Google lancia nuove ottimizzazioni per i momenti chiave dei video in Ricerca

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Ci sono sempre più video nella Ricerca Google, dicevamo qualche tempo fa, e ora ci sono anche nuovi modi per ottimizzare queste risorse sulle pagine dei nostri siti: dopo aver lanciato i “momenti chiave” due anni fa, infatti, ora Google rende più semplice l’abilitazione di questa funzione per i video pubblicati sui siti, senza più la necessità di etichettare manualmente ogni segmento per farli apparire nei rich snippet delle SERP.

Il nuovo modo per abilitare i momenti chiave dei video nella Ricerca

L’annuncio arriva da Danielle Marshak, Product Manager della compagnia americana, che scrive un post sul blog per spiegare la portata dell’intervento, che appunto consente di abilitare i momenti chiave per i video caricati sul nostro sito (e non su YouTube) in un modo meno complesso.

Tutto ciò che dobbiamo fare, ora, “è comunicare a Google il pattern URL per passare a un timestamp specifico all’interno del video”: Google utilizzerà “l’intelligenza artificiale per identificare i momenti chiave nel video e visualizzare i link diretti a quei momenti nei risultati di ricerca”.

esempio dei momenti chiave nei video

I momenti chiave aiutano sempre più persone a “connettersi direttamente con i segmenti più rilevanti dei video e a navigarli come i capitoli di un libro”. Google ha continuato a espandere e migliorare la funzionalità dei momenti chiave dei video sin da quando sono stati lanciati per la prima volta nel 2019, facendo evolvere il design e aggiungendo i momenti chiave a più video, inclusi dispositivi mobili e desktop, in tutte le aree geografiche in cui è disponibile Ricerca Google.

Grazie a questa ultima modifica, i proprietari dei siti non avranno più “lo sforzo di etichettare manualmente ogni segmento”.

Come funziona SeektoAction per i video

Il nuovo sistema per ottimizzare i video per i risultati di ricerca sfrutta il markup SeektoAction, annunciato Google I/O 2021 e testato in beta per diversi mesi.

Questa proprietà, ora ufficialmente fuori beta e supportata per qualsiasi sito con video, comunica appunto a Google come funziona la struttura dell’URL, in modo che il motore di ricerca possa mostrare i momenti chiave identificati automaticamente per il video, rimandando gli utenti a un punto specifico del contenuto.

C’è da sottolineare che il markup SeekToAction si applica solo ai video incorporati nel nostro sito: se pubblichiamo video su piattaforme di terze parti in cui non controlliamo il markup schema.org, bisognerà contattare tali piattaforme per veder