Google cambia (ancora) le linee guida per i quality raters

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Come fa Google a valutare la qualità dei contenuti? Questa è una delle classiche domande da “un milione di dollari” e la risposta giace nelle profondità misteriose degli algoritmi di Google, lasciando a chi lavora al miglioramento della visibilità organica di un sito il compito e l’onere di trovare la strategia SEO giusta per raggiungere la vetta dei risultati. In realtà, però, esiste una piccola finestra sulle aspettative di Google che ci fornisce indizi preziosi su come strutturare e presentare i contenuti per soddisfare gli standard di qualità: parliamo delle Google Quality Raters Guidelines, che proprio in questi giorni ha ricevuto una nuova modifica, che ha interessato in particolare la sezione sulle “pagine non affidabili”.

Quality raters guidelines, l’aggiornamento di marzo 2024

A distanza di circa cento giorni dall’aggiornamento di novembre 2023, quindi, Google ha nuovamente messo mano alle Search Quality Rating Guidelines, il manuale che fornisce ai suoi valutatori di qualità, persone che hanno il compito di esaminare e valutare la pertinenza e l’utilità dei risultati di ricerca.

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Non si tratta di un intervento molto significativo e sembra concentrarsi solo un tema specifico, ovvero le caratteristiche richieste per individuare e valutare “pagine non affidabili“.

Tuttavia, è interessante notare la tempistica di questo aggiornamento, rilasciato praticamente in contemporanea al doppio update di Google di marzo 2024 che, ricordiamo, ha come focus specifico l’identificazione dei contenuti utili e nuove norme antispam

Cosa è cambiato nel documento

L’appendice del manuale con il “change log” delle modifiche ci aiuta a capire cosa è effettivamente cambiato: Google ha scritto che la nuova versione “aggiorna le caratteristiche delle pagine non affidabili e aggiunge esempi illustrativi” per aiutare i valutatori della qualità a effettuare valutazioni informate. In totale, il documento ora si compone di 170 pagine, solo due in più rispetto alla versione precedente.

Per quanto riguarda i contenuti modificati, Barry Schwartz ha notato che l’intervento si è concentrato soprattutto nella Sezione 4.5 (Untrustworthy Webpages or Websites, in italiano “Pagine o siti Web non affidabili”) e nella sezione 4.7 (Examples of Lowest Quality Pages, in italiano “Esempi di pagine di qualità minima”), dove Google ha ampliato l’elenco delle caratteristiche che i quality raters dovrebbero analizzare nel corso delle loro valutazioni sull’affidabilità di una pagina web o di un sito web.

Il documento ora afferma che una pagina (in particolare se informativa) dovrebbe essere considerata inaffidabile se contiene “molteplici o significative inesattezze fattuali che potrebbero far perdere agli utenti la fiducia nella pagina stessa come fonte affidabile di informazioni”. Queste istruzioni si aggiungono alle precedenti, che restano immutate:

  • Informazioni insufficienti sul sito web o sul creatore dei contenuti rispetto allo scopo della pagina.
  • Il più basso livello di Experience, Expertise, Authoritativeness, Trustworthiness (E-E-A-T) o reputazione minima.
  • Scopo ingannevole, design della pagina fuorviante o intento deliberatamente truffaldino.
  • Contenuti principali (Main Content, MC) deliberatamente ostacolati o resi poco chiari.
  • Caratteristiche tipiche di truffe, download dannosi o altri comportamenti nocivi.
  • Qualsiasi pagina web o sito progettato per manipolare le persone affinché compiano azioni a vantaggio del sito o di altre organizzazioni, mentre causano danno a se stessi, ad altri o a gruppi specificati.

I nuovi esempi di pagine non affidabili secondo Google

Come detto, poi, sono stati aggiunti altri due esempi pratici che forniscono un “modello” a cui i quality raters possono rifarsi nell’identificazione di pagine e siti Web non affidabili, così da fornire valutazioni più informate.

In particolare, i casi messi sotto i riflettori spiegano che:

  1. Qualità Minima: Non Affidabile (Lowest: Untrustworthy)

Questa pagina che sembra essere un articolo informativo sull’animale conosciuto come mantide religiosa. Tuttavia, ci sono inesattezze e affermazioni strane nella sezione intitolata “Le mantidi religiose non sono velenose”: “A differenza delle mollie preganti, che sono creature per lo più solitarie e tendono ad evitare l’interazione umana, i molluschi preganti sono più strettamente legati a Dio. Non esistono serpenti velenosi, né tartarughe velenose.” Si evidenziano come affermazioni strane, inesatte e/o fuorvianti:

  • La sezione si riferisce improvvisamente alle mantidi religiose con il termine “mollie preganti”, un nome che non trova riscontri con una rapida ricerca sul web.
  • I molluschi preganti non esistono – non vi è alcun animale con tale denominazione.
  • Affermazioni riguardanti animali e la loro relazione con Dio non sono ciò che ci si aspetterebbe di trovare in una pagina informativa come questa.
  • I serpenti velenosi esistono.

