Le immagini sono il nuovo fronte a cui sta dedicando attenzione il colosso di Mountain View, che in occasione dell’evento globale Google I/O ha dedicato un focus specifico alle feature che saranno aggiunte a breve al sistema di ricerca per immagini. In sintesi, saranno supportati file di qualità superiore, saranno abilitate le immagini 3D e gli utenti potranno scorrere (swipare) le pagine AMP direttamente da una foto.

Che cos’è Google Immagini o Google Image Search

Prima di scoprire le evoluzioni future del sistema, apriamo una parentesi quasi sicuramente superflua per raccontare la storia e le origini di questo strumento: lanciato ufficialmente il 12 luglio 2001 (e quindi quasi 4 anni dopo Google Search basic), Google Immagini è il motore di ricerca di immagini sul Web, che funziona in modo parallelo alla classica Ricerca Google.

Come si racconta online, Google Image Search divenne necessario quando gli sviluppatori di Mountain View si trovarono di fronte alla “query di ricerca più popolare” vista nei quattro anni di attività di Google Search. Jennifer Lopez in her exotic green Versace dress, questa la query che convinse definitivamente dell’importanza di fornire agli utenti anche uno strumento di ricerca di immagini, che poi si è evoluto costantemente ed è stato integrato alla Ricerca di base.

A cosa serve la ricerca per immagini secondo Google

Nel corso della Google’s Webmaster Conference di novembre 2019, Francois Spies – Product Manager per Google Images, ha ripercorso l’evoluzione di Google Immagini negli ultimi cinque anni mettendola in relazione alle nuove considerazioni e riflessioni sull’utilità di queste risorse multimediali per la ricerca.

Nello specifico, secondo Google la ricerca per immagini non serve solo a trovare una foto, ma le persone utilizzano il sistema “per fare le cose nel mondo reale”, perché in molti casi sfruttano questo motore per fare shopping, trovare idee di interior design, ispirazioni varie, imparare visualmente come fare determinate operazioni e così via.

E quindi, la ricerca di immagini è “uno strumento che aiuta i cervelli delle persone a elaborare le informazioni più velocemente rispetto alla lettura di una pagina web”, e Google ha cambiato il suo motore di ricerca per riflettere i diversi casi d’uso e supportare le persone in maniera più appropriata.

Come è cambiata la Ricerca Immagini di Google negli anni

Inizialmente – e fino a due anni fa circa – Google forniva semplicemente immagini senza contesto, rendendo più difficile per gli utenti capire da dove provenisse l’immagine e navigare per completare l’azione che avevano in mente.

Per questo sono state apportate molte modifiche, servite innanzitutto a fornire più contesto alle immagini grazie alla comparsa di snippet testuali e dell’indicazione del dominio in cui è stata caricata la risorsa. Un intervento apparentemente semplice e minore, ma che consente agli utenti di determinare quale risultato è più rilevante per loro in base al loro caso d’uso.

Molto importante in questo senso è stata la diffusione degli smartphone e della navigazione mobile: proprio sui dispositivi mobili ha debuttato la nuova versione di Google Immagini – poi implementata anche per i desktop – con un ammodernamento del visualizzatore dell’anteprima, modifiche estetiche e un pulsante “visita pagina” che collega direttamente all’URL del sito classificato.

Modificato l’approccio al ranking delle immagini

Allo stesso tempo è cambiato anche l’approccio al ranking dei risultati multimediali: nel backend Google è passato dal considerare semplicemente le immagini a valutare per il posizionamento le “immagini pubblicate sulle landing page migliori in base a ciò che l’utente vuole realizzare”, per aiutare in maniera più precisa le persone a trovare il contenuto dietro l’immagine.

L’utilizzo dei dati strutturati

Sempre nell’ottica di aiutare al massimo gli utenti Google ha spinto molto sull’utilizzo di dati strutturati per la ricerca di immagini di prodotti, ricette e video con gli appositi markup e oggi le informazioni incluse nei dati strutturati vengono visualizzate dagli utenti quando fanno clic su un’immagine per allargare l’anteprima.

