Ogni giorno, in tutto il mondo, le persone guardano miliardi di contenuti video sulle varie piattaforme online, e molti di questi riguardano il processo di acquisto: stando ad alcune statistiche, più della metà degli acquirenti online afferma che guardare un video li ha aiutati a scegliere quale prodotto specifico o da quale brand comprare, e nel 55% dei casi visualizzano video anche nel corso degli acquisti nei negozi fisici (fonte Google). Inoltre, il 72% dei clienti preferisce recensioni e tutorial sui prodotti in formato video piuttosto che scritto, e l’80% dei siti che hanno adottato questa strategia segnala poi un effettivo incremento delle vendite. Insomma, i video stanno diventando sempre più popolari e sempre più importanti per i siti di e-Commerce, e Google ha dedicato un approfondimento alle best practices SEO in questo ambito per sfruttare al meglio questo canale.

I vantaggi dei video per i siti e-Commerce

L’articolo, scritto dal Search Advocate Adam Kent e pubblicato sul Search Central blog della compagnia, approfondisce quello sui video SEO di cui abbiamo parlato nei mesi passati e si apre con la descrizione di alcuni dei vantaggi dei video per gli e-Commerce, che consentono di “offrire agli acquirenti una comprensione più approfondita dei prodotti che vendi o di costruire la tua reputazione di esperto fidato”; inoltre, elemento non meno utile, “il video può apparire in posizione prominente nella Ricerca Google”.

E quindi, aggiunge Kent, “presentando i tuoi contenuti video su Google puoi aprire ulteriori percorsi di scoperta per aumentare la brand awareness e il coinvolgimento sul tuo sito”.

Perché usare i video nella strategia dei siti e-Commerce

In sintesi, i video possono aiutare un sito e-Commerce a promuovere brand e prodotti, oltre che aumentare le vendite. In particolare, come dice questo articolo di Business2Community, contribuiscono a:

  • Mostrare il prodotto in movimento e in funzione.
  • Presentare le informazioni in un mezzo facile da comprendere e seguire.
  • Descrivere in maniera immediata argomenti difficili da spiegare con le sole parole.
  • Correggere eventuali convinzioni erronee sul prodotto e il suo utilizzo.
  • Stabilire autorità e credibilità nel settore di attività.
  • Umanizzare il prodotto e l’azienda.
  • Portare più clic, visualizzazioni e visite al sito.

Dove appaiono i video su Google

In riferimento all’ultimo punto, dobbiamo infatti tener presente che i video possono essere mostrati nella pagina principale dei risultati di ricerca di Google o nella scheda Video, e quindi diventano un potenziale catalizzatore di clic degli utenti verso il nostro sito.

Video con momenti chiave in evidenza

Spesso, questi contenuti sono presentati con un’immagine in miniatura e altre informazioni utili, come la durata della riproduzione e il testo di riepilogo. Inoltre, da qualche tempo Google può evidenziare i momenti chiave nei contenuti video, consentendo agli utenti di navigare nel video come si fa con i capitoli di un libro: quando un utente tocca un momento chiave, sarà indirizzato sul sito e potrà iniziare a guardare il video esattamente da quel momento.

Le principali tipologie di video per e-Commerce

Sono molti e diversi i tipi di product video che un’azienda può creare, ognuno dei quali ha uno scopo diverso; per un uso ottimale, dobbiamo quindi trovare lo stile di video più adatto rispetto al prodotto che vogliamo promuovere, inserendolo in maniera coordinata nella più ampia strategia di marketing.

Tra le tipologie più comuni ci sono:

  • Video descrittivo

È una forma basic di contenuto video, che serve a spiegare in dettaglio gli aspetti principali di un prodotto, e quindi cos’è, com’è fatto, cosa lo rende speciale, perché le persone ne hanno bisogno e come funziona. Sono strutturati più come recensione di un prodotto che come spot pubblicitario, e funzionano meglio di un lungo articolo di immagini e testo perché sono più facili da digerire e comprendere.

Questo video può essere suddiviso in diverse sezioni, e alla fine del filmato lo spettatore dovrebbe sapere esattamente cosa offre quel prodotto e quindi essere pronto a decidere se acquistarlo o meno.

