Non solo il Page Experience Update, partito a metà dello scorso mese, ma anche l’aggiornamento algoritmico anti-spam e tanti altri interventi forse meno visibili: gli ultimi mesi del lavoro su Google sono stati a dir poco movimentati, e l’ormai tradizionale appuntamento con il videogiornale condotto da John Mueller ci permette di ripercorrere tutto ciò che sta cambiando, per restare al passo con le novità.

Gli ultimi aggiornamenti di Google

A due mesi di distanza dalla precedente ricapitolazione, il Search Advocate di Big G torna quindi a fare il punto su tutto ciò che di rilevante sta cambiando nel sistema della Ricerca, con l’obiettivo di fornire spunti utili e interessanti soprattutto per i proprietari di siti web, editori e SEO.

Sommario di Google Search News Giugno 21

Il sommario del nuovo episodio si incentra su Core Web Vitals, Page Experience Update, Search Console, RSS e molto altro ancora, e si comincia proprio da quelli che sono i nuovi fattori di ranking appena introdotti in maniera ufficiale nella Ricerca.

Il Page experience ranking change

A partire dal 15 giugno, gli algoritmi di Google prendono infatti in considerazione dei (relativamente) nuovi parametri per classificare le pagine: parliamo ovviamente della Page Experience, che prende in considerazione l’esperienza utente nelle pagine web, includendo elementi come HTTPS e aspetti riguardanti la velocità e la reattività.

Mueller informa che “i cambiamenti annunciati, come quelli per il cumulative layout shift o CLS in breve, sono ora attivi in tutti gli strumenti di test e in Search Console”, e ricorda inoltre che “i dati in Search Console si basano sui dati del rapporto sull’esperienza utente di Chrome, che è aggregato su 28 giorni”.

Il rollout di questo cambiamento del ranking è partito da poche settimane, come detto, e dovrebbe essere “completamente implementato per tutti gli URL entro la fine di agosto di quest’anno”: un aggiornamento più lento rispetto ai soliti, che quindi “non farà spostare la visibilità di ricerca di un sito da un giorno all’altro”, ma mostrerà un cambiamento graduale nel tempo.

Questo significa anche che “è possibile continuare a lavorare per migliorare le cose, se il tuo sito non sta facendo bene come vorresti in termini di queste metriche”.

Gli altri update agli algoritmi di Google

Le fluttuazioni di ranking in questo periodo possono dipendere anche dagli altri due update degli algoritmi di Google che sono partiti in questi ultimi giorni.

Agli inizi del mese abbiamo avuto infatti il June 2021 Core Update, un aggiornamento all’algoritmo principale leggermente differente dai precedenti sia in termini di effetti – piuttosto blandi – che per la divisione in due parti: è stato infatti seguito dal July 2021 Core Update, partito proprio il 1 luglio, che in questi giorni sta completando la revisione dei criteri di qualità dei risultati del motore di ricerca.

John Mueller e il lavoro di Google

Di differente natura è l’algoritmo anti-spam, lanciato il 24 giugno (e non citato esplicitamente nel video), che invece mira a colpire i siti che pubblicano contenuti dannosi per la reputazione delle persone, sfruttando la situazione per estorcere denaro alle vittime di affermazioni non verificate o calunniose.

Interventi sulla Search Console

Anche in questo episodio Mueller si sofferma sui cambiamenti in corso per la Google Search Console, definita “un modo fantastico di scoprire come sta andando il tuo sito web per quanto riguarda la Ricerca Google”, perché consente di ottenere molte informazioni come ad esempio “dove e come le persone trovano il tuo sito web o la presenza di problemi che potresti risolvere per rendere il tuo sito più facile da trovare”.

Il negative regex in Search Console

L’ultimo aggiornamento riguarda (ancora) regex, una funzionalità introdotta nei mesi passati e accolta molto bene dalla community: per questo, il team GSC “l’ha ampliata e ha recentemente lanciato negative regex, che dà tutte le informazioni che non corrispondono a ciò che hai fornito – e questa è una cosa positiva!”.

Come funziona negative regex in GSC

Per esempio, spiega Mueller, si può usare una regex per coprire tutte le varianti del nome del brand, e poi vedere tutte le query che non menzionano il nome – “un modo di dividere i termini di ricerca branded da quelli non branded”.

Arriva Search Console Insights

Non meno utile può essere la Search Console Insights, nuova piattaforma che integra i dati di Search Console e Google Analytics, due strumenti che “danno una quantità fantastica di informazioni, ma possono essere un po’ troppo se non hai il tempo di capire regolarmente cosa significa tutto questo o non hai voglia di cercare i numeri nelle montagne di dati di Search Console e Analytics”.

