Le SERP stanno per tornare a ballare! A distanza di ben sei mesi, e per la prima volta quest’anno, Google ha deciso di metter mano agli algoritmi di Search e provvedere alla consueta operazione di manutenzione a garanzia della qualità dei risultati forniti: in parole più semplici, è appena partito il May 2022 Core Update, un nuovo aggiornamento algoritmico che interessa tutte le versioni di Google a livello mondiale e che (probabilmente) provocherà gli ormai familiari scombussolamenti di ranking e tentativi di interpretare un filo rosso nei siti che hanno perso o guadagnato posizioni.

May 2022 Core Update, che cos’è l’aggiornamento di Google

Chi segue con costanza il nostro blog sa bene ormai come funzionano questi momenti: periodicamente, in alcuni momenti dell’anno (in modo apparentemente casuale), Google sceglie di metter mano a una revisione degli algoritmi che stanno alla base del motore di ricerca, per verificare la loro efficienza nel fornire risultati pertinenti e di qualità alle query degli utenti.

La novità in questo caso sta nella fonte delle informazioni: a comunicare la partenza del May 2022 Core Update non è stato il tradizionale tweet, come nelle precedenti occasioni, ma direttamente un post di Danny Sullivan sul blog Search Central, in cui il Public liaison for Search offre anche qualche dettaglio ulteriore.

Ad ogni modo, la notizia comunicata è semplice: a partire dalla sera (negli Stati Uniti) del 25 maggio, Google ha rilasciato il broad core update May 2022, che avrà bisogno di circa 1-2 settimane per la completa implementazione.

Cosa dobbiamo sapere sul nuovo aggiornamento di Google

Non ci sono molte altre informazioni pratiche o dettagliate sugli interventi che concretamente saranno attuati (ma non potrebbe essere altrimenti, per questioni di sicurezza e di opportunità), e quindi non possiamo fare altro che ricordare l’ormai vecchia (ma non obsoleta) guida con i consigli e best practices per fronteggiare un update, pubblicata nel 2019 – è sempre Google a far riferimento ancora a questo documento, anche oggi.

In estrema sintesi, le indicazioni generali che Google offre a webmaster, SEO e digital marketer in merito ai core update sono:

  • È possibile notare effetti ampiamente evidenti, come picchi o cali nelle classifiche di ricerca.
  • Gli aggiornamenti di base sono “ampi”, nel senso che non prendono di mira nulla di specifico, ma sono progettati per migliorare i sistemi di Google in generale.
  • Le pagine che scendono in classifica non vengono penalizzate, ma rivalutate rispetto ad altri contenuti web che sono stati pubblicati dall’ultimo aggiornamento.
  • Concentrarsi sulla proposta del miglior contenuto possibile è il modo migliore per affrontare l’impatto di un aggiornamento dell’algoritmo di base.
  • I broad core update si verificano periodicamente: i siti potrebbero non recuperare traffico e posizioni persi con un aggiornamento fino al rilascio del successivo.
  • Le ottimizzazioni sul sito non garantiscono il recupero – ma anche non intervenire non consentirà virtualmente alcun recupero. Non ci sono infatti azioni specifiche da intraprendere per recuperare e, come detto, un impatto negativo sul ranking potrebbe non segnalare che c’è qualcosa di sbagliato nelle proprie pagine.

Che cosa sono i core update di Google

L’articolo di Sullivan si sofferma invece maggiormente su ciò che sono tecnicamente i broad core update e sulla loro funzione nell’ecosistema del motore di ricerca.

Questi interventi vengono definiti “miglioramenti sostanziali ai processi di classificazione generale” del motore di ricerca, sono ripetuti diverse volte all’anno e sono progettati per aumentare la pertinenza generale dei risultati di ricerca, così da renderli ancora più utili per tutti.

Più in particolare, i core update “sono modifiche che apportiamo per migliorare la Ricerca in generale e tenere il passo con la natura mutevole del Web” e, pur non essendo progettati per colpire pagine o siti specifici, “possono produrre alcune modifiche evidenti alle prestazioni dei siti”.