  • Video tutorial

Chiamato anche “how-to”, un video tutorial guida lo spettatore nel processo di utilizzo pratico del prodotto. In molti casi, vedere qualcuno che usa fisicamente il prodotto in un filmato è più utile e chiaro rispetto ai classici articoli testuali con una serie di immagini, perché il tutorial video permette di spiegare tutte le parti del prodotto che a volte sono difficili da capire per i clienti.

Questa forma di video è una delle più popolari su Internet: i consumatori possono riconoscere facilmente il formato e comprendere lo scopo del video, quindi non c’è curva di apprendimento.

È anche un ottimo esempio di SEO e-Commerce, poiché un video ben fatto aiuterà a migliorare il posizionamento del sito web su Google.

  • Video comparativi

In un video comparativo si confrontano due o più diversi prodotti – solitamente, quello prodotto dal nostro brand con quelli della concorrenza o con quello che è attualmente lo standard di riferimento del settore, e serve quando sul mercato è presente un articolo preesistente con molta trazione che un prodotto nuovo mira a detronizzare, cercando di imporsi come opzione migliore.

Il creator dovrebbe sempre cercare di presentare entrambi i prodotti in modo onesto, mettendo in evidenza quelli che sono i punti di forza della sua proposta per creare un contesto che mostri gli aspetti vincenti del prodotto e quelli in cui i competitor sono invece meno performanti.

In questo tipo di video non serve dare un’analisi o una spiegazione completa del prodotto: si introducono brevemente le varie opzioni sul mercato, mostrandole in azione e mettendo in risalto le differenze. Questo contenuto funziona bene se si riesce a fare una ripresa affiancata di entrambi i prodotti che eseguono la stessa azione, diventando quindi una dimostrazione dell’effettivo funzionamento dei prodotti.

  • Video di cultura aziendale

Un video di company culture può essere una buona soluzione per i brand dietro alle attività di e-Commerce, perché consente di introdurre e mostrare un elemento umano nel business incentrato sul web e apparentemente freddo.

Questo filmato può includere testimonianze di diversi dipendenti, che a proprie parole spiegano la cultura e la filosofia dell’azienda, che così può presentare le persone oltre ai prodotti.

Con un video di questo tipo si può proprio umanizzare il prodotto e trovare un canale per relazionarsi con i clienti e creare un più forte senso di consapevolezza del marchio.

Ciò che conta è assicurarsi che il messaggio sia correlato al tipo di clienti target, e soprattutto evitare di sbagliare il tono della comunicazione, che deve essere positivo e incentrato sul consumatore. Se ben eseguito, alla fine di questo processo il brand non sarà più solo un prodotto casuale online, ma avrà una personalità definita e riconoscibile.

  • Video FAQ

Un video che presenta le risposte alle domande frequenti degli utenti può essere una buona soluzione per software e prodotti particolarmente complicati.

Il format più frequente prevede l’unione di tutte le FAQ relative al prodotto in un singolo video: si introduce la domanda (presentata con scritta a schermo o letta a voce), quindi si offre la risposta sintetica, eventualmente con spiegazione dimostrativa, poi si passa alla domanda successiva e ricomincia il processo. È anche utile fare un B-roll (filmato aggiuntivo da alternare nel montaggio alla ripresa principale) del negozio, prodotto o di qualsiasi altro elemento che sia complementare ai punti di discussione.

  • Video testimonial

Se l’azienda ha un buon un numero di clienti soddisfatti, potrebbe chiedere ad alcuni di loro la disponibilità a partecipare a un video testimonial, un tipo di filmato altamente promozionale in cui i clienti precedenti descrivono la propria esperienza positiva con il brand e i suoi prodotti.

È possibile riunire più testimonianze diverse e pubblicare un singolo video testimonial: ciò che conta è che le persone tocchino gli aspetti che rendono unico quel prodotto.

Usi comuni del video sui siti di e-Commerce

Tutte queste tipologie di video possono creare esperienze estremamente coinvolgenti per gli acquirenti sul sito di e-Commerce e può aiutare le persone alla ricerca di contenuti pertinenti dalle SERP di Google. Inoltre, può supportare l’e-commerce anche in altri canali, inclusi i social media: quando il video è ospitato su una piattaforma di social media, inoltre, è la stessa piattaforma che può rendere il video disponibile per l’indicizzazione di Google, quindi in genere non è necessario alcun lavoro extra.

