Markup speakable, come funziona e perché è utile per i siti

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Sul finire dello scorso anno, Google sorprese il mondo SEO (e non solo) annunciando che il markup speakable sarebbe stato esteso a tutti i siti e non più soltanto a chi offre contenuti news: un passo in avanti notevole per la voice search, come commentavamo nell’occasione. A distanza di qualche mese, vediamo insieme quali sono le ultime notizie su questa marcatura e le sue potenzialità per i siti.

Il markup speakable, la proprietà della voice search

In estrema sintesi, la proprietà speakable di schema.org consente di segnalare ai motori di ricerca e ad altre applicazioni le porzioni del contenuto di una pagina più adatte alla riproduzione audio tramite sintesi vocale (TTS), ovvero la lettura ad alta voce eseguita dai dispositivi speaker domotici con assistente integrato.

La funzione si attiva quando le persone richiedono argomenti specifici e notizie relative a un particolare brand o avvenimento e permette a un sito di distribuire i propri contenuti attraverso nuovi canali, raggiungendo una più ampia base di utenti.

Come funziona ora

Al momento, la funzionalità è in modalità beta, come si legge sulla pagina della guida per sviluppatori di Google, ed è ancora limitata a “utenti negli Stati Uniti che dispongono di dispositivi Google Home impostati in lingua inglese ed editori che pubblicano contenuti in inglese”. L’obiettivo è estendere sia la portata geografica di questa proprietà “in altri Paesi e in altre lingue non appena un numero sufficiente di editori avrà implementato speakable”, sia le sue capacità ad altri settori e contenuti, così da offrire una risposta pratica alle nuove e mutevoli esigenze degli utenti di Internet.

In concreto, i dati strutturati di speakable servono all’Assistente Google “per rispondere a richieste di notizie di attualità sugli altoparlanti smart” con tre articoli da tutto il Web, riprodotti in modalità audio “utilizzando la sintesi vocale per le sezioni nell’articolo con dati strutturati di speakable”. Quando l’Assistente legge un contenuto, “attribuisce la fonte e invia l’URL completo dell’articolo al dispositivo mobile dell’utente tramite l’app Assistente Google”.

I vantaggi per i siti

Le evoluzioni della tecnol