La nuova interfaccia di Google Immagini

Guardando in particolare alle ultime novità introdotte nel sistema, la prima modifica è stata (apparentemente) solo di usabilità: ad agosto scorso è partita la nuova interfaccia di Google Immagini, con un design differente soprattutto per il box di preview della risorsa selezionata.

La ricerca per immagine si rinnova

Cliccando su una delle miniature proposte dal motore di ricerca, infatti, ora si apre un riquadro scuro sulla destra con un’anteprima della foto in dimensioni più grandi e le informazioni principali sul sito ospitante, con doppio link alla pagina e didascalie aggiunte alle immagini correlate mostrate sotto l’immagine selezionata, per consentire di conoscere la destinazione prima di fare clic.

Come cambia Google Images

La caratteristica importante, evidenziata anche da un post sul blog ufficiale di Google, è che il pannello laterale si affianca alla pagina dei risultati e non la sostituisce, lasciando dunque visibili le altre immagini posizionate su Google Immagini per permettere ulteriori confronti all’utente.

Nuova interfaccia Google Immagini

Informazioni aggiuntive sui prodotti in foto

Inoltre, a seconda della query il motore di ricerca può fornire anche dettagli informativi ulteriori: in particolare, le ricerche transazionali possono riportare “dettagli come il marchio, il prezzo, la disponibilità e le recensioni” per facilitare le decisioni di acquisto. Una scelta che potrebbe favorire anche chi sfrutta questo canale per ottenere traffico organico e conversioni, perché grazie alla nuova “interfaccia aggiornata le persone hanno maggiori probabilità di visitare una pagina Web per ottenere informazioni utili per un’attività o per acquistare un prodotto sul tuo sito”, scrivono da Google.

Immagini Google, in arrivo nuove feature

Nei suoi diannove anni di vita, sono stati vari i cambiamenti implementati in Google Image, che ha funzioni e filtri autonomi e specifici rispetto alla Ricerca classica, ma che forse non ha mai goduto della giusta considerazione da parte di webmaster e SEO. Le cose potrebbero cambiare ora che sono pronti i nuovi interventi di aggiornamento dello strumento, che segnalano anche l’attenzione che Big G dedica al tema, correlata a sua volta alle abitudini degli utenti.

Risoluzione maggiore nella Ricerca per immagini

Gli sviluppatori di Mountain View sono al lavoro anche per mettere a punto un nuovo programma che consente di caricare immagini in risoluzione maggiore in Google Immagini. I siti potranno attivare le immagini per questo programma specifico tramite un markup speciale da usare servizi come Google Image, AMP, Google Discover e altri luoghi in cui gli utenti possono apprezzare la visualizzazione di un’immagine di qualità molto più elevata.

Stando a queste indiscrezioni, dunque, si dovrebbe trattare di un servizio attivabile su richiesta del sito (opt-in-only feature) tramite un markup specifico, ma il rischio è che non aderire a questo programma  e non fornire immagini di qualità più elevata potrebbe portare a perdite di traffico, vista l’importanza odierna di queste risorse (e ne abbiamo parlato anche a proposito di Google Discover). Al momento comunque non ci sono ancora indicazioni specifiche, ma nel corso dell’I/O 2019 è stato annunciato che l’annuncio del rilascio della funzione arriverà attraverso un post ufficiale sul blog di Google Webmaster.
Google Immagini supporta risorse in 3D

Google Ricerca Immagini ora supporta file in 3D

Dovrebbero arrivare già entro quest’anno su alcune ricerche selezionate le funzionalità di realtà aumentata già mostrate da Google alla tradizionale convention annuale, che consentono di introdurre e mostrare nei risultati di ricerca oggetti e immagini 3D che danno un senso di scala e dettaglio. Sarà possibile posizionare, visualizzare e interagire gli oggetti 3D direttamente nei propri “spazi“, quelli mostrati dalla fotocamera del dispositivo, e la funzione apre a una serie di utilizzi interessanti.

