google Search e 27 settembre il giorno scelto per il vero compleanno, in ricordo del record di pagine indicizzate segnato nel 1998).

Per celebrare questa ricorrenza, abbiamo pensato di raccontare un po’ del “lato nascosto” del motore di ricerca: niente SEO per oggi, ma un po’ di svago con tutte le curiosità, le sorprese e gli easter eggs sparpagliati tra le query!

Cosa significa Google

Cominciamo proprio dalle origini del nome del motore di ricerca, che stando alla versione più accreditata si collega a un errore – un vero e proprio caso di misspelling. Per il loro motore di ricerca, Page e Brin volevano un nome iperbolico, che esprimesse subito la sua capacità di organizzare l’immensa quantità di informazioni disponibili sul Web.

La scelta ricadde sul termine matematico googol, coniato nel 1938 per definire il numero 1 seguito da 100 zeri, che sembrò perfetto per rappresentare metaforicamente la vastità del Web. Al momento di registrare la compagnia, però, sbagliarono a scrivere la parola e googol diventò Google, un nome che evidentemente ha portato fortuna!

Esistono altre versioni di questa storia, che ridimensionano l’errore e collegano la scelta definitiva del termine a vari giochi di parole in lingua inglese. In particolare, al verbo to goggle – sgranare gli occhi per la sorpresa – e al sostantivo goggles – occhialini protettivi che migliorano la visione e consentono di guardare da vicino – o ancora al personaggio di un fumetto statunitense, chiamato appunto Barney Google, a cui fu dedicata la famosa canzone “Barney Google with the Goo-Goo-Googly Eyes” (1923) e un francobollo commemorativo (inserito tra i 20 Comic Strip Classics degli Stati Uniti).

I doodle di Google

Una feature nota, apprezzata e attesa del motore di ricerca è quella dei doodle, ovvero le varianti divertenti e sorprendenti (a volte anche animate o interattive) del classico logo di Google in home page che sono pubblicate per celebrare festività, anniversari e le vite di artisti, innovatori e scienziati famosi, sia a livello internazionale che locale (ovvero solo nella versione di Google di quel Paese).

Anche se può sembrare un’introduzione piuttosto recente, anche l’invenzione e l’utilizzo dei doodle risalgono agli albori del motore di ricerca. Già il 30 agosto 1998 infatti i fondatori Larry e Sergey “giocherellavano con il logo aziendale per comunicare la loro partecipazione al festival Burning Man nel deserto del Nevada”.

Il primo doodle di Google compare proprio in quella data e consiste semplicemente nel disegno di un omino stilizzato che fa capolino dalla seconda O del brand, come un segnale simbolico e comico agli utenti del fatto che in quel giorno i fondatori sarebbero stati “fuori ufficio”.

Due anni dopo, nel 2000, gli stessi Page e Brin chiesero un logo speciale per celebrare l’anniversario della presa della Bastiglia: il compito fu affidato all’allora stagista Dennis Hwang (in seguito divenuto responsabile di tutti i webmaster di Google, mantenendo comunque un ruolo nella progettazione dei doodles), e il risultato fu talmente gradito che i doodle diventarono una presenza sempre più regolare sulla home page di Google (con tanto di team specifico di ingegneri e illustratori, chiamati doodler, che lavorano su questo fronte).

Secondo la pagina ufficiale di questa iniziativa, finora Google ha creato oltre 4000 doodle per le home page in tutto il mondo, tutti destinati a “commemorare eventi e anniversari interessanti che rispecchino la personalità di Google e il suo amore per l’innovazione” e, allo stesso tempo, ravvivare la home page di Google e far sorridere gli utenti in tutto il mondo.

Le sorprese all’interno di Google

A proposito di far sorridere gli utenti, sono tanti i sistemi nascosti con cui Google strizza l’occhio alle persone che si servono del motore di ricerca: tra i miliardi di query possibili, infatti, ci sono alcune “parole chiave” che possono attivare messaggi segreti, inside joke intenzionali o funzionalità speciali, che possiamo definire generalmente easter eggs.

