È Google Immagini il nuovo fronte a cui sta dedicando attenzione il colosso di Mountain View, che in occasione dell’evento globale I/O ha dedicato un focus specifico alle feature che saranno aggiunte a breve al sistema di ricerca per immagini. In sintesi, saranno supportati file di qualità superiore, saranno abilitate le immagini 3D e gli utenti potranno scorrere (swipare) le pagine AMP direttamente da una foto.

Che cos’è Google Immagini o Google Image Search

Prima di scoprire le evoluzioni future del sistema, apriamo una parentesi quasi sicuramente superflua per raccontare la storia e le origini di questo strumento: lanciato ufficialmente il 12 luglio 2001 (e quindi quasi 4 anni dopo Google Search basic), Google Immagini è il motore di ricerca di immagini sul Web, che funziona in modo parallelo alla classica Ricerca Google.

Come si racconta online, Google Image Search divenne necessario quando gli sviluppatori di Mountain View si trovarono di fronte alla “query di ricerca più popolare” vista nei quattro anni di attività di Google Search. Jennifer Lopez in her exotic green Versace dress, questa la query che convinse definitivamente dell’importanza di fornire agli utenti anche uno strumento di ricerca di immagini, che poi si è evoluto costantemente ed è stato integrato alla Ricerca di base.

Immagini Google, in arrivo nuove feature

In questi 18 anni sono stati vari i cambiamenti implementati in Google Image, che ha funzioni e filtri autonomi e specifici rispetto alla Ricerca classica, ma forse non ha mai goduto della giusta considerazione da parte di webmaster e SEO. Le cose potrebbero cambiare ora che sono pronti i nuovi interventi di aggiornamento dello strumento, che segnalano anche l’attenzione che Big G dedica al tema, correlata a sua volta alle abitudini degli utenti.

Risoluzione maggiore nella Ricerca per immagini

Il primo fronte di lavoro degli sviluppatori di Mountain View è servito a mettere a punto un nuovo programma che consente di caricare immagini in risoluzione maggiore in Google Immagini. I siti potranno attivare le immagini per questo programma specifico tramite un markup speciale da usare servizi come Google Image, AMP, Google Discover e altri luoghi in cui gli utenti possono apprezzare la visualizzazione di un’immagine di qualità molto più elevata.

Stando a queste indiscrezioni, dunque, si dovrebbe trattare di un servizio attivabile su richiesta del sito (opt-in-only feature) tramite un markup specifico, ma il rischio è che non aderire a questo programma  e non fornire immagini di qualità più elevata potrebbe portare a perdite di traffico, vista l’importanza odierna di queste risorse (e ne abbiamo parlato anche a proposito di Google Discover). Al momento comunque non ci sono ancora indicazioni specifiche, ma nel corso dell’I/O 2019 è stato annunciato che l’annuncio del rilascio della funzione arriverà attraverso un post ufficiale sul blog di Google Webmaster.
Google Immagini supporta risorse in 3D

Google Ricerca Immagini ora supporta file in 3D

Dovrebbero arrivare già entro la fine del mese di maggio su alcune ricerche selezionate le funzionalità di realtà aumentata già mostrate da Google alla tradizionale convention annuale, che consentono di introdurre e mostrare nei risultati di ricerca oggetti e immagini 3D che danno un senso di scala e dettaglio. Sarà possibile posizionare, visualizzare e interagire gli oggetti 3D direttamente nei propri “spazi“, quelli mostrati dalla fotocamera del dispositivo, e la funzione apre a una serie di utilizzi interessanti.

AGGIORNAMENTO DEL 31 MAGGIO. Giusto in tempo, si può dire: la funzionalità è stata lanciata live per le ricerche su Google in America a partire dal 30 maggio, come rivelato da Barry Schwartz su SE Roundtable, dove è stato caricato anche un video che mostra come effettivamente funziona la nuova feature della Ricerca Google Immagini da dispositivo mobile.
Il potenziale markup delle Immagini 3D - da SearchEngineLand

Come funziona la ricerca di Google Immagini in 3D

Ad esempio, Google Immagini e il Knowledge Panel mostreranno elementi tridimensionali di AR quando si lanciano query su determinati animali (nell’I/O il test è stato fatto con uno squalo) e l’elenco di elementi è in crescendo. In termini pratici, il servizio potrà essere utilizzato per scoprire l’effetto di un nuovo divano (in 3D) nel soggiorno di casa, di un nuovo armadio nell’ufficio o delle scarpe ai propri piedi, oppure scoprire visivamente (e non solo più leggere) come si muove un muscolo.