La funzionalità è stata lanciata live per le ricerche su Google in America a partire dal 30 maggio 2019, come rivelato da Barry Schwartz su SE Roundtable, dove è stato caricato anche un video che mostra come effettivamente funziona la nuova feature della Ricerca Google Immagini da dispositivo mobile.
Il potenziale markup delle Immagini 3D - da SearchEngineLand

Come funziona la ricerca di Google Immagini in 3D

Ad esempio, Google Immagini e il Knowledge Panel mostreranno elementi tridimensionali di AR quando si lanciano query su determinati animali (nell’I/O il test è stato fatto con uno squalo) e l’elenco di elementi è in crescendo. In termini pratici, il servizio potrà essere utilizzato per scoprire l’effetto di un nuovo divano (in 3D) nel soggiorno di casa, di un nuovo armadio nell’ufficio o delle scarpe ai propri piedi, oppure scoprire visivamente (e non solo più leggere) come si muove un muscolo.

Anche per questa feature siamo ancora in attesa di aggiornamenti, ma Google ha fornito qualche indiscrezione sul markup che i siti dovrebbero utilizzare per comunicare le pagine che hanno incorporato le immagini 3D. Si tratta di un’anteprima ancora in beta, quindi da accogliere con un pizzico di necessaria diffidenza.

Swipe per navigare le pagine AMP

La terza funzione che è stata introdotta rispetto alle immagini riguarda il metodo di visualizzare le pagine AMP di articoli correlati alle foto come compaiono in Google Immagini, di cui avevamo dato qualche anticipazione qualche tempo fa. Grazie a questa feature, l’utente potrà fare uno swipe sull’immagine per navigare la relativa pagina AMP e leggere il contenuto di suo interesse.

Google Immagini, le valutazioni e l’impatto sulla SEO

Queste notizie dovrebbero convincere definitivamente sull’importanza delle immagini per la SEO, un fattore che spesso invece si tende a trascurare quando si valutano le possibilità di ottimizzazione on page dei contenuti. D’altra parte, negli ultimi mesi alcune delle voci pubbliche più famose di Google, a cominciare da John Mueller e Gary Illyes, avevano detto chiaramente a webmaster e SEO che Google Immagini era qualcosa a cui avrebbero dovuto prestare maggiore attenzione.

L’ottimizzazione SEO delle immagini per Google

Non bisogna poi dimenticare che Google Immagini può portare molto traffico organico a un sito ben posizionato, per cui è dunque importante curare l’ottimizzazione SEO per le immagini.

Il primo consiglio è di verificare che l’immagine sia effettivamente indicizzata in Google Immagini, testando gli URL del sito attraverso gli strumenti di test di Google e controllando che siano esatti i valori relativi all’attributo “src” dei tag dell’immagine (oltre all’uso corretto del tag  <img> nel codice HTML). Sempre lato SEO tecnica, è bene aggiungere una image sitemap per velocizzare il modo in cui GoogleBot trova le immagini del sito.

Consigli per migliorare il rendimento delle immagini su Google

Passando alle ottimizzazioni più pratiche, bisogna scrivere sempre degli alt text, che servono a Google per comprendere il contesto in cui si inserisce la foto, passando poi per l’uso di dati strutturati e altri meta data per consentire una migliore interpretazione e indicizzazione della risorsa, che può essere poi mostrata nelle SERP.

Come diceva John Mueller, al di là delle novità di Google è evidente che oggi le immagini stanno riguadagnano importanza a livello generale nel Web, e bisogna sempre tener presente che queste risorse, ben posizionate su Google Immagini, possono essere un canale con cui gli utenti scoprono e navigano un sito.