Ci sono una settantina di funzionalità speciali che al momento sono attive, mentre molte altre non sono più online; grazie anche al lavoro di cognitiveseo, abbiamo provato a stilare una lista esaustiva di tutti gli easter eggs della Ricerca Google, che possono regalarci qualche momento di distrazione tra una ricerca e l’altra.

  1. Cha Cha Slide – la sorpresa più recente si può scoprire digitando la query [cha cha slide] e cliccando sul microfono fumettoso che compare nell’angolo a destra del video in evidenza. Partiranno le note della omonima canzone di Mr C The Slide Man (pubblicata esattamente 20 anni fa) e, proseguendo a cliccare sulle icone successive, il nostro schermo ballerà al ritmo (e alle azioni) della canzone.
  2. I giochi in Google Arts. Nella versione americana del motore di ricerca, per gli utenti mobile, alcune query attivano degli speciali giochi e quiz legati alla personalità ricercata. Come raccontato su seroundtable, digitando Fernando Botero o Ansel Adams sarà possibile partecipare a questi giochi interattivi sull’arte e la cultura, selezionando la risposta giusta tra quelle proposte (con tanto di punteggio).
  3. Google in 1998. Valido per la versione US, questo comando ci riporta indietro nel tempo e ci fa riscoprire una versione classica (e ormai molto datata) del motore di ricerca.
  4. Is Google down. Attenzione a ciò che chiediamo al motore di ricerca: la query (sempre su US) is Google down provocherà una risposta piccata, un bel NO scritto in maiuscolo (a patto che, ovviamente, Google non sia effettivamente down!).
  5. Google Logo History. Com’è cambiato in questi anni il logo di Google? Lanciando la ricerca per Google Logo History (in inglese) appare uno snippet a scorrimento in cui possiamo ripercorrere i momenti più importanti e le trasformazioni ufficiali del marchio iconico di Big G.
  6. Google Birthday Surprise Spinner. Lanciato in occasione del 19esimo compleanno del motore di ricerca, questo easter egg consente di fare un giro alla “ruota della sorpresa” e giocare al risultato che compare. A disposizione ci sono 19 differenti esiti, tra giochini, doodle animati e altre chicche.
  7. Marquee Tag. Digitando marquee tag nella barra di ricerca Google dà una dimostrazione pratica di cos’è questo tag HTML, che serve a impostare l’effetto scorrevole a testi ed elementi.
  8. Blink Tag. Allo stesso modo, Google ricorda a tutti che cos’è il tag Blink, facendo lampeggiare alcune parti dei testi dei risultati in SERP (quelle dove compaiono proprio le parole blink e tag).
  9. Kerning. In ambito tipografico, la crenatura – kerning in inglese – è una tecnica di spaziatura delle parole: Google ne mostra visivamente il significato, aumentando la distanza tra i caratteri che formano il termine kerning in tutte le occorrenze della SERP.
  10. Font. A proposito di tipografia, a questa pagina è possibile scoprire tantissimi font e testarne visivamente l’effetto grafico, comparando più tipi per trovare quello adatto alle nostre esigenze.
  11. Color Picker. Digitando color picker compare un pantone che ci consente di scegliere tutti i colori possibili in differenti codici (HEX, RGB, CMYK, HSV, HSL).
  12. Do a Barrel Roll. Digitando questa query (ovvero, chiedendo un avvitamento), il motore di ricerca eseguirà letteralmente il comando e farà girare a 360 gradi la pagina.
  13. Askew. Cercando questo termine (che in inglese significa sbilenco, storto) la pagina dei risultati si inclinerà per l’appunto di traverso.
