Ne parliamo spesso, soprattutto quando ci riferiamo alle strategie di ottimizzazione off page, ma finora non avevamo mai concentrato l’attenzione sulle definizioni di base: oggi invece facciamo un passo indietro verso le basi della SEO e dell’informatica spiegando che cos’è un link e perché i collegamenti sono un elemento centrale per la Rete Web.

Le origini del Web

Partiamo proprio dalla definizione del World Wide Web: come raccontavamo qualche mese fa, in occasione del trentennale, il funzionamento di quello che sarebbe diventato il principale servizio di Internet fu descritto per la prima volta da Tim Berners-Lee, che parlava di un’ampia area di informazioni ipermediali che offrono accesso universale ai documenti.

Condivisione di informazioni e documenti

Secondo quanto riportato da varie fonti, questa idea nacque al CERN di Ginevra e c’è un pizzico di Italia: il ricercatore inglese notò alcuni colleghi italiani che trasmettevano informazioni tramite linea telefonica da un piano all’altro del prestigioso laboratorio svizzero visualizzando informazioni video. Da questo spunto, Berners-Lee e il suo collega Robert Cailliau ipotizzarono un software per condividere la documentazione scientifica in formato elettronico a prescindere dalla piattaforma informatica utilizzata, utile a migliorare la comunicazione e la collaborazione tra i ricercatori dell’istituto.

Per rendere concreta l’idea partì anche la definizione di standard e protocolli per scambiare documenti su reti di calcolatori, che avrebbero poi generato il linguaggio HTML e il primo protocollo di rete HTTP. Il tutto trovò una prima realizzazione nel 6 agosto 1991, quando Tim Berners-Lee pubblicò il primo sito web, che attese ben 17 giorni la prima visita da un utente esterno al centro di ricerca, con un clic arrivato appunto il successivo 23 agosto.

I link sono i nodi della Rete

Tornando al nostro tema, anche sulla pagina di Wikipedia dedicata al WWW si legge che la “caratteristica principale della rete Web è che i nodi che la compongono sono tra loro collegati tramite i cosiddetti link (collegamenti ipertestuali), formando un enorme ipertesto, e i suoi servizi possono essere resi disponibili dagli stessi utenti di Internet”.

I link dunque sono un elemento fondamentale per rendere possibile il progetto del Web perché rappresentano l’anello di congiunzione che permette di usufruire di questo ipertesto globale composto da tutti i siti mondiali che possono essere consultati da tutti.

Collegamento tra siti, ma non solo

Grazie ai link, abbreviazione di hyperlink, è possibile collegare in modo non sequenziale le pagine web, anche se appartengono a siti diversi, scaricare particolari contenuti, accedere a funzionalità specifiche e, in sintesi, utilizzare ogni snodo della Rete.

Quindi, i link sono la colonna vertebrale del Web, o meglio ancora il suo sistema nervoso centrale, e possono servire come mezzo principale di navigazione, strumento di citazione di informazioni, simbolo di fiducia, metodo di promozione e così via, e ne abbiamo parlato moltissimo nei topic su link building, link juice e fattori di ranking.

Che cos’è un link

Venendo agli aspetti tecnici, un link è un oggetto HTML che consente di passare a una nuova posizione quando l’utente esegue un clic o tocca la porzione sui display touch; questi collegamenti si trovano in quasi tutte le pagine Web e rappresentano come detto il mezzo più semplice per navigare tra le pagine della Rete.

Come sono i link

I collegamenti possono essere allegati a testo, immagini o altri elementi HTML; nella maggior parte dei casi i link sono di colore blu (come nelle SERP di Google), che è la tinta standard dei browser Web, ma è possibile personalizzare questa impostazione utilizzando stili HTML o CSS. Nelle fasi iniziali della Rete i collegamenti erano sottolineati per impostazione predefinita, mentre oggi questa scelta è meno comune. Anche le immagini possono contenere un link, diventando a loro volta un oggetto cliccabile e un collegamento verso un’altra risorsa.

Come appare un link in codice HTML? Questa è la stringa che identifica un link interno di tipo testuale: <a href=”/blog/eventi”>Eventi</a>, che rimanda alla sezione Eventi del nostro blog. Si tratta di un link relativo, perché non include il nome di dominio, e visto che il collegamento inizia con uno slash rimanda alla directory principale (nel caso contrario sarebbe relativo all’URL corrente).

Un collegamento come <a href=” https://www.seozoom.it”> <img src=”https://www.seozoom.it/wp-content/uploads/2019/08/test-google.jpg” alt=”Google search, come funziona la nuova feature”> è invece un link assoluto perché include il nome di dominio, necessario per i collegamenti esterni, che indirizzano a un altro sito Web.

Cosa significa a href

È interessante scoprire anche il significato del tag a href: la “a” è l’iniziale di “àncora” (anchor in inglese), poiché i primi documenti ipertestuali si collegavano ad ancore (o marcatori) interni alla stessa pagina, piuttosto che ad altre pagine. Invece, “href” è l’abbreviazione di hypertext reference, ovvero “riferimento ipertestuale”.

Prima di concludere, ricordiamo velocemente quali sono gli attributi che è possibile utilizzare sui link, ovvero title (la descrizione testuale del link, che si visualizza quando il mouse passa sul collegamento), target (impostazione che serve ad indicare dove aprire il collegamento, ad esempio in una nuova scheda usando _blank) e href, che segnala la destinazione del link stesso.