Il 91% degli utenti di Internet a livello globale guarda almeno un video online al mese (fonte: Digital 2021) e solo in Italia in tutto il 2020 ci sono stati in media 38 milioni 599 mila utenti unici che hanno usato Internet per accedere a piattaforme di video online (l’89% del totale dell’audience web italiana, fonte Audiweb). I video online si confermano quindi come uno strumento necessario per i consumatori, e la pandemia ha aumentato in modo schiacciante la quantità di video online che le persone guardano, e questo apre a varie opportunità per chi opera nel digital marketing, perché questa tipologia di contenuto può dare positivi ritorni sull’investimento per i siti, influenzando fortemente il traffico, i lead, le vendite e la comprensione del pubblico. A patto di non commettere alcuni errori SEO con i video che ne pregiudicano la visibilità su Google!

I 10 errori più comuni con i video

Riprendiamo quindi il discorso avviato con l’articolo sulle best practices per i video condivise da Google qualche mese fa, concentrandoci però sulle indicazioni esattamente opposte, e quindi su quello che non dobbiamo fare se vogliamo far apparire i nostri video su Google.

Come dicevamo nell’introduzione, i video sono un formato di contenuto sempre più utilizzato per la creazione e il consumo di contenuti sul Web e Google “indicizza i video presenti su di milioni di siti per mostrarli ai suoi utenti” attraverso “diverse posizioni su Google, tra cui la principale pagina dei risultati di ricerca, i risultati di ricerca dei video, Google Immagini e Discover”, dice la guida.

Alcuni errori, disattenzioni e problemi tecnici possono però complicare la scoperta, la scansione e l’indicizzazione corretta da parte dei crawler, e in definitiva causare un danno alla visibilità del video e della pagina nel suo complesso. Ecco quindi quali sono le cause più frequenti di errore per i video e come risolverle.

Non aiutare Google a trovare i video

La prima, grande categoria di errore rientra nei problemi tecnici che impediscono a Google di trovare correttamente la risorsa sulla pagina.

  1. Pagina bloccata da metadati robots.txt o noindex.

È un errore piuttosto banale: quando carichiamo un video, dobbiamo assicurarci sia disponibile su una pagina web pubblica in cui gli utenti possano guardare il suo contenuto. Se la pagina è bloccata nel file robots.txt o con un meta tag noindex, Google non potrà individuarla e indicizzarla, e quindi rischia di essere sostanzialmente “invisibile”.

  1. Assenza di tag HTML appropriato

Non usare un tag HTML come <video>, <embed>, <iframe> o <object> all’interno di una pagina rende più difficile per Google identificare il video lì presente.

  1. Mancato invio di Sitemap per i video

Anche non inviare una sitemap video complica il lavoro di Google (e quindi espone le pagine con video a rischi di scansioni o indicizzazione errate), che usa questa sitemap XML specifica per i video per trovare i video sul sito ed evitare di dover eseguire la scansione e rilevare le modifiche pagina per pagina.

Per verificare e inviare le Sitemap possiamo usare lo strumento Sitemap di Search Console o l’API di Search Console.

  1. Video inseriti in pagine complesse

Se carichiamo il video in una pagina che richiede azioni complesse da parte dell’utente o il caricamento di specifici frammenti di URL, Google potrebbe non essere in grado di trovarlo. Tra i potenziali problemi possiamo citare:

  • Lazy loading dei contenuti principali subito dopo l’interazione dell’utente (ad esempio scorrere, fare clic o digitare), perché Googlebot potrebbe non trovare tali contenuti.
  • Uso di un linguaggio JavaScript particolarmente complicato per incorporare oggetti video, che può causare l’impossibilità per Google di indicizzare correttamente i video.
  • Utilizzo di identificatori di frammenti per gli URL per i contenuti o le pagine di destinazione (non sono supportati)
  • Video non in evidenza nella pagina. Google spiega che i video non devono essere nascosti o difficili da trovare e consiglia di utilizzare per ciascun video una pagina autonoma associata a un titolo descrittivo o una descrizione unica.

Non aiutare Google a indicizzare i video

La seconda macrocategoria di errori e problemi con i video è quella che produce effetti negativi sulla capacità di indicizzazione da parte di Google: dopo che i crawler hanno identificato un video su una pagina, infatti, sono necessarie ulteriori informazioni per renderlo idoneo a essere mostrato nelle funzionalità video.

  1. Non fornire una miniatura

Un video senza un’immagine in miniatura valida rischia di apparire nelle funzionalità video di Google solo come link blu, perdendo quindi una importante occasione per convincere l’utente a fare clic.