  14. Google Gravity. In questo caso, dobbiamo digitare la query nella home page del motore di ricerca e cliccare sul pulsante “mi sento fortunato”: improvvisamente la pagina precipiterà per effetto della gravità (i più attenti noteranno che si tratta di una vecchia versione della home di Google, come si nota dal logo).
  15. L’errore 418 e la teapot. In seguito a due differenti pesci di aprile (1998 e 2014), Google ha pubblicato una pagina relativa allo status code di errore 418 dell’Hyper Text Coffee Pot Control Protocol (HTCPCP), il protocollo di rete per il controllo, il monitoraggio e la diagnostica delle caffettiere e delle teiere. A questo indirizzo si può verificare l’errore e versare il tè cliccando sulla teiera (o inclinando lo smartphone, nella navigazione mobile).
  16. Friends. In occasione del 25esimo anniversario del primo episodio di Friends, Google ha aggiunto alcune funzionalità speciali alle ricerche dei nomi dei protagonisti della famosissima sit-com. Digitando Chandler Bing, Phoebe Buffay, Monica Geller, Ross Geller, Rachel Green e Joey Tribbiani compariranno 6 diverse iconcine nel knowledge panel, peculiari per ogni personaggio, che attivano un’animazione speciale.
  17. Festivus. È invece ispirato a Seinfeld questo easter egg, che mostra a sinistra dei risultati l’asta di alluminio spoglia di decorazioni che è il simbolo di Festivus, l’anti-Natale dello show.
  18. The funniest joke in the world. Gli appassionati dei Monty Python sorrideranno nello scoprire che c’è un inside joke dedicato a un loro famoso sketch: inserendo nella barra di ricerca la frase “Wenn ist das Nunstück git und Slotermeyer? Ja! Beiherhund das Oder die Flipperwaldt gersput! to English”, Google Translate risponderà con [FATAL ERROR], esattamente l’effetto provocato dalla barzelletta più divertente del mondo.
  19. Sonic the Hedgehog Game. Facendo questa ricerca, nel knowledge panel compare un’icona del famoso personaggio dei videogame SEGA che, cliccato, si attiva e compie le classiche mosse accompagnate dai suoni del gioco.
  20. Mago di Oz. Lanciando questa ricerca, nell’angolo del knowledge panel compare un’immagine cliccabile delle iconiche scarpette rosse luccicanti di Dorothy che ci trasporteranno in una versione in bianco e nero di Google (stile 1939, anno di uscita del film con Judy Garland). Da qui, cliccare sul tornado ci riporterà nel Kansas, o meglio nella versione attuale di Google.
  21. Wubba Lubba Dub Dub. Valido per Google US, questa è la frase tipica dello show Rick e Morty, che porterà il motore di ricerca a chiederci se forse cercavamo “i am in great pain please help me” (perché, come rivelato in un episodio, la frase significa appunto “Sto soffrendo molto, per favore aiutatemi”).
  22. Google Bork. Da questo indirizzo, la home page di Google appare in una lingua speciale, il “bork bork bork” parlato dal cuoco svedese del Muppet Show.
  23. Google Hacker. Da questo indirizzo, la home page di Google parlerà una lingua diversa, il linguaggio tipico degli hacker (come si vede dalle parole intermezzate da cifre).
  24. Google Klingon. Per gli appassionati di Star Trek, esiste questa versione di Google con parole scritte in klingon.
  25. Google Pig Latin. Esiste anche questa variante di Google in Pig Latin, la lingua ludica che trasforma le parole.