Kent indica alcuni dei modi comuni in cui possiamo utilizzare i video su un sito di e-commerce:

  • Pagine dei prodotti

I video sono spesso incorporati nelle pagine dei prodotti, per fornire informazioni più ricche di ispirazione o funzionali su un prodotto rispetto alle sole immagini statiche. Ad esempio, il contenuto “ispiratore” può mostrare una famiglia felice che usa un cestino da picnic nel parco, mentre il contenuto funzionale può mostrare come un passeggino può essere richiuso per riporlo facilmente. Questi tipi di video possono rivelarsi utili per le persone durante la loro journey per gli acquisti nella Ricerca.

  • Articoli e post di blog

Un altro metodo molto diffuso è aggiungere contenuti video ad articoli e post di blog; il filmato può “condividere recensioni che confrontano e valutano i prodotti venduti, oppure condividere storie dietro le quinte su ciò che rende speciale la tua attività”. Diversi tipi di contenuti sono utili per diversi acquirenti, a seconda di dove si trovano nel funnel – se stanno ancora cercando o se sono pronti per l’acquisto, ad esempio. Molti acquirenti possono essere anche interessati anche al brand stesso, e ad esempio curiosi di conoscerne la posizione sul riciclaggio o sulle iniziative di sostegno alla comunità.

  • Live Streaming

I siti avanzati possono anche supportare live streaming incorporati, con la possibilità per gli spettatori di interagire con il conduttore (host), creando relazioni più profonde con i clienti. I live streaming possono essere programmati in anticipo o creati all’improvviso; alcuni servizi di streaming video consentono di incorporare flussi live nelle pagine del sito, consentendo di sfruttare la loro infrastruttura mantenendo i clienti sul sito. Se il live streaming viene registrato, può restare sul sito come un normale video e quindi rimanendo più a lungo nella Ricerca come contenuto pertinente per le persone interessate a quell’argomento.

Esempio di video con badge LIVE

Le best practices SEO per i video dei siti e-Commerce

Kent segnala anche cinque best practices SEO per ottimizzare la presenza dei video degli e-Commerce su Google Search o su Discover; si tratta di indicazioni semplici da attuare e seguire, che possono aiutare Google a indicizzare i contenuti video ospitati sul sito di e-Commerce; in alcuni casi, appropriato se si utilizza un CMS o una piattaforma di e-Commerce che non offre il controllo diretto sul markup HTML potrebbe essere necessario trovare un plug-in appropriato.

  1. Includere i dati strutturati Video nelle pagine che contengono contenuti video. Ciò può essere particolarmente importante nelle pagine dei prodotti con video incorporati in un carosello multimediale, poiché Google potrebbe non vedere i video che richiedono l’interazione dell’utente per essere visualizzati.
  2. Valutare la possibilità di creare una pagina dedicata al video, che ne descriva il contenuto, per i contenuti a cui vogliamo dare la massima visibilità. Una pagina “come pulire la tua macchina da caffè Brand X” può attirare traffico diverso rispetto a una pagina di prodotto Brand X che include il video di istruzioni insieme a molte altre informazioni. È possibile includere lo stesso video sia su una pagina dedicata che sulla pagina del prodotto.
  3. Per i live streaming, includere dati strutturati per abilitare i badge LIVE, che possono aiutare ad attirare l’attenzione sui flussi quando vanno in diretta, e utilizzare l’Indexing API per fornire a Google aggiornamenti tempestivi sull’inizio e sulla fine di uno streaming. Una registrazione in live streaming resa disponibile per la visualizzazione dopo l’evento dal vivo non è idonea per il badge LIVE.
  4. Creare e inviare un file Sitemap video per aiutare Google a trovare tutte le pagine web con contenuti video.
  5. Oltre ai dati strutturati Video, considerare l’aggiunta di dati strutturati rilevanti per ogni pagina, come ad esempio i markup Product, HowTo o Q&A.