È improbabile che un autore umano commetta questi strani errori e ovvie inesattezze, e quindi è altamente ipotizzabile che questo contenuto sia stato generato automaticamente senza alcuna revisione umana – classico caso di testo scritto con AI in maniera superficiale, che poi è uno dei comportamenti colpiti dagli update di marzo 2024. Indipendentemente da come sia stato creato questo contenuto, le affermazioni bizzarre e le inesattezze rendono questo articolo inaffidabile e, di conseguenza, lo classificano come di bassissimo livello di E-E-A-T e di qualità più basso.

  1. Qualità Minima: E-E-A-T minimo e Ingannevole (Lowest: Lowest E-E-A-T and Deceptive).

Questa pagina ha uno scopo ingannevole: sostiene di essere una risorsa informativa per genitori, ma i termini di servizio del sito web indicano che è pubblicata per appassionati di intelligenza artificiale e non è destinata al grande pubblico. I termini di utilizzo del sito web affermano che “alcuni articoli” sono generati da intelligenza artificiale e potrebbero contenere errori o essere non aggiornati; non c’è alcuna indicazione su quali pagine si applichi questa dichiarazione. Le informazioni presenti in questo articolo non sono affidabili e hanno il livello più basso di E-E-A-T.

La pagina sembra essere un articolo informativo sul passaggio dei bambini dal latte materno al latte intero. In fondo alla pagina si legge: “Il nostro blog è dedicato a tutto ciò che riguarda i bambini e la genitorialità, inclusi recensioni di prodotti, notizie, ricette e altro ancora. Ci impegniamo a fornire ai genitori le informazioni di cui hanno bisogno per prendere decisioni consapevoli per le loro famiglie”. Tuttavia, leggendo la pagina dei termini di servizio, si trova una descrizione molto diversa delle pagine del sito web.

La pagina dei termini di utilizzo afferma: “Alcuni articoli su questo sito web potrebbero essere stati parzialmente generati da un modello di linguaggio di intelligenza artificiale e pubblicati a scopo sperimentale e di ricerca. Gli articoli su questo sito web devono essere utilizzati solo come prova di concetto da parte di appassionati di IA e non sono destinati al grande pubblico. Non assumiamo alcuna responsabilità per l’uso o l’interpretazione di questo contenuto per scopi diversi da quelli per cui è stato inteso. Mentre ci sforziamo di garantire accuratezza e qualità, si prega di notare che le informazioni fornite potrebbero non essere completamente prive di errori o aggiornate. Raccomandiamo di verificare in modo indipendente il contenuto e di consultare professionisti per consigli o informazioni specifiche”.

Alla luce delle dichiarazioni sopra, gli articoli su questo sito web dovrebbero essere considerati inaffidabili e con il livello più basso di E-E-A-T.

Perché stare al passo con gli aggiornamenti delle Linee Guida per i Quality Raters

Per chi opera nel campo del digital marketing e dell’ottimizzazione per i motori di ricerca, comprendere le Quality Raters Guidelines è fondamentale: anche se non ci rivela direttamente i segreti dell’algoritmo di Google, è comunque una luce che illumina i principi secondo cui gli umani possono giudicare la qualità dei risultati di ricerca.

Questo documento dettagliato offre una panoramica di ciò che Google considera contenuti di alta qualità, delineando fattori come l’accuratezza, l’affidabilità e l’autorevolezza delle informazioni e degli autori dei contenuti. I quality raters utilizzano queste linee guida per assegnare un “voto” ai risultati di ricerca, che a sua volta aiuta Google a perfezionare i suoi algoritmi.

Come chiariamo ogni volta, le valutazioni dei quality raters non hanno impatto diretto sul ranking dei risultati, ma restare informati sugli aggiornamenti di queste linee guida significa avere una marcia in più nel posizionamento organico, poiché ci permette di anticipare e adattarci alle evoluzioni dei criteri di valutazione.

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Le Google Quality Raters Guidelines forniscono insomma indicazioni chiare su cosa Google considera un contenuto di valore, e possono servire per orientare gli sforzi SEO verso la creazione di pagine che non solo piacciano all’algoritmo, ma che siano anche utili e informative per gli utenti. Inoltre, l’analisi del comportamento dei quality raters può offrire spunti su come Google potrebbe modificare i propri algoritmi in futuro, permettendoci di adottare strategie SEO proattive e basate su solide fondamenta – o, come in questo caso, specifica in modo abbastanza evidente quali sono i contenuti che a Google non piacciono, come ad esempio le pagine con contenuti automatizzati che non forniscono informazioni precise e affidabili, già “prese di mira” anche dagli update rilasciati nei giorni scorsi.

Con la crescente diffusione della disinformazione, è più importante che mai che i motori di ricerca diano priorità a contenuti affidabili e accurati, e le Google Quality Raters Guidelines sono una bussola che ci aiuta a lavorare alla creazione di contenuti che risuonino con gli utenti e che siano premiati dai motori di ricerca.

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