Il tool “distilla queste informazioni e dà ai proprietari del sito una panoramica semplice e piacevole di ciò che sta accadendo per quanto riguarda il loro sito”: secondo Mueller, chi lavora come SEO o per un’agenzia troverò così un “modo pulito di aiutare i proprietari di siti meno esperti a vedere come il tuo lavoro ha aiutato il loro sito”.

Aggiornamenti su RSS

Il focus successivo è sugli RSS – sigla di RDF Site Summary, spesso riportato come Really Simple Syndication o Rich Site Summary – nome di un file XML appositamente formattato, o feed, comunemente usato per la diffusione di informazioni.

Tradizionalmente, gli RSS sono stati usati per fornire informazioni su nuovi post di blog e articoli agli abbonati e, pur non essendo una novità in senso letterale, sono stati recentemente menzionati al Google I/O, la grande conferenza degli sviluppatori di Google.

Google utilizza “i feed RSS in modo simile ai file sitemap per aiutarci a ottimizzare il nostro crawling e per essere sicuri di non perdere nessun aggiornamento su un sito web”, e ciò resta invariato. La novità è che saranno presto usati “nel contesto di un pulsante di follow in Chrome, che permetterà agli utenti di ricevere aggiornamenti dal tuo sito web direttamente nei loro browser”, in modo indipendente dalla Ricerca.

Gli RSS di Google e la funzione su Chrome

Questo esperimento di Chrome sarà prima visibile in inglese negli Stati Uniti in Chrome su Android.

Come spiega Mueller, “se il tuo sito web sta già producendo feed RSS potresti già essere pronto”; ad ogni modo, sottolinea, “questi feed dovrebbero essere collegati dall’head delle tue pagine” e inoltre “il titolo del tuo feed può essere visibile agli utenti, quindi è una buona pratica controllare che sia una rappresentazione utile di ciò che il feed fornisce”.

Per accelerare la consegna degli aggiornamenti, Google consiglia di utilizzare WebSub, che supporta già per la Ricerca.

MUM non è la fine della SEO

A Google I/O è arrivato anche l’annuncio di MUM e di altre tecnologie di apprendimento automatico; i SEO “hanno chiesto se questa è la fine della SEO”, dice Mueller, ma la “risposta più breve è no”.

Nella visione del Search Advocate (e ovviamente di Big G), questi “strumenti moderni rendono più facile il lavoro e porteranno all’evoluzione delle attività specifiche”: ad esempio, dice, “ci sarà una necessità inferiore e ridotta di includere in un contenuto tutti i possibili sinonimi o parole che hanno un significato uguale o simile” alla keyword principale.

Altre due modifiche minori

In coda, Mueller segnala altri due interventi minori.

Innanzitutto, Google ha appena aperto “un luogo condiviso per tutte le politiche di contenuto intorno a Search” (raggiungibile a questo indirizzo), che dovrebbe rendere più facile trovare qualsiasi policy specifica a cui siamo interessati.

Inoltre, è stato disattivato l’aspetto nella ricerca generico per i risultati multimediali in Search Console, così da rendere po’ più facile concentrarsi sul quadro generale.

Google non ha (ancora) tutte le risposte

Non arriva dall’episodio di giugno, ma è comunque interessante la novità segnalata da Danny Sullivan su The Keyword rispetto alle query per cui Google non ha ancora risposte – o le ritiene non sufficientemente provate e affidabili.

Già lo scorso anno il motore di ricerca aveva introdotto un box per le query a cui non riusciva a fornire risposte pertinenti, che ora evolve ancora per le questioni “in via di sviluppo”: si tratta di un avviso che compare sulla SERP per informare l’utente che “l’argomento è in rapida evoluzione e una serie di fonti non è ancora stata valutata”, invitandolo a “controllare più tardi, quando più potrebbero essere disponibili informazioni da una gamma più ampia di fonti”.

La nuova funzione di Google per risultati in evoluzione

Questa feature riguarda in particolare “le ultime notizie o gli argomenti emergenti, quando le informazioni pubblicate per prime potrebbero non essere le più affidabili”, e intende fornire più contesto sui risultati in modo che l’utente possa valutare con maggiore sicurezza le informazioni trovate online – magari utilizzando anche il pannello About This Result, che permette di leggere dati sulla fonte che aiutano a determinare la sua affidabilità o meno.

Questi nuovi avvisi verranno lanciati inizialmente in inglese negli Stati Uniti e dovrebbero espandersi (insieme alle altre funzionalità correlate) nei prossimi mesi in altre lingue e Paesi: come sottolinea Sullivan, l’obiettivo della Ricerca Google è essere “presente con i risultati più utili che possiamo fornire”, ma a volte “le informazioni affidabili che stai cercando non sono ancora online” e con questo “questo contesto aggiuntivo puoi prendere una decisione più informata sui siti che potresti voler visitare e quali risultati saranno più utili per te”.