Anche per questa feature siamo ancora in attesa di aggiornamenti, ma Google ha fornito qualche indiscrezione sul markup che i siti dovrebbero utilizzare per comunicare le pagine che hanno incorporato le immagini 3D. Si tratta di un’anteprima ancora in beta, quindi da accogliere con un pizzico di necessaria diffidenza.

Swipe per navigare le pagine AMP

La terza funzione che sarà introdotta rispetto alle immagini riguarda il metodo di visualizzare le pagine AMP di articoli correlati alle foto come compaiono in Google Immagini, di cui avevamo dato qualche anticipazione qualche tempo fa. Grazie a questa feature, l’utente potrà fare uno swipe sull’immagine per navigare la relativa pagina AMP e leggere il contenuto di suo interesse.

Google velocizza il caricamento delle immagini

Le attenzioni di Google verso le risorse multimediali non finiscono qui, perché sempre negli stessi giorni la compagnia ha attivato ufficialmente un’altra feature utile, rendendo disponibile su Google Chrome Canary (la versione sperimentale del browser a disposizione degli sviluppatori) un sistema di caricamento delle immagini “lazy loading”.

Nel suo intervento all’I/O, la Product Manager di Chrome Tal Oppenheimer ha detto che i siti moderni sono più visual che mai e usano tantissime immagini ad alta risoluzione; tuttavia, caricare singolarmente tutte quelle immagini può rallentare il browser e sprecare i dati di connessione dell’utente, perché vengono caricate anche immagini che la persona non vedrà davvero.

Per questo, ha proseguito la Googler, è spesso meglio consentire il caricamento solo delle immagini che servono, tecnica nota come lazy loading; ritenendo che possa essere complicato per gli sviluppatori usare a tal proposito delle soluzioni JavaScript autonome (e, allo stesso tempo, mantenere alta la qualità dell’esperienza che si intende garantire per il proprio business), Google ha studiato una soluzione per semplificare e velocizzare il caricamento delle immagini dal proprio sito.

Soluzioni per gli sviluppatori in Chrome Canary

In termini pratici, selezionando un flag in Chrome Canary (e attivando la spunta su loading=”lazy”), è possibile testare la nuova esperienza di caricamento delle immagini dopo aver aggiunto i nuovi attributi di caricamento ai tag immagine; Chrome si incarica della parte rimanente per determinare quando caricare le immagini, valutando fattori come la velocità di connessione dell’utente, e controlla anche i primi due kilobyte delle diverse immagini sul sito per aggiungere un placeholder nelle giuste dimensioni.

Il risultato finale che deriva dal sistema è un’esperienza più fluida per i siti Web che possiedono immagini pesanti, che possono renderle fruibili in modo più veloce senza la necessità di scrivere codice aggiuntivo.
Le parole di Google sulle Immagini

Google Immagini, le valutazioni e l’impatto sulla SEO

Queste notizie dovrebbero convincere definitivamente sull’importanza delle immagini per la SEO, un fattore che spesso invece si tende a trascurare quando si valutano le possibilità di ottimizzazione on page dei contenuti. D’altra parte, negli ultimi mesi alcune delle voci pubbliche più famose di Google, a cominciare da John Mueller e Gary Illyes, avevano detto chiaramente a webmaster e SEO che Google Immagini era qualcosa a cui avrebbero dovuto prestare maggiore attenzione.

L’ottimizzazione SEO delle immagini per Google

Non bisogna poi dimenticare che Google Immagini può portare molto traffico organico a un sito ben posizionato, per cui è dunque importante curare l’ottimizzazione SEO per le immagini.

Il primo consiglio è di verificare che l’immagine sia effettivamente indicizzata in Google Immagini, testando gli URL del sito attraverso gli strumenti di test di Google e controllando che siano esatti i valori relativi all’attributo “src” dei tag dell’immagine (oltre all’uso corretto del tag  <img> nel codice HTML). Sempre lato SEO tecnica, è bene aggiungere una image sitemap per velocizzare il modo in cui GoogleBot trova le immagini del sito.

Consigli per migliorare il rendimento delle immagini su Google

Passando alle ottimizzazioni più pratiche, bisogna scrivere sempre degli alt text, che servono a Google per comprendere il contesto in cui si inserisce la foto, passando poi per l’uso di dati strutturati e altri meta data per consentire una migliore interpretazione e indicizzazione della risorsa, che può essere poi mostrata nelle SERP.

Come diceva John Mueller, al di là delle novità di Google è evidente che oggi le immagini stanno riguadagnano importanza a livello generale nel Web, e bisogna sempre tener presente che queste risorse, ben posizionate su Google Immagini, possono essere un canale con cui gli utenti scoprono e navigano un sito.

GM