  26. Google Elmer Fudd. È un omaggio a Elmer Fudd, il personaggio dei Looney Tunes in Italia noto come Taddeo: anche in questo caso, le scritte della home page di Google ricalcano la lingua dell’arcinemico di Bugs Bunny.
  27. Google Pirate. Ahrrr, pirati! A questo link è possibile avere un assaggio della lingua dei pirati su Google. Aye!
  28. Bletchley Park. Nella II Guerra Mondiale, Bletchley Park fu il sito dell’unità principale di crittoanalisi del Regno Unito (dove lavorava, tra gli altri, Alan Turing): digitando il nome su Google vedremo come lavora un sistema di decrittazione dei codici, oltre che la localizzazione della Stazione X.
  29. Bakers dozen. Scrivendo bakers dozen (letteralmente “dozzina del panettiere”), Google mostra lo snippet di una calcolatrice che dà come risultato 13: stando all’Enciclopedia Britannica, infatti, è proprio questa la “porzione” che, nell’Inghilterra medievale, ricevevano i clienti dai panettieri. Il motivo sarebbe da ricercare nella difficoltà di assicurare il peso effettivo “a termini di legge” di 12 pani e quindi, per sicurezza (e per evitare pene anche pesanti), i fornai decisero di aggiungere un pezzo extra.
  30. Fun facts. Interessati a scoprire qualche curiosità? Basta digitare fun facts su Google e il motore di ricerca presenterà (in inglese e in modo casuale) alcuni di questi fatti bizzarri e interessanti, come ad esempio “quanto tempo impiega una persona media per addormentarsi” o “quando il naso e le orecchie smettono di crescere”.
  31. Testa o croce. Cercando “testa o croce” (o flip a coin), Google ci mostra un’animazione con il lancio della monetina, utile magari a chi cerca aiuto nel fare una scelta.
  32. Roll a die. Google prende alla lettera questo comando e ci consentirà di lanciare un dado (anzi, più dadi) scegliendo anche il numero delle facce tra i 6 disponibili.
  33. Spinner e Fidget Spinner. Tornati improvvisamente di moda nel 2017, anche Google non ha resistito alla tentazione di far ruotare questa trottola particolare: digitando spinner o fidget spinner possiamo agitare il giocattolo (oppure scegliere di far girare la ruota, selezionando l’altra opzione).
  34. Play Dreidel. Valido per la versione Google US, questo comando consente di far ruotare il Dreidel, o Sevivon, oggetto ludico tipico della festa ebraica di Chanukah.
  35. Uovo in 3D. Una sorpresa davvero particolare: digitando una particolare funzione (o più semplicemente cliccando qui) è possibile visualizzare un uovo tridimensionale che ruota.
  36. Cuore di San Valentino. Allo stesso modo, una complessa funzione (o un clic qui) consente di attivare un easter egg di San Valentino, con il grafico di un cuore blu.
  37. Loneliest Number. Anche questo easter egg funziona solo su Google US e mostra la risposta alla domanda (sottintesa) sul “numero più solitario” con una calcolatrice che indica 1.
  38. Anagramma. Scrivendo anagramma nella barra di ricerca, Google si divertirà a suggerire che “forse cercavi arma magna”, che è appunto un anagramma della parola! In inglese, scrivendo anagram e define anagram ci vengono presentati altri due casi, ovvero nag a ram e nerd fame again.
  39. Ricorsivo. Ricorsivo indica una funzione che si ripete continuamente: Google ha trovato un modo perfetto per spiegarne il senso, suggerendo “forse cercavi ricorsivo” che, in pratica, fa ripartire la ricerca iniziale e così all’infinito. Funziona anche in inglese con il termine recursion.
