Sono stati mesi intensi per Google, con tanto dinamismo sia sul fronte della Ricerca – quello che interessa più direttamente chi opera nel settore SEO – che sugli altri prodotti dell’ecosistema di Mountain View, che si estende sempre più. È quindi utile fare un punto sulle ultime novità, grazie all’ormai abituale video di sintesi della serie Google Search News, che ci ricorda quali sono stati gli sviluppi più recenti del lavoro di Big G dopo l’appuntamento di settembre.

Il sommario di Google Search News di novembre 2020

Le novità di Google tra ottobre e novembre

A farci da guida e conduttore in questo speciale TG è come sempre John Mueller (ovviamente ancora in versione “domestica” dalla Svizzera), che presenta subito il sommario di questo episodio: si parla della rebranding complessivo dei canali Google (che ora si chiamano Google Search Central), delle ultime novità relative alla Search Console, delle evoluzioni delle Stories “e molto altro ancora”.

Il logo di Google Search News

Il rebranding dei canali Google

I più attenti avranno notato che dall’11 novembre Google ha deciso di fare un rebranding di molte delle sue risorse online, abbandonando il termine “webmaster” che poteva creare dei fraintendimenti rispetto ai destinatari di queste informazioni.

Come spiegato da Google, “ci siamo resi conto che l’uso del termine webmaster è in netto declino” e “pochissimi professionisti del web si identificano più come webmaster”, ma è più probabile “che si chiamino Search Engine Optimizer (SEO), marketer online, blogger, sviluppatore web o proprietari del sito”.

Allo stesso tempo, però, “non esiste un termine che riassuma perfettamente i lavori che fanno tutte le persone che aiutano un sito ad avere successo sul motore di ricerca” e quindi si è scelto di “fare focus maggiormente sull’argomento di cui parliamo” (che è appunto Google Search) in tutti i canali e le risorse ufficiali della compagnia, con l’obiettivo di “aiutare le persone a migliorare la visibilità del loro sito web su Ricerca Google”.

Gli effetti del cambio nome

E così, ora il blog ufficiale non si chiama più “Google Webmasters Central” ma Google Search Central; stessa modifica è toccata al canale YouTube (non più “Google Webmasters”, ma Google Search Central) e agli account social (ad esempio, su Twitter ora non esiste più @googlewmc Google Webmasters, ma i cinguettii arrivano da @googlesearchc).

Con questo cambiamento, Google ha anche preso “la grande quantità di contenuti disponibili per i proprietari dei siti relativi alla ricerca e migrato tutto in una posizione centrale, migliorandola per il nuovo contesto”. Ciò include molti articoli dell’Help Center per la Search Console o le migliaia di post sui webmasters blog in 13 lingue, e questo spostamento renderà più semplice accedere alle versioni localizzate delle risorse.

La nuova mascotte di Google, il ragno

Una nuova mascotte accanto a Googlebot

In occasione della migrazione c’è stata anche la presentazione ufficiale della nuova mascotte che accompagnerà Googlebot, un “sidekick” a forma di spider che al momento è ancora senza nome. Google ha infatti proposto un sondaggio alla platea del Web per dare un nome a questo nuovo e simpatico aiutante/spalla, e al momento ci sono state proposte come Webster, Spidex e così via – non resta che attendere per conoscere quale sarà la decisione finale.

I cambiamenti in atto nella Google Search Console

Mueller passa poi a ripercorrere le ultime novità relative alla Google Search Console, piattaforma a cui Mountain View dedica sempre attenzioni particolari.

La novità più rilevante è la temporanea disabilitazione di alcune funzionalità dello strumento Controllo URL, che influisce sulla capacità di richiedere l’indicizzazione degli URL direttamente attraverso Google Search. Il team di Big G sta lavorando all’infrastruttura che supporta la funzione “per contribuire a renderla più robusta per voi e per il vostro sito” e per restituirla quanto prima, sapendo che “può essere frustrante non poter effettuare aggiornamenti il più rapidamente possibile in Search”.

Le alternative allo Strumento Controllo URL

Nel frattempo, Mueller raccomanda “vivamente di usare i metodi abituali per aiutare i motori di ricerca a trovare e indicizza il tuo contenuto”: e quindi, assicurarsi che il sito web sia correttamente accessibile, che linki in modo ben visibile le nuove pagine e che ci siano sitemap che comunichino a Google aggiornamenti in modo automatico. Questi metodi dovrebbero essere usati sempre, suggerisce il Googler, anche quando tornerà “la funzione di indicizzazione su richiesta, poiché sono scalabili e automatici”.

Un nuovo crawl status report

Proprio sul finire del mese di novembre, poi, è stata presentata la nuova versione del Rapporto Statistiche di scansione (Crawl stats report), pensata per “aiutare i proprietari di siti web a capire meglio come Googlebot esegue la scansione dei loro siti”.

In particolare, il rapporto offre quattro nuove interessanti funzionalità:

  • Numero totale di richieste raggruppate per codice di risposta, tipo di file sottoposto a scansione, scopo della scansione e tipo di Googlebot.
  • Informazioni dettagliate sullo stato dell’host
  • Esempi di URL per mostrare dove si sono verificate le richieste del sito
  • Riepilogo completo per proprietà con più host e supporto per proprietà di dominio.

In breve, lo strumento permetterà di capire meglio e più facilmente come Googlebot esegue la scansione del sito, mostrando la cronologia della scansione di Google nei grafici overtime, i tipi e le dimensioni dei file restituiti dal sito, i dettagli delle richieste di scansione nelle liste di esempio e la traccia dei problemi di disponibilità del sito nella visualizzazione dello stato dell’host.

Gli sviluppi delle Web Stories

Non mancano riferimenti alle Web Stories, il nuovo format su cui Google sta concentrando molta attenzione e che viene messo in evidenza in Search e anche in Discover.

Per semplificare la creazione di contenuti per Web Stories – “che sono anche normali pagine HTML, quindi possono essere ottimizzate con tutto quello che potreste aver imparato sulla SEO”, dice Mueller – Google ha lanciato un plugin su WordPress che è stato già più volte aggiornato, oltre a ospitare contributi sul canale YouTube di Web Creators per spiegare come creare delle storie attraenti.

Il Google Page Experience Update arriva a maggio 2021

Il video termina ricordando la nuova data – che dovrebbe essere impressa nella mente di tutti i professionisti del web – ufficializzata per la partenza del Google Page Experience Update, che come sappiamo debutterà nel mese di maggio 2021.

Da quel momento i Core Web Vitals e altri parametri legati alla user experience diventeranno fattori di ranking, motivo per cui “siate rapidi e rendete veloci le vostre pagine, perché ne beneficeranno anche i vostri utenti”.