Soprattutto in questi tempi, i siti ufficiali di enti pubblici, governi e istituzioni dovrebbero essere facilmente trovabili sui motori di ricerca e, non meno importante, chiari e semplici da consultare per gli utenti. Nella realtà di tutti i giorni sappiamo che non sempre è così, perché spesso i siti istituzionali non curano la SEO né sono costruiti in maniera efficace: eppure, bastano pochi e semplici interventi per raggiungere gli obiettivi, come spiega Daniel Waisberg di Google nel nuovo video dedicato agli strumenti per webmaster della Google Search Console, incentrato proprio sui tool utili per gli spazi sul Web di governi e autorità.

I tool della GSC per governi e autorità

Dopo aver fornito una guida all’uso della GSC per e-Commerce e per sviluppatori, il Search Advocate della compagnia americana fornisce indicazioni e best practices per chi lavora su siti istituzionali di enti pubblici e governi, al fine di rendere le informazioni più visibili su Google Search. Una panoramica rapida su come ottimizzare l’aspetto del sito su Google Search, come fare in modo che Google possa trovare e indicizzare le pagine e come analizzare le query che rankano o che non si posizionano.

I consigli di base per apparire in Google Search

La lezione di Waisberg inizia proprio dalle basi, ovvero da alcuni principi generali della SEO on page che si possono applicare anche ai siti istituzionali (e che sono un’utile “ripetizione” per tutti noi) per ottimizzare l’aspetto e  la reperibilità dei contenuti su Google Search.

  1. Creare page title unici e accurati

Un title tag nella pagina HTML dice sia agli utenti che a Google qual è l’argomento di una determinata pagina. Quando una pagina appare in un risultato di ricerca, il contenuto del title può apparire in evidenza nei risultati della ricerca, quindi dovrebbe essere sia breve che informativo.

Se però il titolo è troppo breve, troppo lungo, o comunque considerato poco rilevante, Google può mostrarne solo una parte o generarlo in modo automatico per rispondere in modo più appropriato alla query dell’utente: Google infatti può anche mostrare titoli diversi, a seconda sulle richieste degli utenti o dei dispositivi usati per la navigazione.

  1. Utilizzare il tag meta description

Un tag meta description nella pagina HTML fornisce a Google un riassunto di ciò che riguarda la pagina. Mentre il titolo dovrebbe essere formato solo da poche parole o da una breve frase, la descrizione può essere lunga quanto un paragrafo.

I tag di meta descrizione sono importanti perché Google potrebbe usarli come snippet per le pagine, quindi è importante cercare di scrivere una descrizione che informi e interessi gli utenti. Anche in questo caso, Google può cambiare la meta description se non la ritiene valida e rilevante per l’utente.

  1. Utilizzare gli heading tags per sottolineare le cose importanti

Waisberg invita anche a usare in modo significativo gli heading in tutto il contenuto per indicare argomenti importanti e creare la struttura gerarchica delle pagine. In questo modo sarà più facile per gli utenti e i motori di ricerca navigare tra i contenuti, specialmente se le pagine sono molto lunghe.

  1. Migliorare la navigazione del sito con i link interni

I siti web governativi di solito forniscono assistenza su più argomenti a un vasto pubblico: questo può rendere difficile per gli utenti e i motori di ricerca capire dove trovare i contenuti e quali sono più importanti. Il consiglio è di rendere facile ed evidenziare in maniera grafica per gli utenti la distinzione tra il testo regolare ed eventuali link, per evitare che gli utenti “perdano i link”. Inoltre, serve usare un testo descrittivo nei link, che aiuterà le persone e Google a capire di cosa parlano le pagine linkate.

Anche la gerarchia delle informazioni del sito può contribuire a chiarire che cosa è più importante e come navigare tra le sezioni: si dovrebbe iniziare ad assicurarsi che il menu di navigazione del sito abbia tutte le sezioni importanti, e, inoltre, fornire breadcrumb in cima alle pagine.

