AMP: le verità e i miti da sfatare sulle pagine veloci

Il nostro blog torna a dedicare un focus sulle pagine AMP, le Accelerated Mobile Pages che stanno velocizzando la navigazione da dispositivi mobile e migliorando l’user experience per chi usa smartphone e tablet. Dopo aver trattato delle ultime novità in materia, come l’approdo di AMP su Gmail o il nuovo sistema di visualizzazione dell’URL nelle pagine AMP da Google, ora è il momento di sfatare un po’ di miti.

Alcuni fatti sulle AMP

L’operazione di debunking è stata realizzata sul blog ufficiale del progetto AMP, dove nei giorni scorsi è apparso un lungo post dedicato a sgomberare il campo da falsi miti e leggende metropolitane che si rincorrono circa l’origine, il fine e l’utilità delle Accelerated Mobile Pages.

Google e AMP, il vero rapporto

I primi punti dell’articolo sono incentrati sul rapporto tra Google e AMP, perché in Rete si è diffuso il mito che AMP sia un progetto esclusivo di Google o che le pagine AMP funzionino solo su Google. In realtà, come dicevamo già in passato, AMP è una iniziativa open source guidata da Google insieme ad altre società e membri della comunità web, tra cui altri colossi come Twitter, Pinterest, Yahoo, Bing e eBay.

I vantaggi delle Accelerated Mobile Pages

Per quanto riguarda l’uso delle pagine AMP, gli utenti possono beneficiare dei vantaggi dell’accelerazione in tutto il Web, sia su motori di ricerca che su siti specifici; alcune piattaforme, tra cui Google, ma anche Bing , LinkedIn, Twitter  o Yahoo JP, hanno deciso di servire come impostazione predefinita le pagine AMP per navigazione mobile, quando disponibili.

L’obiettivo è la responsiveness delle pagine

Dal post scopriamo poi che è un luogo comune pensare che i vantaggi delle pagine AMP siano limitati solo alla navigazione mobile: l’obiettivo dell’iniziativa è la reattività (responsiveness), creare un sistema in grado di adattarsi e funzionare bene con ogni tipo e dimensione di schermo, e questo ora è possibile anche per dispositivi desktop e in genere con feature che hanno design responsive.

Strumenti per siti mobile friendly e veloci

Questa filosofia comunque nasce per essere mobile friendly, per garantire una navigazione efficiente anche a utenti con hardware lento e connessioni ad alta latenza, e pertanto la spinta positiva che si ottiene con AMP su smartphone è più forte rispetto a quella di altri strumenti. Inoltre, alcune feature servite da terze parti, come ad esempio il carousel delle Top Stories di Google, sono disegnare espressamente solo per l’esperienza mobile.

Non è obbligatorio avere la stessa versione di pagina AMP e non-AMP

Andiamo più sul tecnico con il mito successivo, che sgombra il campo da un errore comune: pensare che ogni pagina AMP debba essere associata a una versione non-AMP. In realtà, la com-presenza di due versioni della stessa pagina non è un requisito obbligatorio, ma una possibilità a discrezione del sito. Come spiegano gli esperti del progetto, in alcuni casi potrebbe essere utile avere sia una versione non AMP che una versione AMP della stessa pagina, specialmente durante le prime fasi della migrazione.

In genere, la sola pagina AMP è la soluzione giusta per il proprio business, perché implica inferiori costi di gestione per la creazione, gli aggiornamenti e il monitoraggio dei contenuti di ciascun documento, che invece sono necessarie quando si creano due pagine differenti.

Realizzare pagine AMP non è complicato

Non bisogna neppure pensare che costruire landing page AMP sia complicato: come dimostra l’esperienza concreta di questi anni, nell’80 per cento dei casi i team di sviluppo hanno impiegato meno di una settimana a realizzare pagine efficienti. Anche se, va specificato, le varietà di pagine AMP sono numerose e richiedono sforzi diversi.

AMP e siti Web: quando sono consigliate?

Quali siti beneficiano di pagine AMP? Questa è un’altra domanda cruciale, e in genere si è portati a pensare che tali risorse siano adatte solo a publisher o a siti statici: altra smentita delle voci ufficiali dell’AMP Project, che rivelano che più del 60 per cento dei clic che arrivano da ricerche su Google verso pagine AMP è destinato a siti che non sono di notizie. Anzi, negli ultimi tempi anche gli inserzionisti e le società di eCommerce stanno sfruttando l’AMP per ottenere vantaggi in termini di velocità, offrendo nuovi contenuti ai propri utenti e ottenendo buoni risultati in termini di traffico e gradimento.

Pagine AMP utili anche per eCommerce

A consentire questa diffusione sono anche i continui miglioramenti apportati al progetto, che oggi è anche in grado di consentire la personalizzazione del design e le esperienze interattive come rich media o integrazioni di terze parti. Tra i casi di aziende che hanno sfruttato al meglio l’interattività di AMP sono citati colossi internazionali come BMW e AliExpress, ma anche Rep: di Repubblica, la versione light del noto quotidiano italiano.

Rep: è un caso studio AMP

Come offrire fresh content con AMP

La crescita del progetto e ai nuovi componenti introdotti fanno cadere anche un altro luogo comune, ovvero che non sia possibile offrire contenuti nuovi su pagine AMP. Attraverso i sistemi come il meccanismo AMP Cache di default, gli aggiornamenti alle funzionalità di cache o l’uso di componenti dinamiche è in realtà ottenere ottimi risultati, come dimostrano tantissimi grandi siti di eCommerce che hanno messo a punto le giuste implementazioni e sfruttano i vantaggi delle Accelerated Mobile Pages.

Il progetto Accelerated Mobile Pages assicura la sicurezza degli utenti

Gli ultimi due punti affrontati nell’articolo riguardano aspetti cruciali per le attività online come la sicurezza e le conversioni attraverso pagine AMP. Sul primo versante, si afferma con forza che la struttura AMP è costruita per preservare la privacy e garantire la sicurezza dei dati degli utenti: spesso le landing page sono servite attraverso Google AMP cache, che semplicemente conserva una copia della versione per convalidare i documenti AMP e fornire una risposta affidabile e veloce, e sia questo sistema che l’AMP JavaScript sono forniti da domini senza cookie che non tracciano gli utenti in alcun modo.

Con le AMP i siti fanno più conversioni

E quali sono i veri risultati delle conversioni da pagine AMP? Il post cita i dati di uno studio realizzato dalla compagnia Forrester, che stima al 20 per cento l’incremento del tasso di conversione delle vendite sulle pagine AMP, del 10 per cento l’aumento del traffico annuale e del 60 per cento il rialzo delle pagine viste per visita. Numeri che senz’altro sono stuzzicanti e che confermano la validità dell’iniziativa, che è quanto meno una possibilità da valutare per chi ha siti web e intende spingere sulla velocità.

GM

Redazione

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