Esserci ovunque: perché la multicanalità è la chiave

Ormai è chiaro a tutti: l’utente non si muove più lungo un “imbuto” ordinato, ma saltella da un touchpoint all’altro seguendo logiche personali, istantanee e spesso imprevedibili. Può scoprire un prodotto sfogliando i reel di Instagram, confrontare prezzi leggendo una recensione su Trustpilot, fare una domanda al chatbot del sito, farsi ispirare da un video-tutorial su YouTube, entrare in negozio per testarlo con mano e, mentre torna a casa, ascoltare un podcast in cui quel brand racconta la propria storia. In questo percorso frammentato – fatto di micro-momenti informativi, emotivi e transazionali – ciò che davvero distingue un’esperienza eccellente da una mediocre è la capacità di essere presenti ovunque conta con un messaggio coerente, personalizzato e misurabile.

Farsi leggere dove l’open rate sfiora il 98%

Primo obiettivo: farsi leggere nel momento giusto. Con Marta Gesiot su SEOZoom Academy abbiamo analizzato perché i messaggi da “mobile” restano imbattibili per tasso di apertura. Grazie a SMS, RCS e WhatsApp – canali letti entro pochi minuti dalla ricezione – riusciamo a innescare micro-conversioni rapide (coupon, reminder, survey) e a riattivare contatti freddi con un tocco personale. 

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Segmentazione, automazioni temporizzate e integrazione con il CRM sono le chiavi per non cadere nello spam marketing e mantenere il dialogo caldo lungo tutto il funnel.

Gli sms fanno vendere di più online, ma sono un mezzo potente anche per stimolare la visita in negozio.

Google Business Profile: la vetrina che collega online e offline

Secondo Luca Bove, ottimizzare Google Business Profile è oggi la mossa più efficace per intercettare ricerche “near me”. La scheda non mostra solo posizione e orari: integra post social, link al sito, pulsanti di prenotazione, Q&A e recensioni – diventando di fatto un hub multicanale gratuito

Per i negozi fisici significa portare traffico qualificato in store, raccogliere first-party data e, grazie agli UTM nei link, misurare quale contenuto ha realmente spinto la visita.

Il podcast: touchpoint che fidelizza

Nell’intervista con Mario Moroni abbiamo approfondito il boom del podcasting: un media “a bassa frizione” che mette la voce al centro, crea intimità e favorisce un ascolto prolungato (la retention media supera spesso i 20 minuti). Inserire un podcast nella strategia multicanale vuol dire rafforzare l’autorevolezza del brand, presidiare momenti non coperti da altri formati e generare micro-community attorno alle puntate. Call to action ben posizionate in descrizione e capitoli cliccabili trasformano l’ascolto in traffico qualificato verso sito e social.

Misurare e attribuire: perché GA4 è imprescindibile

Certo, i canali sono tanti, ma quale funziona più degli altri? E come capire quale parte della nostra strategia contribuisce maggiormente al raggiungimento dei risultati sperati?

Come ha mostrato Francesco Gavello, Google Analytics 4 è centrale per analizzare e comprendere la complessità dei percorsi multicanale.

Grazie all’analisi dei touchpoint in piattaforma possiamo:

  1. Usare modelli di attribuzione data-driven per capire il peso reale di ogni touchpoint (es.: quanto incide il traffico da podcast nella generazione lead rispetto a un annuncio search).
  2. Creare report personalizzati che mostrano drop-off e conversioni per canale, campagna o gruppo di contenuti.
  3. Esportare audience “high intent” verso Google Ads o piattaforme social, chiudendo il cerchio tra insight e azione.

Implementare correttamente tag, eventi personalizzati e parametri UTM è dunque la base per prendere decisioni guidate dai dati, non da intuizioni.

SEOZoom: visione integrata e novità in arrivo

Questa filosofia, e approccio strategico, è da sempre nel DNA di SEOZoom. Durante il SEOZoom Day del 9 maggio 2025 parleremo proprio di sinergie fra SEO, AI e marketing, presentando la nuova release della piattaforma che offre dashboard dedicate alle prestazioni social e strumenti AI avanzati per copy e analisi competitiva. 

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In pratica: più dati utili, maggiore chiarezza nel collegare azioni e risultati, ancora meno tempo sprecato in export manuali.

Esserci quindi, nel modo giusto

Essere multicanale non vuol dire solo “esserci” su più piattaforme, ma orchestrare i punti di contatto in modo che l’utente percepisca un filo narrativo unico, senza strappi o ripetizioni. 

Presidiare correttamente la multicanalità significa offrire all’utente la libertà di muoversi dove preferisce, sapendo che troverà sempre la stessa qualità di contenuto, tono di voce e utilità, mentre noi potremo tracciare, misurare e ottimizzare ogni interazione per trasformare la semplice attenzione in relazione duratura.

Se vuoi saperne di più ti consiglio le registrazioni dei webinar che ho citato, tutte disponibili su SEOZoom Academy. Nel frattempo ci prepariamo a un Maggio scoppiettante, con un focus sul content e sulla reportistica. Non vedo l’ora di farti scoprire tutto quello che abbiamo preparato per la tua formazione.

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