Siamo nel pieno della attention economy, dicevamo nei mesi scorsi, e chi opera online deve adottare un nuovo e diverso approccio che consideri anche la produzione di contenuti multimediali: in particolare, continua a crescere a livello globale il consumo di video online e Google sta aumentando i modi in cui fa emergere i contenuti video da diverse fonti sul Web. Per questo, il nuovo appuntamento con i Lightning Talks si concentra proprio sui consigli e sulle best practices per ottimizzare i video e aumentare le possibilità che siano indicizzati e visualizzati su Google.

Come ottimizzare i video per la SEO, i consigli di Google

La lezione è affidata a Danielle Marshak, Product Manager di Google, che esamina il modo in cui i proprietari di siti possono inviare segnali per comunicare l’argomento di un video: quando il motore di ricerca è effettivamente in grado di capire di cosa tratta la risorsa, saprà come far emergere il video nel sistema della Ricerca e in Google Discover.

Tra i miliardi di ricerche effettuate su Google ogni giorno, molte riguardano contenuti video e quindi i motori di ricerca come Google devono lavorare anche su questi contenuti multimediali e indicizzano video da milioni di siti in tutto il web, che coprono argomenti che vanno dalle notizie allo sport e dallo shopping all’educazione, pubblicati da siti di ogni dimensione, da singoli editori a grandi piattaforme.

“Ovunque si trovino i video, noi vogliamo aiutare le persone a trovare i video più rilevanti per le loro ricerche e interessi”, spiega Marshak, perché “la missione di Google è organizzare le informazioni del mondo e renderle universalmente accessibili e utili” e, nello specifico, “comprendere a fondo i video da diverse fonti sul web in modo da poter aiutare gli utenti a trovare in modo efficiente ciò che stanno cercando”.

Come funziona l’indicizzazione dei video su Google

Prima di passare ai consigli pratici, però, il video fa una digressione tecnica per spiegare come fa Google a trovare e indicizzare tutti questi video.

In primo luogo, quando si parla di indicizzare un video o di visualizzare un risultato video nella ricerca “intendiamo davvero la combinazione di quel video e della pagina web in cui si trova”.

Nel corso dell’attività di scansione del web, Google identifica i video sulle pagine web usando una varietà di segnali, inclusi i dati sulla pagina – come i tag HTML del video e i markup dei dati strutturati – e dati inviati separatamente, come le sitemap video.

Quando identifica un video su una pagina, Google cerca “di capire di cosa tratta il video in modo che possa apparire agli utenti che stanno cercando quell’argomento”: alcune di queste informazioni provengono dal testo della pagina – come il titolo della pagina, i titoli e le didascalie vicino al video – o da segnali su altre pagine, come i link referral, ma Google può anche recuperare il file video sottostante per analizzare il suo contenuto audio e visivo.

Come appaiono i video su Google

Dove appaiono i video su Google

I video possono apparire nella pagina principale dei risultati di ricerca su Google, nel tab di ricerca video e nella scheda di ricerca delle immagini; inoltre, è possibile trovare video anche in Discover, il feed per dispositivi mobile che mostra contenuti relativi agli interessi degli utenti e che, da qualche tempo, sta sperimentando anche il formato “Tik Tok”.

Nelle SERP i risultati video vengono visualizzati sia nei risultati di ricerca combinati sia nei risultati di ricerca video; quando un utente fa clic sul risultato video, sarà indirizzato alla pagina dove potrà guardare il video.

I caroselli di video in SERP

Spesso queste risorse sono elencate e raggruppate insieme, come si può vedere in questi esempi su mobile e desktop: i carousel mostrano risultati in cui un video è il contenuto principale della pagina come identificato dai classificatori di Google.

Esempi di video con contenuti misti

Google può anche mostrare video da pagine web che hanno contenuti misti (testo e video) e video nella casella delle notizie, top stories e altri elementi, come in questo esempio.

Ci sono anche feature come quello mostrato nell’immagine, per le pagine che mostrano più video in una serie o playlist.

Esempi di playlist di video

Oltre alle informazioni di base sui video – come la thumbnail, il titolo e la durata – alcuni risultati video mostrano informazioni aggiuntive, come un badge per indicare che un video è un live stream o momenti chiave all’interno del video.

SERP Google, video con informazioni aggiuntive

Questi sono solo alcuni esempi di feature su Google in cui possono apparire i video di qualsiasi sito e ci aiutano ad avere un’idea di come potrebbero essere visualizzati i video del nostro sito.

I segnali SEO per i video che usa Google

Per riepilogare, quindi, Google utilizza alcuni segnali per identificare i video e altri segnali per comprendere i video.

