Ripetiamo spesso che le immagini sono una importante fonte di traffico organico, e negli ultimi anni il team di Mountain View sta dedicando ancora maggior cura e attenzione a Google Immagini, sempre più un motore di ricerca parallelo e ricco di funzioni. L’ultima, appena lanciata negli Stati Uniti, consente agli utenti di ottenere maggiori informazioni su ciò che stanno vedendo, grazie a una integrazione con il Knowledge Graph.

I progressi di Google Immagini

“Negli ultimi anni abbiamo reso più utile Google Immagini aiutandoti a esplorare oltre l’immagine stessa”, scrive Angela Wu, Software Engineer di Search, nel post sul blog The Keyword in cui annuncia la nuova feature.

Ad esempio, ricorda, “abbiamo aggiunto didascalie sulle immagini in miniatura nei risultati di ricerca, puoi usare Lens per cercare all’interno delle immagini che trovi e puoi esplorare idee simili con la funzione Immagini correlate”.

Secondo la Wu, “tutti questi miglioramenti hanno l’obiettivo comune di rendere più facile trovare l’ispirazione visiva, imparare cose nuove e fare di più”.

Più informazioni sulle immagini con il Knowledge Graph

A partire dalla scorsa settimana, ha quindi debuttato negli Stati Uniti la nuova funzionalità che consente di trovare rapidamente informazioni rapide su ciò che vediamo nelle foto di Google Immagini, visualizzate sotto l’immagine su cui abbiamo cliccato.

In pratica, spiega la Software Engineer, “quando cerchi un’immagine da smartphone potresti vedere i dati dal Knowledge Graph relativi al risultato: le informazioni possono includere entità come persone, luoghi o cose correlati all’immagine, provenienti dal database del Knowledge Graph con i suoi miliardi di fatti, e ti aiuteranno a esplorare di più e meglio l’argomento”.

Questa funzione “inizierà ad apparire su alcune immagini di persone, luoghi e cose in Google Immagini e si espanderà a più immagini, lingue e superfici nel tempo”, consentendo agli utenti di imparare “qualcosa di nuovo sulle immagini da tutto il Web”.

Come funziona l’ultima feature di Google Immagini

L’articolo entra anche nel dettaglio del funzionamento di questo nuovo strumento, che aiuterà a comprendere in maniera veloce ed efficace se l’immagine che stiamo visualizzando e la relativa pagina web sono pertinenti e rilevanti per la nostra ricerca e il nostro intento.

“Supponiamo che tu stia cercando bellissimi parchi statali da visitare nelle vicinanze”, dice Angela Wu: “vuoi fare un bagno durante la tua esplorazione, quindi clicchi sull’immagine di un parco con un fiume. Sotto la foto potresti vedere argomenti correlati, come il nome del fiume o la città in cui si trova il parco. Se tocchi un topic specifico, si espanderà e ti mostrerà una breve descrizione della persona, del luogo o della cosa a cui fa riferimento, insieme a un link per ulteriori informazioni e altri argomenti correlati da esplorare”.

È più facile vedere il funzionamento in questa gif che descriverlo!

Esempio della nuova feature Google Immagini

Oppure, “stai cercando informazioni sul lavoro di un famoso architetto per prendere ispirazione per una ristrutturazione domestica o un progetto artistico: potresti imbatterti in questo articolo su un architetto che ha vinto un premio ed essere in grado di imparare facilmente di più sulla donna a cui è intitolato quel riconoscimento”.

Come funziona il collegamento tra Immagini e Knowledge Graph

Collegamento tra immagini e Knowledge Graph

Dal punto di vista tecnico, per generare questi collegamenti alle entità pertinenti del Knowledge Graph Google prende “ciò che comprendiamo sull’immagine attraverso il deep learning, che valuta i segnali visivi e testuali di un’immagine, e lo combiniamo con il nostro sistema di comprensione del testo sulla pagina Web dell’immagine”.

Queste informazioni aiutano a determinare quali sono le più probabili entità – persone, luoghi o cose – rilevanti per un’immagine specifica; il sistema poi abbina tutto questo agli argomenti esistenti nel Knowledge Graph, facendoli emergere in Google Immagini quando “siamo sicuri di aver trovato una corrispondenza”.

Una nuova fonte di traffico organico per la SEO?

Questa feature potrebbe portare interessanti benefici al traffico di un sito: l’aggiunta di contesto, infatti, potrebbe rendere più attraenti le immagini e aumentare le possibilità di clic anche verso il sito. “È quasi come se Google aggiungesse una meta description ai risultati della ricerca di immagini”, sintetizza Matt Southern su Search Engine Journal, anche se le immagini e i fatti che compaiono sotto provengono da fonti diverse.

Negli esempi mostrati da Google, in particolare, si nota che l’immagine provenga da un sito Web mentre le informazioni aggiuntive sono prese da un’altra fonte, ovvero quelle attendibili per Google (come dicevamo anche nell’articolo sul Knowledge Panel).

Questo significa, dunque, che al momento sembra esserci un controllo limitato per i proprietari di siti sulle informazioni visualizzate sotto le loro immagini nei risultati di ricerca, ma anche che Google sta fornendo agli utenti ulteriori informazioni sulle immagini che potrebbero potenzialmente generare più clic sulla fonte dell’immagine.