  40. Livella a bolla. Improvvisa necessità di usare una livella? Basta lanciare la ricerca “livella” con lo smartphone e potremo usare il nostro dispositivo per misurare la pendenza.
  41. Loch Ness. Questo easter egg si attiva in Google Maps: cercando Loch Ness, la mappa indicherà la posizione di Nessie, il mitico mostro del lago.
  42. Google Mars. Altro che Google Earth: questa applicazione consente di esplorare la superficie di Marte!
  43. Google Moon. Siamo più vicini alla Terra, in questo caso: Google Moon infatti ci porta sulla Luna.
  44. Google Sky. Stanchi del nostro pianeta? Possiamo partire alla scoperta dello spazio con Google Sky.
  45. PRIDE in Google Sheets. Questo è un easter egg sociale che si attiva in Google Sheets (o Fogli, la versione di Windows Excel tra i software di Google Drive): scrivendo le lettere P R I D E in una colonna separata, il foglio di lavoro si colorerà con le tinte dell’arcobaleno, ricordando la bandiera simbolo del movimento LGBT e dell’orgoglio gay e lesbico.
  46. Versi degli animali. Qual è il verso del cane? E quello del drago di Comodo? Google ha un’intera galleria di suoni e versi degli animali – e no, anche qui non c’è risposta alla domanda “Il coccodrillo come fa” (ma si può sentire l’alligatore).
  47. Metronomo. Questa funzione è utile ai musicisti, che possono usare in qualsiasi momento un valido metronomo per misurare il tempo con Google.
  48. Timer. È il momento di correre o misurare il tempo? Google ci può aiutare con un cronometro o con un timer conto alla rovescia, a seconda delle esigenze: funziona da qui nella versione statunitense.
  49. Breathing exercise. Cercando breathing exercise o deep breathing, Google ci permetterà di compiere un esercizio di respirazione della durata di un minuto.
  50. Che ore sono. Non un vero e proprio easter egg, ma una funzione di risposta secca di Google, che da qualche anno ormai risponde direttamente alle domande con uno snippet piuttosto comodo. Basta digitare “che ora è a” e inserire la località per reperire l’informazione.
  51. Convertitore valutario. Come prima, basta scrivere le valute a cui siamo interessati per avere una conversione automatica e immediata.
  52. Calcolatrice. Scrivendo un calcolo matematico (dalla semplice addizione a qualcosa di più complesso) attiveremo la calcolatrice, che ci darà la risposta corretta.
  53. Numeri in inglese. Difficoltà a fare lo spelling in inglese di numeri lunghi e complessi? Basta chiedere a Google US: digitando le cifre, l’indicatore di uguaglianza e il termine english, il motore di ricerca leggerà il numero per noi. Qui l’esempio con 123456789=english.
  54. Info su personalità. Possiamo chiedere a Google l’altezza o l’età di tantissimi personaggi famosi, ottenendo in risposta uno snippet in evidenza che riporta l’informazione.
  55. Random number generator. Scrivendo questa query (in inglese), Google risponde al comando generando un numero in maniera casuale, con possibilità di impostare il range di numeri tra cui eseguire la selezione automatica.
  56. Webdriver Torso. Nel 2014, questo canale YouTube divenne famosissimo e seguitissimo per i suoi video misteriosi e strani (consistenti in 11 secondi di rettangoli blu e rossi) che alcuni collegarono addirittura agli alieni o a messaggi in codice. In realtà, si trattava di un canale test usato dai tecnici di Google per verificare la qualità audio e di immagine dei video, e scrivendo oggi sul motore di ricerca Webdriver Torso il logo di Google si trasforma come fosse uno dei video.

