JavaScript e Google Search, i consigli per un uso SEO ed efficiente

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Prosegue il lavoro di Google per cercare di leggere, interpretare e scansionare al meglio la tecnologia JavaScript: l’ultima novità è l’inserimento di una sezione dedicata ai concetti di base della SEO per JavaScript all’interno della Search developer’s guide, che fornisce una descrizione generale del modo in cui il motore di ricerca processa questo particolare linguaggio di programmazione, segnalando anche diverse best practices a cui ispirarsi per migliorare le applicazioni web JavaScript per la Ricerca Google.

L’importanza di JavaScript

Si parte da una considerazione generale: “JavaScript è una parte importante della piattaforma web perché offre molte funzionalità che trasformano il Web in una potente piattaforma applicativa”, e Google sta quindi compiendo numerosi sforzi per ridurre gli errori e migliorare la capacità di interpretazione di queste risorse, a cominciare dal nuovo Googlebot evergreen.

Già nel post sul render budget, riprendendo le parole dell’ex Googler Kazushi Nagayama, abbiamo scoperto che il crawler di Big G destina un tempo delimitato per il rendering a ogni sito, e che dunque è fondamentale per l’indicizzazione presentare al più presto i contenuti per evitare problemi. Ora sono proprio le fonti ufficiali di Mountain View a ribadire questo concetto, suggerendo agli sviluppatori di “rendere le tue applicazioni web basate su JavaScript rilevabili tramite la Ricerca Google” per “trovare nuovi utenti e coinvolgere nuovamente gli utenti esistenti, quando cercano i contenuti offerti dalle tue applicazioni web”.

Consigli SEO per chi usa JavaScript

Nonostante i progressi, e “anche se la Ricerca Google esegue JavaScript con una versione sempre valida di Chromium” resa possibile dal nuovo Googlebot, restano ancora delle aree di criticità e degli elementi che è possibile ottimizzare, come segnalato anche dal citato Nagayama. Il primo passo per migliorare il processo è capire come funziona, e quindi la guida di Google si apre con la spiegazione di come funziona l’elaborazione di JavaScript da parte di Googlebot.

Googlebot e Javascript

Sono tre le fasi principali durante le quali il crawler elabora le applicazioni web JavaScript: scansione, rendering e indicizzazione. Quando Googlebot incontra una pagina la mette in coda per la scansione e il rendering (e, si specifica, non è immediatamente chiaro quando una pagina è in attesa di una fase o dell’altra), e poi recupera un URL dalla coda di scansione tramite una richiesta HTTP.

Il primo passaggio è verificare se il sito consenta la scansione leggendo il file robots.txt: se ci sono dei limiti, il crawler salta la richiesta HTTP per l’URL specifico e salta l’URL nel suo complesso. Poi, Googlebot analizza la risposta per altri URL nell’attributo href dei link HTML e aggiunge questi indirizzi alla coda di scansione (per impedire il rilevamento del link, utilizza il meccanismo nofollow, si legge nel documento ufficiale).

Dal punto di vista tecnico, “la pagina potrebbe rimanere in questa coda per alcuni secondi, ma potrebbe anche restarci più a lungo”, ci viene spiegato. Il lavoro continua: “quando le risorse di Googlebot lo consentono, un Chromium headless esegue il r