  1. Aggiungere dati strutturati alle pagine

I dati strutturati sono codici che possono essere aggiunti alle pagine per descrivere i contenuti ai motori di ricerca; Google utilizza queste informazioni per mostrare i contenuti in SERP in modi utili, come ad esempio i rich results. Ci sono diversi tipi di dati strutturati che i siti istituzionali possono potenzialmente utilizzare, come ad esempio:

  • FAQ, per le pagine che forniscono informazioni su topic per cui gli utenti potrebbero avere domande ricorrenti.
  • How-to, per le pagine che forniscono una guida passo passo su come fare qualcosa (come ottenere un certificato, un visto o un permesso).
  • Breadcrumb, per aiutare a descrivere come è organizzato il sito.

Gli strumenti in Search Console per verificare la presenza su Google

Dopo aver ottimizzato i contenuti, è cruciale verificare che Google possa trovare e indicizzare le pagine del sito, usando il rapporto sullo stato della copertura dell’indice in Google Search Console, che mostra immediatamente un riepilogo degli errori di indicizzazione sul sito. L’attenzione deve concentrarsi innanzitutto sulle pagine con errori, che non possono essere indicizzate da Google e quindi non compariranno in SERP, con potenziale perdita di traffico verso il sito e servizio meno efficace agli utenti, e poi sulle pagine valide con avviso, che presentano un problema che dovrebbe essere esaminato (e, a seconda dei casi, possono apparire o meno in Search).

I consigli di Daniel Waisberg su YouTube

Per aiutare i motori di ricerca a scoprire tutti i contenuti “è molto utile dire loro su quali pagine, immagini e video del tuo sito fare crawling”, inviando una sitemap a Google e usando l’apposito rapporto sitemap per controllarne la regolarità.

Analizzare le performance in Ricerca

Dopo aver controllato che le pagine siano correttamente scansionate, indicizzate e mostrate in modo ottimale, è tempo di analizzare le loro performance in Google Search usando il rapporto sul rendimento della Google Search Console.

Lo strumento riassume le impressioni, i clic, il tasso medio di clic e la posizione media del sito nei risultati di ricerca, con una lista di query su cui gli utenti hanno cliccato per raggiungere il sito web.

Cosa controllare per capire il rendimento delle pagine

Waisberg suggerisce “quattro cose da cercare quando si analizzano i dati sulle prestazioni”:

  • Se il numero di impressioni è significativamente più alto dei clic o, in altre parole, se il Click-Through Rate è molto basso per una query o una pagina, potrebbe essere necessario creare titoli e descrizioni migliori per rendere gli snippet più attraenti nei risultati di ricerca.
  • Se non appaiono query di ricerca previste per il settore/tipo di sito, i contenuti potrebbero non essere utili e rilevanti per tali query.
  • Se le pagine importanti del sito non sono nell’elenco delle pagine del rapporto, ci potrebbero essere problemi e l’uso dello strumento di ispezione URL potrebbe aiutare a individuarli.
  • Controllare le query branded, ovvero “quante query mostrano il tuo sito quando l’utente include o meno il nome del tuo sito”, perché questo può mostrare aree interessanti in cui le persone cercano direttamente i contenuti relativi al proprio sito.

Sfruttare Google Trends per intercettare le tendenze

Prima di concludere l’episodio dedicato all’uso della Search Console per siti istituzionali e governativi, Waisberg suggerisce un altro strumento che potrebbe essere utile, ovvero Google Trends, che “fornisce l’accesso a un campione in gran parte non filtrato delle effettive richieste di ricerca lanciate su Google”, in forma anonima, categorizzata e aggregata.

In questo modo è possibile visualizzare “argomenti interessanti da tutto il mondo o fino al livello della città”, e questi dati possono essere utili per i siti istituzionali in molti modi, in particolare per:

  • Controllare le top queries nella propria area geografica e confrontarle con le query da cui il sito sta ricevendo traffico. Se ci sono query che mancano nel traffico, bisogna verificare se si dispone di contenuti su questo argomento e assicurarsi poi che siano esplorati e indicizzati.
  • Controllare le query relative ad argomenti importanti di proprio interesse, perché potrebbe consentire di intercettare delle query emergenti e dare modo di preparare il vostro sito in tempo, ad esempio aggiungendo contenuti ad esse correlati.