I giochi in Google Search

Stare al computer per molte ore può portare a stanchezza e stress: perché allora non distrarsi un po’, provando magari qualche gioco online? È forse questo lo spirito con cui gli ingegneri di Big G hanno disseminato vari giochi nel sistema di Search, più o meno nascosti.

  1. Dinosauro. In assenza di connessione di Rete (o collegandosi a chrome://dino), sulla pagina di errore di Chrome compare l’icona di un piccolo e carino T-Rex in 8-bit: cliccando sulla tastiera parte un gioco a scorrimento, in cui dovremo aiutare il dinosauro a evitare gli ostacoli che si frappongono alla sua corsa.
  2. Snake. Snake è stato un grande classico della generazione dei telefoni cellulari degli anni Novanta: per rivivere quei momenti, basta digitare Snake o collegarsi a questo indirizzo per una partita.
  3. Tris. Tutti conoscono il Tris (o Tic-Tac-Toe o Terni Lapilli, il nome che aveva nell’Antica Roma), la sfida strategica tra X e O: per una partita contro la macchina, basta cercare appunto il nome del gioco (in tutte e tre le varianti) o collegarsi qui.
  4. Solitario. Cercando Solitario (o cliccando qui) è possibile avviare una partita al solitario di carte versione Klondike.
  5. Pac Man. Anche il mitico videogame arcade inventato da Tōru Iwatani e prodotto dalla Namco nel 1980 ha il suo spazio su Google: basta cercare Pac Man o lanciare questa pagina per ritrovarsi nei panni della sfera gialla!
  6. Minesweeper. Chi non ha mai giocato al campo minato (poi fiorito) su Windows? Basta scrivere minesweeper su Google per avviare una partita.
  7. Text Adventure. Gli appassionati di avventure testuali (text adventure) troveranno gradita l’opportunità di vivere questa esperienza su Google. Basta andare sulla versione americana del motore di ricerca e digitare text adventure (o cliccare qui) e poi usare il comando per ispezionare la pagina (Ctrl+Maiusc+I); ora andiamo su Console e il sistema ci chiederà “Would you like to play a game? (yes/no)”. Digitando yes comincia la nostra avventura.
  8. Interactive fiction. Funziona un po’ come la sorpresa precedente: scrivendo interactive fiction e ispezionando la Console, appare un messaggio di Warning e poi la possibilità di lanciare una partita di avventura testuale.
  9. Carmen Sandiego. Questo è un gioco contenuto in Google Earth, basato sul famoso personaggio dei videogame creato dalla Brøderbund (e poi protagonista anche di serie animate), in cui bisogna scoprire in quale parte del mondo si trova e sta per colpire la sofisticata ladra Carmen Sandiego.

Alcuni famosi pesci d’aprile di Google

Da menzionare anche alcuni scherzi di Google passati alla storia – anche se il più grande di tutti resta l’annuncio di Gmail, arrivato il 1 aprile 2004 proprio per ingannare gli utenti (che difatti pensarono subito all’ennesimo fool!).

  1. Mentaplex. Per il 1 aprile 2000, Google brevettò il Mentaplex, una ricerca attivabile direttamente tramite pensiero: ovviamente era un pesce d’aprile, ma il sito esiste ancora nella sua forma originaria.
  2. Google Gulp. Altro che link juice: con i quattro smart drinks della linea Google Gulp è possibile massimizzare l’efficienza di navigazione e sentirsi più intelligenti (e meno assetati). Annunciate il 1 aprile 2005, sono ovviamente uno dei tanti pesci d’aprile della compagnia.
  3. Google Romance. Il 1 aprile 2006 invece Google si lancia nel matching, lanciando Google Romance, un motore di ricerca di partner sentimentali. Occorre dire che si tratta di un altro april’s fool?
  4. Google TiSP. Lo scherzo del 2007 riguarda l’invenzione di uno speciale kit per avere una connessione a banda ultralarga e gratuita a casa direttamente… dalla tavoletta del bagno! Anche in questo caso, la pagina di annuncio è ancora attiva.

Gli easter eggs di Google dismessi

L’elenco è soggetto a tantissime variazioni, perché capita come detto che Google utilizzi qualche easter egg temporaneo, in occasioni speciali ma per periodi limitati (ad esempio in occasione di festività o ricorrenze particolari), che quindi risultano ora dismessi, oppure decida di deprecare le funzionalità quando le ritiene superate.

È il caso ad esempio degli inside joke legati a film: c’è stato lo snap di Thanos di Avengers: Infinity War, attivabile cercando Thanos o Guanto dell’infinito, che faceva sparire metà dei risultati in SERP, oppure varie funzionalità legate alla saga di Harry Potter.

Tra i giochi, invece, c’era la possibilità di fare una partita all’Atari Breakout o a Zerg Rush, che oggi sono raggiungibili invece visitando il sito https://elgoog.im/, un progetto speciale che mostra Google “allo specchio” e che contiene tantissimi easter eggs pubblicati in questi 22 anni.