Nella comunità SEO internazionale si discute spesso dell’utilità del disavow links tool di Google, lo strumento della Search Console con cui un webmaster può rifiutare dei backlink se ritiene che siano non naturali o in contrasto con le norme sulla qualità di Google.

Indicazioni per rifiutare backlink

L’argomento è stato spesso affrontato anche da John Mueller, che di recente è intervenuto nuovamente per chiarire il suo punto di vista, offrendo indicazioni che possono tornare utili e che ci consentono anche di capire qual è la filosofia con cui Google approccia al disavow e che peso possa avere l’intervento manuale dei webmaster per rifiutare backlink.

Quando usare il disavow links tool di Google

Nello specifico, il Senior Webmaster Trends Analyst descrive due scenari tipici in cui si può raccomandare l’uso del disavow links tool: quando c’è stata un’azione di penalizzazione manuale (manual action, l’espressione usata per la precisione), o quando rischia di esserci un’azione manuale. Ovvero, se i link in ingresso, analizzati dal team di web spam, potrebbero portare a una penalizzazione.

Evitare una penalizzazione per link sospetti

Quindi, John Mueller sembra suggerire ai webmaster di pensare preventivamente al disavow se notano dei backlink che “non passerebbero un controllo a mano da parte del team antispam”, anche se il sito non ha subito (ancora?) una penalizzazione.

Google e disavow links, una pratica non sempre consigliata

Se questo non aggiunge molto a quanto già sapevamo (e scrivevamo nei mesi passati), Mueller è tornato però a parlare del rifiutare backlink svelandoci una notizia curiosa: usare il disavow links tool non è una pratica incoraggiata da Google, che anzi nasconde intenzionalmente lo strumento nella Search Console proprio per limitarne l’utilizzo.

A che serve rifiutare backlink

Per capire le motivazioni dietro a questo comportamento bisogna fare qualche passo indietro nel tempo: lo strumento di disavow links è stato sollecitato dalla comunità SEO dopo il rilascio di Penguin e le successive penalizzazioni causate dall’utilizzo smodato di tattiche non conformi alle linee guida del motore di ricerca, col timore che tecniche di negative SEO avrebbero potuto influenzare il ranking senza possibilità di intervento per il sito vittima.

Le spiegazioni di Google sull’uso del disavow links tool

Nell’ottica di Google, come confermato da Mueller anche in altre occasioni, per la maggior parte dei siti non è importante concentrarsi sui link sospetti, perché l’algoritmo di Google valuta anche altri fattori e può posizionare un sito anche se ha tratti spam, come raccontavamo. Più in dettaglio, il Senior Webmaster Trends Analyst spiega che il disavow links tool va usato se un sito è davvero preoccupato dell’impatto che possono avere link sospetti, anche se pubblicati in anni passati.

L’algoritmo di Google valuta contesto e profilo backlink

Quello che Mueller sembra suggerire è Google è capace di capire e considerare normale la presenza di link vecchi “cattivi” e collegamenti più naturali ottenuti successivamente, interpretandolo come un adattamento progressivo alle linee guida del motore di ricerca. Tradotto in altre parole, il contesto e l’evoluzione del profilo backlink aiutano Google a fidarsi di un sito, e l’aver seguito in passato pratiche “sconsigliate” di link building non è penalizzante nel presente, se la strategia poi si è adeguata alle indicazioni di Google.

Quali sono i link sospetti?

Tra le “pratiche cattive” a cui sembra fare accenno Mueller per l’acquisizione di link sospetti c’è soprattutto la pubblicazione di articoli pagati in cui compare un link che abbia un anchor text sovraottimizzato di parole chiave secche, che è in contrato con i più naturali link contenuti in articoli con citazioni e riferimenti ad altri siti.

Consigli SEO sul rifiutare backlink

Ad ogni modo, è importante che chi lavora alla SEO di un sito conosca il disavow links tool di Google e sappia quando eventualmente è il caso di utilizzarlo, soprattutto se il sito ha perso ranking e si sospetta che la causa possa avere attinenza con link in ingresso. Allo stesso modo, se rifiutare backlink non dà il risultato sperato e il sito non ha i benefici sperati, significa che per Google quei collegamenti erano innocui e il problema del calo delle classifiche ha un’origine differente da approfondire con analisi più mirate.