Possiamo fornire una miniatura in uno di questi modi supportati:

  • Specificando l’attributo poster se usiamo il tag HTML <video>
  • Specificando il tag <video:thumbnail_loc> in una Sitemap per i video.
  • Specificando la proprietà thumbnailUrl nei dati strutturati.

Oppure consentire a Google di recuperare i file dai nostri contenuti video, generando una miniatura automatica.

Anche sbagliare le caratteristiche tecniche delle miniature è un errore che può compromettere la visibilità dei nostri contenuti.

Google supporta solo alcuni formati di immagine per le miniature – per la precisione, BMP, GIF, JPEG, PNG, WebP e SVG; inoltre, le dimensioni devono essere almeno di 60 x 30 pixel, ma è preferibile usare misure maggiori. Importante anche l’aspetto della posizione: il file della miniatura deve essere accessibile da Googlebot e quindi non bloccato con robots.txt o con obbligo di accedere, e disponibile in un URL stabile.

  1. Non fornire dati strutturati

Se non aggiungiamo (e correttamente) i dati strutturati che descrivono il video, Google può avere difficoltà nel comprendere l’argomento di questa risorsa e mostrarla per le query pertinenti.

L’indicazione della guida è verificare che tutte le informazioni fornite nei dati strutturati siano coerenti con i contenuti video effettivi; anche in questo caso, dobbiamo utilizzare miniature, titoli e descrizioni unici per ogni video sul sito.

Non consentire a Google di recuperare i file dei contenuti video

Una pagina video può essere indicizzata e idonea alla pubblicazione su Google, ma c’è un’ultima tipologia di errore che possiamo commettere, che impedisce al motore di ricerca di recuperare il file video stesso per capire l’argomento del video e abilitare funzionalità quali le anteprime video e i momenti chiave.

  1. Non avere la necessaria larghezza di banda

Dobbiamo fare attenzione anche alla pagina host e il server per la riproduzione in streaming del video, che devono disporre della larghezza di banda necessaria per essere sottoposti a scansione. Pertanto, spiega Google, “se la tua pagina di destinazione su example.com/puppies.html ha un video di cuccioli pubblicato da somestreamingservice.com, sia example.com sia somestreamingservice.com devono essere accessibili a Google e disponibili per il caricamento del server”.

  1. Non usare URL stabili per i file e le miniature dei video

L’utilizzo di URL con scadenza rapida per file e miniature dei video – a volte impiegati da alcuni CDN – può impedire a Google di indicizzare correttamente i video o di recuperare i relativi file.

La strategia suggerita è usare un singolo URL, unico e stabile, per ogni video: così, Google può individuare ed elaborare in modo coerente i video, confermare che sono ancora disponibili e raccogliere i corretti indicatori dei video.

  1. Caricare un video in un formato non supportato

Questo errore è piuttosto semplice da comprendere: Google supporta una serie limitata (ma comunque estesa) di codifiche video, e in particolare è in grado di recuperare i seguenti tipi di file video: 3GP, 3G2, ASF, AVI, DivX, M2V, M3U, M4V, MKV, MOV, MP4, MPEG, OGV, QVT, RAM, RM, VOB, WebM, WMV XAP.

Ciò significa che caricare video in formati diversi – ad esempio, tra quelli esclusi ci sono AVCHD (Advanced Video Coding High Definition, un formato specifico per video ad alta definizione di videocamere digitali Panasonic e Sony) e FLV, F4V e SWF (tutti progettati appositamente per Flash Player), che sono comunque rari da trovare online oggi – espone al rischio di non far recuperare correttamente il file da Google.

  1. Impostare una data di scadenza passata

L’ultimo errore che può gravemente compromettere la visibilità di un video è impostare una data di scadenza già passata o dimenticare di aggiornarla.

Indicare una data di scadenza a un video è una delle tecniche per rimuovere o limitare la presenza del video dai risultati di Ricerca: possiamo farlo nei dati strutturati schema.org (la proprietà expires), nei meta tag nell’intestazione del sito o nella Sitemap per i video (utilizzando l’elemento <video:expiration_date>).

Quando Google vede un video con una data di scadenza nel passato, il video non sarà incluso in nessun risultato di ricerca, ma la pagina di destinazione può comunque essere visualizzata come risultato web, senza la miniatura del video. Può quindi essere facile impostare per errore tale data nel passato per un video ancora disponibile, e il consiglio generale è di non includere dati sulla scadenza se un video non scade.