Da qualche anno, Google ha deciso di ufficializzare il rilascio dei broad core update proprio “perché in genere producono alcuni effetti ampiamente notevoli” e vari “siti potrebbero notare cali o guadagni” nella fase di implementazione. Sullivan si dice consapevole che “i siti che subiscono cali cercheranno una soluzione“, ma l’intento di Google è evitare che gli interventi di correzione interessino le aree sbagliate – anche perché, si ribadisce ancora, “potrebbe non esserci nulla da sistemare“.

Sullivan approfondisce il concetto dicendo che “non c’è niente di sbagliato nelle pagine che potrebbero funzionare meno bene dopo un core update”: non hanno violato le linee guida di Google per i webmaster né sono stati sottoposti ad un’azione manuale o algoritmica, come può accadere alle pagine che violano tali linee guida. Le modifiche introdotte “riguardano il miglioramento del modo in cui i nostri sistemi valutano i contenuti in generale e possono far sì che alcune pagine che in precedenza erano sotto-riconosciute abbiano prestazioni migliori”.

I precedenti core update, una rapida panoramica

Il May 2022 Core Update è il primo aggiornamento lanciato nel corso del 2022 e segue di ben sei mesi l’intervento precedente, il November 2021 Core Update; andando indietro nel tempo, ricordiamo l’accoppiata July 2021 Core Update e June 2021 Core Update, che hanno rappresentato sin qui un unicum per Google di aggiornamento splittato nell’arco di un mese, e poi il December 2020 Core Update che aveva chiuso appunto il 2020 – per approfondire le notizie e la cronologia degli update abbiamo anche una pagina apposita sul sito!

In realtà, il primo aggiornamento ufficiale di Google del 2022 è stato di tipologia differente e più specifica rispetto al broad core: parliamo del March 2022 Google Product Reviews update, il terzo aggiornamento dell’algoritmo che valuta e premia le pagine con recensioni prodotto di qualità, che resta limitato solo alle ricerche in inglese e dovrebbe essere esteso a breve anche alle altre lingue (e in effetti ce ne sarebbe bisogno, visto il livello di alcune query di ricerche commerciali sulle SERP italiane).

Aggiornamento May 2022 di Google, cosa fare

In conclusione, per le prossime settimane la nostra attenzione dovrebbe rivolgersi in maniera ancora più frenetica all’osservazione delle possibili variazioni di ranking delle nostre pagine, tenendo un occhio anche sugli strumenti di analisi complessiva delle fluttuazioni delle SERP, come l’Osservatorio di SEOZoom.

In particolare, i più interessati potrebbero essere i gestori dei siti colpiti dal November 2021 Core Update che in questi mesi hanno lavorato duramente per apportare ottimizzazioni e sperano quindi in segnali di miglioramento delle classifiche di ricerca, mentre al contrario chi ha trascurato il proprio sito e i propri contenuti rischia ora di essere superato da competitor con contenuti più rilevanti e pagine meglio rispondenti ai nuovi criteri qualitativi fissati da Google.

Ad ogni modo, ora è troppo presto per iniziare a valutare l’impatto di questo aggiornamento e in questi giorni è probabile che le classifiche possano fluttuare fino alla completa implementazione – quindi non dobbiamo allarmarci subito se notiamo dei cambiamenti, ma aspettare e poi eventualmente intervenire.

Come nelle altre circostanze, sapere che Google ha lanciato un core update è comunque utile perché ci permette di avere un riferimento preciso nella valutazione di eventuali cali di traffico: se il ranking delle nostre pagine dovesse calare nelle prossime due settimane, significa probabilmente che siamo stati colpiti da questo aggiornamento e dobbiamo quindi rimboccarci le maniche per scoprire quale aspetto delle pagine – contenuto, user experience, velocità eccetera – ci è costato un peggioramento delle prestazioni e non piace più a Google.