Per l’identificazione utilizza:

  • Tag HTML, ad esempio <video>, <embed> o <object>.
  • Dati strutturati. Possiamo utilizzare diversi formati, ma Google consiglia di utilizzare la sintassi VideoObject di schema.org nel formato JSON-LD.
  • Sitemap per video, una Sitemap XML che Google utilizza per trovare i video sul sito e che può anche fornire informazioni su un video, utile per aiutare Google a trovare video nuovi o aggiornati; inoltre, un singolo file può descrivere molti video, evitando a Google di dover eseguire la scansione e rilevare le modifiche pagina per pagina.

Dopo aver eseguito la scansione di una pagina e identificato che contiene un video, Google inizia a cercare segnali per capire di cosa tratta il video, che consentono alla risorsa di essere visualizzata per ricerche pertinenti.

Questi segnali per la comprensione sono:

  • Testo sulla pagina: come titolo della pagina, intestazioni e didascalie vicino al video.
  • Link referral: segnali inviati da altri siti che linkano al video.
  • Dati strutturati: markup che comunica i metadati dei video a Google.
  • File video: Google può recuperare e analizzare il file stesso per comprendere il contenuto audio e video.

La SEO per i video

La SEO per i video consiste nell’aggiungere gli elementi giusti a una pagina in modo che i segnali di cui sopra siano chiaramente comunicati a Google.

Seguendo alcune best practices semplici, possiamo rendere i nostri video idonei a queste feature, offrendo un’anteprima visiva dei risultati più accattivante che aiuterà gli utenti a trovare più facilmente i nostri contenuti.

Le 5 best practices per ottimizzare i video

Ecco quindi le cinque raccomandazioni di Danielle Marshak per ottimizzare i video per farli apparire in Google Search e Discover.

  1. Rendere il video pubblicamente accessibile

Il primo passo per fare in modo che i video vengano scoperti da Google è assicurarsi che siano disponibili pubblicamente sul Web. Ciò significa che il video dovrebbe avere una pagina web corrispondente con un URL a cui Google può accedere.

Un video deve anche essere facilmente visibile su una pagina senza richiedere il caricamento di complesse azioni da parte dell’utente.

  1. Utilizza dati strutturati

Per aiutare Google a trovare video e capire di cosa tratta, i proprietari dei siti possono fornire dati strutturati utilizzando il markup VideoObject di Schema.org.

Il markup può includere informazioni come il titolo del video, la descrizione, la durata, la miniatura, gli URL dei file di contenuti video e altro ancora.

È possibile utilizzare anche dati strutturati aggiuntivi per abilitare funzioni di ricerca speciali, come il badge video “LIVE” per i live streaming e i key moment.

  1. Fornire thumbnail di alta qualità

È utile fornire miniature di alta qualità per ogni video agli URL a cui Google può accedere.

Se una miniatura non è accessibile a Google, la pagina potrebbe non essere in grado di apparire nelle funzioni video; ad esempio, se l’URL della miniatura è bloccato con robots.txt, Google non potrà accedervi.

  1. Inviare una Sitemap video

Le Sitemap video sono un altro modo per aiutare Google a trovare contenuti video associati alle pagine del sito.

Questo file può anche includere tag metadati per aiutare Google a capire di cosa trattano i video.

  1. File video accessibili

In ultimo, bisogna assicurarsi che Google possa recuperare i file dei contenuti video – ed è bene sapere che può eseguire la scansione dei seguenti formati di file video: .3g2, .3gp2, .3gp, .3gpp, .asf, .avi, .divx, .f4v, .flv, .m2v, .m3u8, .m4v, .mkv, mov, .mp4, .mpe, .mpeg, .mpg, .ogv, .qvt, .ram, .rm, .vob, .webm, .wmv, .xap.

Possiamo ottenere diversi benefici se Google riesce ad accedere correttamente al contenuto visivo e audio dei file video. Innanzitutto, può far apparire queste risorse in evidenza per query dove sono pertinenti.

Inoltre, Google può scegliere alcuni secondi del video da usare come clip di anteprima, che può essere più accattivante di una miniatura statica; possiamo utilizzare il meta tag robots max-video-preview per controllare la durata di queste anteprime.

Terzo, Google può “identificare automaticamente i momenti chiave all’interno del video, in modo che gli utenti possano navigarli come i capitoli di un libro”.

Google aggiorna la documentazione di guida ai video

Contestualmente al video di Lightning Talks, Google ha anche aggiornato la guida alle best practice per i video per chiarire i passaggi più importanti che possiamo eseguire per aiutare Google a trovare, indicizzare e comprendere i video.

In generale, la guida spiega come:

  • Aiutare Google a trovare i video.
  • Assicurarsi che i video possano essere indicizzati.
  • Consentire a Google di recuperare i file dei contenuti video.
  • Abilitare funzionalità video specifiche.
  • Rimuovere, limitare o aggiornare i video secondo necessità.